Che la festa cominci

Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 2,12 MB
  • Pagine della versione a stampa: 328 p.
    • EAN: 9788858400296
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    Descrizione
    Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

    Recensioni dei clienti

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      marco

      03/11/2013 21:08:48

      Libro divertente che ti fa fare qualche risata!Consigliato a chi vuole una lettura leggera e spensierata per passare il tempo.

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      Lucy

      12/09/2013 09:16:49

      nel genere di Ammaniti: mi ha fatto sorridere e più volte ridere questo specchio deformato di certa bella società.

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      rougiu

      19/08/2013 13:32:05

      Come distruggere la società di oggi. Ammaniti descrive minuziosamente i difetti dei Vip... Mi è piaciuto particolarmente dare un volto vero ai suoi personaggi. Laurita è la Pausini?

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      MattiaU

      19/08/2013 11:40:45

      Partendo dal presupposto che si parla del mio autore preferito, questo romanzo mi lascia un sapore agrodolce. L'estrema surrealtà della vicenda narrata, a volte eccessiva, viene a tratti compensata dall'affresco tristemente veritiero dei mali e vizi della nostra società. L'apparire a tutti i costi, la precarietà affettiva, l'ipocrisia dominante vengono perfettamente rappresentati nei protagonisti del party a Villa Ada, così come Mantos e i suoi seguaci rappresentano la voglia di evadere dalla propria realtà, sempre alla ricerca del coup de theatre che li faccia uscire dalla propria -presunta- mediocrità. Di certo non il suo masterpiece, ma Ammaniti conferma tutte le sue capacità narrative e mette sempre più a fuoco il suo obiettivo puntato sulla quotidianità e sui suoi mali.

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      Tiziana

      08/08/2013 17:02:53

      Ma allora Ammaniti è proprio fissato con le storie truci e orrorifiche! Qui si parla di satanismo, di deliri omicidi, di gioventù allo sbaraglio, con personaggi strampalati e iper-caricaturati (non se ne salva uno!). Vabbè la satira, vabbè l'eccesso e la messa alla berlina dei nostri vizi, ma qui sembra piuttosto un pascersi e un compiacersi e un pavoneggiarsi nel decadentismo più becero e annichilente. Non gli do 1 perché è leggermente meglio di Il momento è delicato che ho recensito poco fa:qui se non altro sono arrivata alla fine senza defilarmi :-)

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      Federica

      24/04/2013 16:34:49

      Niccolò Ammaniti ha ormai iniziato a scrivere romanzi di maniera. "Che la festa cominci" contiene tutto ciò che uno si aspetterebbe da un suo libro, ne più né meno. La lettura è divertente, ovvio, ma mancano le emozioni bombardanti che i suoi primi libri erano capaci di regalare. Qui le emozioni, ormai, sono come "telefonate".

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      France

      14/04/2013 08:24:05

      Ho riso dall'inizio alla fine, nonostante la crudezza e il cinismo che grondano copiosi ad ogni pagina. Non è un libro "divertente" nel senso stretto del termine, ma nel senso di assurdo ed esilarante. E' tutto estremo, in questo romanzo, tutto caricaturale ed ironico. Sinceramente, a me è piaciuto molto, soprattutto essendo reduce da "Branchie" che a mio avviso è più o meno dello stesso genere. Bravo Ammaniti.

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      Max

      05/02/2013 13:41:24

      Premetto che sono un estimatore di Ammaniti. Libro divertentissimo, scritto da un professionista assolutamente non improvvisato ma particolarmente capace e dotato di una sua poetica inconfondibile. Da leggere per ridere e per rivedere la società fallita e fallata dei nostri anni!

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      Ross

      22/11/2012 18:18:54

      Ammaniti mi piace molto (Io e te, Ti prendo e ti porto via, Io non ho paura, Branchie...i miei preferiti), e mi è piaciuto anche "Che la festa cominci" proprio perché così surreale, fantastico. Anche in questo caso Ammaniti è rimasto sempre Ammaniti. A chi non l'ha apprezzato in questa versione un po' meno seriosa, consiglio di riorganizzare il suo approccio con questo autore, partendo dai suoi primi libri. Escluderlo dalle proprie letture sarebbe davvero un peccato!

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      vise81

      07/11/2012 15:42:49

      Romanzo surreale, sarcastico, cinico, grottesco, caricaturale e intelligente!

