Contro le radici. Tradizione, identità, memoria - Maurizio Bettini - ebook

Contro le radici. Tradizione, identità, memoria

Maurizio Bettini

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Editore: Il Mulino
Formato: EPUB
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Dimensioni: 1,04 MB
Pagine della versione a stampa: 108 p.
  • EAN: 9788815310620
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Una lucida requisitoria contro i miti dell’identità
Si può appartenere a una tradizione senza esserne prigionieri? E si può immaginare la propria identità senza ricorrere alla metafora delle radici? La risposta è sì, basta riflettere su che cosa significa, propriamente, ciascuna di queste parole: per rendersi conto che l’identità, oggetto indefinibile, proprio per questo ha un disperato bisogno di metafore per essere maneggiata; che la tradizione non è qualcosa che si eredita per via genetica – o che la memoria trasmette meccanicamente da una generazione all’altra – ma la si costruisce e la si insegna passo dopo passo, che le radici, infine, sono un’immagine ingannevole ed escludente.
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    Michele Lucivero

    12/02/2016 10:26:46

    Sebbene la formazione dell'autore sia squisitamente filologica, la sua capacità di analisi sociologica e antropologica risulta molto profonda e in grado di stimolare riflessioni che neanche il dibattito storiografico e filosofico riesce oggi ad affrontare con serenità e onestà intellettuale. Il tema di fondo è costituito dalla critica sull'assunto secondo il quale l'identità soggettiva derivi in maniera esclusiva della tradizione e che tale tradizione sia un portato specifico di un passato glorioso da conservare gelosamente nel proprio patrimonio valoriale. Ciò comporta una concezione dell'identità molto rigida, che non tiene conto della evanescenza del concetto di cultura, che si fonda piuttosto su un fascio di rappresentazioni senza un centro ben definito. Il ricorso all'immagine delle radici nella costruzione dell'identità permette di architettare retoricamente un vero e proprio dispositivo di autorità, vale a dire un costrutto reificato che i soggetti sono costretti ad assimilare e a farne patrimonio proprio come se fosse reale. Il suggerimento di Bettini è quello di sostituire la metafora delle radici con quella del fiume e dei suoi affluenti, che consente di eliminare la fissità lignea della radice e di orientare il discorso identitario verso una maggiore fluidità. Da questo punto di vista la demolizione del valore quasi ontologico della tradizione passa attraverso la ricostruzione e la risemantizzazione del passato a partire dall'intervento sui programmi scolastici al fine di costruire una memoria collettiva funzionale ad un tipo di società decisamente interculturale nei modi di pensare e che dia risposte adeguate per vivere il pluralismo della condizione postmoderna. L'operazione di Bettini risulta decisamente ben fatta, in grado di competere a livello argomentativo anche con i più autorevoli sociologi sul tema della costruzione sociale dell'identità collettiva

  • Maurizio Bettini Cover

    Classicista e scrittore, insegna Filologia classica all'Università di Siena dove ha fondato il Centro Antropologia e Mondo antico. Per Einaudi ha pubblicato i romanzi In fondo al cuore, Eccellenza (2001), Le coccinelle di Redún (2004), Con l'obbligo di Sanremo (2013), oltre a numerosi saggi, tra cui i celebri Il ritratto dell'amante (1992), Voci. Antropologia sonora del mondo antico (2008), Vertere. Un'antropologia della traduzione nella cultura antica (2012), Con l'obbligo di Sanremo (2013), A che servono i Greci e i Romani? (2017) e Il mito di Medea (2017).Nel 2014 pubblica per Il Mulino Elogio del politeismo. Quello che possiamo imparare dalle religioni antiche, cui seguono Il grande racconto dei miti classici (Il Mulino, 2015) e Radici. Tradizioni, identità, memoria... Approfondisci
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