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Elizabeth George

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2015
Pagine: 574 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830442054

54° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

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8 dicembre

Spitalfields, Londra
Siccome stavano andando a Marrakech per un Weekend soltanto, Lily Foster pensò che sarebbe bastata una valigia, e anche piccola. Che cosa si dovevano portare, in fondo? A Londra pioveva e faceva freddo da metà novembre, ma in Nordafrica sarebbe stato diverso. Avrebbero passato gran parte del tempo in piscina e per il resto si sarebbero chiusi in camera a farsi le coccole, attività che non richiedeva vestiti. Impiegò meno di dieci minuti a preparare i bagagli: sandali, pantaloni leggeri e una T-shirt per William. Sandali, un abitino aderente e una sciarpa per lei. Costumi da bagno per entrambi e pochi altri oggetti essenziali. Stop. Poi cominciò l'attesa che sarebbe dovuta durare meno di mezz'ora, stando all'orologio di plastica sopra i fornelli, e invece si protrasse per oltre due ore, durante le quali Lily messaggiò ripetutamente William senza ricever alcuna risposta. Solo la sua bella voce che recitava: «Dite e vi sarà detto». Gli lasciò un messaggio: «Dove sei, William? Credevo che il lavoro fosse qui vicino, a Shoreditch. Come mai sei ancora in giro con questo tempo? Appena ascolti la segreteria chiama, okay?» Andò alla finestra. Piovigginava e il cielo era buio e rabbioso, pieno di nuvoloni carichi. Quel condominio era triste anche con il bel tempo: palazzoni di mattoni luridi sparsi su una distesa piatta, percorsa da sentierini di asfalto pieni di crepe che i residenti evitavano, preferendo camminare attraverso il mosaico di prati rinsecchiti.

Recensioni dei clienti

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    paola

    25/08/2016 11.43.41

    a me è piaciuto, come tutti i suoi romanzi precedenti. Certo alcune scelte dei personaggi possono non piacere ma nonostante questo io segue le vicende di Barbara e Linley sempre molto volentieri.

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    Daniele

    27/04/2016 21.07.48

    Ecco....io il termine di.paragone con gli altri romanzi ce l'ho...avendoli letti proprio tutti. Concordo pienamente con i giudizi negativi. Non sembra neppure la stessa scrittrice. Spesso la George ha rappresentato la follia ma in tutti altri termini..Non serve mettere in bocca ai personaggi certe espressioni. Anche Barbara e Linley...senza spessore , senza un guizzo di originalità. .ci aveva abituato troppo bene,sia in termini di scrittura che di trama. Assolutamente poco consistente questa volta . Riprovaci Elizabeth!

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    clare

    21/04/2016 11.18.33

    E' il primo libro che leggo della George e mi è piaciuto, è la saga di una famiglia piena di contraddizioni e un pò folle, si legge d'un fiato, non l'ho trovato ne lento ne eccessivamente volgare se pensiamo al problema mentale di will, cosa doveva fargli dire? "perdincibacco!"o "corpo di mille balene" e "Acciderbolina"? Forse è perchè non ho il termine di paragone dei precedenti romanzi, ma io non l'ho trovato così pessimo, ne superficiale.sSicuramente leggerò i precedenti romanzi perchè sembrano essere ancora migliori.

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    Alessandra D.D.

    11/04/2016 17.15.01

    Purtroppo mi devo allineare ai giudizi precedenti. Non voglio più leggere nulla della George, io che ho TUTTI i suoi romanzi, non acquisterò più nessun suo libro: trama poco credibile, finale ancora di meno, noiosissimo, Linley non esiste, descrizione morbosa di particolari inutili, volgarissima senza necessità, all'inizio del romanzo quasi blasfema, con la scusa della malattia mentale rasenta la bestemmia. Forse doveva rispettare delle scadenze con l'editore, ma scadente è il suo romanzo. Mi pento di averlo acquistato.

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    ilaria

    10/03/2016 17.10.59

    Pensavo peggio, considerato il caos narrativo e stilistico degli ultimi romanzi, ma la George sembra essere tornata al vecchio stile, anche se con nuovi orizzonti, per Linley e soprattutto per la Havers.

