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Sebastiano Vassalli

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2015
Pagine: 148 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817083645

Recensioni dei clienti

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    antonio delconti

    24/08/2016 22.13.13

    ...ottima lettura, libro che mi è piaciuto molto, puntuale ed estremamente chiaro pur senza troppe semplificazioni... in effetti più che un'analisi socio-politica approfondita, sembra un resoconto a grandi linee, una traccia di lavoro, un seminario propedeutico alla questione SudTirolese. con vari spunti e alcune indicazoni, poche ma precise conclusioni, che neppure sembrano conclusioni bensì fatti, punti fermi e ripartenze, a volte non del tutto imparziali, a volte opinabili al semplice cambio di prospettiva... ma rispetto a 'Sangue e Suolo' del 1983 parla il cuore di contro alla ragione dello scrittore che decenni dopo si strugge ancora di una evoluzione concreta della realtà che non ha risolto pressoché nulla dei problemi sul tappeto, e al massimo ha solo annacquato gli ingredienti di quella letale ricetta che trova le sue radici nel secolo breve e, a buon raggio del successivo non ha ancora trovato soluzioni definitive, forse soltanto semplici accomodamenti, mimetizzazioni, rinunce... è però una gradevole e spassionata chiacchierata, molto interessante almeno per me che proprio in quei fatidici anni Ottanta prestavo a Bolzano il mio anno di leva obbligatoria, e dove un poco di me stesso è rimasto in quei «selvaggi» e bellissimi luoghi... poi in fondo cos'è un libro se non una sincera chiacchierata tra amici a distanza nel tempo e nello spazio...

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    Renzo Montagnoli

    12/10/2015 08.32.09

    Il confine, questo strano libro che non si può definire un saggio storico vero e proprio, ma che posso considerare al massimo una riflessione personale, o anche un lungo editoriale d'opinione, parla delle lunghe vicissitudini dell'Alto Adige dell'Alto Adige e Sebastiano Vassalli l'ha scritto quest'anno, per celebrare in anticipo la ricorrenza del centenario del famoso trattato del 10 settembre 1919 con cui i nostri confini furono spostati al Brennero; l'ha scritto in anticipo perché probabilmente sapeva che il suo tempo stava per finire, tanto che la morte l'ha colto il 26 luglio. Abituato ai suoi bellissimi romanzi, in cui il cuore si avverte pulsante, accompagnato da un pregevole stile, sono rimasto un po' stupito per la scrittura giornalistica e per una certa freddezza di esposizione, che scompare solo nelle parti in cui traspare netta la sua accalorata passione per un mondo di pace, un mondo in cui tutti i popoli e tutte le etnie vivano in armonia. Certo, sa un po' di retorica, ma non è una retorica vuota, è più di forma che di sostanza, e appare come il grande messaggio di un uomo che, consapevole della sua fine imminente, indica una strada di principi che, se rispettati e sinceramente accolti, possono portare gli esseri umani a una condizione di pacifica e serena convivenza. Da leggere.

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    Il libraio di Firenze

    16/09/2015 15.55.16

    La storia dell'ultimo secolo del Sudtirolo, regione di confine divenuta, suo malgrado, territorio italiano, raccontata dalla penna illustre di Sebastiano Vassalli.

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    MARIA CARLA

    12/09/2015 20.20.58

    Purtroppo deludente. Il tema interessantissimo viene trattato con poche idee ricorrenti. Forse per la sua brevità, risulta un lungo articolo privo di approfondimenti.

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    gianni

    29/08/2015 10.54.11

    Sembra più un lungo articolo che un libro. Qualche pagina in più avrebbe giovato alla chiarezza del racconto. Bellissima la proposta culturale e civile di un museo che vi si trova. Il voto non sarebbe stato 5, ma dopo tanti libri così belli, sembrava più giusto dare il massimo come segno di commiato da uno scrittore che aveva il dono della narrazione. E che ha avuto sempre qualcosa da dire.

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    Matteo

    04/08/2015 18.56.06

    Scritta con cuore, onestà intellettuale e semplicità, la ricostruzione di Vassalli aiuta il lettore a comprendere meglio l'attuale autonomia di cui gode la provincia di Bolzano e una certa antipatia che gli altoatesini, soprattutto nei decenni scorsi, manifestavano nei confronti degli italiani. Grazie al cielo, le nuove generazioni di altoatesini e di italiani hanno intrapreso la strada della civile e fruttuosa convivenza lasciando alle spalle gli ultimi tristi cento anni ben descritti dal recentemente scomparso Vassalli.

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    roberto biselli

    02/08/2015 20.44.05

    Devo dire aldilà del rispetto della morte sempre dovuto e di una scrittura importante quest'ultimo frammento lasciatoci da Vassalli è molto deludente sia sulla consapevolezza antropologica che sociale della complessa relazione sud tirol - alto adige. Mi aspettavo una percezione maggiore del suscitatore dell'odio. ..talvolta la storia non è sufficiente a spiegare.

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    claudio

    15/06/2015 22.26.06

    Fra poco saranno cento anni che il Sudtirolo o Altoadige fa parte integrante dell'Italia. Con tutto quanto è avvenuto a partire dal 1922 con le prime squadracce fasciste, con il periodo fascista dell'"invasione" italiana di impiegati e burocrati vari, con le "opzioni" (la possibilità data dai nazifascisti di optare per la Germania, andandosene dall'Italia), fino al dopoguerra, ai vari Magnago, Klotz, bombaroli vari eccetera. Un periodo di un secolo che non ha avvicinato più di tanto le due popolazioni, abbarbicate sulle loro posizioni.E Vassalli ci illustra quanto è stato fatto e quanto sono invece i suoi sogni per risolvere il problema della coesistenza.

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