Un complicato atto d'amore

Miriam Toews

Traduttore: M. Pareschi
Editore: Marcos y Marcos
Collana: Gli alianti
Anno edizione: 2017
Pagine: 288 p., Brossura
  • EAN: 9788871687827
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    Karina

    06/11/2017 15:58:25

    Questo libro non può che essere definito con il suo titolo: un complicato atto d'amore. La complicata adolescenza di una ragazza che cresce senza speranze per il futuro in una comunità mennonita, sola con il padre dopo l'abbandono da parte della madre e della sorella. Con uno stile personalissimo e un continuo salto tra i ricordi di Nomi e il suo presente, la Toews ci racconta i dubbi, le paure e le speranze della protagonista e della complicata situazione che si è venuta a creare nella sua famiglia proprio a causa della comunità in cui vivono. Tra tutti i personaggi una menzione d'onore spetta al padre di Nomi, ray. Un bella lettura che viene capita con lo svelarsi dell'ultimo capitolo.

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East Village è una minuscola comunità mennonita sprofondata nei meandri del Canada. Ogni tanto qualche turista si ferma alla ricerca di un po' di autenticità, e il villaggio è pronto ad andare in scena: cuffiette in testa, carri trainati da cavalli e lodi al Signore, in una lingua esotica che sa d'antico. Qui è nata Nomi, che cerca di diventare adolescente aspettando la sorella Tash e la madre Trudie, «la metà più bella della famiglia», scomparse chissà dove a distanza di poco tempo l'una dall'altra, senza valigie né passaporti. Nomi cerca la sua redenzione fumando spinelli nei campi insieme al suo ragazzo Travis e sognando di incontrare Lou Reed a New York – sempre meglio che immaginare di passare tutta la vita a tirare il collo ai polli del paese! Con lei è rimasto suo padre, che porta la cravatta anche quando lascia i mobili di casa nella discarica, guarda cantare gli inni sacri alla tv in silenzio e cerca di disfarsi invano dei ricordi. Si sostengono a loro modo, con amore e ironia. Basteranno per schermarsi dal presente e interrogarsi sul passato? Forse aspettano soltanto la ricerca di un complicato atto d'amore.

«Potrei essere la zia di una bambina di nome Tolerance. Mia madre magari fa l'animatrice su una nave da crociera. Le piacciono sia l'acqua sia l'attività fisica. È un cancro. Si è portata via dei vestiti pesanti quando è partita? No, non se li è portati. Si è portata via dei vestiti di qualunque tipo quando è partita? No, non se li è portati. Un dettaglio che ricade nella stessa inquietante categoria del passaporto rimasto nel cassetto. Parlo di queste cose solo perché mi pesano, non perché lascio che controllino la mia vita. O questa storia. Chissenefrega dei dati di fatto, giusto? Qui parliamo di miracoli. Gesù è morto sulla croce per espiare i nostri peccati e tre giorni dopo è risorto spostando un masso gigantesco dall'entrata della grotta dove l'avevano messo. Tutto è bene quel che finisce bene».  

Recensione di Vittoria Mieli