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Nino Di Matteo, Salvo Palazzolo

Collana: Futuropassato
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 186 p. , Brossura

11 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Corruzione politica

  • EAN: 9788817081696

Recensioni dei clienti

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    ANDREA GIOSTRA

    27/09/2015 14.09.52

    Il 31 maggio 2015 Fabio Fazio nella sua trasmissione "Che tempo che fa" in onda su RAI 3, presenta in prima serata il libro di Di Matteo e Palazzolo, dal titolo "Collusi". I due autori scrivono su un tema molto delicato: la mafia continua ad esercitare un ruolo importantissimo e fondamentale nella gestione del potere e dell'economia reale del nostro Paese! Di Matteo ci racconta che già nel 1900, Gaetano Mosca, grande intellettuale del tempo, disse che da sempre i mafiosi più influenti e potenti hanno cercato di legare e intrattenere rapporti con esponenti politici importanti. Il legame era talmente stretto che un altro grande intellettuale toscano, Leopoldo Franchetti, nel 1877 aveva scritto che di fatto la mafia, il potere politico e il potere aristocratico si aiutavano a vicenda, servendosi l'un dell'altro, con estremo cinismo. Come in fondo riconosce tra le righe lo stesso Di Matteo nel suo libro, la mafia finirà solo naturalmente (come spesso ripeteva dire Giovanni Falcone) perché sa bene, avendolo sperimentato quale magistrato che "è stato messo di fronte all'aspetto più subdolo ed insidioso del potere mafioso, e a quello meno nobile di una magistratura in cui a fianco degli onesti e dei coraggiosi convivono qualche colluso e tanti pavidi, più attenti ad evitare rischi e sovraesposizioni che a rendere veramente giustizia". E fa veramente ribrezzo, pena ed orrore immaginare oggi Falcone, Borsellino, Chinnici, Dalla Chiesa, Costa, Livatino, e tantissimi altri magistrati e uomini delle istituzioni, lasciati soli dallo Stato come tanti Don Chisciotte della Mancia.

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    gianni

    19/06/2015 14.25.18

    Lettura agile e utile a farsi un'idea sul mutante contesto del fenomeno mafioso degli ultimi anni e sulla necessità civile di una profonda presa di coscienza. Qualche pagina esplicativa in più sarebbe stata utile. Il tipico libro da leggersi nelle scuole. Con buona pace della retorica.

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    Cinzia Cavallo

    16/06/2015 15.59.51

    Salvo Palazzolo incontra Nino Di Matteo, uno dei magistrati di Palermo più esposti nella lotta alla mafia. Da questo incontro-intervista si sviluppa una narrazione ragionata ed efficace su uno dei fenomeni criminali che sopravvive meglio al tempo e alle retate delle forze dell'ordine. Nino di Matteo si rivolge soprattutto ai cittadini affinché non lascino sola la magistratura in un tempo in cui la politica sembrerebbe mostrare colpevole disinteresse verso il contrasto alla criminalità organizzata e li invita ad esercitare un impegno di vigilanza e di pressione sulle istituzioni. Nella sua disamina il magistrato consiglia ai lettori di abbandonare la vecchia iconografia che propone il mafioso in coppola e lupara per considerare invece la mafia come sistema moderno capace di riorganizzarsi nel tempo con strategie diversificate e poco plateali. Ora il mafioso di ultima generazione è indistinguibile dai colletti bianchi, avvicina senza clamore i suoi interlocutori con un fiuto sottile per individuare quelli meglio corruttibili perché in potere dell'avidità. Di Matteo insiste sul concetto di mafia come sistema rigido all'interno, ma dotato di flessibilità all'esterno tanto da mutare i propri metodi di penetrazione passati negli anni dalle bombe e dalle stragi all'occupazione invisibile dei posti di potere. La mafia riesce a reclutare servitori nella politica, nell'imprenditoria, nella magistratura, nelle forze dell'ordine. Si infiltra ovunque girino soldi pubblici e risorse economiche da rapinare. Un'organizzazione, dunque, ancora molto temibile in grado di scegliersi i propri interlocutori ai livelli più alti del potere e di penetrare attraverso di loro nelle istituzioni fino ad esercitare là controllo e pressioni. Per averne ragione, lo Stato deve trovare il coraggio di guardare dentro sé stesso. Il saggio di Di Matteo e Palazzolo riesce efficacemente ad illuminare le zone oscure in cui s'annidino i virus sempre attivi di quel sistema criminale.

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