Contributi alla filosofia (Dall'evento)

Martin Heidegger

Traduttore: A. Iadicicco
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 21 novembre 2007
Pagine: 497 p., Rilegato
  • EAN: 9788845921575
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Descrizione
Quest'opera dall'aura esoterica - stesa tra il 1936 e il 1938 sull'orlo di una drammatica crisi filosofica e personale, ma pubblicata solo nel 1989 - è il tentativo più organico e coerente compiuto da Heidegger per riorganizzare il suo pensiero dopo la cosiddetta "svolta". Prende dunque forma un universo speculativo nuovo e sorprendente rispetto a quello di "Essere e tempo": entrano in scena l'interpretazione della metafisica come oblio dell'Essere, la diagnosi storico-epocale del nichilismo e della tecnica, il confronto con Nietzsche e con Hölderlin, la dottrina dell'"ultimo Dio" e di un "altro inizio" della storia. In realtà già alla fine del capolavoro del 1927 si profilava l'esigenza di rovesciare la teoria quasi trascendentale dell'Esserci per considerare non solo il suo puro autoprogettarsi, ma anche l'immemoriale e insondabile provenienza della sua finitudine dalla storia dell'Essere. Con il pensiero della "svolta", cui quest'opera dà corpo, Heidegger teorizza la coappartenenza di Essere ed Esserci in quell'"evento-appropriazione", "l'Ereignis", con cui l'Essere si affida all'Esserci in un'alternanza di donazioni e sottrazioni, concessioni e rifiuti, manifestazioni e occultamenti, che ritmano le "epoche" della storia.

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Recensioni dei clienti

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    Giorgio

    10/11/2018 19:41:03

    Ero indeciso se affrontare la lettura di quest'opera. Da quando è stata pubblicata l'ho sempre tenuta a una certa distanza, pensavo fosse impossibile da leggere e comprendere. Invece mi sono ricreduto. La lettura l'ho trovata molto scorrevole, meno esoterica di quanto possa sembrare dalle critiche generali più o meno autorevoli. Certamente ha qualche difficoltà, ma solo nel senso che certi concetti non verranno più recuperati dalle opere successive e perciò restano un po' sospesi. Ma credo anche che questa sospensione sia un lascito in qualche modo voluto dallo stesso Heidegger che ha dichiarato di leggere i Contributi soltanto alla fine della pubblicazione delle sue opere complete. Leggere i contributi insomma significa aver masticato prima tutto il pensiero di Heidegger nelle sue linee fondamentali. Con questa premessa di masticazione, il libro diventa una specie di di sintesi e un invito a continuare la stessa opera con le proprie e altrui interpretazioni.

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    argos

    06/01/2010 19:30:17

    Il vero capolavoro di Heidegger è "Essere e tempo" per l'analisi che solo Lui ha saputo esprimere dell' Evento della Morte. L' Heidegger successivo si lascia prendere dalla "logorrea" del linguaggio,diventa artificioso,si autocompiace del proprio balbettio...il "Nietzsche" poteva benissimo accorciarlo a 300 pagine invece di 1.000 senza perdere di sostanza. E così pure questi "Contributi" sarebbero riusciti più felici se si fossero sintetizzati in 150 pagine invece di 500. Heidegger vuol farci credere di essere un "mistico",ma non lo è. Il suo Rango è sempre quello del docente universitario...quindi spesso "noioso e ripetitivo" per gli alunni che devono imparare da Lui. Il vero Mistico è "folgorante" e di poche parole...vedi gli antichi Greci. argos Epifania 2010

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    davide

    23/01/2008 13:03:35

    A mio giudizio il testo estremo di Heidegger. Va letto, credo, come se fosse la trascrizione del rosario filosofico di Heidegger - credo sia un'espressione di Rudiger Safranski. Penso che qualche studioso più malevolo potrebbe liquidare i Contributi come un elaborato borbottio filosofico, visto come vengono piegati e torti sia il linguaggio quotidiano che quello specialistico. Finalmente comunque la traduzione in italiano. Forse la più difficile fra quelle tentate fino ad ora delle opere di Heidegger. Spero che in futuro, se ce ne sarà la possibilità, gli editori vorranno prendere in considerazione l'ipotesi di pubblicare il testo a fronte, così come è successo per Essere e tempo nei Meridiani.

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