La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

Sandra Petrignani

Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15/02/2018
Pagine: 459 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788854511187

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    Elena

    18/05/2018 16:09:54

    Oggi recensisco il libro biografico di una donna, la prima, che in silenzio ha fatto la storia dell'Italia. Natalia Ginzburg è una donna molto fortunata per quanto mi riguarda perché ha avuto la fortuna di conoscere, interagire e lavorare con persone di spicco per la letteratura italiana come Calvino (suo vicino di casa), Giulio Einaudi, Cesare Pavese, Elsa Morante, Alberto Moravia, Adriano Olivetti, Cesare Garboli, Carlo Levi, Lalla Romano e molti altri. Voi non la invidiate anche solo per questo? Io tantissimo! Natalia è una delle tante ragazze che dal meridione si è trasferita a Torino e poi ha proseguito la sua vita a Roma dove ha vissuto una vita immersa nella letteratura e nella politica. Se vi piacciono le storie vere, di gente sensazionale ve lo consiglio con il cuore. Se quest'anno il Premio Strega verrà assegnato ad un libro biografico sicuramente sarà questo.

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    federica

    17/05/2018 09:48:21

    L'autrice ha deciso di intitolare il libro " La corsara" grazie ad un idea dei grandi critici Garboli e Scarpa, che soprannominarono Natalia Ginzburg in questo modo per il suo atteggiamento piratesco. Le sue battaglie sui giornali e in parlamento erano forti e spesso controcorrente. Partiamo dall'infanzia di Natalia, un infanzia interessante , come sempre per i grandi scrittori. Era la più piccola, sempre inascoltata, messa a tacere, ignorata. Infatti fratelli erano molto più grandi di lei quindi cresce letteralmente in una famiglia di adulti e senza la possibilità di condividere la sua infanzia. Era sempre sola, in giardino a giocare con "i noi" immaginari. Dalla Natalia bambina passiamo alla Natalia moglie di un marito eroe e rimasta vedova troppo presto. Leone Ginzburg prima di morire le scrive una lettera con indicazioni per incoraggiarla ad essere utile agli altri. Natalia che pensava di essere incapace e preferiva scrivere all'ombra dei grandi scrittori del 900, si ritrova a coprire posizioni di rilievo per merito all'interno della casa editrice Einaudi, in un universo del tutto maschile che escludeva le donne. Nel libro si racconta anche delle amicizie di Natalia con i grandi del novecento. Natalia era stimata addirittura da Calvino che non apprezzava la letteratura scritta da donne ed era grande amica di Elsa Morante che considerava la più grande scrittrice italiana. Libro ricco che indaga a fondo nella vita e nella letteratura di questa donna e scrittrice straordinaria che non scriveva romanzi ma aveva uno stile unico a metà tra la biografia, saggio e narrativa sempre in modo nuovo e sorprendente. Romanzo che rende onore ad una scrittrice immensa e merita almeno la cinquina del premio STREGA.

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    Riccardo Mainetti

    16/05/2018 12:41:07

    Un ritratto di una delle Grandi Donne della Letteratura Italiana e Mondiale. Un libro che meriterebbe di stravincere lo STREGA.

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    Federica

    15/05/2018 10:25:54

    In questo volume Sandra Patrignani ci regala il ritratto di una delle intellettuali più importanti della vita culturale italiana. Poliedrica nel suo lavoro, attiva nel campo sociale in un momento storico molto delicato, prima donna ad essere parte attiva in una casa editrice: tutto questo era Natalia Ginzburg. Ma anche fragile, esposta, indifesa, e nonostante tutto non si è mai tirata indietro. Un excursus che ripercorre la vita della scrittrice dagli inizi, dalla Sicilia, per poi passare a Torino e Roma. Un elenco infinito di dettagli, racconti, aneddoti che forse, in alcuni punti, hanno reso questa biografia più una lunga lista che un omaggio ad un idolo. E' un meritevole esempio di passione verso una donna che ancora oggi ha tanto da insegnare; chissà se meriterà di aggiudicarsi il premio Strega 2018.

