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Henning Mankell

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 587 p., Brossura
  • EAN: 9788831708098
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Recensioni dei clienti

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    franca tietto

    26/04/2016 14.03.25

    Questo è il primo libro di Mankell che leggo e credo leggerò tutti gli altri. Molte le tematiche affrontate, inaspettato e sconvolgente trovarle in quello che a torto viene descritto come un libro giallo. Forse il più bel libro letto negli ultimi anni. Un fiume in piena di idee, pensieri, informazioni, situazioni e ritratti sia individuali che sociali. Io lo definirei un'opera divulgativa. Lo trovai su suggerimento di un professore di economia, e anche questa materia viene trattata in modo da invitare il lettore all'approfondimento. Quest'autore, prematuramente scomparso, avrebbe dato ancora molto in ogni termine all'umanità intera.

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    Attilio Alessandro

    20/01/2016 08.19.20

    Il più bel romanzo di Mankell. La parte dedicata ai cinesi che lavoravano alle ferrovie americane è un capolavoro. Consigliato

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    silvia

    13/10/2015 15.31.06

    La protagonista è un giudice, così modesta e logorata dalla routine da riuscire simpatica, il personaggio cattivo invece è disegnato male, un cartamodello poco credibile. Scorci introspettivi si alternano a storia e fantapolitica, lo stile è troppo telegrafico, sembra di leggere una bozza, un elenco di appunti non articolati nella forma di romanzo, tra l'altro ben poco giallo. Mancano le rifiniture indispensabili a eliminare il superfluo e dare il giusto peso al resto, alcuni argomenti sono affrontati troppo superficialmente, tanto valeva ometterli del tutto.

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    luca bidoli

    29/08/2015 13.53.30

    Quest'uomo sa scrivere, ed il suo traduttore italiano è bravo. Inutile, credo, denigrarlo, con annotazioni e giudizi che non tengono conto della felicità pura che un libro come questo riesce a trasmettere. Non è un capolavoro, certo. Ma, nel mio caso, mi ha trasmesso la pura gioia della lettura. Forse, dico forse, come "giallo", non è perfetto, e risulta un tantino stiracchiato, almeno nel movente. Ma questo, soggettivamente, è il solo limite che trovo a questo libro. I personaggi, specie i protagonisti, non sono carta, ma carne. Questo basta, a mio umile avviso, a farne un bel libro, una bella storia. Non si dimentica. Le pagine dedicate alla Cina e a Pechino, sono degne di un sinologo. Grazie, Mankell.

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    Elisabetta

    26/07/2015 17.13.51

    Non amo molto i thriller, in generale sono più per i romanzi storici e romantici, Mankell tuttavia fa eccezione. Ho tutti i suoi libri sul commissario Wallander, uno meglio dell'altro e questo, completamente slegato dagli altri, è forse quello che ho preferito. Assolutamente avvincente e con un intreccio perfetto. Il linguaggio poi è talmente scorrevole che ti ritrovi a fine libro senza neanche rendertene conto.

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    ENRICO

    15/03/2015 13.13.23

    Mi ha appassionato fin dalle prime pagine. Credo valga al pena leggerlo se non altro per la bella descrizione della Cina e della Svezia

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    Mauro

    25/08/2014 10.14.59

    Un libro scarsino, di certo non il migliore Mankell, ma con ottima ambientazione geopolitica: ma per capire il movente del crimine iniziale bisogna avere molta fantasia.

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    Gianni F.

    31/03/2013 20.38.31

    Premetto di essere un fan di Mankell ho letto tutti i romanzi con Wallander protagonista e diversi altri. Questo "Cinese" non mi ha per nulla "preso". Leggermente superiore al deludente "Prima del gelo", ma comunque poco avvincente, forse a causa della squallida Pechino come sfondo e dalla sbiadita protagonista: il giudice Birgitta Roslin, che è lungi anni luce dal fascino e dalla simpatia di Wallander.

