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Recensioni Il correttore di bozze

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    10/06/2020 15:40:11

    Impianto narrativo coraggioso ma il risultato è una confusione del lettore che non comprende dove voglia arrivare l'autore, che nei romanzi successivi ha scritto opere migliori. Bella l'idea di incentrare sulla figura del correttore di bozze il romanzo, intelligente la scelta di condurre il lettore per sentieri paralleli ma la chiusura non mi ha convinto del tutto.

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    12/05/2020 15:09:16

    Libro certamente inusuale, immagino la difficoltà dell'autore a scriverlo (tanto che nelle prime pagine scrive lui stesso che stava per diventare matto). Un noir dalle tinte torbide passa tra le mani di un correttore di bozze, alle prese con le sue quotidiane manie e miserie. Atmosfere per certi versi kafkiane, risultato a mio giudizio senza lode né infamia.

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    23/09/2019 15:09:25

    Libro sconsigliato non mi piace nel finale

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    24/02/2019 08:50:25

    Prego astenersi lettori che non amano romanzi sperimentali, a più voci con due o più filoni narrativi che si intrecciano. Prego invece avvicinarsi gli addetti ai lavori di bozze (il ritratto della professione è quanto mai veritiero e impietoso) perché troveranno pane per i loro denti e per chi ama romanzi dalla struttura complessa e sfidante. Il testo di Recami è un ottimo congegno che sfrutta il genere giallo come scusa per smontare e analizzare le regole del gioco, in modo mai banale e dalla prospettiva di un frustrato e consumato correttore.

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    26/12/2018 21:00:10

    Stavolta è dura. "La signora rimase sorpresa dalla profferta di quel ragazzo moro nel supermercato, perchè mai, mai, si sarebbe aspettata di essere abbordata in quel modo" (p. 13, incipit del primo capitolo) "Nella sua stanza fredda il correttore di bozze rabbrividì di disgusto e di indignazione." (p. 21, incipit del secondo capitolo) E fin qui non è difficile: "Il correttore di bozze" si rivela sin dalle prime pagine il classico romanzo doppio, nel quale cioè due storie, dopo un inizio separato, finiscono via via con l'intrecciarsi. In questo caso la prima storia è il testo delle bozze di un romanzo giallo commerciale di basso livello, la seconda il resoconto del lavoro di correzione delle stesse da parte di un correttore di bozze esperto, ma ormai sulla via della (para)noia. Ed è proprio in quest'ultimo elemento che vanno a mio avviso ricercati tanto la giusta chiave di lettura del libro quanto il rischio al quale l'autore si è esposto: quello di non essere compreso se non da pochi lettori. Già, perché, se nella prima parte del romanzo prevale la prima storia - scritta in un italiano facile e volutamente volgare come troppo spesso avviene nei libri destinati a un pubblico ampio - che affascina come ogni poliziesco, nella seconda a farla da padrona sono le riflessioni del correttore di bozze, che, dapprima lucide e rigorose, scivolano pagina dopo pagina verso una sorta di flusso di coscienza nel quale la ragione e il delirio si scambiano continuamente di posto, ciò che fa perdere la strada a un lettore poco smaliziato. Insomma, come avrebbe detto Ungaretti, si tratta di un libro come quelli di Callimaco: cento lettori al secolo, ma che lettori...! "Il correttore si riscosse mentre la sua mente era invischiata in questi pensieri rancorosi. La sua mattinata di lavoro era ormai trascorsa, era stata pesante, dopotutto. E umiliante sotto diversi aspetti." (p. 154) Mattone illeggibile o raffinato capolavoro? Forse entrambe le cose: dipende dal lettore.

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    25/12/2018 20:27:35

    Uno dei libri più inutili che abbi mai letto. Macchinoso, senza senso, trama inesistente... comunque vedo che non sono l’ unica a pensarla così. Risparmiate i vostri soldi

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    27/04/2016 17:00:06

    Prima di scrivere questo commento ho voluto - cosa che non faccio mai - vedere le recensioni degli altri lettori. Si dividono tra gli entusiasti e quelli che giudicano leggere il libro una pura e semplice perdita di tempo. Ebbene, io sto con questi ultimi: lo giudico sconclusionato ed infarcito di particolari al limite della sopportazione. Insomma, una bocciatura su tutta la linea. Se fosse stato il primo libro di Recami che avessi letto, mi sarei ben guardato dal prenderne in mano altri. Fortunatamente (per lui) avevo letto prima la serie della Casa di ringhiera, Il caso Kakoiannis-Sforza ed Il Segreto di Angela per cui lo considero come un "peccato di infanzia".