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      Alessio

      05/09/2012 20:40:02

      Ci troviamo di fronte a qualcosa di irreale, stravagante, fantastico ma al tempo stesso ad una narrativa travolgente che, forse descrive più che mai, la società dei nostri giorni??? Non è un libro da leggere e basta, è da analizzare nelle sue sfaccettature, immedesimarsi nei personaggi, che senza se e senza ma sono in ognuno di noi?? Libro ironico, di una ironia amara ""MOLTO AMARA""come le nostre vite?? Il romanzo che il personaggio Ciba cerca, da tempo, ma non riesce a trovarlo...quello che lascerà un segno nel panorama italiano...l'ha trovato forse Ammaniti con questo romanzo?? Risposte da trovarsi soltando varcando i cancelli di VILLA ADA...CHE LA FESTA FESTA COMINCI!!! Forse il miglior esperimento letterario di Ammaniti!!

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      Viola

      03/09/2012 13:32:28

      Trovatemi un altro "costruttore" di storie tipo Ammaniti qui, e allora ne parliamo!4 solo perché 5 ho dato al Ti prendo e ti porto via!Consigliatissimo a chi come me ispira un giorno di scrivere due righe anche molto meno modeste!Altro che scuola Holden ...

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      stefano

      22/07/2012 15:35:30

      Libro carino, la storia appassiona poi...improvvisamente,verso la fine, la svolta,la storia prende una piega assurda,incomprensibile,iniziano a spuntare dei mostri, (ma che c'azzeccano???)... e si trascina così, verso un finale molto deludente...mi chiedo cosa sia passato nella mente di Ammaniti...la voglia di allungare il libro?...la voglia di sorprendere e fare lo snob?....che delusione,forse si è immedesimato nel suo personaggio Ciba e quella parte non l'ha scritta lui....voto 2,5/5

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      Manuel

      26/06/2012 14:13:10

      Crudo, violento, volgare, cinico e grottesco. Sono questi secondo me gli aggettivi che descrivono meglio questo capolavoro di Ammaniti che presenta, a mio avviso, un ritorno a Fango e Branchie. Come dicono la maggior parte delle recensioni degli utenti del sito, l'inizio è spettacolare e contiene alcune perle davvero esilaranti, ma oltre la metà del romanzo, la storia diventa più cupa, grottesca e spietata, rasentando l'assurdo e assumendo in alcuni punti connotati splatter. Ci sono alcune frasi che hanno un linguaggio altamente scurrile e gergale, nonché situazioni al limite della pornografia che potrebbero infastidire i lettori più sensibili, ma questo è Ammaniti e si sa che lui è così. Come al solito, sono tantissime anche le citazioni (esplicite e non) presenti nel libro. Il finale forse è stato un po' troppo affrettato, ma rimane un gran bel romanzo che si legge tutto d'un fiato. Voto: se si potesse, darei 11/10

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      taxidriver

      22/05/2012 12:14:34

      Divertente come pochi. Avviso per i pendolari, quelli che leggono in viaggio: questo è un libro che strappa vere e proprie risate, non semplici sorrisi. Vi potreste trovare a giustificare le vostre risa ad altri viaggiatori. Surreale e grottesco. Non dovete cercarci dentro chissà che, è puro intrattenimento. Ma di ottima fattura.

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      Dave

      16/03/2012 19:55:58

      Iperbolico, surreale, satirico, trash. Ammaniti crea un libro divertente a metà tra Benni e Lansdale. Qui non c'è un Drive-in ma una villa coatto-miliardaria stipata di improbabili (anzi probabili) personaggi: sportivi, veline, artisti, chef, scrittori, satanisti. Si sorride molto, specialmente nella prima metà del libro in cui Ammaniti ci delizia con le vicende dell'egocentrico scrittore Ciba e del satanista Saverio "Mantos" Moneta. Personalmente però ho iniziato ad annoiarmi da tre quarti di libro in poi in cui non vedevo l'ora che arrivasse il finale (un pò deludente). Tre stelle e mezzo.

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      Lorenzo

      02/01/2012 22:35:21

      Spassoso e a tratti surreale, l'ennesimo capolavoro di un Ammaniti scatenato.

