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Vincitore del Man Booker Prize 1989
Un viaggio nella tranquilla campagna inglese si risolve in un inquietante e inaspettato viaggio dentro se stessi.
La prima settimana di libertà dell'irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l'esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosí tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge di aver vissuto come un soldato nell'adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo straordinario romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.
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Attraverso il viaggio e i ricordi di Stevens emerge il ritratto di una persona che ha dedicato tutta la propria vita al servizio, scegliendo l’eccellenza nel proprio ruolo ma rinunciando quasi completamente a sé stesso: affetti, emozioni, pensiero critico. Una dedizione totale, quasi eroica, che però finisce per trasformarsi in una forma di annullamento. Stevens è una persona perbene, rigorosa, coerente con i propri valori. Ma proprio questa coerenza lo porta a restare sempre sullo sfondo della propria stessa vita. Nel momento in cui si confronta con ciò che avrebbe potuto essere — soprattutto nel rapporto con Miss Kenton — emerge con forza il senso della perdita: non solo di un amore possibile, ma di una parte di sé che non ha mai davvero vissuto. Il romanzo costruisce questa consapevolezza con grande misura, senza mai forzare il giudizio. Ed è forse proprio questa sobrietà a renderlo così efficace: il lettore coglie prima di Stevens ciò che lui ha perso, e quando anche lui inizia a intravederlo, è ormai troppo tardi. Quello che colpisce di più è che, anche di fronte a questa consapevolezza, Stevens non riesce davvero a cambiare. Intuisce che esiste ancora “il resto del giorno”, uno spazio in cui potrebbe vivere diversamente, ma rimane legato alla logica che ha guidato tutta la sua esistenza: quella del servizio. Questo lascia un profondo senso di amarezza, non tanto per ciò che è stato perso, ma per ciò che, pur essendo ancora possibile, probabilmente non verrà mai davvero colto
Ho adorato questo libro dalla prima all’ultima pagina, ho provato sentimenti contrastanti in compagnia del protagonista Stevens, un maggiordomo molto ligio al dovere che si trova a servire presso la Darlington Hall, una bellissima tenuta in cui poco prima della Seconda Guerra Mondiale si incontrano personaggi illustri. Il fulcro della storia gira attorno a Stevens, per tutta la sua esistenza non ha mai avuto un attimo di distrazione, sempre concentrato sul lavoro, sebbene durante il suo servizio siano accaduti, non soltanto eventi, ma anche incontri/scontri con il resto del personale, in particolar modo con Miss Kenton. Ma sul finire della sua carriera, Mr Farraday, chiama a sé Stevens e lo invita a fare un viaggio in macchina in modo tale da potersi distrarre e godere dei paesaggi e villaggi che non ha mai avuto modo di visitare, nonostante siano a pochi passi dalla Darlington Hall. Dopo vari tentativi Stevens, prende il coraggio tra le mani e parte. Da questo momento in poi è tutto un divenire, l’autore non solo ci descrive le campagne e le meravigliose viste che percorre Stevens, ma anche lo stato d’animo del protagonista, risultando a noi lettori, quasi come fosse un bambino che con tutta la purezza e la genuinità si meraviglia per la prima volta di un qualcosa che non ha mai visto. Questo suo atteggiamento mi ha commosso non poco; come anche leggere di tutti i ricordi che riaffiorano nella mente di Stevens, accompagnati, a volte, da momenti di nostalgia. Ma se da un lato l’autore ci permette di conoscere il carattere duro e inquadrato di Stevens, dall’altro iniziamo a vedere in lui anche un momento di preoccupazione, e lasciatemi passare il termine, anche di tenerezza, soprattutto nei confronti di Miss Kenton, la governante.
Denso di significati.. ma troppo dispersivo
Recensioni
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