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Italo Calvino

Editore: Mondadori
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: 176 p.
  • EAN: 9788804425540
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Recensioni dei clienti

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    Carlo C. Danelon

    24/04/2017 16.32.37

    Ho letto questo Capolavoro di Calvino più volte, perché l'eleganza discreta e variopinta con cui è scritto mi stupisce ogni volta di più. Immenso.

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    Simone

    27/05/2015 17.07.47

    Partiamo subito dal presupposto che stiamo parlando di un'opera di letteratura combinatoria quindi non è facile, almeno per me, dare un giudizio. Calvino si diverte a raccontare di città fantastiche immerse in un mondo surreale ma che dopotutto tanto fantastiche non sono: molte caratteristiche sono "trafugate" a città esistenti, magari quelle stesse città visitate da Calvino in giro per il mondo (in particolare in sud America). Lo consiglio vivamente anche come prima lettura dell'autore dato la lunghezza esigua.

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    Diego

    16/04/2015 15.45.35

    Immenso. Unico nel suo genere; è puro come il cristallo più puro, è un gioiello di saggezza, è leggero pur avendo il suo peso insostenibile... è Calvino.

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    Donna

    01/02/2015 19.05.10

    Ho cercato il mio nome tra le "Città invisibili" battezzate come se fossero donne (e forse lo sono). Ho trovato, ad esempio, Isidora, con le scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine; Dorotea, dove non c'è bene della vita che non possa aspettarsi il viaggiatore; Tamara, con le figure di cose che significano altre cose; Isaura, dai mille pozzi; Zoe, luogo dell'esistenza indivisibile, inseparati il rombo delle ruote e l'ululato dei lupi; Valdrada, che si guarda nello specchio, ma non si ama; Leonia che rifà se stessa tutti i giorni... delle quali narra Marco Polo al Gran Kan nell'elegante, generosa, fantasiosa scrittura di Italo Calvino. Non l'ho trovato, il mio, tra i tanti nomi del libro, ma ho trovato, nel partecipato ascolto del sovrano, un insegnamento prezioso, e purtroppo spesso ignorato da taluni autori troppo su se stessi: "chi comanda al racconto non è la voce: è l'orecchio".

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    Gab

    20/06/2014 15.12.49

    Meraviglia

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    angelo

    21/05/2014 14.08.32

    Ingredienti: città oniriche e surreali dai nomi di donna, strade che uniscono ricordi e fantasie, piazze che raccolgono mondi passati e futuri, palazzi che ospitano dialoghi tra due personaggi vicini e lontani. Consigliato: ai frequentatori di mondi surreali e suburbani, agli ospiti di alberghi letterari e filosofici.

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    cesare

    31/10/2013 08.35.07

    La descrizione delle citta invisibili sono difficili, incomprensibile e non sempre poetiche, apprezzabile il libricino per la sua biografia . Peccayo, sprazzi di genio umano, ma solo sprazzi.

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    Paolo

    04/01/2013 11.59.27

    Credo che il poeta debba essere scomodo, deve essere un tafano che sprona il socratico cavallo di razza che è poi la società nostra; Calvino è invece un poeta-borghese: tuttavia il testo è buono, indubbiamente. Resta comunque la mia diffidenza.

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    Sergio

    28/05/2012 22.31.22

    Assolutamente indigesto. Pesante e privo di pathos.

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    walter

    01/03/2012 09.08.49

    Per mè è un libro di una tale fantasia da diventare CERVELLOTICO................và a braccetto con l'altro suo libro "Se una notte d'inverno un viaggiatore" che ho interrotto al 2 capitolo mentre questo l'ho letto tutto e sicuramente a tanti altri lettori fantasiosi è piaciuto ma a mè,che amo i classici della letteratura,no!

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    Chiara

    27/02/2012 18.53.28

    Ogni essere umano è portatore di una particolare visione delle cose. La comunicazione è veicolata dal linguaggio, il quale, come evocatore di immagini, non permette pienamente la condivisione delle proprie interpretazioni. Punti isolati. Comprendere il gioco delle relazioni umane. E giocare.

