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Tatiana de Rosnay

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 322 p. , Brossura
  • EAN: 9788804574767

Recensioni dei clienti

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    GIAMBA

    25/05/2016 17.34.36

    Struggente. Romanzo molto triste, ma piacevole

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    stefano

    25/02/2016 18.02.52

    Romanzo toccante e carico di significati; ben costruito e documentato. Si nota l'attenzione posta dall'autrice nel saper tratteggiare un racconto attendibile, coinvolgente, sia nell'ambientazione che nei personaggi. Una qualità che ho apprezzato è l'assenza di stucchevolezza e retorica.

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    sonia

    19/02/2016 13.32.36

    libro intenso coinvolgente, scrittura scorrevole. Un argomento, quello del vélodrome d hiver, di cui si parla poco.Una tragedia personale che ritorna dopo 60 anni. lo consiglio vivamente, se proprio dev'esserci una pecca, a parere mio, la conclusione è un po' troppo lunga

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    Brunella

    15/11/2014 21.45.53

    Libro molto bello..la tragedia dell'Olocausto in Francia, per mano dei francesi, vista con gli occhi di una bambina. Struggente.

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    Michela

    24/02/2013 00.22.33

    Vado un po' controcorrente, ma forse è il tema in se che non riesco proprio a tollerare: troppa ansia, troppo dolore, troppo orrore. Ho letto altri libri in cui venivano descritte atrocità e follie del genere umano, ma questo mi ha turbato paricolarmente, forse perché ho riscontrato meno delicatezza nell'affrontarlo. Ho da poco tempo terminato Le Perle del Drago Verde, di Lisa See, nel quale vengono narrate le atrocità e le umiliazioni inflitte ad un popolo che è stato sterminato dalla fame; ho partecipato alla sofferenza e alla paura di una famiglia in tempo di guerra (la Madre del Riso, di Rani Manika), senza contare il filone mediorientale susseguitosi a Mille Splendidi Soli...Ma in tutti questi ho trovato una speranza, una forza e una poesia che, secondo me, in questo libro difettano leggermente. Ma questa è la mia opinione e, in fondo, è un libro discreto (anche se non lo regalerei).

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    Salvatore Palma

    04/02/2013 07.41.59

    E' il 16 luglio del 1942, a Parigi migliaia di ebrei vengono prelevati e rinchiusi al Vélodrome d'Hiver in attesa di essere successivamente deportati nei campi di concentramento tedeschi. Tra di loro vi è la piccola Sarah, di soli dieci anni, che non si rende conto di ciò che realmente sta accadendo. Quasi istintivamente e con un estremo gesto d'amore, per proteggere il fratellino dal pericolo, lo chiude a chiave in un armadio. Sessant'anni dopo una giornalista americana, che per motivi professionali deve lavorare su quei tristi episodi, va ad abitare in quello stesso appartamento. Una circostanza casuale che fa inevitabilmente incrociare le due storie, rendendole palpitanti e commoventi. Un romanzo bellissimo, di altissima intensità emotiva e di grande pathos che riesce, con ottimi risultati, a intrecciare una storia personale e i tragici accadimenti di quel periodo storico.

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    Daniela

    20/01/2013 18.23.41

    Indubbiamente un libro intenso, commovente che, come tutti i testi sull'olocausto, fa' riflettere molto. Ammetto la mia ignoranza, ma non conoscevo l'avvenimento storico sul quale e' stato imbastito il racconto, e per questo ringrazio l'autrice per avermi illuminata, ma la trama non mi ha entusiasmato: forse solo all'inizio quando un sapiente parallelismo tra passato e presente mi faceva sperare in un colpo di scena .

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    Lupo '58

    16/07/2012 00.57.01

    Un libro bellissimo su uno degli eventi più tristi e terribili del 2° Conflitto Mondiale, il rastrellamento effettuato dalla Polizia Francese di uomini , donne e bambini ebrei, avvenuto a Parigi il 16 luglio 1942, più tristemente noto come rastrellamento del Vel d'Hiv. Il destino di Sarah, una bambina ebrea coinvolta nel rastrellamento e di Julia, giornalista americana, trapiantata da anni nella Parigi di oggi, si intrecciano indissolubilmente,dando origine ad una storia drammatica, triste e commovente, che mi ha coinvolto in modo speciale. Consigliatissimo.

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    enza

    11/07/2012 12.43.59

    Un libro stupendo che mi ha fatto conoscere una pagina della storia che non conoscevo e che si va ad aggiungere ad dolore di milioni di persone innocenti alle quali è stato tolto il diritto di vivere. Zakhor. Al Tichkhac. Ricorda. Non dimenticare mai.

