Recensioni Che ne sai dell'amore

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    31/12/2017 14:31:30

    Ho comprato per curiosità il libro Che ne sai dell'amore di Stefania Trapani, presentato in un gruppo di lettori, e mi è piaciuto molto.Durante la lettura mi è venuta subito in mente una frase celebre di Paul Nizar: “Avevo vent’anni, non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”.La protagonista Rosa è una ragazza di 27 anni che si fa trascinare dai suoi sogni giovanili fino ad esserne travolta. L'autrice, con uno stile molto originale che definirei "fantarealismo", riesce a ribaltare tutti i luoghi comuni della "bella età" e a raccontarci la favola di Cenerentola (ma forse è La Bella Addormentata?) alla rovescia, dove gli ideali di gioventù (il sogno americano, l'amore eterno, il mito del successo) vengono infranti, eppure Che ne sai dell'amore non è un romanzo disperato e cupo, grazie a una scrittura vivace e leggera che lascia sempre un margine di speranza e un'altra possibilità alla sua protagonista.

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    24/04/2017 21:00:53

    Un libro che leggi tutto d'un fiato. l'autrice ti spinge in una realtà parallela dalla quale non vorresti più uscire, perchè man mano le cose succedono e diventi Rosa, la protagonista. Diventi lei con i suoi mondi, la voglia di esplorare e la paura di non farcela, di non essere all'altezza. Rosa la "schizzata", Rosa la sognatrice determinata. Il tema dell'amore diventa il pretesto per sviscerare anche altri aspetti, profondi, dell'essere umano, secondo un filo conduttore circolare. Il linguaggio è fresco e la narrazione scivola via, pagina dopo pagina. E' un racconto che non finisce, perchè a Rosa ti ci affezioni e la sua storia diventa la tua. Leggetelo.

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    16/02/2017 09:34:53

    Leggi le prime pagine e i nomi scorrono, quasi fossero lì soltanto per scandire il tempo che passa. Poi all’improvviso scocca la scintilla e Rosa viene attratta in un vortice di bugie, tradimenti e violenze. Si illude di inseguire una favola. Di più: comincia a sognare. La cruda realtà si mischia a passaggi onirici, dove le illusioni sono dure a morire e la testa è piena di voci. Appunto, le voci. Quelle s’insinuano nei recessi della mente fino allo sfinimento. Fino a una sensazione di velata follia che alla fine la porta ad aprire il vaso di Pandora che ha dentro. Finalmente. Infine uno specchio, vero collegamento tra il prima e il dopo, rivela il presente, con tutti gli infiniti segnali che la vita ti manda. È un romanzo dal sapore autobiografico che non può lasciare indifferenti: verrebbe quasi voglia di urlare a Rosa che no, non può essere vera quell’ingenuità che manifesta una pagina dopo l’altra. Belli i passaggi in cui l’autrice ci fa entrare nei suoi personaggi fantastici (ma saranno davvero tali?) e ci fa uscire dai (suoi) sogni. Buono anche lo stile, a mio parere migliorato rispetto ai precedenti romanzi. Testo abbastanza contenuto, da leggere tutto d’un fiato ma, ne sono certo, che lascia qualcosa addosso.

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