Recensioni Chi è morto alzi la mano

Chi è morto alzi la mano Fred Vargas Einaudi
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    05/11/2015 17:27:28

    Non so come sia riuscita a finirlo, la trama (che partiva così bene) diventa ridicola, i personaggi sembrano usciti da uno sketch di Colorado risultando non soltanto ridicoli ma anche totalmente fuori contesto. Vargas non penso ti concederò un secondo appuntamento, Chi è morto alzi la mano è stato uno dei gialli più deludenti che abbia mai letto.

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    05/09/2015 10:38:32

    Sono riuscito ad arrivare a pagina 60 di 250. Uno sforzo tremendo. Il mio è un giudizio soggettivo però trovo difficile reggere la lettura di un romanzo i cui dialoghi tra personaggi sono incentrati due volte su tre su battute, frasi ironiche e doppi sensi. Mah!!!

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    07/10/2013 12:08:25

    Ingredienti: tre storici scalcinati, un ex poliziotto non convenzionale, un albero comparso dal nulla, una cantante lirica scomparsa nel nulla. Consigliato: a chi vuol veder colorati di giallo i sentieri della storia, della lirica e della gastronomia, a chi vuol farsi ipnotizzare da un semplice e sorprendente gioco delle tre "case" (topaia, giardino, ristorante).

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    21/09/2013 22:34:54

    Il giallo è un insieme di trovate assurde e improbabili, i personaggi sono costruiti malamente e la storia non regge. Nonostante l'intrico, il romanzo è noioso.

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    06/10/2012 12:06:00

    Cosa si nasconde dietro quell'albero spuntato dal nulla in giardino? E' da qui che la scrittrice transalpina parte con la sua storia, divertendosi a disseminare indizi che portano il lettore a cercare di capire chi sia il vero colpevole. Avvincente e bello, nel puro stile Vargas. Da leggere!

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    19/09/2012 17:34:48

    bello. E' la prima volta che leggo qualcosa di Vargas e gli unici gialli che ho letto sono quelli di Manuel Vazquez Montalban. Ho amato i personaggi e lo stile che ti permette di leggere il libro in fretta senza stancarti con troppi approfondimenti.

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    11/06/2012 16:49:34

    In questo romanzo la Vargas "abbandona" il suo amato commissario Adamsberg e si cimenta in un giallo/noir di elevata arguzia e dovizia di particolari e personaggi; le pagine scorrono velocemente grazie al pathos narrativo che cattura il lettore. Da evidenziare gli accostamenti puntuali e corretti con il classico "Moby Dick". Tutto sembra indirizzare a una certa situazione risolutiva che avvolge di mistero, insieme al noir, l'intera narrazione. Il finale lascia interdetti e "a bocca aperta" per il colpo di scena non facilmente immaginabile. Un eccellente libro di cui consiglio la lettura.

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    22/11/2011 14:16:39

    Era la prima volta che leggevo Vargas e mai mi sarei aspettato l'enorme delusione per questo libro, consigliatomi da molte persone. I personaggi sono improbabili e anche un po' antipatici, i dialoghi irreali ed un po' da telenovela, la storia macchinosa che parte dalla intrigante idea dell'albero ma che poi si arena immediatamente per 200 pagine, il finale inaspettato e improvviso senza avermi coinvolto nè incuriosito per la risoluzione del caso. Manca inoltre completamente "il contesto" parigino; la città di ambientazione del romanzo potrebbe essere Parigi come Milano, Londra, Mosca o qualsiasi altra città occidentale.