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    Bianca

    29/06/2012 16.26.51

    Rifuggo con disappunto i commenti negativi su questo libro che ha il notevole merito di introdurre un argomento sconosciuto ai più.E questo viene fatto con delicatezza e rispetto.E' assurdo e inutile cercare difetti narrativi per sminuirlo.Vergogna!Libro consigliatissimo da diffondere ai nostri ragazzi per la testimonianza preziosa che lascia.

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    alessandro

    04/06/2012 11.40.24

    E'il libro più bello letto quest'anno. Forse per la somiglianza di mia figlia alla bambina nella copertina ho pianto nel leggerlo e non mi era mai successo con nessun altro libro. E' scritto benissimo i parallelismi tra le 2 epoche diverse in cui è ambientato sono semplicemente perfetti ,lo consiglio vivamente a tutti quanti. Descriverlo non ha senso è solo da leggere tutto d'un fiato. Penso che sia sufficiente ricordare una frase della protagonista: "Chiedo scusa perchè sono arrivata a quarant'anni e non lo sapevo........"

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    Lorena

    10/05/2012 23.56.17

    Non ero al corrente di quanto fosse successo il 16 luglio 1942 a Parigi... un episodio sconosciuto di cui sono rimasta esterrefatta.. quanta disumanità e spietatezza.. il libro è molto scorrevole seppur straziante..ma va letto.. Anche io ho preferito decisamente la parte quando veniva descritto il passato e il presente.. lo consiglio vivamente per chi vuole sapere altri avvenimenti accaduti durante la seconda guerra mondiale.

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    brunybru

    20/03/2012 14.56.02

    Libro straziante, mi sono commossa mentre leggevo, mi ha fatto conoscere un ulteriore parte dell'orrore che ignoravo. Le urla nel campo quando hanno diviso le madri dai figli non mi hanno fatto dormire la notte! Bella anche la storia parallela in chiave moderna, dove una giornalista si mette sulle tracce di sarah, anche facendo i conti con il propio dolore personale.

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    Titti

    13/02/2012 09.35.17

    La prima parte del libro è davvero toccante e struggente.Un pugno nello stomaco, che fa riflettere a lungo su quelle tragiche vicende.La seconda parte è invece molto inverosimile, costruita (male) sulle vicende anche personali della protagonista. Il libro merita comunque un voto alto.

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    zialelli

    06/02/2012 15.45.12

    Più che letto....divorato in treno. Molto bello, scritto bene e soprattutto in un modo garbato, ma secco porta alla ribalta questo episodio sconosciuto ai più dell'Olocausto dove i francesi non ci fanno una gran bella figura!!! Sarebbe utile proporlo alle scuole nella "Giornata della memoria ".

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    alessandra

    07/01/2012 07.18.49

    Ho letto il libro in due giorni, l'ho trovato particolarmente bello ed interessante. Ammetto che non conoscevo il tragico avvenimento di cui tratta e questa è una delle motivazioni che me l'ha fatto apprezzare. Ora sono pronta ad andare a vedere il film anche se non mi trasmetterà le stesse emozioni della carta stampata. Lo consiglio caldamente a tutti!!!!

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    Maria Cristina

    24/03/2011 11.28.11

    Il libro è molto scorrevole e si legge piacevolmente anche se trovo inverosimile l'eccessiva maturità della figlia...Certi passaggi comunque restano fissi quali l'estrema lacerazione nel distacco dai genitori e la perseverante fretta e preoccupazione per il fratellino nascosto...nonchè la disperazione nella sua scoperta...Un libro che comunque ritengo di consigliare.

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    paola

    01/11/2010 12.02.51

    Emozionante, interessante, scorrevole. Si legge tutto d'un fiato ed ha anche il pregio di raccontare un pezzo di storia ai più sconosciuto. Bellissima la prima parte con i diversi tempi di narrazione che si alternano creando una suspence crescente.

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    isabella

    08/11/2009 13.02.08

    Bello, bello, bello! assolutamente da leggere, delicato e commovente, soprattutto negli excursus temporali degli anni 40.. Raccomandatissimo!!

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    gra

    14/10/2009 09.03.50

    E' stata una piacevole lettura,un libro scritto in maniera semplice e la storia è tragicamente reale, tuttavia non mi ha convinto totalmente. Le due bambine (Sarah e anche Zoe) ragionano e parlano come due adulti,sono inverosimili, inoltre il finale è decisamente scontato, quasi da romanzo rosa. Molto bella comunque la prima parte.

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