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Giuliano Milani

Editore: Laterza
Edizione: 7
Anno edizione: 2009
Pagine: X-200 p. , Brossura
  • EAN: 9788842072478

Un bel libro, una lettura da consigliare sia agli specialisti sia agli appassionati di storia. L'autore dichiara di non aver voluto scrivere una storia delle città, bensì una sintesi dedicata alle vicende del comune in quanto istituzione. Tuttavia, l'importanza che i comuni cittadini ebbero in tutti gli avvenimenti dell'Italia centro-settentrionale tra il XII e l'inizio del XIV secolo rende il libro di Milani uno strumento utile per la comprensione di una lunga fase della storia italiana. Dopo aver tracciato le caratteristiche che distinguono le città italiane da quelle della restante Europa occidentale, l'autore sviluppa l'analisi in tre fasi: La nascita dei comuni (1080-1190); Il regime del podestà (1190-1250); "Popolo" e parti (1250-1330). Se la scansione cronologica illumina i grandi cambiamenti e le interconnessioni della società e delle istituzioni cittadine e le loro interconnessioni, filo conduttore dei tre capitoli è l'attenzione a due grandi temi, corrispondenti alle cause stesse del costituirsi del comune: il bisogno di fondare e giustificare il controllo su un territorio conteso con forze interne ed esterne alla città (i vescovi, l'impero, il papato, altre città, signorie laiche ed ecclesiastiche); l'esigenza di elaborare forme di partecipazione politica e sistemi di governo adatti alla pluralità di interessi dei cittadini. Un capitolo finale dà conto dell'approccio critico dell'autore alle fonti e agli studi usati. Milani applica al primo periodo comunale la definizione di "istituzione latente" e poi, a fianco di parti derivate da un uso attento della storiografia più aggiornata, presenta una visione d'insieme frutto di una riflessione originale, in cui trovano spazio temi nuovi almeno per le sintesi: come le procedure giudiziarie, amministrative e di governo, la pace cittadina, la pratica dell'esclusione e dei bandi politici.

Andrea Degrandi