Traduttore: M. Nati
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2011
Pagine: 361 p., Rilegato
  • EAN: 9788834717820
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 6,45

€ 12,90

Risparmi € 6,45 (50%)

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Disponibile in 5 gg lavorativi

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    marcostraz

    12/05/2016 12:26:20

    Libro molto interessante, con tanti spunti di riflessione molto attuali (basti pensare ai rigurgiti di fascismo, isolazionismo, muri e separazioni da costruire che stanno attraversando l'Europa in questi anni)...la scrittura e la narrazione forse procedono troppo a sbalzi, alcuni momenti alti e altri più bassi...

  • User Icon

    Talita84

    09/07/2013 16:53:42

    Concordo con gli altri recensori che questo libro non possiede la grande capacità ammaliatrice degli altri titoli di Miéville, ciononostante io l'ho trovato ugualmente più che meritevole. E'vero che i personaggi restano sullo sfondo rispetto alla città, che il linguaggio è un po' ostico (credo si tratti di una volontà espressiva dell'autore più che di un difetto nella traduzione)ecc... Ma è così che deve essere e lo si intuisce da subito. Il paragone con Dick è azzeccato perché cosa sono i replicanti dickiani se non esseri umani che nessuno vuole riconoscere come tali e che cos'è il divieto di non "vedersi" mai imposto alle due città di questa storia se non un'analoga forma di segregazione? Miéville fa solo finta di scrivere un romanzo giallo, il vero fulcro è la città e la sua legge assurda. In quale altro posto sarebbe mai potuto accadere un crimine come quello di cui si occupa il detective protagonista? Il finale poi è illuminante: quando commetti "violazione", non torni indietro. Personalmente trovo che sia un bel concetto su cui riflettere. Capisco che per qualcuno questa lettura possa risultare pesante ma del resto Miéville non è, e probabilmente non sarà mai un autore rassicurante. La sua caratteristica, il motivo per cui io lo adoro è proprio la sua capacità di stupirmi in mille modi diversi ponendomi mille spunti di riflessione con un'originalità e fantasia che non hanno eguali in altri autori e che affondano le loro radici nei suoi studi antropologici; tutto questo però richiede un notevole impegno da parte di chi legge. Ci sono autori che vogliono semplicemente farci divertire e altri invece che vogliono farti pensare, comunicare con te. Miéville è un autore di questo secondo tipo e per apprezzarlo bisogna mettersi in gioco, aprire il libro accettando l'idea che potrebbe spiazzarti, farti sprizzare gioia o farti arrabbiare, gioendo contemporaneamente del fatto che nel bene e nel male non sarà mai quello che ti aspetti. Per lettori senza preconcetti.

  • User Icon

    Cody Edwards

    31/03/2012 17:28:12

    Andiamo con ordine: di per sé, l'idea di base è molto originale (se non addirittura ottima) ed anche il modo in cui procede la trama è degno di lode. Il vero problema è lo stile: ostico, pieno di giri di parole (anche termini sgrammaticati, derivati da una cattiva traduzione), passaggi che solo lo stesso Miéville riuscirebbe a capire, e la tensione è quasi inesistente. I protagonisti non hanno un vero spessore psicologico - fatta eccezione per i dialoghi, che almeno risultano realistici - , dedicandosi invece alla città, sempre alla città e soltanto alla città (ma d'altronde non potrebbe essere altrimenti, visto che è il fulcro principale della storia. Però, mi domando se non fosse un problema aggiungere qualche pagina in più per dedicarsi maggiormente alla profondità emotiva dei personaggi). In sostanza: la trama è ottima, anche grazie al realismo con cui ha descritto le divisioni politiche delle due città, ma lo stile non riesce a coinvolgere quasi per niente.

  • User Icon

    camilletta85

    27/03/2012 01:32:26

    Dietro un voto così basso c'è innanzitutto un senso profondo di irritazione: risultano a me inspiegabili tutti questi premi letterari e il paragone con Dick di fronte ad un'opera così ambiziosa e al contempo così pesante ed indecifrabile nei suoi principali snodi esplicativi...il lettore non riesce a comprendere nè l'origine nè il meccanismo di funzionamento di questa città nella città e questo, anzichè alimentare il mistero e la fantasia ricostruttiva del lettore, non permette di cogliere il senso della pazza geografia immaginata da Mieville, che sicuramente ha origini filosofiche o antropologiche, che rimangono ahimè inespresse....inoltre anche la spiegazione stessa del giallo non è tra le più limpide e cristalline..il grosso limite del romanzo è, a mio modesto parere, la scrittura di Mieville (o la traduzione), che risulta davvero ostica, a volte sgrammaticata, infarcita di nomi che spesso servono solo a complicare la lettura...il ritmo non è all'altezza di un libro che ha l'ambizione di fondere l'immaginario della fantascienza con il noir...peccato, perchè l'idea di partenza è geniale, ti porta ad attraversare più luoghi in una volta e nessun luogo, ti porta a misurarti con una civiltà grottesca e da incubo, dove i cittadini sono costretti a rispettare il diktat assurdo di non vedere l'Altro come se fosse trasparente e a vivere in una continua distorsione e negazione della realtà...peccato..

  • User Icon

    ROBERTO

    10/02/2012 23:37:44

    Chi ha letto i primi romanzi di questo scrittore rimarrà deluso come mè! Sia la storia che la stesura sembrano scritti da un' altra persona!

  • User Icon

    alberto 61

    01/02/2012 14:37:11

    la differenza che c'e' tra PERDIDO o LA CITTA' DELLE NAVI e questo e' la stessa che c'e' tra MARCO VAN BASTEN e GIORGIO CHINAGLIA.

  • User Icon

    barbara

    09/01/2012 11:44:55

    Come ha potuto ricevere tutti i premi elencati in copertina? la materia sembrava presentarsi interessante, originale...ma sono arrivata a metà del libro e l'autore sta ancora descrivendo come si può passare da una città all'altra restando nello stesso posto. la storia, i personaggi dove sono? per non parlare di nomi impossibili e concetti comprensibili solo essendo personaggi del libro. Persino lo stile è nebuloso e duro. A me piacciono i libri di fantascienza ed anche i thriller, ma questo non saprei proprio dove inserirlo!

  • User Icon

    fabio j.

    05/01/2012 17:02:01

    Romanzo visionario: due città intersecate, ma separate; due popolazioni educate ad ignorarsi pur vivendo a stretto contatto; il terrore della Violazione; il mistero di una terza città nell'ombra. China Miéville costruisce un noir coinvolgente in un mondo improbabile, ma affascinante. La traduzione non dev'essere stata agevole, ma la lettura è stata piacevole. Mi sono divertito.

  • User Icon

    Gabry

    23/12/2011 17:36:24

    Gran bel romanzo; intenso, avvincente, affascinante e scritto molto bene!!!

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione