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2002
15 febbraio 2002
256 p., ill. , Brossura
9788838461217

Valutazioni e recensioni

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morena venturini
Recensioni: 5/5

Il grande schermo ha del tutto snaturato il significato originario di questo capolavoro letterario dell’Ottocento, riducendolo alla semplice storia di un mostro e della sua sete di vendetta nei confronti del suo creatore. “Frankenstein” è molto di più. È la storia di chi viene rifiutato da una società scandita da regole precise e che non accetta chi va fuori dagli schemi, superficiale e stupida di fronte a tutto ciò che non conosce e che non vuole conoscere. “Frankenstein” è la storia di ognuno di noi. Il dubbio è: che cosa rende un uomo un essere umano? Si fa fatica a rintracciare nella narrazione un buono e un cattivo. Creatura e creatore sembrano essere due facce della stessa medaglia. Dice Nadia Fusini, insegnante di Lingua e Letteratura Inglese all’Università la “Sapienza di Roma”, ‹‹Ascoltate, leggendo, il pianissimo costante dell’amaro sentimento di rivolta che rimane in bocca a chi è stato, nascendo, abbandonato››. Nel libro, inoltre, viene condannato il delirio di onnipotenza dell’uomo, che si vuole ergere a creatore, decidendo della vita e della morte. Un libro quanto mai attuale, quindi, in un’epoca contraddistinta da numerosi dibattiti sul tema della clonazione, della fecondazione assistita e dell’aborto. Ma se la scienza avesse dovuto calibrare ogni volta le sue decisioni, saremmo arrivati al livello di conoscenza che abbiamo oggi? “Frankenstein” è uno dei miei libri preferiti.

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Alberto Gola
Recensioni: 5/5

"Frankenstein": un nome che fa affiorare nella mente di molte persone immagini macabre e agghiaccianti da film horror alla Stephen King. Niente di più sbagliato: questo romanzo, considerato da molti lettori come una delle storie più lugubri, tetre e cupe, è tuttavia remoto dai classici racconti dell'orrore composti nello stile che tanto piacque all'americano Edgar Allan Poe. Ma forse Frankenstein ha qualcosa in comune con le opere dello scrittore citato poc'anzi: come nelle "novelle" di Poe traspare pessimismo, angoscia e tormento interiore, così questi elementi si possono trovare nel libro preso in esame. Mary Shelley, divenuta celebre grazie a questo capolavoro, ha tessuto pagina per pagina un intreccio avvincente e laborioso, dal quale emergono temi assai profondi come quello del confine tra etica e scienza, delle sfide che l'uomo ingaggia contro la natura, della malvagità umana spesso nascente dalla disperazione e dall'infelicità. Un romanzo meraviglioso, insomma, ambientato in alcuni degli scenari più suggestivi del continente europeo: dai vigneti e i castelli sulle rive del Reno agli scenari delle regioni polari boreali. Consiglio quest'opera a chi vuole stupirsi paragrafo dopo paragrafo cogliendo il romanzo come un ottimo spunto di riflessione; il libro è scritto con un linguaggio raffinato, aulico e pomposo ma è perfettamente comprensibile a un ragazzo di tredici anni come me.

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La recensione di IBS

Un esploratore polare salva dai flutti ghiacciati un uomo. Questi sta inseguendo qualcuno e racconta la storia di una creatura gigantesca e bestiale.

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Conosci l'autore

Mary Shelley

1797, Londra

Figlia del filosofo William Godwin e di Mary Wollstonecraft, autrice della prima dichiarazione dei diritti delle donne e che muore poco dopo aver dato alla luce la figlia. Mary viene perciò cresciuta dal padre.A 16 anni conosce Percy B. Shelley, già sposato, e a 17 anni fugge con lui in Svizzera. Si sposano e hanno tre figli di cui solo uno sopravvie. Il romanzo più famoso di Mary Shelley è Frankenstein, scritto tra il 1816 e il 1817 in Svizzera e deriva dalla proposta di Byron di scrivere ognuno (insieme a Percy e il medico di Byron) un racconto dell'orrore.Nel 1818 i coniugi Shelley si trasferiscono in Italia. Qui Mary scrive Mathilda (1819-1820).Nel 1822 il marito muore e lei ritorna in Inghilterra con il loro unico figlio.

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