Editore: Fazi
Formato: EPUB
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Dimensioni: 222,17 KB
  • Pagine della versione a stampa: 163 p.
    • EAN: 9788893251006
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    Descrizione

    Con Cieli celesti Claudio Damiani ha scritto un libro in cui il suo pensiero filosofico si apre all’orizzonte della scienza. La chiarezza espressiva e la forma contemplativa dei versi, però, sono le stesse dei libri precedenti, quelle apprese dalla lezione dei latini e di Petrarca. Così come il ritmo continua a essere dialogante: il suo rivolgersi agli uomini, agli animali, alla natura, all’intera creazione come fossero tutti parte di una “comunità” – che poi significa capire quanto ogni cosa è indispensabile all’altra e che proprio questo è il “miracolo” di cui facciamo quotidianamente esperienza. Nel tempo della nostra vita, all’interno di un universo tanto vasto e tanto misterioso da sovrastarci e spesso spaventarci, Damiani percepisce un disegno – la rivelazione di un’intelligenza universale che illumina la mente – come una linea che scorre inesorabile lungo i secoli e i millenni. Di quella linea, l’essere umano, l’individuo, non è solamente un punto tra gli infiniti altri, ma è un nucleo di energia, un «quanto di tempo», scrive il poeta servendosi dei termini della fisica: è la possibilità che il disegno – un disegno che Dio, o qualcuno a cui abbiamo attribuito questo nome, ha pensato – si compia. Come l’anello infinitamente piccolo di una catena infinitamente grande, la sua stessa esistenza determina il passato, il presente e il futuro dell’universo. Allora, il tempo dell’uomo non è mai veramente finito, e pure la morte è parte del disegno. Ed è necessario viverci, nel tempo, al massimo delle nostre possibilità, come il sole, che ogni giorno e ora «ha scaldato e illuminato / i corpi intorno, senza mai fermarsi». Cioè viverci anche in comunione con tutte le cose viventi – che in virtù di questo sono sacre –, scoprendo che siamo parte di una “continuità”, e che il nostro presente sarà il passato e la ragione di vita per chi verrà, così come noi siamo il futuro di quelli che sono stati, e che tutto il tempo è l’ “essere” stesso, cioè il senso del nostro stare e compierci nel mondo. Damiani, tra le voci poetiche più originali e vere del nostro tempo, in Cieli celesti ci regala la più alta sintesi di un pensiero e di una forma espressiva che si vanno definendo fin dagli anni Ottanta, rimanendo, proprio nella perfezione raggiunta, ancor più fedele a se stesso.

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      Roberto Marconi

      03/01/2017 10:48:56

      Un po’ di nuvole Quante volte hai rivolto lo sguardo in alto? Per sbaglio o per vedere ciò che succede, di meraviglioso o terribile? Magari imprecando il lampo improvviso che ci impedisce l’imprevista passeggiata? Ecco l’autore disteso in un terrazzo, non come un crimine, che colloquia con il cielo, i pianeti, le stelle, i gatti (belli ma a volte scassano), il Monte Soratte e questo che gli risponde facendo riaffiorare la coscienza del poeta, un tale discernimento che l’immaginazione vede quello che era è e sarà… e a me è venuta voglia di partire per andare a Sant’Oreste. Perché nonostante tutto “stiamo qui, non ci muoviamo”, noi e la natura, “due oziosi difficili da scalzare” con il tempo fatto di respiri, come una montagna che si muove, adatto per essere rincorso invano. Così la continuità è il tema ricorrente in queste pagine, mi ricorda “Il canto della durata” di Peter Handke, che contribuì al successo del “Il cielo sopra Berlino”. Una continua meditazione (anche paradossalmente scientifica), ancor più quando il testo diviene prosa e ancora di più quando torna in versi. Riecheggiano le parole che posson essere tranquillamente le nostre. Damiani sfata quel detto che si scrive solo quando si è tristi, nei suoi testi troviamo una sorta di ringraziamento per la natura delle cose. Con i suoi occhi riesce a farci entrare il più possibile quello che si manifesta in natura. Una visione panica avvalorata dalla maieutica, questa raccolta che pare un romanzo, dove un punto di vista cambia comunque la giornata, proprio come quella di un biancospino o di un albero, ancor più radicati a questa terra. Questo è un manuale che invita ad andare avanti non solo nella lettura, come quando decidi ogni giorno di aprire gli occhi e quello che miri sarà la tua aria, il tuo motivo esistenziale. Anche la notte non sarà più la stessa, animata dai pensieri di chi spera in un domani che le luci che balbettano la sera siano solo le stelle che sbadigliano e non finti fuochi d’artificio.

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