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    Federica

    23/09/2018 10:32:57

    "Lo chiamavano Jeeg Robot" è il perfetto esempio del nostro bel cinema italiano! Regia perfetta, prova attoriale del trio Marinelli, Santamaria e Pastorelli superlativa, ottima sceneggiatura. Un film che non può essere etichettato in un genere, perché ne racchiude tanti. Tocchiamo punti di orrore e forte violenza alternati a scene in cui lo Zingaro (Marinelli) dà il meglio di sé interpretando le canzoni anni '80. Ci sono momenti da ridere forte e altri in cui ti immergi nell'orrore della quotidianità e delle violenze domestiche- Film godibile, che entra dentro.

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    isa

    20/09/2018 19:43:13

    Film diretto e recitato molto bene; purtroppo non mi è piaciuto il pessimismo eccessivo: antagonista malvagio che ha troppo spazio, protagonista inetto che si riscatta solo alla fine, commovente la ragazza ritardata.

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    Andrea

    15/09/2018 22:30:44

    Davvero contento! Ammetto che all'inizio sono partito aspettandomi il peggio. Invece la storia c'è, i personaggi ci sono, il tutto è ben girato, coinvolgente, ben fatto! Davvero questo è il cinema italiano che dobbiamo apprezzare e supportare. Complimenti agli attori, bravissimi. Anche gli effetti speciali sono credibili. Ma è proprio la storia che regge, e sono gli attori davvero bravi che danno il conio a questo prodotto davvero da acquistare e apprezzare. Forza cinema italiano, forza!

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    - L

    23/02/2018 21:55:33

    Quando ti vedi proporre un film italiano di supereroi la prima cosa che pensi è "... è una barzelletta?". Se mi fossi lasciato cogliere dal pregiudizio mi sarei fermato al trailer. Invece i personaggi sono quanto di meno stereotipato e scontato possiate immaginare, hanno un senso e una coerenza rare. Gli attori sono bravissimi, ad ogni scena ho cercato di trovare una sbavatura, invano. Unica pecca: a volte la pronuncia romana proprio non si comprende, ma d'altronde, recitarlo in un italiano forzato, lo avrebbe snaturato e reso finto. DI QUESTO dobbiamo essere orgogliosi, altro che cinepanettoni e commedie da due soldi.

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    richard

    14/02/2018 13:22:12

    Finalmente un film con un'idea originale... Esplosivo, favoloso, dinamico.... Jeeg !!! ;)))

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    tommaso

    16/09/2016 16:22:25

    Questo è grande cinema d'Italia,complimenti.

Vedi tutte le 6 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Un trionfo di puro cinema d'intrattenimento, il primo vero superhero movie italiano

Trama
Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c'è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.


Enzo Ceccotti a Tony Stark je fa ‘na pippa. E non scandalizzatevi, perché siamo a Roma e i supereroi sono pure un po’ supercafoni, ma alla fine in un derby sanno qual è la squadra giusta per cui tifare. Zingaro è il Joker all’amatriciana: canta Fossati, ha fatto Buona Domenica e vuole fa’ er botto. Gabriele Mainetti, il regista, è quello di Basette. E se non l’avete visto, quel capolavoro ispirato a Lupin, fatelo prima di continuare a leggere. Solo lui poteva costruire un vero film di supereroi qui in Italia: Enzo si tuffa nel Tevere, e lì, se ne esci, i superpoteri, se non li hai, ti vengono; lo Zingaro calcola il successo con le visualizzazioni su YouTube e canta e ammazza con la stessa pacchiana disinvoltura. Claudio Santamaria è un protagonista stropicciato pure quando potrebbe avere il mondo tra le mani, è fragile e sbagliato e capace di esporsi allo spettatore con candida ruvidità, mentre Luca Marinelli è geniale nel vestire i panni del trans come dell’aspirante boss, del ragazzo di vita come del marito amorevole, con la stessa camaleontica capacità di mimetizzarsi in un personaggio che è solo dei più grandi. La principessa Ilenia Pastorelli è adorabile nella sua surreale centralità, ma tutto è in mano a Mainetti, che con il cinema sa divertirsi. Sa vedere il gioco dove altri vedono l’esposizione autoreferenziale del proprio talento, sa che essere autore è saper dare una firma alle proprie (bellissime) inquadrature e non punire chi guarda. Ha ironia e fantasia, i migliori tra i superpoteri: anche perché senza quelli, in Italia, quando riusciva a farlo un film così?

Boris Sollazzo

2016 - David di Donatello - Miglior attrice - Pastorelli Ilenia
2016 - David di Donatello - Miglior attore - Santamaria Claudio
2016 - David di Donatello - Miglior attore non protagonista - Marinelli Luca

  • Produzione: Warner Home Video, 2016
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 112 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; dietro le quinte (making of); provini; scene inedite in lingua originale; storyboard