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    Vincenzo

    13/05/2018 20:31:47

    Il romanzo ci narra le molteplici vicende di Natalia Ginzburg, famosa scrittrice vissuta negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Sandra Petrignani, fin dal titolo vuole mettere in risalto un aspetto importante del carattere di questa donna: l’essere corsara, e inviata il lettore a seguirne le sue orme. In un tempo in cui si ha paura o si è costretti a esprimere certi pareri per via della STREGA, Natalia ci ricorda di non avere mai timore a esternare le proprie convinzioni.

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    Maria Cognigni

    12/05/2018 12:58:04

    Indimenticabili ritratti femminili attraversano tutta l'opera di Natalia Ginzburg: madri, sorelle, amiche, figlie, mogli e compagne. Lontano da ogni stereotipo, ne emerge il senso profondo e allo stesso tempo quotidiano della femminilità: né STREGA né santa, semplicemente una donna. Stavolta è a lei che Sandra Petrignani dedica un ritratto, ricostruendo la vicenda biografica e letteraria di colei che Italo Calvino definì "l'ultima donna rimasta sulla terra".

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    Giovanna Moltoni

    09/05/2018 12:58:45

    Sandra petrignani ci racconta un inedita Natalia Ginzburg, una vita di una donna di gran talento. Un libro che merita la partecipazione al premio strega. Lo consiglio.

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    Michela

    09/05/2018 08:25:07

    Una grande occasione per conoscere non solo la vita e le opere di Natalia Ginzburg ma per capire il suo percorso verso la scrittura partendo dalle note biografiche ma anche ed essenzialmente dalla sua sensibilità, dal suo essere donna. Questo libro ci regala un grande affresco sul Novecento letterario e storico attraverso gli amici,gli scrittori che Natalia incontrò e la nascita della casa editrice Einaudi. Un libro da leggere assolutamente ,un libro che si merita di vincere il premio Strega .

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    Cecilia

    09/05/2018 06:21:53

    Simile ad una nave che attraversa di corsa il mare per cogliere in un baleno tutto ciò che possa saziare la sua sete di conquista così la nostra protagonista attraversa il suo tempo raccogliendo con il suo fine intuito e potere culturale le menti più brillanti che passano per il suo salotto, amalgamandoli come una strega in una sorta di pozione da offrire a noi poveri mortali che ne restiamo affascinati.

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    Paola Ardizzone

    08/05/2018 09:40:31

    Per molti Natalia Ginzburg è l’autrice di “Lessico famigliare”, uno di quei tanti libri che, sbagliando, si infliggono a scuola, a giovani che non potendoli comprendere, per limiti di maturazione, finiscono, nella migliore delle ipotesi ( perché significa che hanno comunque lasciato un segno) per aborrirli per sempre. E invece Natalia Ginzburg, ha scritto racconti, romanzi, articoli, saggi e commedie; ha partecipato attivamente alla nascita della casa editrice Einaudi; è stata moglie, amante, madre, amica, parlamentare. “Natalia Ginzburg è l’ultima donna rimasta sulla terra. Tutti gli altri sono uomini.” Così la presentó Calvino in una recensione del ‘47. Cresce e matura tra nomi mitologici della letteratura italiana, Levi, Moravia e Pavese; fu amante di Quasimodo, amica di Lalla Romano, antagonista di Elsa Morante. Sandra Petrignani ne fa un ritratto appassionato, una storia nella Storia, fatto di aneddoti personali e citando testi sconosciuti ai più ma, soprattutto, fatto di ricordi di chi l’ha frequentata e conosciuta in tutte le sue sfaccettature. Candidato al Premio Strega, una grande donna, racconta una grande donna.

