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Con cura. Diario di un medico deciso a fare meglio - Anna Nadotti,Atul Gawande - ebook

Con cura. Diario di un medico deciso a fare meglio

Atul Gawande

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Traduttore: Anna Nadotti
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 415,21 KB
Pagine della versione a stampa: 242 p.
  • EAN: 9788858428368
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Gaia la libraia

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Una fragile donna settantenne viene ricoverata perché «non si sente troppo bene». Si prendono cura di lei un grande chirurgo e un giovane assistente. Il giovane medico presto se ne dimentica. Il grande chirurgo invece, nonostante i molti impegni e i sette piani di scale che dividono il suo studio dalla stanza della donna, torna a visitarla più volte in un giorno. Così capisce la banale ma insidiosa malattia che sta per ucciderla. E la salva. Nella vita di ciascun uomo esiste una Golden Hour, l'ora d'oro durante la quale chi è vittima di un incidente può essere salvato. In guerra un'ora dura solo cinque minuti. Medici e infermieri in prima linea, supplendo le carenze con l'ingegno, hanno allora ideato una pratica per dividere in più momenti l'intervento su un ferito grave così da farlo arrivare vivo in un ospedale attrezzato. Lavarsi le mani può sembrare un gesto banale, scontato, quasi inutile. Eppure per un medico ricordarsi di farlo può anche significare, semplicemente, salvare molte vite. C'è chi sostiene che la medicina, oltre che una scienza, sia anche una delle più sofisticate tecniche attraverso cui l'uomo si prende cura dell'uomo. Atul Gawande, medico chirurgo, ne è convinto e dimostra come ci siano tre condizioni semplici ma fondamentali per fare meglio in medicina, fin da subito. Servono scrupolosità, ingegnosità e voglia di fare la cosa giusta. Gawande si interroga sulla propria professione, su cosa serve per essere bravi in un campo dove è tanto facile sbagliare, sull'importanza della motivazione personale. E lo fa raccontando le storie vere di medici e pazienti che nel suo diario diventano personaggi in carne ed ossa, ognuno con il proprio volto, la propria storia, mania ed esperienza. Racconta con chiarezza e insieme con calma passione, «in punta di bisturi», dell'importanza di piccoli gesti all'apparenza scontati come dell'impegno davanti a sfide impossibili e disperate. E non ignora le questioni etiche: fin dove può spingersi un medico e dove deve invece fermarsi? Quanto deve essere pagato un dottore e quanto risarcito un paziente vittima di un errore? Questo è un libro che non solo racconta storie vere, ma è un libro che ci riguarda e che ci parla. Parla della nostra salute, dei nostri corpi, semplicemente delle nostre vite. In attesa dei grandi progressi e degli importanti risultati della ricerca scientifica, offre una calda e lucida riflessione su ciò che può essere fatto fin da subito. Con cura.
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    zombie49

    23/07/2019 08:30:37

    Atul Gawande è un chirurgo americano di origine indiana e lavora in un grande ospedale di Boston. Il libro è diviso in tre parti, ciascuna dedicata a un requisito indispensabile per un medico: la scrupolosità, fare la scelta giusta, l’ingegnosità. Una precauzione fondamentale, spesso trascurata in reparto, è la sterilizzazione sia degli strumenti sia delle mani di medici e infermiere. Gawande racconta della vaccinazione antipolio di massa in India, delle ferite in combattimento dei militari americani in Iraq e Afghanistan. Come sempre nei conflitti, la medicina fa progressi: oggi come durante la Guerra Civile il fattore tempo è fondamentale. Il numero dei feriti salvati aumenta, ma Gawande si chiede quale possa essere la qualità di vita di sopravvissuti con lesioni permanenti gravissime. Se le precauzioni x preservare il pudore sotto il regime talebano sono grottesche, anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna non sono da meno, con l’incubo di una denuncia x tentato stupro, e avvocati pronti a richiedere risarcimenti astronomici. Alcune riflessioni sono poco rassicuranti, come quelle sugli errori diagnostici, a volte anche con conseguenze letali, inevitabili in carriera. E sul pazzesco sistema assicurativo che copre le spese mediche in uno stato privo di assistenza medica gratuita. Gawende considera anche il ruolo dei medici nella più discussa istituzione americana, la pena di morte. Un altro dilemma, che tutti i medici conoscono, è il momento di interrompere le terapie e lasciar morire un paziente incurabile. Il libro tratta del servizio sanitario americano in modo più interessante dell’analogo “Casi di emergenza” di Michael Crichton, non solo perché è più recente, ma perché Gawande racconta episodi di cui è stato protagonista in prima persona, o testimonianze dirette di colleghi. Pur essendo dedicato soprattutto ai medici, il volume è comprensibile ai non addetti ai lavori, anche se è piuttosto freddo, noioso e privo di partecipazione emotiva.

  • Atul Gawande Cover

    Chirurgo di origini indiane che esercita a Boston ed è Assistant professor alla Harvard Medical School e fra i MacArthur Fellow 2006. Scrive sul «New Yorker» e in Italia su «Internazionale». Il suo primo libro Salvo Complicazioni (Fusi Orari, 2005) è stato finalista del 2002 National Book Award. Presso Einaudi ha pubblicato Con cura. Diario di un medico deciso a fare meglio (2008), Checklist. Come fare andare meglio le cose (2011) e Essere mortale. Come scegliere la propria vita fino in fondo (2016). Approfondisci
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