Il comune senso del pudore

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Regia: Alberto Sordi
Paese: Italia
Anno: 1975
Supporto: DVD
Salvato in 24 liste dei desideri
Quattro episodi mettono in luce il mutamento dei costumi italiani nell'affrontare il tema del sesso, tra false ingenuità, ipocrisie, innocenti perversioni e cinismo.
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    Riccardo Esposito

    16/05/2016 11:14:20

    L'ho anche detto in altre occasioni: io non amo molto Alberto Sordi, però in alcuni film mi piace e tanto (Il moralista, Fumo di Londra, Il diavolo). È questo il caso anche di questo ingiustamente sottovalutato "Il comune senso del pudore". Impagabile l'inesistente film "La nipotina", con tanto di manifesto laidamente deamicisiano e la vocina della nipotina (per la cronaca: appartiene alla doppiatrice Isa Di Marzio) che si sente poco prima che portino fuori la Di Lorenzo semisvenuta! Impareggiabile Noiret nel ruolo del produttore napoletano...

  • Produzione: Mustang Entertainment, 2013
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 123 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Alberto Sordi Cover

    "Attore e regista italiano. Comincia a recitare a metà degli anni ’30 dividendosi fra l’avanspettacolo, il teatro di rivista e piccole comparse al cinema (dà la voce a Ollio/O. Hardy). Il primo film da coprotagonista è I tre aquilotti (1942) di M. Mattòli, anche se negli anni ’40 i maggiori successi gli vengono dal teatro leggero e dalla radio, medium nel quale S. sperimenta e costruisce una galleria di personaggi che porterà infinite volte e con grande successo al cinema, ritraendo un uomo banalmente medio la cui apparente cattiveria nasconde una malcelata ingenuità, un cialtrone sostanzialmente vigliacco, uno sbruffone succube delle circostanze, un individuo in bilico fra la tragedia e la farsa. F. Fellini si accorge del suo immenso talento e lo chiama a interpretare il meschino divo dei... Approfondisci
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    "Attore e regista italiano. Comincia a recitare a metà degli anni ’30 dividendosi fra l’avanspettacolo, il teatro di rivista e piccole comparse al cinema (dà la voce a Ollio/O. Hardy). Il primo film da coprotagonista è I tre aquilotti (1942) di M. Mattòli, anche se negli anni ’40 i maggiori successi gli vengono dal teatro leggero e dalla radio, medium nel quale S. sperimenta e costruisce una galleria di personaggi che porterà infinite volte e con grande successo al cinema, ritraendo un uomo banalmente medio la cui apparente cattiveria nasconde una malcelata ingenuità, un cialtrone sostanzialmente vigliacco, uno sbruffone succube delle circostanze, un individuo in bilico fra la tragedia e la farsa. F. Fellini si accorge del suo immenso talento e lo chiama a interpretare il meschino divo dei... Approfondisci
  • Claudia Cardinale Cover

    "Attrice italiana. Mentre frequenta il Centro sperimentale di cinematografia, il produttore F. Cristaldi le propone un contratto a lungo termine (e in seguito la sposa). Con I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli e con il sequel L’audace colpo dei soliti ignoti (1959) di N. Loy, il pubblico si accorge di questa attrice dalla bellezza corrusca, subito notata anche da L. Visconti, che la vuole in Rocco e i suoi fratelli (1960), film in cui comincia a emergere il suo profilo drammatico, fino ad allora messo in ombra dal ruolo di ragazza di borgata, splendida e non priva di una certa malizia; personaggio, quest’ultimo, che comunque non abbandona, per es. con Il bell’Antonio di M. Bolognini, e I delfini di F. Maselli, ambedue del 1960. La sua personalità si consolida nella parte di ballerina dalla... Approfondisci
  • Florinda Bolkan Cover

    "Nome d'arte di F. Soares Bulcão, attrice brasiliana. Si trasferisce in Europa nel 1963. La sua bellezza particolare – alta e longilinea ma dai lineamenti duri – la rende adatta a ruoli di donna moderna, indipendente, disinibita e di forte temperamento. Lavora con L. Visconti (La caduta degli dèi, 1969), G. Patroni Griffi (Metti, una sera a cena, 1968), E.M. Salerno (Anonimo veneziano, 1970), e altri; ma il suo ruolo più convincente è quello dell’amante perversa di G.M. Volonté in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) di E. Petri. Negli anni ’80 partecipa con successo alla serie televisiva La Piovra e ritorna al cinema solo sporadicamente." Approfondisci
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