Recensioni Confesso che ho vissuto. Esistenza inquieta di un perdente di successo

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Ribelle, antimoderno, irregolare: il più anticonformista fra gli scrittori italiani si racconta. Uno straordinario diario di vita diventa la cronaca di settant'anni del nostro Paese e di una grande stagione del giornalismo italiano.

«Massimo Fini viene di lontano. Non soltanto come maestria di scrittura, ma anche per ricchezza di esperienze. Ha le mani pulite. Non rispetta le regole. Non sta al gioco. Ed è questo che dà tanta forza alla sua frusta»Indro Montanelli

Arricchiti da una nuova introduzione, i tre volumi autobiografici di Massimo Fini – «Di[zion]ario erotico», «Ragazzo. Storia di una vecchiaia», «Una vita» – raccolti per la prima volta in un unico libro, ripercorrono eventi e sentimenti con un andamento narrativo, giocato sulla memoria. Amori, passioni, amicizie, tradimenti, illusioni e disillusioni, ricordi, esperienze personali: magistralmente raffigurati, senza indulgenze, sfilano davanti ai nostri occhi i personaggi, noti o meno noti, che Fini ha incontrato nel corso della sua esistenza, in un racconto venato da una nostalgia quasi feroce per il Tempo Perduto, al di là delle ipocrisie e della retorica sulla «terza età».
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