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      kampax

      06/11/2011 19:46:29

      Sorprendente e inverosimile, comunque divertente, noente di impegnato

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      Mario

      08/09/2011 16:21:30

      La storia è molto inverosimile con situazioni incredibii ed impossibili, la fantasia comunque è al primo posto, niente di scontato e niente di banale. I personaggi, anche se Ammanniti lo esclude, in particolare i VIP sono tutti riconoscibili tra i personaggi attuali, come non identificarli con i VIP della TV !!!

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      CUB

      05/09/2011 11:57:45

      Ammaniti e' e Ammaniti resta, se non si ama Ammmaniti , non si ama nemmeno questo libro. Spassoso, critico con irriverente satira . Le cose assurde di cui scrive, non sono poi tanto diverse da quello che succede nella realta' in fondo. Di questo c'e' da preoccuparsi. A me e' piaciuto molto, lo consiglio.

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    Il riso è amaro, dall'inizio alla fine del racconto. I personaggi sono grotteschi, ampollosi e tragici, e la storia nasce da una mente alterata e febbricitante. Le opinioni non possono che dividersi: la poetica di Niccolò Ammaniti o viene affrontata con un sorriso leggero, come una storia che non può stare in piedi, oppure si affronta per quello che è: il riflesso distorto della realtà, eccessivo, eccitato e funebre.
    Dopo la consacrazione ottenuta da grandi successi come Io non ho paura, Ti prendo e ti porto via e Come Dio comanda, Ammaniti torna alle atmosfere grottesche e torbide di Fango (Mondadori, 1999), dove la metafora di una società marcescente seguiva il dipanarsi dei racconti che formavano la raccolta.
    Qui il raccapriccio ricompare, ma viene ancora più stolidamente caricato di ironia, così come tornano gli altri argomenti tipici di Niccolò Ammaniti: i personaggi caricaturali, le descrizioni fumettistiche, e apocalittiche, gli occhi di brace e i rigurgiti delle viscere della terra. Per ottenere questo effetto lo scrittore si serve, però, di personaggi a dir poco esilaranti. Come Saverio Moneta, il leader della setta ormai in declino "Le Bestie di Abaddon". Mobiliere nel reparto cucine tirolesi del grande magazzino dell'ottuagenario e perfido suocero, Saverio, in arte Mantos, di giorno subisce le angherie di una moglie algida e di notte promette ai tre disadattati ancora rimasti nella sua setta un'azione memorabile che farà balzare le Bestie ai vertici dei cultori di Satana.
    Non molto lontano dal quartier generale di Mantos, ad Oriolo Terme, un giovane scrittore romano cerca l'ispirazione durante noiosissime feste e surriscaldati auditorium. Salutato come una nuova promessa dell'editoria, dopo quattro anni di silenzio Fabrizio Ciba sta diventando una promessa mancata. Il suo editore lo sta per rimpiazzare, la sua agente ha smesso di giustificare i suoi continui eccessi, ed anche il pubblico, che fino ad ora lo ha idolatrato, inizia a contestare le sue uscite mondane.
    La festa di Sasà Chiatti forse non è proprio il posto ideale per risollevare la sua reputazione, ma magari potrebbe fornirgli lo spunto per uno dei suoi corsivi al vetriolo sulla stampa nazionale. Chiatti è un palazzinaro di Monfalcone, sopraggiunto a Roma in cerca di approvazione e fama. Per ottenerli ha un solo mezzo, i soldi, con i quali riesce ad acquistare uno dei parchi più belli di Roma, Villa Ada, e ad organizzare la festa più spettacolare che la capitale ricordi. Il parco viene popolato da animali esotici, gru, ippopotami, elefanti indiani e tigri albine; per allietare i partecipanti vengono organizzate tre diverse battute di caccia in costume, ed infine, dopo l'immancabile "Amatricianata" di mezzanotte, il concerto live della mitica Larisa, la cantante rock del momento.
    Tutti vorrebbero partecipare al rutilante programma, ma solo in pochi riusciranno a varcare i cancelli della villa e ad assistere all'evento più rovinoso e distruttivo che il mondo dello spettacolo ricordi. Un boicottaggio, o forse la natura, o Satana in persona, offuscheranno le luci scintillanti prodotte dai generatori di corrente elettrica. Una colata di acqua, fango, sangue e terrore, deturperà la scena e le umane sembianze.
    Si potrà semplicemente ridere della situazione grottesca, ma, siamo certi, qualcuno tenterà di riflettere sul sottosuolo e l'inevitabilità dei suoi riflussi.