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George A. Akerlof, Robert J. Shiller

Traduttore: L. Vanni
Editore: Mondadori
Collana: Saggi stranieri
Anno edizione: 2016
Pagine: 335 p. , Rilegato

2 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Economia e diritto - Management - Etica degli affari

  • EAN: 9788804663225

(…) Le considerazioni ?al centro di questo libro dimostrano che “dove? ci sono mercati comple?tamente liberi, non c’è soltanto la libertà di scelta: c’è anche la libertà di manipolazione e di raggiro”. Ci prendono per fessi, scritto da due premi Nobel introduce una nuova variabile nell’economia comportamentale, “la storia che l’individuo racconta a sé stesso”. Di fatto, le persone sono manipolabili perché ragionano situandosi all’interno di una narrazione-cornice. Perciò una delle principali strategie di manipolazione consiste nell’indurre coloro che si vogliono raggirare a innestare nuove storie, utili agli interessi di chi raggira, su quelle che gli individui abitualmente raccontano a sé stessi. La nozione di phishing fu messa a punto agli albori di internet per definire la “pesca” in rete degli ingenui, a cui carpire dati, informazioni e, in sostanza, denaro. Il progresso tecnologico ha reso più facile ingannare i consumatori. Akerlof e Shiller applicano il concetto di phishing a un fenomeno molto più generale e antico: l’idea di indurre la gente a fare cose che sono nell’interesse di chi getta l’esca ma non nell’interesse della sua vittima. (…) L’insicurezza finanziaria personale, l’instabilità finanziaria, la democrazia elettiva sono altrettanti aspetti esaminati dagli autori per svelare i meccanismi di phishing. Se solo in condizioni ideali i liberi mercati funzionano decentemente, altrettanto vale infatti per il funzionamento imperfetto della democrazia. (…) Poiché siamo esseri umani, tendiamo a votare per chi ci fa sentire più a nostro agio senza avere un effettivo riscontro della sua azione politica. Quanto all’instabilità finanziaria, le crisi sarebbero anche una conseguenza più generale e devastante dell’opera di phishing sui mercati finanziari, in grado di provocare le recessioni più gravi e le bolle più pericolose(…). La vulgata che l’economia di mercato costituisca il migliore dei mondi possibili è, pertanto, del tutto fuorviante: i liberi mercati lasciano alla gente la libertà di scegliere, ma anche la libertà di raggirare ed essere raggirata. Perché, e qui è il cuore dell’analisi impietosa degli autori, la capacità dei liberi mercati di generare vari tipi di phishing “è un portato intrinseco ai meccanismi dei mercati competitivi. Le spinte al profitto che, con soggetti perfettamente razionali, danno vita a un’economia sana e benigna, sono le stesse che producono le emergenze patologiche”. Se lo stato e la politica ignorano questo, come dimostrato da altri grandi economisti e premi Nobel, allora ciò significa correre verso il disastro del capitalismo e della democrazia.