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    Elide Apice

    06/05/2018 15:42:06

    Natalia Ginzuburg fa ormai parte dell’immaginario collettivo come figura di primissimo piano nella letteratura italiana del ‘900. In questo libro Sandra Petrignani ne traccia per la prima volta una biografia competa che analizza la Ginzburg non solo sul piano professionale, ma anche sul paino umano. Donna di rara sensibilità, con la tempra di una STREGA, sempre ai limiti della società, di cui fin da piccola intuiva la capacità di mentire, Natalia Ginzuburg ha attraversato il secolo proponendo il suo nuovo modo di fare letteratura la narrazione la attraversa seguendo i ricordi di chi la conobbe e intrecciò con lei rapporti di amicizia o d’amore. Così troviamo Natalia nella casa abitata da bambina e poi nella Torino degli anni ’30, e ci viene narrato il matrimonio, nel 1938 con Leone Ginzburg, letterato, antifascista, uno dei principali animatori della cultura italiana del tempo, che con Giulio Einaudi aveva fondato l’omonima casa editrice. E della sua morte, il riparo in Abruzzo, l’arrivo a Roma, intrecciando i suoi giorni con nuovi amori, una intera vita costellata dalla nascita dei suoi figli e da una straordinaria produzione letteraria che le valse nel 1983 Il Premio Strega con il più noto, forse, dei suoi libri, “Lessico famigliare”. Amica di Pavese, di Elio Vittorini, di Elsa Morante, di Dacia Maraini, Natalia Ginzburg fu esempio di grande vitalità culturale, una intellettuale di razza, una fine scrittrice pur rimanendo donna comune e madre affettuosa. L’attesa biografia, la prima per Natalia Ginzburg, è anche il pretesto per narrare dei più grandi letterati del900 da Moravia a Quasimodo, per ognuno anche un accenno al lato umano.

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    vitoibs@hotmail.it

    06/05/2018 14:51:59

    Ho sempre pensato che il Premio Strega dovesse andare ai narratori puri, a romanzi e raccolte di racconti, e perché no ai poeti. Insomma, all'arte letteraria. Mai a saggi e fumetti e biografie. Stavolta vale la pena un'eccezione. In onore di Natalia Ginzburg questo e altro.

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    Serena

    06/05/2018 12:20:38

    "Sono importanti le biografie, ma bisogna accendere le luci e saperle spegnere al momento giusto". Queste le parole di Natalia Ginzburg ricordate più volte nel libro di Sandra Petrignani. E quest' ultima non sbaglia a farlo nei confronti di Natalia Ginzburg, avvicinandosi alla scrittrice di origine ebrea con discrezione, tatto, delicatezza, come a sua volta la Ginzburg fece con la biografia di Manzoni. Con lungimiranza e maestria letteraria, la Petrignani mette in rilievo luci e ombre di una delle personalità più in vista e discusse del Novecento. Un' opera degna di vincere il premio STREGA 2018, perché mostra il coraggio di accostarsi ad una grande scrittrice, affrontando e ricostruendo senza retorica le tappe di una sofferta e insostituibile esistenza.

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    Eleonora

    06/05/2018 10:35:54

    La voce melodica di Sandra Petrignani STREGA fin da subito il lettore e compone un ritratto affettuoso di Natalia Ginzburg attraverso interviste, documenti e foto. Parte proprio dal suo personale ricordo del primo incontro con la Ginzburg, avvenuto negli anni Ottanta a Roma, il pellegrinaggio narrativo dell’autrice in cerca di corrispondenze tra scritti e ricordi per tratteggiare la vita e la personalità della scrittrice. La Petrignani ci regala atmosfere e aneddoti mentre la seguiamo tra Palermo, Milano, Roma e Torino passando da Pizzoli e le prime pubblicazioni. Pagina dopo pagina ci restituisce uno spaccato di Storia del Novecento, denso di impegno civile e vivacità culturale, in cui si inserisce la nascita della Einaudi nella Torino antifascista degli anni Trenta, casa editrice che rimarrà anche negli anni del dopoguerra e della ricostruzione un aggregatore di fermento culturale e ponte tra generazioni. La Corsara è una ricostruzione accurata e appassionata che solo una brava scrittrice come Sandra Petrignani poteva scrivere. Si legge come fosse un romanzo perchè non mancano le attese e le tensioni tipiche della narrazione, si legge come un saggio perchè non mancano le riflessioni politiche, estetiche, storiche . Si legge d’un fiato.

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    Francesco

    06/05/2018 07:24:21

    Narrazione intelligente, autrice raffinata. La corsara, e non la strega come qualcuno voleva farci credere, è un libro coinvolgente.

