Contro il giorno della memoria

Elena Loewenthal

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Editore: ADD Editore
Collana: ADD#
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 16 gennaio 2014
Pagine: 93 p., Brossura
  • EAN: 9788867830619
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Contro il giorno della memoria

Elena Loewenthal

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Gaia la libraia

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Il 27 gennaio di ogni anno si evoca il ricordo della Shoah. Si organizzano eventi, incontri, celebrazioni ufficiali. Ma che cosa sta diventando questo Giorno della Memoria? Una cerimonia stanca, un contenitore vuoto, un momento di finta riflessione che parte da premesse sbagliate per approdare a uno sterile rituale dove le vittime vengono esibite con un intento che sembra di commiserazione, di incongruo risarcimento. Ma la memoria che si sventola in quella data non è degli ebrei, è dell'Europa intera: deve essere elaborata e fatta propria, non diventare uno spazio da addobbare con la retorica. Elena Loewenthal dà voce ai suoi dubbi e alle sue riflessioni su quello che per lei è un grande errore collettivo, l'errore di chi vuole, per un giorno soltanto, provare ad addolcire una coscienza civile per alleggerire il senso di colpa.
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    claudio

    28/02/2017 10:46:03

    libro che merita di essere letto. uno sguardo critico alle ricorrenze del giorno delle Memoria che aiutano a viverlo in maniera ancora più profonda.

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    Leo

    26/01/2015 17:58:38

    L'Europa ha fatto i conti soltanto in misura molto limitata con la Shoah, un evento specificamente europeo. Il sentimentalismo di cui si riempiono molte cerimonie nel Giorno della Memoria non serve a nulla, mentre sarebbe utile chiarire come sia necessario difendere gli ebrei vivi, non piangere per quelli morti. Per questo oggi bisogna difendere l'unico Stato che offre una barriera all'antisemitismo: Israele. Ecco il significato del bel libro di Elena Loewenthal.

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    Edson

    23/01/2015 01:34:12

    Quello che Elena Loewenthal giustamente paventa come rischio è poi in fondo lo stesso che paventava già uno che a suo tempo fu investito da molte critiche da coloro che non hanno compreso che l'autore è un ebreo e stò parlando di Norman G.Finkelstein, l'autore de: "L'industria dell'Olocausto". Anche se lui, forse, si spinse decisamente oltre rispetto all'autrice di questo libro al quale regalo un punteggio maggiore rispetto all'altro.

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    Marco Porro

    27/01/2014 18:09:44

    "Se non impariamo dal passato dobbiamo passare le stesse cose addirittura cose peggiori" (Auschwitz) "Never Again Masada, Never Again Auschwitz!"

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
  L'intento del libro, espresso già nel titolo, potrebbe essere preso come un vezzo, una sorta di snobismo sul 27 gennaio. Ma c'è molto di più dell'andare controcorrente, anzi questo effetto è un risultato minimale e si trova tra le righe delle analisi proposte. La parte centrale è questa: la Shoah non è la storia degli ebrei ma la storia di tutti, secondo Loewenthal "anzi è così poco degli ebrei dato che essi vi hanno messo solo la parte passiva, sono stati uccisi". Mentre altri l'hanno pensata, organizzata, portata avanti sino alle estreme conseguenze. Nella legge istitutiva del giorno della memoria, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 31 luglio 2000, si fa riferimento a "cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, di quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere". Il commento al testo è una critica caustica: "Altro che memoria, celebrazione della memoria, moralità della memoria". Due approcci al fatto – l'uccisione in massa di persone, ebree e non, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, ecatombe nell'ecatombe – che spingono in direzioni non convergenti. Da una parte una legge che sancisce e definisce una volta l'anno il ricordo di un atto, prolungato e tremendo, dall'altra il riaffermare che il ricordo dovrebbe essere esteso ad ogni vittima, a tutte le vittime; un ricordo per tutti e da imprimere nelle coscienze di tutti. L'autrice ad un certo punto si spinge a invocare l'oblio e il silenzio, che è un atto di riflessione profonda e totalizzante su quello che è stato, per tutti, tragico. Viene anche rifiutato il facile intreccio tra Shoah e uso della stessa che da alcune parti si addebita al governo di Israele, e contemporaneamente viene rivendicata per quel paese una normalità di vita, in uno stato che è nato, secondo Loewenthal, proprio contro ciò che è accaduto negli anni di guerra: un'esistenza ostinata contro tutte le avversità. Da altre voci, anche ebraiche, si è spesso alzata una critica all'uso strumentale che i governi israeliani hanno fatto nel tempo della tragedia della Shoah. Ogni ricorrenza forzata porta con sé grandi limiti culturali. L'autrice sottolinea che ricordare in modo reiterato, in quel giorno dell'anno, dovrebbe accadere in modo simile al ripetersi delle stagioni. Rammentare qualcosa che è stato e che ritorna intatto, nel ricordo di ogni anno. Si dovrebbe perciò uscire dal dilemma dell'angoscia, che spesso si sostanzia, tra la necessità di ricordare e perciò di ripetere e di inventare, ossia dire qualcosa di nuovo. Il terribile è già accaduto scriveva Antonin Artaud.   Tiziano Tussi
  • Elena Loewenthal Cover

    Lavora da anni sui testi della tradizione ebraica e traduce letteratura d'Israele, attività che le sono valse nel 1999 un premio speciale da parte del Ministero dei Beni Culturali. Collabora regolarmente con "La Stampa" e con "Tuttolibri". Ha pubblicato insieme a Giulio Busi Mistica ebraica. Tutti testi della tradizione segreta del giudaismo dal III al XVIII secolo. Con I bottoni del signor Montefiore e altre storie ebraiche ha vinto il Premio Andersen nel 1997.Da anni sta inoltre lavorando per Adelphi all'edizione italiana dell'opera di Louis Ginzberg Le leggende degli ebrei, di cui sono usciti i primi quattro. Nel 2003 ha pubblicato le Fiabe Ebraiche e il suo primo romanzo Lo strappo dell'anima. Una storia vera con il quale ha vinto il premio Grinzane Cavour come autore esordiente. Approfondisci
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