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    14/11/2011 17:05:26

    Mi aspettavo di più sinceramente. Non sono un amante dei gialli, ma l'ho acquistato per l'aspetto sinistro della copertina, per il titolo originale e per le recensioni che mi parlavano di un racconto che non è solo un giallo. La Vargas scrive molto e speravo di trovare un nuovo filone di libri intriganti, come alcuni di Lansdale spassosissimi. Purtroppo qui i personaggi sono assai poveri, niente a che vedere con Hap e Leonard giusto per restare in tema. Non so come spiegarlo: sembra quasi che l'autrice ne abbia dedotto conversazioni e comportamenti sulla base di un cartamodello, che si è fatta ad uso personale! Impossibile viceversa che il lettore riesca a dare loro uno spessore a partire da quello che legge. Tutto molto inconsistente, una lettura che non avvince e non lascia nulla. Mi chiedo: ma almeno la scoperta del colpevole nei gialli non dovrebbe destare emozioni? Non c'è nemmeno quella, peccato!

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    05/09/2011 10:07:53

    I punti di forza di questo romanzo sono la semplicità, la caratterizzazione dei personaggi, la narrazione scorrevole e il finale a sorpresa. Insomma, tutti gli ingredienti di un'opera ben riuscita, che conquista il lettore dalla prima all'ultima pagina. La Vargas scrive in modo essenziale, pulito, lineare, veloce, senza dilungarsi in pesanti approfondimenti di storie o di ambienti. Tutto scorre all'insegna della leggerezza. Se siete alla ricerca di un giallo complesso e di azione, girate alla larga. Sicuramente leggerò altri romanzi di quest'autrice.

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    31/07/2011 07:35:13

    Gran bel libro! ottima la descrizione dei personaggi e il finale da vero romanzo giallo. Da leggere!

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    28/06/2011 16:20:54

    Modesto. Facile da leggere in chiave 'chi è stato' dal lettore smaliziato. Preferisco il visionario Adamsberg che questi 3 1 allo sbando.

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    26/04/2011 19:12:43

    La Vargas ha uno stile che entra nella carne, non molla mai fino alla fine. Fa persino paura, nonostante la stramba umanità dei suoi personaggi. E' una storia senza tempo, post-moderna e antica come la gelosia

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    AB
    21/03/2011 10:03:34

    La storia è interessante per lo spunto dell'albero che innesca tutta la vicenda e per l'originalità dei personaggi. Mi piace il modo in cui riusciamo a vederli, nei loro rapporti e nel loro privato. Ma la trama talvolta cigola un po'e alla fine viene da pensare che si poteva fare meglio e che sia un'occasione un po' persa. Comunque non è un romanzo da scartare.

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    28/02/2011 15:51:59

    Un gran bel libro, da leggere tutto d'un fiato. Personaggi descritti bene, trama complessa che si dipana pagina per pagina fino alla soluzione finale che sorprende e rapisce. Da leggere!

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    10/11/2010 16:53:51

    Non mi è sembrato niente di che. Personaggi interessanti, ma storia debole, con finale abbastanza scontato. L'efficace espediente dell'albero non mi sembra sia stato ben "gestito" dall'autrice. Volevo leggermi tutta la saga, ma - se questo che è reputato il più bello non mi ha entusismato - temo che con gli altri due andrà anche peggio.

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    11/10/2010 12:16:46

    Un libro veloce, un giallo non troppo coinvolgente. Si salva nello stile e nel carattere dei personaggi. Anche se non è stagione lo vedo bene nella categoria "da ombrellone".

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    15/09/2010 11:51:26

    Uno dei più bei gialli finora letto! Devo assolutamente acquistare gli altri romanzi di questa veramente brava scrittrice. Dalle recensioni che leggo credo proprio che non mi deluderanno.

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    07/09/2010 08:39:21

    Dopo "Io il tenebroso" mi accingo al secondo romanzo di Fred e al termine dell'impresa mi vengono spontanee le seguenti riflessioni: 1.il padrino cos'ha al posto del cervello, un potente pc per elaborazione dati? un'entità o massa grigia aliena? suppongo di sì altrimenti come potrebbe avere di colpo intuizioni paragonabili alla teoria della relatività dopo 240 pagine di noia assoluta? 2.dove sarebbe la storia avvincente e quindi dove il "capolavoro" dell'autrice? Stavolta non salvo neppure gli apostoli, banali anch'essi quindi abbassiamo decisamente la media, improponibile buttar via prezioso danaro per bolle del genere.

