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Nicola Rao

Collana: Saggi
Anno edizione: 2011
Pagine: 181 p. , Rilegato
  • EAN: 9788820051266

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    Paolo Rivella

    09/01/2012 22.46.44

    Tra la decina di libri sulle BR che ho letto, questo è il migliore, insieme a quello del fratello di Moro e a quello del maresciallo del carcere dove era tenuto Peci. Supera le memorie di Franceschini, che pur raccontano molto. Finalmente un libro che evita le sbrodolate ideologiche, le dietrologie incomprensibili, il moralismo e l'emotività usati solo per nascondere l'ignoranza sui fatti. L'autore sta chiaramente dalla parte dello Stato, ma poi non si tira indietro quando lo Stato non fa esattamente una bella figura (mi riferisco ai sistemi per convincere i catturati a rivelare informazioni, sistemi raccontati - che io sappia - per la prima volta, e in modo credibile e documentato). Descrivendo in parallelo la situazione e lo stato d'animo dei poliziotti e dei brigatisti (dopo aver scovato e parlato con entrambi) - i loro dubbi, i loro equivoci, le loro ossessioni e le loro mire - questo saggio diventa quasi un romanzo. Di sicuro si fa leggere in un fiato. Altri testi sottolineano il ruolo dei Carabinieri (soprattutto di Dalla Chiesa) e occasionalmente dei servizi segreti. Qui, invece, a combattere i brigatisti è la Polizia di Stato. Le ricerche dell'autore - che pur finiscono in modo indipendente - sono partite dal Viminale. C'è pochissimo Moro, in questo libro, e tanto invece sulle azioni delle BR a Genova, a Milano, in Veneto e sul "fronte delle carceri". Storie meno conosciute, ma altrettanto cruente ed emotivamente intense. Chi allora seguiva l'attualità (ed era difficile sfuggirvi), veniva bombardato dalle notizie e finiva di imparare a memoria nomi e vicende, ma poi faceva fatica a capire davvero cosa stesse succedendo. Questo libro colma buona parte del vuoto, con un piglio da "investigative journalism" anglosassone. Due dettagli sono da correggere: Moro è stato trovato su una Renault 4 e non 5. I Ros - che io sappia - appartengono ai Carabinieri e non alla Polizia (come invece si lascia intendere). Per il resto: bravo!

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