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Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2015
Pagine: 191 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806206338

Recensioni dei clienti

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    norma

    16/09/2016 13.28.33

    Un libro che ho trovato disorientato e straripante superbia. Il comportamento della protagonista e' un continuo alternarsi di atteggiamenti grotteschi. Mi chiedo e se non fosse un romanzo e nella vita reale si svolgessero episodi di tale natura? Attenzione, giovani ragazzi ci sono donne che hanno bisogno di mostrare la loro potenza mentale e di arrogarsi di diritto di crescere giovani menti dotate da un punto di vista personale.

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    ELENA

    10/06/2016 19.16.32

    Bellissimo libro,scritto molto bene,la Murgia e' riuscita a descrivere i sentimenti nascosti nell'anima di ognuno di noi......attraverso Eleonora e Chiru'!!!!bravissima ....

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    Miriam

    01/06/2016 17.27.37

    Mi ha coinvolto davvero soprattutto per l'analisi aperta e dettagliata dei rapporti umani nel loro nascere,evolversi, intrecciarsi. Ho apprezzato molto anche lo stile studiato al punto giusto così come l'inserimento di alcuni sguardi al passato.

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    Rina Cadau

    24/03/2016 16.01.20

    Questo libro di Michela Murgia non mi è piaciuto particolarmente. Scritto con un linguaggio alto e ricercato, anche troppo, delude per la trama sfilacciata e per la poca credibilità dei protagonisti, che risultano a tratti antipatici e snob.

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    Alessandro

    17/03/2016 23.07.09

    Trama piatta e lineare. Nessun episodio per fa scattare l amore. La passione che dovrebbe divorare i due protagonisti d età giovanile sembra più appropriata ad arzilli vecchietti....e

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    Massimo F.

    14/03/2016 10.58.29

    Il ritmo narrativo non è proprio accattivante ed il contesto in cui si sviluppa la storia è un po' irrealistico e artificioso: tuttavia, la sensibilità dell'autrice, la sua profondità di pensiero ed il suo stile ricercato (ma sempre essenziale) sono impagabili.

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    sgambola

    03/03/2016 09.09.15

    Il libro non mi è piaciuto. Ho trovato trama e personaggi inconsistenti, nessuna passione nè tensione narrativa, dialoghi al limite dell'assurdità. La scrittura eccessivamente ricercata. Insomma: una delusione.

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    Alessio

    13/02/2016 23.44.05

    Bisogna evitare le aspettative leggendo la trama, in tempi di 50 sfumature di grigio è facile arrivare a delle conclusioni. Raffinato, pulito e fresco. Consigliatissimo.

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    diletta

    09/02/2016 14.25.42

    Che dire di questo libro? Scritto bene, su questo nulla da eccepire, ma la storia è noiosissima, non succede niente, nessun colpo di scena. Continui a leggere nella speranza di un colpo di scena ma niente...delusissima

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    nora

    29/01/2016 15.08.07

    Una grossa delusione, perchè ero carica di aspettative verso questa autrice che sapevo apprezzata e stimata. Libro pesantissimo e noioso, la trama non mi ha affatto convinta. In fondo la storia è abbastanza semplice: un'attrice sarda, Eleonora, alla soglia dei quarant'anni, decide per la quarta volta nella sua vita di prendersi un allievo per istruirlo, regalandogli un po' della sua esperienza per accompagnarlo fuori dall'adolescenza verso la vita adulta . Il ragazzo prescelto è Chirù,un diciottenne che studia violino al Conservatorio e porta con sé la devastante irruenza della gioventù. Il rapporto maestra-allievo via via si complica, alimentando il desiderio di potere di uno sull'altro, fino allo scontro distruttivo. Storia non propriamente originale, già vista e rivista in altri libri e film, il finale poi si stempera quasi nel romanzo rosa. Il mio 3 va unicamente allo stile ricercato e curato, unito ad un'ottima padronanza linguistica, ma che ritengo non siano sufficienti a rendere il libro accattivante

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    Gio

    20/01/2016 11.56.36

    La storia inizia ad appassionare a poco a poco e alla fine posso dire che il libro è davvero ben scritto.Inoltre, la storia è accattivante e i personaggi sono molto ben sviluppati in tutte le loro sfaccettature.

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    Gabri

    20/01/2016 11.56.29

    Romanzo veramente brutto. Grandissima delusione. È la fiera delle banalità con un finale veramente osceno che vorrebbe essere "tragico" ma in realtà nulla ha da invidiare alle storie "e vissero tutti felici e contenti". Le recensioni dicono che è un romanzo che parla d'amore e della sua forza travolgente ma a me sembra che l'amore sia falsamente il protagonista nella vita dei personaggi e sia poco o per nulla sviluppato. Colpisce soprattutto la scarsa credibilità letteraria della storia e infastidisce l'arroganza e la spocchia con cui sono costruite le personalità dei personaggi. Tutti sopra le righe, snob, ricchi benestanti, patologicamente narcisisti. La "life coach" Eleonora nulla potrebbe permettersi di insegnare e proprio non regge il suo rapporto con il ragazzino. Trama veramente banale e decisamente in stile Harmony con momenti di decadentismo ma ormai fuori dai tempi. Sono stupito che sia stato pubblicato negli Struzzi Einaudi; per questa "fatica" della scrittrice si poteva pensare ad un'altra casa editrice meno blasonata (quanti autori danno ad altre case i loro scritti meno riusciti!). Stilisticamente sarebbe anche un buon lavoro se non che l'uso eccessivo della metafora ad effetto dopo un po' nausea. Sembra quasi che la trama sia in realtà costruita attorno alle trovate linguistiche e agli effetti stilistici, proprio come la Littizzetto usa fare quando, per arrivare alla sua nuova battuta, costruisce una gag. E' troppo corto (per fortuna direi?) per essere un romanzo coinvolgente e credibile, pare più un racconto a cui è stato iniettato del silicone. Infine la differenza d'età dei due protagonisti? sicuramente vent'anni sono un buon lasso di tempo ma ad oggi francamente considerare trentott'enni, giovani e giovanili nello spirito e nel corpo, come adulte di un'altra generazione lascia perplessi. Forse quarant'anni fa Dalida poteva permettersi, nella sua splendida canzone "diciotto anni", di sentirsi davvero lontana anni luce da un giovane.