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    Carmine

    05/05/2018 15:04:48

    La scelta di scrivere un 'attenta biografia di Natalia Ginzburg costituisce già un valore aggiunto per quest'opera letteraria.La candidatura al premio STREGA significa mettere ancora più in evidenza il parallelismo tra un premio letterario e un autrice come la Ginzburg in quanto entrambi testimoni della storia culturale,sociale e politica del nostro paese in un momento in cui ,passando dalle macerie umane e materiali prodotte dalla guerra, hanno contribuito a costruire un tessuto sociale completamente nuovo rispetto al passato.La cultura post bellica ha investito in nuove prospettive le proprie energie,cercando di mettersi al servizio dell'individuo edificandolo nei valori della tolleranza e della giustizia intesa come pari opportunità per tutti.Natalia Ginzburg è stata molto impegnata culturalmente e politicamente sopratutto in anni in cui la nostra democrazia giovane e fragile sembrava già essere in pericolo.Leggere quest'opera letteraria, credo ,possa solo farci del bene.Darci la forza di non scoraggiarci in tempi come i nostri dove ogni impegno sembra essere svuotato di ogni motivazione,tempi in cui l'esempio di grandi figure della cultura e letteratura del passato possono indicarci la strada per non smarrirci nelle difficoltà di un futuro che sembra così incerto.

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    anna

    05/05/2018 09:37:08

    Una vita piena, ricostruita in un insieme di incontri, luoghi e scritti. Si viene catapultati nel tempo, in un passato recente che ogni giorno si allontana da noi come tempo ma le cui conseguenze sembrano invece sempre più vicine. La scrittrice sembra una strega nel senso più positivo del termine: come incatenati da un incantesimo così si arriva rapidamente all'ultima pagina di questo libro-ritratto.

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    claudio

    04/05/2018 21:08:04

    Sandra Petrignani riesce a presentarci in maniera viva e diretta una delle donne più importanti nel quadro culturale e politico italiano dello scorso secolo. L'importante testimonianza della vita di questa donna così eclettica e talvolta sconosciuta appare molto diretto, grazie a numerose interviste. Traspare appieno l'attivista, la scrittrice già vincitrice del premio Strega nel 1963. Accanto ad essa, però, scopriamo anche un'amica, una confidente. Insomma con poco più di quattrocento pagine troveremo una cara persona, la corsara Natalia.

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    Valentina

    04/05/2018 16:55:16

    Il libro è un viaggio nella vita dell'autrice, non solo fisico ma anche introspettivo. Si rivive quella che è stata l'Italia del '900. La guerra che ha toccato la Ginzburg molto da vicino;si percepisce lo sconforto,la paura ,ma anche una grande forza nel rialzarsi ed andare avanti.Emergono vari personaggi che attraverso di essa riviviamo in una luce diversa rispetto a come siamo abituati a leggerli. Libro scritto molto bene e degno di partecipare al premio strega..

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    Maria Campisi

    04/05/2018 16:51:51

    Natalia,donna piena di talenti e capace di far capire al mondo le mille sfaccettature della vita. In questo libro l'autrice come una STREGA intenta a fare una pozione è riuscita a raccontarci la sua biografia,il suo modo di scrivere,i suoi amori che gli hanno reso difficile parecchi anni della sua vita,e tante altre vicissitudini. Libro da leggere e da comprendere totalmente poiché colmo di avvenimenti a cui fare da esempio alla nostra vita.

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Proposto da Biancamaria Frabotta

«Sandra Petrignani dedica a Natalia Ginzburg un ritratto a più livelli. Evitando i rischi dell'immedesimazione e la tentazione di specchiarvisi dentro, in primo luogo l'autrice punta alla rivalutazione della scrittrice, originalissima e libera nelle sue scelte, e alla sua centralità, per così dire, “laterale”, nel panorama del romanzo italiano del secondo Novecento. Trattandola alla pari dei grandi testimoni del suo tempo, ne esalta il ruolo dell'intellettuale "corsara" che, senza clamori e al di fuori di ogni narcisistica esibizione, spaziò dall'attività editoriale nella casa editrice Einaudi, al giornalismo, sorprendentemente anticonformista, fino all'impegno civile che svolse in Parlamento nell'ultima parte della sua vita. La sua vita fu parte integrante della storia italiana, dall'antifascismo esistenziale della sua giovinezza torinese fino alla partecipazione all'epopea einaudiana che Petrignani restituisce nelle sue luci e nelle sue ombre, senza retorica celebrativa, fedele alla massima di Cesare Garboli, citato in exergo all'inizio del libro: «Dove va a finire, nei libri che leggiamo, la persona fisica che li ha scritti?» La Corsara è un'opera che cerca una risposta a questa domanda, con l'aiuto di un'intuizione femminile non negata, la forza di una scrittura limpida e talvolta bruscamente poetica fondata su una irreprensibile documentazione storica.»


