Il cielo resta quello - Francesco Leto - copertina

Il cielo resta quello

Francesco Leto

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Editore: Frassinelli
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 5 maggio 2015
Pagine: 220 p., Rilegato
  • EAN: 9788888320724
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È uno degli ultimi giorni d'estate quando Maria, uscita di casa all'alba come ogni mattina, non vi fa ritorno. "Dove sei finita, Maria? Tu che non te ne sei mai andata, perché mai avresti potuto lasciare quel mare". Ché a Bagnara Calabra tutti nascono col mare negli occhi e nel cuore. Qualcuno persino nella voce, come Mimì Bertè, che da bambina, a Bagnara ci tornava tutte le estati con le sorelle. Mimì, la cui voce è colonna sonora di molte vite, e della propria è benedizione e condanna. Con quel mare Maria ha sempre condiviso tutto. Ha il sapore del sale il primo bacio che ha dato al suo Carmine, quel ragazzo bello e vigoroso che tra tutte, alla fine, ha scelto lei. E libero come le onde è nato Domenico, quel suo figlio che, più degli altri, è la sua anima. U cardiddu lo chiamano, il cardellino. Ché come un cardellino, Domenico soffre ogni forma di prigionia. Quando il dolore entra nella vita di Maria, all'improvviso, troppo presto, che a piovere e a morire non ci vuole proprio niente, il mare è sempre lì, questa volta muto, incapace persino lui di darle conforto. Solo una voce allora continua a risuonare, quella di Mimì, ormai per tutti Mia Martini. Una sirena del mare, che da lì canta tutte le notti. Lo sai tu, Mimì, dov'è finita Maria? Una storia familiare autentica, intensa e poetica. Una dichiarazione d'amore per una terra che si perde nel cielo e in un mare senza il quale non si ha mai una casa dove tornare.
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    furetto60

    27/11/2015 10:03:42

    : Inizio dalla conclusione: è un bel romanzo. E non tanto per non lasciare adito a dubbi, quanto per proseguire idealmente la strada sinuosa seguita dall'autore nel realizzare la sua opera. Il protagonista del racconto, che si svolge nel paesino di Bagnara in Calabria, è u cardiddu, Domenico, no: è Maria che (dov'è finita?) apre e chiude le danze, anzi no è Sisina che sembra stare nell'ombra ma alla fine è la più tosta. O era più tosta la nonna? La chiave di lettura s'apprende e ce la spiega l'autore stesso: prevale la voglia di narrare senza scendere ai compromessi della lettura facile (quella che frutterebbe mille copie in più). Il protagonista o il filo conduttore se lo cercasse il lettore, qui si parla di vita, di tradizioni, di sentimenti che si rinnovano ciclicamente. I drammi s'affastellano ai momenti leggeri, le vittorie alle sconfitte. Ed anche la prosa dello scrittore s'evolve assumendo, a partire dal 21° capitolo, maggiore profondità e toccante lirismo. Ci tira anche colpi bassi, che gli perdono solo in parte: m'ero affezionato a u cardiddu.

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    ales

    16/09/2015 16:50:21

    Complimenti a Francesco Leto. Un bellissimo e profondo romanzo familiare che arriva dritto al cuore. Viva l'Italia e chi la scrive sulle pagine di un libro così.

  • Francesco Leto Cover

    Ha studiato storia medievale al King’s College di Londra e ha conseguito un master in Legal and Political Studies alla University College of London (UCL). Tornato in Italia ha vissuto qualche anno a Roma e oggi vive e lavora a Bologna. Suicide Tuesday (Perrone, 2013) è il suo primo romanzo con cui è stato tra i dieci finalisti del Premio Sila '49. Nel 2105 è uscito con Frassinelli, Il cielo resta quello. Approfondisci
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