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    giuseppe 83

    17/05/2011 15.18.09

    ogni tanto si trova un passo poetico e toccante ma al 90% è incomprensibile. sono arrivato alla metà e mi sono arreso.

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    Maria

    29/04/2011 14.15.38

    Leggere questo libro è come bere del vin santo: ogni sorso va assaporato con lentezza, lasciando che scavi nell'intimo rigagnoli meditativi. Ogni città ha il nome di una donna e qualche particolarità che la contraddistingue da tutte le altre, ma al di là dei dettagli, a incuriosire o a stupire è la sensazione che scaturisce nel viaggiatore alla vista delle città. Il viaggio immaginario diventa quasi subito un cammino di riflessione sulla vita, sulla morte, sulla miriade di alternative che non siamo stati in grado di scegliere, sul tempo che scorre, sulla necessità che i sogni rimangano tali. Una città su tutte si staglia nella mia mente: Isidora, la città da sempre sognata, dove il viaggiatore arriva solo in tarda età, quasi a volerci sussurrare che solo vivendo si impara a vivere.

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    Francesco

    26/04/2011 11.11.45

    Forse il miglior libro di Calvino. E' strabiliante come lui, con la sua immensa immaginazione, attraverso i racconti di Polo al Gran Kan, riesca a descrivere nei minimi dettagli le città odierne, con i loro aspetti positivi e negativi. Bellissimo

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    tatore

    17/02/2011 12.32.33

    leggero, intenso e ricco di suggestioni. credo questo libro abbia tutte le qualità delle opere riuscite. probabilmente dopo averlo letto andrete in giro per la vostra città con un nuovo sguardo, più consapevole della ricchezza e complessità che essa esprime.

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    Sandor Krasna

    26/10/2010 03.17.56

    Certo, capita di fare una "fatica enorme" (sic) a finire un libro. E' uno dei tanti mali delle generazioni di oggi. E mi si perdoni lo sfogo.

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    baghy

    16/09/2010 16.50.43

    Mi dispiace veramente tanto ma non ho proprio capito il libro. Totalmente senza capo ne coda non ho proprio compreso il suo messaggio. Mi rendo conto che sia un mio limite e non dell'autore ma non posso dare un voto alto ne' tanto meno consigliare di leggerlo. Giustamente chi mi ha preceduto lo ha definito "visionario". Commento azzeccatissimo. Ho finito il libro facendo una fatica enorme solo perche' non riesco a lascarlo a meta'.

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    tatiana

    10/09/2010 14.53.28

    avevo trovato una citazione nel libro "Ecoballe" di Rabitti e ho voluto leggerlo. Ma che fatica... visionario in alcuni, pochi, tratti, per il resto senza un filo. E io non amo i libri che non hanno un filo.

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    sandro landonio

    03/06/2010 09.55.29

    E’ un libro non facile e quando ne hai terminato la lettura pensi di doverlo ricominciare da capo, perché sei consapevole che hai perso tanto di quello che avresti potuto ritenere. Personalmente l’ho portato a compimento con fatica, nonostante la profondità innegabile di alcune immagini, il linguaggio impeccabile e la fantasia ammirevole dell’autore. A differenza quindi della maggioranza delle recensioni precedenti non mi sento di consigliarne la lettura. Fra le varie città invisibili, profetica la visione di Leonia, città che crea rifiuti sempre più indistinguibili, anticipazione della nostra realtà quotidiana e del nostro futuro incerto, bella l’immagine della zuppa di città di Pentesilea, che si allarga senza limiti e l’ubiquità di Cecilia: tutti mondi immaginari che si riflettono cento volte senza che tu capisca se sono città eventualmente realizzabili, salvo poi, leggendo l’introduzione del capitolo IX, assumere che certe città reali sembrano anch’esse, se solo raccontate, di fantasia.

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    corra

    17/02/2010 10.19.16

    Bello. Da gustarsi racconto dopo racconto e poi, con calma rileggere in un secondo momento e cogliere ciò che era passato inosservato.

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