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Vidiadhar S. Naipaul

Traduttore: M. Dallatorre
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 1997
Pagine: 260 p. , Brossura
  • EAN: 9788845913303

Recensioni dei clienti

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    salvatore

    28/09/2010 23.07.16

    Verosimile e onesto. Così definisco i contenuti di questo libro. Ne pietismo, tantomeno accanimento. L 'India è ferita ed è spezzata. Bellissima analisi, bellissimo libro

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    Ale

    15/09/2006 15.16.00

    Ho letto questo libro mentre viaggiavo in India, mi ha aiutato a capire molto di quanto pareva ai miei occhi incomprensibile e mi ha fortemente condizionato nel giudizio sostanzialmente negativo che credo la società indiana attuale meriti. Generalmente di fronte alle ingiustizie sociali e agli orrori che pervadono l'India ci si ferma di fronte allo stereotipo della "Terra bellissima ma piena di contraddizioni"; Naipaul fa molti passi più in là andando a cercare le ragioni profonde che portano uno dei paesi più ricchi del mondo a proporre un quadro sociale drammatico e sconfortante. Questo libro (oltre ad essere un po' datato) ha forse il limite di offrire tesi piuttosto frammentate di cui non si coglie immediatamente la coerenza.

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    Fabio

    27/07/2006 20.03.25

    L'analisi che Naipaul fa dell'India nei suoi vari aspetti è fredda, quasi spietata. Se in generale gli appunti possono avere una loro validità, il tono spesso è sprezzante tanto che gli indiani sembrano un popolo di ritardati mentali, di subumani incapaci di realizzare qualsiasi cosa. Lo stesso Gandhi viene descritto come un egocentrico, come una persona limitata che non sa andare oltre alla contemplazione del proprio io. Va bene smontare i luoghi comuni sull'India, ma un approccio del genere sembra più condizionato da una paranoia personale che da una attenta e onesta analisi.

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