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    michela

    04/03/2016 11.41.32

    devo dire la verità non mi è dispiaciuto. ho letto tutti i suoi libri e gli ultimi erano molto scaduti. Ha cambiato stile, è meno inglese ma comunque la storia è stata interessante. Avevo intuito il colpevole ma comunque ti lascia un po di suspance e mescola il giallo al racconto delle vite personali dei protagonisti Riconosco poco l'ispettore Lynlei di una vola ma non è male

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    giulia

    16/02/2016 01.21.48

    Sempre grande la George! Ho letto tutti i suoi libri e non mi ha mai deluso. L'Agatha Christie dei giorni nostri con un superbo Linley.

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    Roberto

    05/02/2016 19.44.34

    Dopo aver letto le varie recensioni (quelle negative o, comunque, non favorevoli) ero in dubbio se acquistare il libro, ma, poi, l'ho fatto, speranzoso che la Elizabeth non mi avrebbe deluso. Sebbene scritto bene, i limiti ci sono e tanti: la lentezza con la quale viene sviluppata la trama, la figura dell'ispettore Linley quasi evanescente, la Barbara Havers quasi irriconoscibile in alcuni passaggi. Diciamo che il livello della mia ammirazione per la Elizabeth George, già leggermente compromesso dal precedente libro (Un piccolo gesto crudele), ha, purtroppo, subito un ulteriore ribasso ...

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    Isa

    15/01/2016 09.05.28

    "Ha un cane, ispettore?" aggiunse. "No", rispose lui. "Ma mia madre ne ha tre che di solito trascorrono il tempo a sistemarsi in modo ingegnoso davanti al caminetto. Completamente schiavi del fuoco crepitante."

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    Donatella

    09/01/2016 09.42.45

    Che tristezza.. oramai non sa più cosa scrivere... basta non credo che le darò un'altra possibilità. Tutto molto noioso..Peccato.

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    Adele

    09/12/2015 14.30.20

    Purtroppo le vicende dell'ispettore Lynley e del suo braccio destro Barbara Havers questa volta sono prive di ritmo e di mordente, perciò il romanzo si trascina troppo lento. Peccato, attendevo con ansia l'uscita del nuovo libro della George, ma stavolta e' stata una delusione.

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    Gianna

    08/12/2015 14.41.26

    Che delusione ...ho comprato con entusiasmo questo libro certa che ,come per i libri precedenti , la George non m avrebbe delusa ...SBAGLIATO ! non l ho ancora finito ma sto facendo fatica a seguire una trama contorta con personaggi senza la solita grinta ( Barbara irriconoscibile e Linsley una vera noia ..)...lo finirò ma senza entusiasmo e sperando che l autrice si riprenda e prossimo libro torni ad essere degno di acquisto e soprattutto una gioia per il lettore

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    caterina

    06/12/2015 20.34.31

    Questo lo ha scritto la cognata o la zia o.la nipote della George...non lei. Ma e' possibile che a pag. 150, a parte il povero Will ,non sia ancora successo niente di niente ? 2/5 in memoria dei bei tempi di " La morsa del serpente" o " IL prezzo dell'inganno "... tempi lontanissimi al momento.

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    dodi55

    06/12/2015 13.55.45

    E'in assoluto la prima volta che mi distraggo mentre leggo un libro di Elizabeth George. ..Proprio non riesco ad appassionami. SI si..le descrizioni di luoghi e persone sono accurati,, ma la storia non parte...sono a tre quarti di libro e lo finirò. .ma con fatica. Siamo lontanissimi dai suoi primi romanzi divorati in due sere...Ho l' impressione che non riesca più a trovare cosa far fare ai suoi personaggi storici, Linley e Barbara ... speriamo in un prossimo libro. .

