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Don Winslow

Traduttore: A. Colitto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 466 p., Brossura
  • EAN: 9788806214326
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Avviluppato in una ragnatela di bugie, intrighi politici, e peggiore tra tutti, dall’amore, Neal Carey, nel secondo capitolo della saga a lui dedicata, si troverà in Cina al centro di una meravigliosa spy story che conferma la bontà della prima serie di noir di Winslow.

«Fu allora che Neal Carey commise il suo secondo errore. Avrebbe dovuto chiudere la porta, bloccarla con una sedia e scappare dalla finestra. Se lo avesse fatto, non sarebbe finito in Cina. E Li sarebbe stata ancora viva».

A Neal Carey non è permesso fermarsi. Rimasto nel vecchio mondo, dopo le vicende di London Underground, si era trovato un buon rifugio nello Yorkshire per staccare la spina e dimenticarsi di essere diventato un mezzo detective al soldo della malavita della East Coast. Vorrebbe solo studiare in santa pace, magari con un bicchiere di buon scotch sulla scrivania, la letteratura settecentesca, soprattutto Smothers e i suoi romanzi picareschi, infarciti di personaggi tanto simili a lui. Uomini di bassa estrazione, dati per perdenti e partiti dal nulla, ma capaci di tutto pur di ottenere successo e giungere all’agognato riscatto sociale. Nonostante si compromettano spesso in vicende deplorevoli, i protagonisti di questi romanzi riescono sempre a non smarrire la bussola e rimanere fondamentalmente buoni, proprio come Neal.

All’improvviso, o forse se l’aspettava, giunge la visita di Jack, il suo mentore nonché padre putativo, a riportarlo alla realtà. Neal deve fare ritorno negli States per risolvere un caso per conto degli Amici di Famiglia, il clan di banchieri intrallazzatori che ha provveduto a mantenerlo durante l’adolescenza e con cui sarà sempre in debito. Oramai è divenuto celebre per essere in grado di recuperare quelle persone che strenuamente provano a non lasciar traccia di sé. A Neal basta un poco di volontà, qualche brusco interrogatorio e ti trova chiunque. L’obiettivo stavolta è Robert Pendleton, un biochimico scomparso nel nulla dopo una conferenza a San Francisco. Lo scienziato, che lavora per la Agritech, una delle più importanti multinazionali del settore chimico, ha realizzato un formidabile pesticida che vale una fortuna. Una formula ambita da chiunque abbia fiuto per gli affari. Pendleton non sa che il brevetto appartiene agli Amici di Famiglia, i principali investitori della Agritech, i quali non gradiscono affatto la prospettiva di un guadagno andato in fumo. Pendleton deve essere ritrovato, anche solo per estorcergli la formula del pesticida. L’ultima volta che è stato avvistato era in compagnia della sua ragazza, una femme fatale cinese per cui sarebbe disposto a tutto. Sembra un gioco da ragazzi recuperare lo scienziato. Basta addentrarsi a Chinatown, scovare la ragazza, la bella Li Lan, e convincerla a sputare il rospo per farsi dire dove si trova il compagno.
Quello che Neal non sa è che in ballo non c’è del semplice fertilizzante, altrimenti non avrebbero provato a seccarlo non appena messo piede a Chinatown. Evidentemente ci sono altri attori interessati alla formula Pendleton, probabilmente la CIA, qualche altra losca agenzia governativa e forse le triadi di Hong Kong. Quello che sembrava un caso da poco si trasformerà in un intrigo internazionale che condurrà Neal dall’assolata California verso le strade senza legge della Cina, inseguito da gangster delle Triadi, dalla CIA e dal più temibile nemico che poteva farsi sul suolo del celeste impero: lo Zhōngguó Gòngchǎndǎng, il partito comunista cinese.

Avviluppato in una ragnatela di bugie, intrighi politici, e peggiore tra tutti, dall’amore, Neal, nel secondo capitolo della saga a lui dedicata, si troverà al centro di una meravigliosa spy story che conferma la bontà della prima serie di noir di Winslow, in procinto di essere tradotta per intero da Einaudi per la collana Stile Libero.

I primi lavori di Winslow offrono un affascinante spaccato dello sviluppo del suo stile, lasciando intuire, in nuce, quali sarebbero diventate le principali tematiche della sua opera. Diventato un’istituzione per i suoi romanzi sul traffico della droga, ambientati tra il Messico e San Diego, l’autore in gioventù collocava i propri racconti in contesti diversissimi. La serie di Neal Carey è infatti la più “globale” e questo secondo capitolo lo conferma. “The Trail to Buddha's Mirror”, il titolo originale, mostra l’autore decisamente a suo agio con la storia della Cina, forse perché da ragazzo ne aveva percorso a piedi alcune regioni.
Hong Kong e la Cina infatti non sono dei semplici pretesti per un’ambientazione esotica. Winslow nutre una profonda conoscenza della storia asiatica, affrontata in seguito anche in “Satori”, tessendola sapientemente in una trama avvincente che getta per la prima volta il complicato ma amabile Neal Carey in un contesto in cui la sua parlantina e il proverbiale acume non gli saranno per nulla d’aiuto. In primis perché nessuno lo capisce. In secondo luogo beh… Meglio non rovinarvi la sorpresa.

Recensioni dei clienti

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    Luca

    19/04/2017 18.42.52

    Non il migliore dei suoi romanzi, ma Winslow rimane in ogni caso un fenomeno per narrazione e intreccio fra i vari personaggi.

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    Marcello

    25/07/2016 18.55.31

    La trama sarebbe anche intrigante ma troppa è la confusione degli intrecci dati da interessi mutevoli e non sempre dichiarato o indivoduabili me fa un percorso a volte noioso

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    Giu

    14/07/2016 23.49.16

    Un libro di Winslow si legge sempre con estremo piacere. Anche se sicuramente non si tratta di nulla nemmeno lontanamente paragonabile alle splendide letture dei libri recenti. Certamente l'abilità dello scrittore e l'interessante utilizzo del linguaggio rendono merito allo scrittore, conosciuto finora solo per i suoi lavori successivi, sebbene su un tono inferiore alle opere recenti. La trama risulta piuttosto datata e credo che l'autore sia partito da assunti completamente sbagliati a riguardo del motore principale di tutta la storia. Difficile dire di più senza rovinare la lettura, ma i lettori più accorti si renderanno conto di ciò a cui mi riferisco.

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