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    30/08/2010 17:15:29

    riuscito esercizio di stile..quattro, cinque sei personaggi che compartecipano allo sviluppo della narrazione, con la propria individualità, ben caratterizzati. da far leggere nelle scuole di scrittura per far comprendere come si bilanciano le caratteristiche dei vari personaggi nella tessitura del racconto.

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    31/05/2010 12:18:57

    son stato catturato più dal romanzo in se con un ' eccellente caratterizzazione dei personaggi e delle loro singolarità piuttosto che dal giallo da risolvere.anche perchè come detto da altri nella soluzione dell enigma è presente qualche lacuna e forzatura che vien giustificata adducendo la cocciutaggine di marc.quindi 5 per il romanzo,3 per il giallo..però il voto rimane 5 perchè merita di esser letto.

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    06/04/2010 14:37:51

    E' un bellissimo giallo, un bellissimo libro. 254 pagine bevute in un week end [quello di Pasqua...]. L'incipit: un giovane faggio compare improvvismanete nel giardino di una cantante lirica. Corpo: tre improvvisati investigatori, in realtà tre storici nella merda fino al collo supervisionati da un ex polizzitto corrotto, cercano di risolvere un mistero. Chiusa: ... Abilissimo colpo di scena. 5/5, non c'è niente da dire.

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    15/03/2010 09:38:08

    Semplicemente perfetto. Un romanzo scritto in modo magistrale che racchiude in sè una meravigliosa caratterizzazione dei personaggi, una storia surreale ma originalissima e divertente, basata su una trama gialla di tutto rispetto. Cosa chiedere di più? Consigliatissimo.

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    14/02/2010 15:59:47

    il mio primo libro della vargas... mi aveva incuriosito il titolo e in effetti è stata una lettura piacevole. il giallo è sviluppato con una bella trama e con un finale che pochi magari si saranno aspettati !! consigliato!!!

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    02/12/2009 13:46:10

    In apparenza leggero, molto surreale e bizzarro, questo libro mi è piaciuto parecchio. Ottimo giallo, ottimi personaggi, ben narrato e con un finale con un buon colpo di scena. Come sempre molto francese. Consigliatissimo.

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    03/11/2009 12:29:20

    Un capolavoro l'idea dei tre personaggi meravigliosamente naif e concretamente surreali.

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    14/07/2009 10:42:16

    Ho già letto altri 3 libri della Vargas, e non in ordine cronologico. Avevo perciò già incontrato i 3 storici e Vandoosler in "Parti in fretta e non tornare", ma qui ho avuto il piacere di scoprirli davvero, di conoscere la loro storia, che secondo me è la vera protagonista del libro. Ho sorriso e mi sono commossa con loro e per loro, dilettata però anche dal misterioso rompicapo intorno all'albero e alla cantante. Dopo 4 romanzi letti, non posso più fare a meno della Vargas.

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    10/07/2009 16:16:56

    Gli amanti del giallo cervellotico e sovrastrutturato stiano pura alla larga da questo romanzo. Un invito a leggerlo invece, per tutti i cultori della scrittura agrodolce e lievemente cinica. Adorabili i 3 protagonisti, storici intelligenti e spiantati, sono un amorevole omaggio di F.V. alla sua formazione umanistica.

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    16/05/2009 22:34:30

    come sempre....... un capolavoro

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    14/05/2009 12:02:46

    Come investigare la quotidianità e la storia , diventare amici, condividere una casa, risolvere un delitto con note di umorismo e malinconia che fanno amare il romanzo e te lo fanno rileggere per ritrovare le stesse sensazioni della prima, vorace lettura. Uomini amici di donne che sono vittime e carnefici, che le amano e ne sono, come sempre, attratti e respinti. Secondo me, il romanzo più riuscito di Vargas.

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