Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 27 ottobre 2016
Pagine: 163 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788876259746
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    Roberto Marconi

    03/01/2017 10:48:56

    Un po’ di nuvole Quante volte hai rivolto lo sguardo in alto? Per sbaglio o per vedere ciò che succede, di meraviglioso o terribile? Magari imprecando il lampo improvviso che ci impedisce l’imprevista passeggiata? Ecco l’autore disteso in un terrazzo, non come un crimine, che colloquia con il cielo, i pianeti, le stelle, i gatti (belli ma a volte scassano), il Monte Soratte e questo che gli risponde facendo riaffiorare la coscienza del poeta, un tale discernimento che l’immaginazione vede quello che era è e sarà… e a me è venuta voglia di partire per andare a Sant’Oreste. Perché nonostante tutto “stiamo qui, non ci muoviamo”, noi e la natura, “due oziosi difficili da scalzare” con il tempo fatto di respiri, come una montagna che si muove, adatto per essere rincorso invano. Così la continuità è il tema ricorrente in queste pagine, mi ricorda “Il canto della durata” di Peter Handke, che contribuì al successo del “Il cielo sopra Berlino”. Una continua meditazione (anche paradossalmente scientifica), ancor più quando il testo diviene prosa e ancora di più quando torna in versi. Riecheggiano le parole che posson essere tranquillamente le nostre. Damiani sfata quel detto che si scrive solo quando si è tristi, nei suoi testi troviamo una sorta di ringraziamento per la natura delle cose. Con i suoi occhi riesce a farci entrare il più possibile quello che si manifesta in natura. Una visione panica avvalorata dalla maieutica, questa raccolta che pare un romanzo, dove un punto di vista cambia comunque la giornata, proprio come quella di un biancospino o di un albero, ancor più radicati a questa terra. Questo è un manuale che invita ad andare avanti non solo nella lettura, come quando decidi ogni giorno di aprire gli occhi e quello che miri sarà la tua aria, il tuo motivo esistenziale. Anche la notte non sarà più la stessa, animata dai pensieri di chi spera in un domani che le luci che balbettano la sera siano solo le stelle che sbadigliano e non finti fuochi d’artificio.

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