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    08/08/2015 09:57:34

    Recami,una felicissima scoperta.Ho trovato il romanzo intelligente,ben scritto,geniale,ironico. Ciò che manca nello scenario un po' sconfortante della letteratura italiana contemporanea.Non a caso,alla fine del libro,viene citato Bolano.

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    16/07/2013 11:28:52

    Un romanzo "visionario", una dichiaraizone d'amore ad una professione in via di estinzione: quella del correttore di bozze. Certo non è agevole tenere il filo del romanzo visto che spesso l'Autore inserisce nella trama anche sue personali condierazione. Nel complesso è un libro molto interessante da leggere con particolare attenzione.

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    29/05/2010 22:25:00

    Dispiace dover concludere (faticosamente) un libro e dover ammettere che di quello che si è letto ben poco rimarrà dentro. Confuso, pretenzioso, a tratti volgare (ma non è certo quello il limite), ha l'unico pregio di riuscire a trasmettere le frustrazioni e le paranoie di una figura che è "costretta" ad avere a che fare con la scrittura ma curandone solo gli aspetti formali. La "storia nella storia", poi, a tratti morbosa, è calata dentro in maniera forzata; la parte finale del libro è addirittura cervellotica ed irritante. Confesso che ho fatto fatica a finirlo, e che l'ho concluso semplicamente per avermi autoimposto da sempre di leggere i libri comunque fino alla fine (se dicessi che mi aspettavo che il libro "andasse a parare" prima o poi da qualche parte sarei poco sincero...). Forse non l'ho capito, resta comunque molto deludente.

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    03/04/2010 14:35:57

    Concordo con Luca, mi sembra che l'Autore abbia scritto questo "romanzo?" per sé.Io lo l'ho trovato cervellotico contorto e inconcludente.

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    08/11/2009 10:48:20

    Sbaglierò, ma credo che scrivere un romanzo sia innanzitutto avere una storia da narrare. E qui in realtà non c'è: il lettore va avanti a leggere per un po', ma poi si annoia e lascia perdere. Oltretutto la scrittura è contorta e faticosa, con sofismi, giochi di parole che dovrebbero esprimere i disturbi mentali di un poveraccio, ma annoiano profondamente.

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    19/01/2009 20:53:13

    Non riesco a capire se sono scemo io o ho letto il libro capovolto. So che non ne ho capito un tubo, e se qualcuno volesse illuminarmi gliene sarei grato!

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    01/09/2008 12:38:54

    Il romanzo non mi ha convinto, anche se la trama mi aveva all'inizio interessato. L'idea non è stata sviluppata con quella attenzione a non far mai cadere l'attenzione del lettore, a coinvolgerlo, a fargli capire cosa sta capitando. In buona sostanza, chi legge non governa il testo, la trama, il racconto. Mi sembra di poter dire che questo romanzo è stato scritto per l'autore, più che per il lettore. Una scortesia che si può perdonare per il punto di forza del romanzo. La descrizione, questa si integrante e degna di menzione, del mondo dell'editoria. Il correttore segnala al nostro ludibrio quanto mai opportuno quelli che attraverso vie carsiche riescono a farsi pubblicare un testo, ma che non sanno scrivere e non accettano le correzioni. In questo Recami è bravo e per queste parti il romanzo merita di essere letto.

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    01/02/2008 09:18:15

    Non c'è niente da capire e tutto da pensare in questo romanzo. La lettura avviene per caso e per necessità (stocastica, direbbe il correttore?). Esattamente come trovarsi ogni giorno in coda con altre auto in autostrada a pensare alla vita assurda che facciamo (ma il correttore userebbe un'altra espressione).Geniale

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    11/11/2007 16:49:47

    Incuriosita dalla trama ho letto questo libro che ho appena riposto in libreria con sommo scontento. Ero molto intrigata all'inizio dall'originalità della storia ma a lungo andare mi sono annoiata e irritata fino alla conclusone che mi ha lasciata perplessa. Forse mi è sfuggito qualcosa

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    30/10/2007 17:18:54

    Un testo strano che mi è piaciuto molto, atmosfere alla Lynch, non è un libro da ombrellone

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    21/10/2007 11:21:18

    D'accordo per l'originalità della trama, d'accordo per la discreta rappresentazione del correttore di bozze, che a tratti mi ha ricordato il meraviglioso Bartleby, scrivano di Melville, però la storia risulta alla fine alquanto sconclusionata e confusa. Se l'effetto sia voluto o no poco ci importa: a un certo punto sembrano persino due misteri e crescono le aspettative, ma poi rimane solo un po' di delusione...

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    13/10/2007 20:21:15

    me ne hanno parlato varie persone, cosi', per curiosita, l'ho letto: mi e' piaciuto moltissimo e lo consiglio vivamente, per come e' scritto, ma soprattutto per l'originalita' della trama e per come sono raccontati i personaggi. bellissimo.

