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Giovanni Storti, Franz Rossi

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Pagine: XI-190 p. , Brossura
  • EAN: 9788804634355

Recensioni dei clienti

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    Damiano

    02/09/2014 16.52.56

    Se sei un runner (di qualsiasi livello) non puoi non apprezzare questo libro. A patto di non cercare un manuale con tabelle e consigli da "guru" della corsa. Scorrevole, simpatico e "giustamente" frivolo! Bravi Giova e Franz!

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    Chiara

    05/03/2014 12.54.11

    Piacevole, leggero, gradito anche a chi non si dedica all'arte del correre. Un buon amico con cui passare un po' di tempo e ... magari con cui pianificare un nuovo modo di passare il tempo: dedicarsi all'arte di correre!

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    maurizio crispi

    27/02/2014 08.49.44

    Mi è piaciuto sì e no! E provo a spiegare perchè. Sì. Alcuni racconti sono sapidi e leggeri, vagamente umoristici, non si capisce dove finisca la realtà e da cominci l'effetto caricaturale. E, ovviamente, queste parti dei racconti (spesso, dichiaratamente, elaborati a quattro mani dai due autori) sono farina del sacco di Giovanni Storti, runner ma rima ancora intrattenitore. Sì. Alcuni racconti di imprese podistiche, come il lungo resoconto "in soggettiva"del Tor des Geant (opera di Franz Rossi, suppongo). Sì. IL fatto che passi attraverso le parole dei due narratori l'idea di un modo di correre che sia anche stile di vita e strumento che fa vivere meglio (se non addirittura non "salva" la vita). No. Alcuni racconti si disperdono in un eccesso di superficialità e sono forse troppo sbrigativi. No. Probabilmente,si evidenzia, un residuo di disomogeneità, per cui le varie parti sono un po' troppo scollate tra loro, come se tradissero la loro origine di un insieme di scritti, non ben unificati da un filo conduttore sufficientemente forte. Sotto questo profilo ho apprezzato molto di più il libro partorito da Roberto Giordano - pure lui uomo di spettacolo, oltre che runner - sulle sue esperienze di corsa: molto più tipizzato e non soltanto guida ironica e disincantata al mondo del running, ma anche valido come Baedeker di viaggio del podista che voglia intraprendere viaggi di corsa anche in luoghi inconsueti. L'opera degli amici Franz Rossi e Giovanni Storti va sicuramente letta e apprezzata: del resto i podisti, purché si parli di corsa, sono lettori di bocca buona, ma per un'opera pubblicata da Mondadori mi sarei atteso qualcosa di più. La presenza di Giovanni Storti nel team degli autori e la sua popolarità come attore comico, indubbiamente, ha facilitato l'apertura di molte porte. Se mi sento di consigliarlo agli amici runner? Sì, leggetelo e divertitevi, assorbendo nello stesso tempo qualche bella pillola di saggezza sul Running World!

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    Maurizio

    30/12/2013 09.01.24

    Onestamente, lo trovo un non libro. Lo stile è veramente imbarazzante, ordinario e sempre banalissimo, zeppo di imprecisioni. La "panissa" quale piatto tipico di Savona su tutti, quando è noto che è originario delle zone delle risaie. Non ho approfondito altre descrizioni, che mi sembravano già in prima lettura fuori luogo. Inadatti alla descrizione di luoghi e situazioni, nessun approfondimento introspettivo, nessun pathos, almeno per me. Molto meglio come attori comici, o come comici attori. I libri sono tutta un'altra cosa.

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    Theloina

    28/11/2013 17.22.29

    Un bel libro, anche rispetto a certe cose che escono di questi tempi. Anche se a livello di comicità si poteva esagerare di più, perché certe scene (vedi la supposta) sono impagabili. Penso che andrò a ripescarmi quello del Giacomino. E aspetto avidamente quello dell'Aldone.

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    Marco Buzzetti

    11/11/2013 17.02.10

    Ho conosciuto Giovanni Storti insieme al suo amico Gianluca Moreschi durante un trial a tappe e poi successivamente in allenamento il coautore Franz Rossi.Il loro libro mi ha piacevolmente sorpreso prima di tutto perchè non ha la pretesa di essere il vangelo del corridore e nemmeno il racconto ove gli autori con supponenza narrano le loro imprese ai comuni mortali. E'il libro dello scrivere per il piacere del racconto e del raccontarsi . Spaccati di vita vissuta tratti dai vari viaggi intrapresi per il divertimento di partecipare a competizioni che spesso scoraggerebbero persone normali al solo guardare la cartina dei percorsi , eppure questo libro si rivolge anche a questi lettori che poco hanno a che fare con il mondo della corsa , proprio perchè parla un linguaggio sempre impregnato dall'entusiasmo e dalla curiosità della conoscenza di se stessi e del mondo , condito dal valore unico dell'amicizia ,quella vera , lontano da tutti gli stereotipi virtuali di oggi . Giovanni sorprende con la sua scrittura divertente tendente sempre a sdrammatizzare anche le fatiche più dure e Franz più avvezzo alla penna con una linea più sobria converge , cosa rara negli scritti a più mani , senza voler distinguersi dal suo amico , ma anzi integrandosi in un fluire comune che si integra e si compendia a vicenda . Io con qualche trascorso negativo di salute non sempre so bene perchè corro , sì certo per confrontarmi con me stesso mettendomi alla prova , per scoprire i miei limiti , per rivalsa ecc... Così , una volta corro contro , una volta corro per , ma il più delle volte corro semplicemente perchè ci sono strade e sentieri , per il gusto utlile dell'inutilità che è l'unico vero nsenso della nostra esistenza. Questo in sostanza mi trasmettono i due autori con l'uniltà di non prendersi mai troppo sul serio ; la fatica della corsa come meditazione di movimento e divertimento puro...il gioco fine a se stesso che poi è l'unica espressione della nostra vita da vivere seriamente

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