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    marilina

    02/12/2015 14.16.06

    non particolarmente avvincente siamo lontani dalla E.George dei primi romanzi, la storia non e' niente di speciale ma sicuramente l'autrice e' una che sa come si scrive ed e' sempre un piacere ritrovare i suoi personaggi... continuo a leggerla e a darle un voto medio nella speranza di ritrovare la scrittrice di gialli che ho amato

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    franca

    23/11/2015 11.34.07

    Condivido pienamente il commento di Carlotta Pucci, ma proprio perché la George è una delle mie scrittrici preferite, ed ho letto tutti i suoi precedenti romanzi, non me la sento di darle un voto bassissimo. Direi che se ci fosse il mezzo voto le darei un 2 e mezzo. Noiosissime le cento pagine iniziali (30% per chi lo ha letto, come me, su kindle). Personaggi al limite che non mi hanno dato nessuna emozione empatica. Barbara di una volgarità estrema che penso non sia proponibile nella realtà, Lynley evanescente, descrizioni di sesso stomachevoli. Provaci ancora, Elizabeth!

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    Fabio

    21/11/2015 12.21.01

    E' un piacere ritrovare Elizabeth George ed i suoi protagonisti, Barbara e Lynley, alle prese con un caso meno complesso dei soliti, costruito più sull'introspezione psicologica che sugli indizi. Con la sua sapiente penna la George scava nella mente dei personaggi, li denuda presentandoceli nelle loro debolezze, nelle lore meschinità, nelle loro devianze, rendendoci partecipi di quelle vite. Come sempre vengono tratteggiate personalità border line, che escono dai canoni classici, ma interessanti, forse perchè almeno uno o due di esse sembrano essere segnate dalle nostre stesse titubanze. Le prime cento pagine sono tutte dedicate alla classica descrizione psicologica, quindi, che ci spiega perfettamente il contesto familiare ed umano in cui si dipanerà il caso. Poi, il resto, lo fanno Barbara, Lynlei e Nkata, che abbiamo imparato, ormai, a conoscere perfettamente dai libri precedenti. Ottimo ritorno, quini, di Elizabeth George che si conferma, dopo qualche libro meno brillante, la regina del nuovo giallo inglese introspettivo. Massimo dei voti e consigliato a chi l'ha sempre apprezzata, meno a chi cerca i gialli d'azione.

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    carlotta pucci

    20/11/2015 20.39.10

    No, la George non è migliorata. Questo libro, noiosissimo, si arrotola tutto intorno a se stesso con una trama lenta, quasi liquida. Il finale poi è ssolutamente deludente e arbitrario, perchè presuppone la felicità di alcuni personaggi a scapito di un altro peraltro antipaticissimo ma non colpevole di quanto è stato accusato. L'ultima parte poi si diletta di descrizioni minuziose e morbose di incontri sessuali con minori con lo sperma che schizza di qua e di là e varie altre schifezze minuziosamente descritte. Per il sergente Havers concordo in pieno con la lettrice che mi ha preceduto: meno insubordinata che nel precedente "Piccolo gesto crudele", Barbara tuttavia è volgare e sboccata senza costrutto: che senso ha ricoprire di velenosi e sconcissimi doppi sensi una testimone che oltretutto cerca di fare del suo meglio? E che senso hanno i continui "Porca Eva"? In compenso Linley e la sua veterinaria sono più scialbi che mai. E infine: qualcuno mi saprebbe indicare come si fa ad avvelenare un tubetto di dentifricio?

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    augusta

    09/11/2015 13.53.42

    L'autrice si dimostra,anche in questo romanzo come in (quasi) tutte le sue opere,all'altezza delle aspettative del lettore: prosa appagante (per merito,anche, della traduzione molto accurata),precisa caratterizzazione dei (molti) personaggi, intreccio complesso degli avvenimenti che costituiscono la trama della narrazione. La storia è costruita intorno ad un tema delicato e, a mio avviso, di difficile trattazione (al quale non faccio cenno per rispetto di chi ancora deve leggere il romanzo), tema che l'autrice riesce ad affrontare con sufficiente disinvoltura, e di ciò le va riconosciuto il merito. E,tuttavia, non ritengo di attribuire il punteggio massimo, perchè non mi hanno soddisfatto le frequenti affermazioni scurrili in bocca al sergente Havers, le quali, da un lato, mi sembrano improbabili se pronunciate da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni, dall'altro, sminuiscono la orginale simpatia suscitata fin dai primi romanzi da questo personaggio, che appare ora, ovviamente a mio avviso, decisamente sopra le righe.

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