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Shlomo Sand

Traduttore: F. Peri
Editore: Rizzoli
Collana: Saggi stranieri
Anno edizione: 2013
Pagine: 149 p. , Brossura
  • EAN: 9788817067539

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    Giulio Rutigliano

    07/01/2014 08.50.02

    Il titolo del libro secondo la mia opinione è fuorviante, perché Sand non ha smesso di essere ebreo ( è quasi impossibile rifondarsi annullando tutte le influenze culturali nelle quali viviamo) ma è diventato un ebreo laico con una apertura culturale occidentale perché dimostra di essersi liberato del bagaglio di ideologia medio-orientale presocratica ( anzi pre taletiana) che l'ortodossia ebraica porta con sé. Dichiara di non voler appartenere a nessun filone culturale nè cristiano, nè islamico e di aver fatto tutto il percorso che la tradizione ebraica impone ai suoi seguaci. E' molto convincente quando mette in crisi alcuni miti ed alcune opportunità di business come quando felicemente dichiara che per la conquista della terra di Canaan del 1948 i sionisti si sono paludati della Bibbia come di un atto notarile scritto nella Storia tanti secoli fa e ancora oggi valido attestante la proprietà di quella terra assegnatagli da Dio. L'idea di Sand non è quella di espurgare dall'ebraismo i fanatismi e le intransigenze, ma quello di osservare il fenomeno con occhio di storico,quale egli è, per comprendere meglio quella che per noi occidentali laici è una incomprensibile e pervicace necessità di vivere e di progettare l'esistenza sulla base di usi, costumi, ricorrenze e tradizioni che oggi appaiono folkloristiche e deprivate di una spiritualità e di una mistica che si sia aggiornata nel tempo. La lettura del testo è agevole, la prosa scorrevole e la traduzione eccellente. Da consigliare.

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