Churchill: The Unexpected Hero

Paul Addison

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Anno: 2006
Rilegatura: Paperback / softback
Pagine: 322 p.
Testo in English
Dimensioni: 216 x 140 mm
Peso: 395 gr.
  • EAN: 9780199297436
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During the Second World War, Winston Churchill won two resounding victories. The first was a victory over Nazi Germany, the second a victory over the legion of sceptics who had derided his judgement, denied his claims to greatness, and excluded him from high office on the grounds that he was sure to be a danger to King and Country. Churchill was the only British politician of the twentieth century to become an enduring national hero. The curious thing is that it happened at the age of 65, at a time when he was considered to be a spent force, with a track-record of disastrous decisions. All but the most hostile of his adversaries conceded that he possessed great abilities, remarkable eloquence, and a streak of genius. But it was almost universally agreed that he was a shameless egotist, an opportunist without principles or convictions, an unreliable colleague, an erratic policy-maker who lacked judgement, and a reckless amateur strategist with a dangerous passion for war and bloodshed. At one time or another in his career, he had offended every party and faction in the land, yet despite this he became the embodiment of national unity, an uncrowned king who threatened to eclipse the monarchy. In this incisive new biography, Paul Addison tells the story of Churchill's life in parallel with the history of his reputation. He seeks to explain why Churchill was transformed into a national hero, and why his heroic status has endured ever since in spite of the attempts of iconoclasts to debunk him. He argues that we are now in a position to reach beyond the mythology - both positive and negative - to see the real Winston Churchill, a warrior-statesman whose qualities were remarkably consistent through all the vicissitudes of his career.
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    10/02/2019 10:43:00

    Sinteticamente si potrebbe affermare che chiunque sia interessato alla vita del grande statista inglese farebbe bene a leggere prima, propedeuticamente, questa biografia di Addison (purtroppo non più disponibile nella bella traduzione curata per Utet da Piperno Beer nel 2005) e poi, solo nel caso volesse approfondire molti dettagli, il gran volume di Gilbert, da me già recensito su IBS. Così ricaverebbe il miglior profitto, perchè eviterebbe il rischio di perdersi nei dettagli quasi quotidiani narrati da Gilbert e avrebbe una miglior visione d'insieme dell'attività multiforme e contraddittoria del personaggio che dominò il periodo bellico e portò l'Inghilterra alla vittoria del 45, diventandone l'indiscusso eroe eponimo, ma che per gran parte della sua tumultuosa vita politica precedente fu considerato, nel migliore dei casi, molto discutibile e spregiudicato e nel peggiore, follemente egotico, pericoloso guerrafondaio dilettante. Addison, con molto equilibrio, riporta la gigantesca figura di Churchill ai suoi parametri più imani, trovando una convincente via intermedia fra i fautori del suo mito e i suoi più accesi e recenti detrattori (si veda soprattutto il cap. 8°). Con molta abilità smonta poi sostanziamente il mito negativo del Churchill follemente guerrafondaio, mito che ha i suoi due fulcri portanti nel piano per la difesa di Anversa dell'ottobre 1914 e in quello per i Dardanelli del marzo del 15: per entrambi gli episodi dimostra che il suo ruolo fu amplificato dai detrattori. Centrale nella narrazione, il 6° capitolo "La creazione di un eroe", in cui la figura dello statista emerge prima per la sua preveggenza, poi per la sua tenacia e il suo incredibile attivismo di fronte al tremendo rischio della sfida nazista, sfida che ha nel 1941 il suo anno più nero per le sconfitte inglesi nei vari tatri bellici e che avrebbe potuto portare alla precoce uscita di scena del leader, costituendone invece le basi per il suo mito.

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