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Sigmund Freud

Traduttore: R. Colorni
Anno edizione: 1980
Pagine: 96 p.
  • EAN: 9788833902272

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    Dr. Giuseppe Paolo Mazzarello

    29/03/2008 10.40.21

    Il congedo del patriarca si avvale dei versi di Goethe: "Ciò che hai ereditato dai padri,/ Riconquistalo, se vuoi possederlo davvero". Non c'è dubbio che il fondatore della psicanalisi abbia proceduto alla sua riconquista. Inoltre ne ha esteso i limiti, allargato la sostanza, proiettato lo sviluppo. Non raramente nel corso dell'opera di Freud, si trovano citazioni di Goethe, particolarmente da "Faust". Con una citazione si conclude la sua opera e la sua vita, potremmo dire l'opera della sua vita. In questo testo postumo ritroviamo in sintesi un pò tutto il corpus freudiano. Non c'è tempo per la sospensione e la decantazione. E' tutto lì, da prendere o da lasciare. Questo non è neppure sbagliato, se detto al momento giusto. Quello, indubbiamente, lo era. L'inconscio era oramai accettato quale oggetto di analisi. Però, l'entusiasmo del patriarca non era e non sarebbe stato quello di alcuni addetti ai lavori. Il problema delle resistenze al metodo analitico avrebbe assunto un carattere epidemico più tra questi operatori che, tutto sommato, tra i destinatari del trattamento. I quali ultimi escono in fondo sollevati dalle prospettive lasciate dal maestro, tutto teso a sottolineare un filo interpretativo acutamente produttivo. Molti "assets" patologici possono essere convertiti in valuta pregiata, di salute, sembra essere il lascito. Indubbiamente quello che Freud toccava, si trasformava. Il quesito su quali aspetti siano ancora meritevoli di trasformazione, resta aperto. Come il finale di questo libro, che si conclude grammaticalmente con i puntini di sospensione. Particolare suggestivo per un autore che, nel corso della vita, aveva concluso i periodi con il loro punto.

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