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    Anna

    11/01/2013 23.14.56

    Chissà perché, da qualche anno a questa parte, si è diffusa la moda di sbrodolare per 600 pagine, quel che potrebbe essere più dignitosamente contenuto in 60. E così un libro giallo, che per definizione dovrebbe essere leggero e riposante, diventa un noiosissimo, ridondante, pesante, tedioso macigno

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    Adriana

    08/06/2012 09.32.26

    Il suo modo di scrivere solitamente mi intrattiene, ma qui è successo a fasi alterne soprattutto a causa del poco interesse che nutro per gli affari cino-africani in un contesto non saggistico. Inoltre la giudice mi è sembrata goffa e maldestra nella sua indagine. Poco credibile per essere interessante. Dopo l'infelicissimo 'Prima del gelo' è il peggiore di Mankell e mi manca solo 'Il cervello di Kennedy'.

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    zio27

    15/04/2012 11.05.21

    Thriller? No di certo, nn basta l'eccidio iniziale...per essere definito tale manca la suspense,i colpi di scena,una trama ed un personaggio forte...pero' nn e' un libro da cestinare anzi la parte storica/saggistica con riferimenti attuali e' di piacevole lettura,interessante e fatta bene.

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    Maurizio

    27/12/2011 10.49.12

    Non e' un romanzo di genere, come tsnti di Mankell "non polizieschi". Affronta storie che si intersecano nel tempo e nello spazio: Europa, Stati Uniti, Cina, nel XIX e nel XX secolo. Sempre approfondite le psicologie dei personaggi e insistito il soffermarsi dell'Autore sui temi a lui cari: il cambimento delle societa' e delle culture. Pensiamo: cosa succederebbe se ogni famiglia cinese (e indiana, aggiungerei io) volesse un'automobile? O migliorare l'abbigliamento, i consumi. l'alimentazione? Il problema delle risorse e dello spazio in cui vivere si pongono prepotentemente nell'opera, come sottofondo, ma sempre presenti. Bello anche se troppo lungo in alcune parti del finale.

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    Margherita

    19/09/2011 08.59.32

    non è assolutamente un giallo! non mi ha entusiasmato, le mie attese sul libro erano sicuramente diverse, quindi non ho sono riuscita ad apprezzarne la storia!

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    marco

    22/07/2011 11.56.27

    L'inizio del libro non mi sembrava molto interessante. Dopo le 100 pagine la storia diventava sempre più interessante. secondo me in questo libro manca un personaggio dalla personalità "forte". Trovo cmq geniale com Mankell riesce a collegare un omicido con degli avvenimenti storici. La struttura del racconto é simile alla "leonessa bianca", solamente che in quel caso era Kurt wallander a dirigere l'inchiesta.

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    Gianfranco

    19/06/2011 12.14.20

    Straordinario! Dopo aver letto tutte le avventure del commissario Wallander, e aver così apprezzato lo stile di Mankell, ho deciso di provare questo libro. Credo si possa tranquillamente affermare che questo è in assoluto il miglior Mankell: la ricchezza e la varietà dei personaggi raggiungono una dimensione epica, rara tra gli scrittori contemporanei. Assolutamente da leggere!

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    la sala luigi

    08/12/2010 20.22.13

    Devo dire che Mankell non sbaglia un colpo. L'ho trovato ricco di colpi di scena.

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    TG

    28/05/2010 18.38.23

    é il primo libro di Mankell Henning che leggo! Si legge bene,ma sembra un pochino troppo un romanzo storico rispetto ad un libro giallo. Ricomprerò libri di questo autore sperando in storie migliori.

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    Fr

    06/04/2010 20.04.48

    dove sta il giallo? non è un romanzo storico, anche se le pagine riferite al XiX secolo sono le meno noiose, non è un poliziesco, non è un legal, non è... è una delusione

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    linda

    12/03/2010 23.01.22

    dal mio punto di vista è un romanzo con una storia scontata...deludente!!

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    mauro

    21/11/2009 14.43.28

    Mankell ha scritto dei bei gialli,ma questo proprio l'ho trovato troppo lungo e noioso,all'inizio mi piaceva ma pagina dopo pagina sempre meno.La storia mi è sembrata un po asssurda...

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