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Henning Mankell

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2009
Pagine: 587 p. , Brossura

20 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Legal thriller, thriller politico

  • EAN: 9788831797870

Una scena del crimine che sarebbe entrata nella storia del crimine svedese. Un intero villaggio viene battuto casa per casa dalla polizia, ma si trovano soltanto dei cadaveri. Diciannove persone, per lo più coniugi anziani sorpresi nel sonno, un ragazzino di circa dodici anni con una gamba martoriata dopo l'assalto di un lupo, ma anche cani, gatti, persino un pappagallo, tutti uccisi a coltellate. L'odore dolciastro e amarognolo della morte ha invaso tutto il villaggio, solo una famiglia si è salvata, gli Hanson, insieme a una donna che continua ad aggirarsi in vestaglia nella neve, con le mani giunte in preghiera e lo sguardo sconvolto. Vivi Sundberg, corpulenta sulla cinquantina, è una poliziotta tenace e capace di analizzare anche i più piccoli indizi, ma quando si trova a ispezionare tutti quei cadaveri deve rinunciare ad appuntare sul suo taccuino tutti i particolari. La scena è troppo truce, è una vera strage.
è attraverso i notiziari che il giudice Birgitta Roslin scopre cha a pochi chilometri da casa sua è accaduto l'impensabile. Sposata da molti anni e con quattro figli grandi, Birgitta è un giudice scrupoloso, che si getta spesso a capofitto nel lavoro così come nelle altre cose della vita. Ma la sua vita, tutto sommato serena e stabile, sta per essere sconvolta da un notiziario televisivo: il villaggio della strage era proprio quello in cui era nata sua madre e in cui anche lei aveva vissuto per qualche tempo prima di essere data in adozione.
Inizia in questo modo l'ultimo straordinario romanzo di Henning Mankell. Lasciati i panni del commissario Kurt Wallander, protagonista di ben 9 romanzi tradotti in quaranta lingue, lo scrittore svedese crea una pletora di nuovi attualissimi personaggi, intorno ai quali ruota questo libro. Un romanzo corale, in cui ogni personaggio è descritto in maniera magistrale e che si colloca a metà strada tra un thriller e un romanzo storico. Partendo dalle foreste scandinave la trama si snoda su diversi piani temporali, tra la Svezia dei giorni nostri, la Cina e gli Stati Uniti di fine Ottocento. Dall'estrema povertà delle campagne cinesi durante gli anni del comunismo imperiale, alla svolta ipercapitalistica della Pechino contemporanea, meta di designer e di architetti.
Un nastro rosso è sparito dalla lampada di un ristorante cinese, lo stesso nastro verrà trovato sulla neve di Hesjovallen, dove è avvenuta la strage. Birgitta Roslin ha a disposizione un unico indizio per mettersi sulle tracce del misterioso uomo cinese ospite del villaggio in quei giorni, noi lettori abbiamo a disposizione quasi 600 pagine, per godere di una prosa perfetta, immaginifica, degna della fama del maestro scandinavo.

Recensioni dei clienti

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    Mauro

    25/08/2014 10.14.59

    Un libro scarsino, di certo non il migliore Mankell, ma con ottima ambientazione geopolitica: ma per capire il movente del crimine iniziale bisogna avere molta fantasia.

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    Gianni F.

    31/03/2013 20.38.31

    Premetto di essere un fan di Mankell ho letto tutti i romanzi con Wallander protagonista e diversi altri. Questo "Cinese" non mi ha per nulla "preso". Leggermente superiore al deludente "Prima del gelo", ma comunque poco avvincente, forse a causa della squallida Pechino come sfondo e dalla sbiadita protagonista: il giudice Birgitta Roslin, che è lungi anni luce dal fascino e dalla simpatia di Wallander.

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    Adriana

    08/06/2012 09.32.26

    Il suo modo di scrivere solitamente mi intrattiene, ma qui è successo a fasi alterne soprattutto a causa del poco interesse che nutro per gli affari cino-africani in un contesto non saggistico. Inoltre la giudice mi è sembrata goffa e maldestra nella sua indagine. Poco credibile per essere interessante. Dopo l'infelicissimo 'Prima del gelo' è il peggiore di Mankell e mi manca solo 'Il cervello di Kennedy'.

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    zio27

    15/04/2012 11.05.21

    Thriller? No di certo, nn basta l'eccidio iniziale...per essere definito tale manca la suspense,i colpi di scena,una trama ed un personaggio forte...pero' nn e' un libro da cestinare anzi la parte storica/saggistica con riferimenti attuali e' di piacevole lettura,interessante e fatta bene.

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    Maurizio

    27/12/2011 10.49.12

    Non e' un romanzo di genere, come tsnti di Mankell "non polizieschi". Affronta storie che si intersecano nel tempo e nello spazio: Europa, Stati Uniti, Cina, nel XIX e nel XX secolo. Sempre approfondite le psicologie dei personaggi e insistito il soffermarsi dell'Autore sui temi a lui cari: il cambimento delle societa' e delle culture. Pensiamo: cosa succederebbe se ogni famiglia cinese (e indiana, aggiungerei io) volesse un'automobile? O migliorare l'abbigliamento, i consumi. l'alimentazione? Il problema delle risorse e dello spazio in cui vivere si pongono prepotentemente nell'opera, come sottofondo, ma sempre presenti. Bello anche se troppo lungo in alcune parti del finale.

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    Margherita

    19/09/2011 08.59.32

    non è assolutamente un giallo! non mi ha entusiasmato, le mie attese sul libro erano sicuramente diverse, quindi non ho sono riuscita ad apprezzarne la storia!

