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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2013
Pagine: 187 p. , Brossura

67 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Antologie

  • EAN: 9788806215477
Tre volte cocaina. La sostanza illegale più consumata e più egosintonica con lo stile di vita contemporaneo narrata da tre grandi voci della narrativa contemporanea italiana. Il breve noir di Carlotto, fedele alle linee d'ombra in cui agisce il suo celebre Alligatore, segue l'indagine al limite del deontologico in cui si trova invischiato il commissario Campagna, sbirro progressista alle prese con (ex) amici pusher e bande di trafficanti bulgari, tutto all'insegna della vendetta personale più che della lotta al narcotraffico (un assalto al mulino a vento, nel realismo di Campagna). Più intimista la trama di Carofiglio, alle prese con una confessione femminile che evoca, senza sezionare, misteri nodali dell'esistenza: rapporti padre-figlia, scelte di vita, amore, perdizione, riscatto. La cocaina è qui "droga" tout court: pretesto narrativo efficace per la messa in scena di un conflitto etico di notevoli proporzioni, e la conseguente parabola di precipizio e risalita. De Cataldo, infine, compone l'elemento più riuscito del trittico: un racconto dalla dimensione internazionale, dalla trama degna di un romanzo, dallo stile preciso e godibile. Si parte a bordo di una jeep in Colombia (dove sono i cartelli messicani, oggi, a controllare il traffico) e si parcheggia nei quartieri alti di Milano. Seguendo la sostanza dal produttore al consumatore; e i meccanismi del business, che è impressionante: ma questo, ormai, si dovrebbe sapere. Si ricava almeno una riflessione, da questa lettura: se la cocaina arriva ovunque (persino tra chi dovrebbe affrontare il fenomeno), forse è perché la tentazione (il bisogno?) arriva ovunque. Luca Borello

Carlotto Carofiglio De Cataldo: non un trio, ma un triumvirato. Tre vie alla crime story, tre stili diversi, tre Italie peculiari e radicate in tre scritture conosciute e amate da molti lettori.
In questo affresco corale dipinto dai tre autori di maggior successo del genere, il minimo comune multiplo fra i tre racconti non è un fil rouge, ma blanc: bianco come le strisce di bamba purissima che corrono sugli schermi touchscreen di trafficanti digitali, riaffiorano lungo le strade e sotto i portici delle città del ricco e ambiguo nordest, e collegano come un fiume sotterraneo il Perù e Corso Como.
Se ogni droga è capace di dirci qualcosa a proposito dei tempi in cui si afferma, la cocaina, con la sua case history di successo che dura da trent’anni, denuncia un'epoca triste, di ambizioni perdute e nevrosi sociale. O meglio: di ambizione ce n’è fin troppa; ma è sempre più spesso quella di somigliare a qualcuno che veste abiti firmati o gira con automobili costose e gigantesche. Si sa: l’erba del vicino è sempre più verde. Ma - a proposito di erba - la marijuana e la cultura dello sballo come momento di aggregazione sono stati presi a picconate dall’avvento dell’eroina negli anni settanta, e poi definitivamente seppelliti dal verbo yuppie del decennio successivo.
Oggi la cocaina è lo zucchero in sospensione nelle acque reflue di ogni grande città, e specialmente di quelle in cui circolano ancora i soldi ma dove si è assistito – per parafrasare il bel titolo di un libro di Luca Doninelli – ad un generale, inarrestabile crollo delle aspettative. La coca, insomma, è una livella sociale, promessa di hybris meschina e a buon mercato. Ma se a incipriarsi il naso nelle serate all’Hollywood o nelle periferie di Milano sono tanto i coatti quanto i manager rampanti, se questo combustibile tarocco per grandi narici e piccoli caratteri gode di un consenso così bipartisan, è innanzitutto per la sua intima, esatta adesione a quel mito del successo ad ogni costo che oggi pochissimi si sognano di mettere in discussione.
I tre scrittori, allora, immaginano altrettante storie che abbiano al centro proprio la cocaina, con tutto quel che sta dietro la filiera della produzione, dello smercio e del consumo.
Carlotto, primo in ordine alfabetico, resta fra i portici della sua Padova, e con accenti hard boiled in salsa veneta racconta una storia di scelte umane dolorose, compiute da poliziotti disillusi ma di buon cuore.
Carofiglio s’immagina alle prese con un’intima confessione di perdizione raccolta da uno scrittore che sembra essere modellato sul suo profilo nobile e un po’ narciso.
De Cataldo riprende l’epica corale che era il propellente del suo romanzo criminale, e dipinge un affresco veloce ed efficace che ci porta dalle rive dell’Apurìmac alla Bovisa, mostrando come le tessere del puzzle s’incastrino bene soprattutto se non s’indulge troppo in psicologismi d’achat.
Il risultato è un libro composito e leggero. Una lettura d’evasione, che però resta ben lontana dal dire qualcosa di definitivo o di profondo sulle ragioni dell’irresistibile ascesa di questo narcotico dispotico, farina doppio zero per impastare i sogni di un’epoca sfigata.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    archipic

    08/09/2016 14.40.37

    Tre racconti brevi sul mondo della coca; il primo, di Carlotto, molto blando e lento, senza alcun ritmo e spunti di interesse; voto 2. Il secondo, di Carofiglio, ottimo come tutti i suoi scritti; spunto narrativo intrigante e scrittura bella fluida e leggera. Voto 5. Il terzo, di De Cataldo, interessante nel suo svolgimento, pecca un poco nel ritmo, ma alcuni passaggi sono buoni; voto 3. Complessivamente un 3 per un volume che non colpisce più di tanto.