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    lorena

    18/01/2016 11.10.57

    Nel libro c'è la problematica del rapporto allievo- insegnate, con il timore di un rapporto di maternità putativa ed elettiva, che si evolve in uno scambio di comunicazione di esperienze e capacità di apprendere, ma c'è anche una forte matrice politica e di necessità utopia politica anche per una nazione come la nostra che sembra aver perso. Un romanzo sulle mancanze di casa nostra anche per quanto riguarda la politica della famiglia, questa grande entità nazionale non curata e lasciata a se stessa nel suo evolversi non garantendo protezione al suo interno dalle violenze che vi si annidano. Romanzo che richiama l'attenzione dei lettori sulla necessità di 'Maestri' portatori di pensieri filosofici nuovi che sappiano creare allievi consapevoli e analisti, sia di se stessi che degli altri, con una cultura alla critica sociale e civile che deve essere la base di partenza in un vivere nazionale ( su questo obbietterei perché nella letteratura contemporanea i 'Maestri ' di pensiero ci sono - esempio Aldo Busi- ma vengono isolati e censurati, Il potere attuale non ha interesse che arrivino alla massa, l'ignoranza permette lo spreco di eccellenze ).

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    Sarah

    15/01/2016 23.32.41

    Accabadora era davvero bello. Questo, purtroppo, anche se scritto con esperienza, è davvero brutto.

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    marina

    13/01/2016 11.12.06

    Di Michela Murgia avevo letto "Accabadora" che ho trovato stupendo, mi sono avvicinata a Chirù con curiosità per una storia del tutto diversa. La scrittura è perfetta, pulita mai scadente, a tratti lirica. E' un piacere e un onore leggere chi sa scrivere con professione e serietà senza prendere in giro il lettore con false pubblicità ed eventi gonfiati. La storia mi è piaciuta meno, troppo narcisismo nei personaggi che non mi hanno preso emotivamente, al contrario poco spontanei. Il finale poi, tinto di rosa acido, non mi ha convinto lasciandomi una sensazione contraddittoria e sgradevole.

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    Alberto

    13/01/2016 09.59.32

    Preferisco Michela Murgia di Accabadora. In Chirù trovo abbia voluto affrontare temi che possono essere alla sua portata, ma li ha contestualizzati con artificiosità. L'Eleonora "maestra" è poco credibile, una figura che nella vita non c'è, quante ne avete conosciute, anche solo per sentito dire? La sua prosa è di alta qualità ed è solo per questo pregio che elevo il mio voto.

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    Jole

    12/01/2016 09.27.14

    Non avevo mai letto un libro di Michela Murgia perché semplicemente non era capitata l'occasione. Appena mi sono imbattuta su Chirù, leggendo la trama, mi sono detta che era il momento giusto per conoscere questa autrice. Ritengo apprezzabili sia lo stile narrativo che l'estrema padronanza della lingua italiana che ne traspare, la scelta del lessico è sempre impeccabile così come sono senza pietà alcune riflessioni che l'autrice fa nel mentre che racconta la storia. Nel complesso però questo libro non mi è piaciuto un granché, l'ho trovato un pò inconcludente e molto aleatorio, fastidioso nel rendere i personaggi filosofi di vita senza che in realtà lo siano veramente, eterni incompresi e disillusi, disincantati alla ricerca del senso dell'esistenza e per ciò manipolati dal primo che passa perché da l'impressione di poterti mostrare la strada del tuo proprio destino. Mi dispiace ma ai miei occhi non è assolutamente credibile e quindi diventa romanzetto per cuori solitari che aspettano di essere travolti da quell'amore disturbante, sentimento che è in realtà frutto solo di fantasie erotiche represse.

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    ferula

    09/01/2016 01.02.49

    e' tornata la raffinatezza della scrittura poetica e profonda di michela . u libro che ti scava l'anima. per molti, ma non per tutti.

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    rododen

    01/01/2016 12.38.07

    Eleonora e Chirù, protagonisti di questa storia, sono due antipatici snob. Loro naturalmente non lo sanno. Il guaio è che non lo sa nemmeno l'autrice (che qui sfoggia altre ignoranze più perdonabili, tipo che Ibsen non è svedese ma norvegese o che gli scandinavi non considerano la legge di Jante un pregio di cui andar fieri) e così ne viene fuori un guazzabuglio di luoghi comuni snob senza ritegno. Nel migliore dei giudizi possibili, una penna sottratta a temi più consoni all'autrice.

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    ella

    31/12/2015 12.03.53

    Sono rimasta molto favorevolmente impressionata dalla lettura di questo libro. Della stessa autrice avevo letto Accabadora e mi era piaciuto, ma questo è molto superiore. Ben scritto, interessante, scorrevole. Soprattutto, supera la storia che racconta per diventare un saggio sui rapporti umani.

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