Contro l'etica della verità - Gustavo Zagrebelsky - copertina
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Contro l'etica della verità
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Descrizione

La tesi di Zagrebelsky è che la Verità (con la V maiuscola) e la Giustizia (sempre con la G maiuscola) non esistono o, se anche esistessero, sarebbero inconoscibili. Ma non è affatto insensato, anzi è conforme alla natura umana, agire con prove e controprove per avvicinarsi a qualcosa come la verità e la giustizia (con le iniziali minuscole). È pertanto necessario darsi principi e valori d'azione e combattere il nichilismo, a vantaggio del dialogo costruttivo tra tutti i portatori delle diverse visioni della verità e della giustizia. Poiché oggi l'unica e la più potente "agenzia" della Verità è la Chiesa cattolica, gran parte del libro ne considera e ne analizza le posizioni sui principali temi della vita collettiva, in particolare in materia di diritti civili: famiglia, rapporti tra i sessi, ricerca in campo bio-medico, testamento biologico, eutanasia. L'atteggiamento della Chiesa su questi temi, coinvolgendo i credenti in un obbligo di coscienza rigido che lede la loro autonomia e la loro responsabilità nel campo delle scelte pratiche, impedisce il dialogo onesto, cioè improntato alla reciproca disponibilità ad apprendere, e pone problemi di compatibilità con la democrazia stessa, che presuppone la comune libertà.
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3
2008
7 febbraio 2008
VIII-171 p., Brossura
9788842085256

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Cinzia Cavallo
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Nel saggio G. Zagrebelsky contrappone all'etica della verità dogmatica ed inalterabile lo spazio fecondo del dubbio, gran generatore di idee, possibilità e dinamismo culturale. Da costituzionalista si domanda poi quanto la categoria della verità assoluta sia in grado di accettare la Democrazia che vive di questioni che possono essere risolte in più modi. Il prof. Zagrebelsky manifesta il fondato timore che una verità monolitica corra il rischio di diventare un'arma nelle mani di promotori di identità che, descrivendo le società come disperate e in sfacelo, in preda al nichilismo etico prodotto da una cultura degenerata, creino uno stato psicologico di crisi da far gestire poi arbitrariamente a super uomini dotati di poteri speciali. Tutto già noto dal secolo scorso. Questa tentazione di assoluto mal si concilia con la Democrazia che coltiva invece la responsabilità verso la dimensione collettiva, dove lo sforzo di tutti concorre ad attivare idee ed ipotesi da sottoporre sempre a verifica. G. Zagrebelsky procede ad un'ampia disamina sul ruolo della Chiesa Cattolica, grande depositaria dell'etica della verità, nel sostenere regimi politici anche non democratici che ponessero alla base del loro potere una verità dispotica non negoziabile. L'etica della verità entra sempre in collisione con il concetto stesso di democrazia. Nella "res certa" esiste l'errore da estirpare e correggere e il nemico da distruggere o da indottrinare. Tolleranza, confronto e comprensione vivono nella democrazia che, aprendosi alle opinioni di tutti, stempera l' intolleranza religiosa e favorisce un vero confronto. In un contesto democratico il dubbio è benefico perché garantisce la dialettica delle idee, la competizione politica e la pluralità delle istituzioni democratiche e ciò configura la democrazia come unica forma di reggimento politico che rispetti la dignità umana e riconosca ai cittadini la capacità di discutere e decidere sulla loro esistenza in rapporto agli altri.

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Gustavo Zagrebelsky

1943, San Germano Chisone

Gustavo Zagrebelsky, già presidente della Corte costituzionale, è professore emerito dell’Università di Torino; insegna anche all'Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. Èmembro dell'Accademia delle Scienze di Torino e dell'Accademia nazionale dei Lincei. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Principi e voti (Einaudi 2005); Imparare democrazia (Einaudi 2007); La legge e la sua giustizia (Il Mulino 2009); La leggenda del Grande Inquisitore (a cura di G. Caramore, Morcelliana 2009); Intorno alla legge. Il diritto come dimensione del vivere comune (Einaudi 2009); Il grande inquisitore. Il segreto del potere (Editoriale Scientifica 2009); Sulla lingua del tempo presente (Einaudi 2010); L’esercizio della democrazia (con...

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