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    marco

    22/07/2011 11.56.27

    L'inizio del libro non mi sembrava molto interessante. Dopo le 100 pagine la storia diventava sempre più interessante. secondo me in questo libro manca un personaggio dalla personalità "forte". Trovo cmq geniale com Mankell riesce a collegare un omicido con degli avvenimenti storici. La struttura del racconto é simile alla "leonessa bianca", solamente che in quel caso era Kurt wallander a dirigere l'inchiesta.

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    la sala luigi

    08/12/2010 20.22.13

    Devo dire che Mankell non sbaglia un colpo. L'ho trovato ricco di colpi di scena.

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    TG

    28/05/2010 18.38.23

    é il primo libro di Mankell Henning che leggo! Si legge bene,ma sembra un pochino troppo un romanzo storico rispetto ad un libro giallo. Ricomprerò libri di questo autore sperando in storie migliori.

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    Fr

    06/04/2010 20.04.48

    dove sta il giallo? non è un romanzo storico, anche se le pagine riferite al XiX secolo sono le meno noiose, non è un poliziesco, non è un legal, non è... è una delusione

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    linda

    12/03/2010 23.01.22

    dal mio punto di vista è un romanzo con una storia scontata...deludente!!

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    mauro

    21/11/2009 14.43.28

    Mankell ha scritto dei bei gialli,ma questo proprio l'ho trovato troppo lungo e noioso,all'inizio mi piaceva ma pagina dopo pagina sempre meno.La storia mi è sembrata un po asssurda...

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    viola

    16/10/2009 10.43.22

    è il primo libro di mankell che leggo. mi è piaciuto anche se la parte degli omicidi ad un certo punto viene sostituita dalla ricostruzione socio-politica cinese dai tempi delle emigrazioni forzate in america, al periodo maoista, alla società attuale. Se ci fosse stato un chiarimento sugli aspetti legati alla mattanza forse gli avrei dato un bel cinque ma questa omissione non l'ho compresa...resta comunque un bel romanzo, interessante, ben costruito e scorrevole. Mi ha incuriosito la saga dell'ispettore wallander e infatti ho dato il via alla lettura...

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    Giuliano

    13/10/2009 10.54.51

    Come tanti altri buoni "giallisti" contemporanei anche Mankell si è stufato del suo eroe Wallander, i cui romanzi a mio parere erano sempre debolucci come gialli veri e propri, ma ben costruiti e con una introspezione perfetta su tutti i personaggi.Sto notando lo stesso distacco, o incapacità di portare avanti più di tanto gli stessi personaggi anche in Elizabeth George ed in Alicia Gimenez-Bartlett, per non parlare di Lindsay Davies. Tornando al"cinese"lo boccio sotto tutti gli aspetti, se Wallander meritava almeno 4/5 questo è da zero,quando si inizia a scrivere un libro bisogna almeno sapere come finirlo, e non protrarlo per oltre 500 pagine sperando che durante il proseguimento lavori ti venga l'idea geniale...non credibile già all'inizio, cosa c'entra il bambino? quanto tempo c'è voluto per uccidere lentamente tutte quelle persone?i cani non abbaiano?nessuno sente niente? E poi la macchina fotografica dimenticata,il delitto di inizio secolo negli states, le motivazioni assurde del mandante. Io con Mankell ho finito

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    kina

    12/10/2009 21.52.44

    Sicuramente ho nostalgia del buon vecchio kurt wallander,mi mancano le sue storie e il suo incredibile fiuto investigativo..ma continuo a leggere i libri di Mankell e li trovo sempre unici nel loro genere...anche il cinese l'ho trovato molto interessante a livello storico politico,e scorrevole a livello di trama...Mankell è uno dei pochi scrittori che non delude mai!!

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    Kat

    12/10/2009 15.03.12

    Scritto bene e a tratti avvincente. Il contenuto però non convince fino in fondo, nonostante l'elegante racconto su piu dimensioni temporali. Assai lontano dall'essere un capolavoro, si rivela comunuqe una lettura gradevole.

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    Fabio

    06/10/2009 10.26.10

    Concordo con le recensioni precedenti: lasciato alle spalle il personaggio di Wallander, Mankell si è spostato su temi politici e sociologici che hanno messo in ombra la sua vis da giallista. Infatti il "giallo" finisce dopo 240 pagine e da lì per 300 pagine si dipanano altri temi: il ritorno degli ideali giovanili, l'evoluzione del comunismo cinese, il logorio del rapporto di coppia, l'amicizia dalla gioventù agli anni della maturità... che niente hanno a che fare con la trama. A me è piaciuto comunque, ma capisco chi ne sia rimasto deluso e chi, soprattutto tra i "giallisti" - al primo contatto con Mankell - non desideri averne un secondo.

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    maurizio

    27/09/2009 20.06.50

    Un bel giallo senza dubbio, scritto molto bene e sebbene il movente sia chiaro e un po' prevedibile ben prima della metà del libro, la trama resta avvincente fino alla fine.

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    Vito

    26/09/2009 10.39.37

    D'accordo con Stefano e altri che mi hanno preceduto. Tempo perso a leggere un libro che non è né carne né pesce. Se voglio un saggio di geopolitica non leggo Mankell.

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    Walther

    11/09/2009 17.49.01

    Romanzo più che valido, anche se non all'altezza dei migliori libri di questo autore. Il libro si fa leggere bene, nonostante le quasi 600 pagine, portando il lettore "a spasso" nel tempo (passato e presente si alternano nei capitoli) e nello spazio (Svezia, Cina, Stati Uniti). Complimenti all'autore per essere riuscito a mantenere insieme il tutto, producendo, appunto, un buon risultato.

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