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    12/10/2007 15:00:38

    l'Autore è sicuramente una persona molto intelligente, ma il romanzo non è commerciabile. Mi domando come egli abbia fatto a farsi pubblicare?

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    17/09/2007 11:58:10

    Un libro innovativo e originale sia per la trama narrativa che pe lo stile, che va apprezzato in considerazionre che gli autori tendono a ripetersi.Due romanzi in uno orchestati abilmednte dall'autore che non fa mistero di accusare i mondo editoriale di superficialità( in questo ci ricorda Rugarli). La figura del solitario correttore, con il lapis, gli evidenziatori poggiati sul tavolo, controllore della grammatica italiana, é da antologia.

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    15/09/2007 12:24:06

    forse 'irritante' come lo definisce claudio, e' un aggettivo adatto. ma irritante in senso positivo, perche' il libro e' conturbante, stupefacente, 'irritante' perche' il lettore e' cosi' spiazzato che all'inizio non capisce nulla.. ma poi nel corso del libro si ritrova, mette insieme i fili delle trame... ottimo libro sia per l'originalita' della struttura, che per il modo in cui sono descritte le personalita'. miglior libro che ho letto da un bel po'... romanzo di grandi ambizioni, pienamente raggiunte

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    14/09/2007 17:43:41

    Consigliatissimo. Leggendolo si ha la sensazione di leggere un classico, non so se esistono molti esempi di sperimentazioni di questo tipo, in ogni caso non ne conosco. In generale mi spaventano le sperimentazioni spesso sono tentativi fare a tutti i costi qualcosa di nuovo. Questo è uno dei pochissimi casi in cui c'è il vero piacere di leggere qualcosa di nuovo, un'idea ben congegnata e ben sviluppata, e se nella parte centrale probabilmente si fa un po' fatica per non perdersi nelle paturnie del correttore poi si riprendono i fili e alla fine pur essendo molto complesso è senz'altro un libro che si legge d'un fiato.

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    13/09/2007 17:22:26

    irritante. il tentativo (nobile) di prendersi gioco dei vari gialli e noir che invadono le nostre librerie si arena miseramente sulla follia del correttore di bozze. i suoi tic, le sue manie diventano insopportabili alla seconda pagina. veramente una delusione.

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    12/09/2007 09:50:58

    che stranissimo libro!!! difficile da spiegare. un libro dentro un altro libro: la storia di lucilla e il gigolo e' leggera, divertente, un libro Harmony inserito in un'altra trama che riesce a non diventare mai noiosa ne' ripetitiva, pur giocando con la psicologia di un personaggio kafkiano nel suo grigiore.... Ma non solo il carattere del Correttore e' descritto in ogni sua minima, burocratica, pulsione, vogliamo parlare di lucilla? le sicurezze, i dubbi, i gusti di una casalinga degli anni '90 maestralmente descritti!!! una vera scoperta questo recami.

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    10/09/2007 21:53:10

    Ho letto per caso il primo libro di Recami, 'L'errore di platini': mi era molto piaciuto. Per questo ho deciso di leggermi questo suo nuovo libro appena uscito. che dire? sono rimasta senza parole. un capolavoro forse? lo finisci di leggere e ti sembra di aver letto un classico, una 'cosa' grossa, importante, un Libro, ma anche ti sembra di non aver capito nulla, di dover tornare a leggere i passaggi fondamentali. la trama e' intricatissima, e' l'autore che si prende gioco del lettore? o e' il correttore che viene preso in giro dalla redattrice? o il gigolo' della casalinga? e' tutto un seguire-essere inseguiti, un osservarsi a vicenda nella paura di essere osservati. le parti in cui e' descritto il lavoro del correttore sono da vero maestro... nella loro ripetitiva meticolosita'.. mi sono appassionata alla Noia del piccolo mondo del correttore di bozze, ai suoi evidenziatori e alle sue gomme per cancellare, ai suoi punti interrogativi o alle parentesi graffe... Recami e' un GENIO!!!... il libro a volte e' ilare (leggi con le lacrime agli occhi) a volte e' cervellotico e intricato... Finisco solo con dire che e' un libro che ti lascia a bocca aperta. BRAVISSIMO

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    10/09/2007 19:06:39

    E' un libro molto bello. La narrazione scorre su due piani con il lettore che fa continuamente la sponda come in una continua carambola restando assorbito dall'epopea intellettual-ossessiva del protagonista che a tratti ricorda l'antieroe dello Straniero di Camus. L'ho trovato davvero molto bello.

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    09/09/2007 09:31:13

    E un libro stano, che ha una costruzione particolare. Proprio per questo è una novità. L'ho trovato intessante e credo che Recami, sia veramente uno bravo

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