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Ines de La Fressange, Sophie Gachet

Editore: L'Ippocampo
Anno edizione: 2017
Pagine: 160 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788867222629

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Casa e cucina - Guide allo stile di vita - Moda e stile

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Un libro-guida, un manuale da tenere sempre a portata di mano, da non conservare nello scaffale con la letteratura, ma nell’armoire con gli abiti!
Una raccolta di stile e di stili, che vi aiuterà a vederci più chiaro e non sbagliare mai look.
Qualche consiglio?
- mamma modello all’uscita da scuola? Jeans azzurri, felpa grigia e un cappotto maschile blu scuro
- chic senza sforzo? Caban, pantaloni di velluto nero, una blusa a volant e sandali con plateau
- incontro con i futuri suoceri? Blazer blu, jeans bianchi, maglia marinara e slippers di velluto
Da non usare mai:
- gli zoccoli di plastica a buchi
- il reggiseno con le bretelle trasparenti
- i pantaloni a vita troppo bassa

Quanta strada ha fatto la moda dalla fine del Settecento, quando a tracciare le linee guida era il Giornale delle nuove mode di Francia e Inghilterra e le donne à la page erano quelle che leggevano riviste come il Journal de la Mode et des Goût, già all’epoca prodighe di consigli di stile.

Poi vennero le rivoluzioni (e non parlo solamente di rivoluzioni politiche, anche se hanno influito molto anche quelle), il romanticismo, due guerre mondiali, e mutamenti dirompenti per la società femminile come l’abbandono della crinolina e dei busti, la nascita del prêt-à-porter, il femminismo barricadero anni Sessanta e Settanta, i movimenti Hippie e Punk… gli anni Ottanta hanno segnato in parte la restaurazione, il desiderio di seguire i dettami della moda, di indossare abiti firmati dai grandi stilisti, originali e giusti in ogni occasione, il proliferare di testate di moda, non sempre a dire il vero ottime consigliere.

Sono arrivate le modelle e le indossatrici più celebri nella storia: Linda Evangelista, Cindy Crawford, Jerry Hall… e lei, Inès de la Fressange, donna altolocata di nascita, alla quale la natura ha regalato eleganza e austerità, fascino e bellezza. A Inès piace dare suggerimenti sul look giusto, l’ha già fatto con la celebre guida allo chic La parigina e con l’agenda che ogni anno ci ricorda appuntamenti con la vita e lo stile, lo fa con la sua linea di abbigliamento e accessori, declinata sui colori nazionali blu, bianco e rosso.
Superando a piè pari l’epoca in cui si pensava che il massimo fosse il total-look firmato: Anche se si dice che Dio è un creatore, non sacrificate il vostro stile a un creatore che non è certamente Dio.

La Moda non sempre viaggia a braccetto con il buon gusto. Non tutti possiedono la capacità, la dote di saper scegliere l’abito giusto per ogni occasione. Gli effetti di questa inadeguatezza possono essere anche devastanti.
Non siete sicure delle vostre scelte? Niente paura: ora c’è questo brillante manuale. Inès ha scelto le occasioni più comuni, in cui tutte riconoscersi. E per queste occasioni ha creato le liee guida da seguire, per non sbagliare.

Il look book della Parigina (sì, lei vive a Parigi, città di grande eleganza, ma le italiane non restano indietro, diciamo la verità) è un libro da tenere sempre a portata di mano, da conservare non nello scaffale con la letteratura, ma nell’armoire con gli abiti. Una guida all’uso che va al di là della moda, che non cerca il capo giusto tra centinaia di capi firmati e stoffe pregiate e costose. Tutt’altro. Che trova anche in un grande magazzino quel pezzo giusto, da usare più volte, in varie occasioni, magari cambiando accessori e dandogli così un tocco di novità.
Come mi vesto oggi? Adesso la risposta c’è.

Recensione di Giulia Mozzato

Un brano tratto dall'intervista di Valeria Arnaldi a Ines de la Fressange, pubblicata su «il Messaggero» il 22/02/2017

La sua fama di guru della moda è nata con "La Parigina", è ancora quello il modello di eleganza?

«No, è solo lo spirito.»

Chi è oggi la Parigina?

«Una persona che sa come abbinare nuovo e vintage, fashion e basic, casual e sofisticato. E soprattutto una che vive a Parigi e prende un certo stile.»

Ma lei ha sempre detto che la parigina non è necessariamente una persona nata a Parigi.

«Infatti! Ma - aggiunge, ridendo - può essere chi va a comprare le scarpe da Roger Vivier e gli abiti nella mia boutique in via de Grenelle.»