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    juangomez

    22/11/2015 09.55.24

    Premetto che Carlotto e De Cataldo li conoscevo solo di nome, di Carofiglio invece ho letto praticamente tutto compresi i saggi. Andando per ordine, il racconto di Carlotto non mi è piaciuto granché, la storia, i personaggi e i dialoghi li ho trovati un po' inconsistenti. La storia di Carofiglio invece mi è piaciuta molto, lui riesce sempre a dar vita a personaggi singolari e nello stesso tempo credibili. Per dirla con la frase di un suo romanzo "scrive come scriverei io se fossi capace di scrivere". De Cataldo infine è stata una gradevole scoperta. Il suo stile asciutto e incisivo mi è piaciuto e anche la storia ha un buon ritmo.

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    Gianni

    23/05/2014 10.56.44

    Mi associo alla folla e condivido con loro la pubblicazione del libro a puro fine marketing. Le storie paiono deboli, a tratti surreali, un copia ed incolla insomma di un già visto un pò di qua e un pò di là e sullo sfondo una piaga sociale enorme, quale la cocaina. Sono delle storielle giusto per passar mezz'oretta su un treno o aspettando nel letto che il sonno arrivi, sinceramente il volume finirà nel dimenticatoio.

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    Makaio

    13/04/2014 22.15.29

    Tre racconti buoni. Operazione di marketing, ma la sostanza c'è, in parte. Carofiglio vince, la dottoressa Sara spicca su tutti. Carlotto parte alla grande, ma si perde in un finale rocambolesco ed improbabile. De Cataldo, senza infamia e senza lode, sembra il Don Winslow del Salento....ma è solo il mio punto di vista.

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    migliettaser

    22/08/2013 22.45.29

    Tre ottimi autori per un pessimo libro. Difficile scegliere il meno peggio dei tre. Si sono limitati a fare un compitino per vendere della carta stampata approfittando del nome. Questo è almeno la mia opinione e , giusto o sbagliato che sia, per onestà si racconta quel che si prova.

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    Monia

    04/07/2013 14.53.12

    Il titolo potrebbe indurre a tematiche scontate, in realtà la vera sorpresa, è nello scoprire che Cocaina è semplicemente in minimo comun denominatore per dare il la' a tre bravi e attuali scrittori italiani che meriterebbero maggior fama. Tre stili diversi, conoscevo molto bene Carofiglio, un po' meno gli altri due, ma a mio parere meritano un pari grado per stile e coinvolgimento.

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    Nadia Poggi

    29/04/2013 12.13.21

    Non condivido i pareri negativi. 3 racconti con personaggi "insoliti". Sono racconti con un unico filo conduttore: la cocaina, che sta entrando ovunque e che arriva a corrompere chiunque.

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    Simona

    19/04/2013 19.12.42

    Un libro scritto a tavolino dal marketing. Sono stata attirata dai tre autori, che non avevo mai letto. Devo dire che ci sono cascata in pieno.

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    alessio

    12/03/2013 14.58.29

    Non si può negare che si legga volentieri e velocemente. Condivido che la storia migliore sia quella di Carofiglio. Sullo sfondo un fenomeno più diffuso di quello che si pensi. E comunque personalmente sono contento di non farne uso! Le emozioni mi piacciono al naturale, senza esaltatore di sapidità dell'anima.

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    furio

    10/03/2013 20.09.26

    Carlotto al di sotto delle aspettative, Carofiglio senza nerbo, De Cataldo in automatico. Pura operazione commerciale. Peccato, sono tre bravi scrittori e spesso sanno raccontare la realtà con sguardo lucido e partecipe. Stavolta no. Stavolta sono bolle di sapone.

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    Chris

    10/03/2013 18.38.07

    buon libro. tema attuale inquietante ben sviscerato con 3 punti di vista diversi che guardano al problema cocaina e sulle sue conseguenze criminali e sociali.

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    marcello

    09/03/2013 17.00.32

    Tre storie decisamente piacevoli crude il giusto,realistiche ma sempre con una nota romantica e spesso disincantata. Esperienza ripetibile

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    elisabetta

    08/03/2013 22.00.09

    Se devo essere sincera pensavo meglio. L'unico che si salva e' quello di Carofiglio...

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    stefano

    27/02/2013 18.12.59

    Sinceramente pensavo meglio...salvo solo il racconto di Carofiglio, la piu' noiosa quella di De Cataldo.

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    Alessandra

    22/02/2013 17.01.56

    Carofiglio: scandaloso... oppure ha scritto un racconto per prenderci in giro? trama banale e a tratti ridicola. Carlotto: racconto carino Decataldo: poteva fare di meglio ma il migliore. Mi aspettavo molto ma molto meglio, peccato averlo comprato perche si poteva benissimo prender in biblioteca.... o non prender affatto

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    Andrea

    20/02/2013 14.58.51

    Niente di che, tre storielle messe insieme probabilmente con il solo intento di vendere. Si salva solo De Cataldo che realizza la storia migliore, poi Carlotto e a lunga distanza Carofiglio che scrive una storia senza capo nè coda. In generale, libro trascurabile.

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    sergio colombo

    17/02/2013 08.14.18

    Da tre intuizioni tre raccontini abbastanza modesti, due scritti da (ex ?) magistrati. Sul tema della 'ndrangheta & cocaina come infiltrante distruttivo della società proibizionista m'è parso ben più profondo Walter Siti in "Resistere non serve a niente"

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    Ettore Colonna

    14/02/2013 15.37.42

    Tre grandi penne che in sinergia rimarcano un problema che veramente dovrebbe metterci in ansia, tutto in meno di duecento piacevoli pagine.

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