«Chi scrive romanzi ha bisogno di avere con sé il presente, il passato e l’avvenire. Deve poter credere in queste tre dimensioni. Del presente, vediamo il disordine, i mutamenti continui, la precarietà. Il passato lo vediamo carico di vizi e di colpe, e così pesante che ci si astiene dal trasmetterne il carico ai nuovi nati. Dell’avvenire è meglio non parlare. Non abbiamo dell’avvenire nessuna idea degna e buona.»

È raro prendere in mano un libro, iniziare a leggerlo e stupirsi. Con il tempo diventa sempre più difficile. Ma a volte accade e a me è accaduto in questo caso. Pensi di leggere un saggio colto, completo, interessante e ti trovi a scoprire anche una sorta di romanzo, intenso, affascinante e coinvolgente.
La figura di Natalia è al centro, ovviamente, della narrazione. Ci guarda con occhi spesso freddi e disincantati e sembra osservare anche l’autrice nel suo scrivere di lei. Ma il suo mondo è così ampio, interessante, vivo e complesso da portarci a pensare che la storia non sia la sua, che protagonista sia l’Italia del Novecento. Un po’ per le figure che popolano le pagine – Filippo Turati, Franco Antonicelli, Cesare Pavese, Sandro Pertini, Adriano Olivetti, Giulio Einaudi, Foa, Mila, Pajetta, Leone Ginzburg, Cesare Garboli, Gabriele Baldini… - un po’ per quel correre su e giù nella Penisola e saltare qui e là nei decenni seguendo il fil rouge di una esistenza straordinaria.
C’è Natalia Levi palermitana, la bambina, ultima di 5 figli chiamata così per la protagonista di Guerra e Pace. C’è poi la ragazzina torinese della Crocetta che studia a casa con la madre e l’adolescente liceale che abita a San Salvario e frequenta l’Alfieri e che presto diventa la donna matura, la scrittrice, la moglie di Leone Ginzburg – lei si chiama come la protagonista di Guerra e Pace, lui come l’autore di quel grande romanzo - , la madre e, dopo un troppo breve matrimonio, la tragica vedova Ginzburg.
Cosa ricordare nello scorrere degli anni di questa incredibile vita? Una famiglia fondamentale – nel bene e nel male – per la sua formazione (con un padre ebreo scienziato severo e rigoso che sarà anche maestro e amante di Rita Levi Montalcini); molti rapporti intellettuali di grandissimo peso culturale e politico; infinite letture; la casa editrice Einaudi che nasce proprio a Torino nel 1933: direttore Cesare Pavese, redattore capo Leone Ginzburg. E la guerra, l’esilio a Pizzoli, lo pseudonimo Alessandra Tornimparte (e il motivo semplice di questa scelta: la persecuzione); il ritorno dopo la caduta del fascismo al suo vero nome; poi è Roma con Gabriele Baldini, all’epoca segretario di redazione della rivista Aretusa: un nuovo amore.
C’è il ritorno a Torino, tre figli da mantenere, il lavoro all’Einaudi, Calvino, Pavese, Elsa Morante, le amiche Lalla Romano, Angela Zucconi, un felice matrimonio e il ritorno nella Capitale con l’anglista Gabriele Baldini, esuberante, colto, divertente, appassionato di cinema, un uomo che cambia la vita della scrittrice – reduce da un periodo in cui il suicidio entra spesso nei suoi pensieri - anche sul lato creativo. Nel decennio successivo la Ginzburg scrive opere importanti, come i romanzi Tutti i nostri ieri e Le voci della sera, i racconti lunghi Valentino e Sagittario... Purtroppo la vita le riserva nuove prove: il suicidio di Pavese, la nascita di una figlia – Susanna - affetta da encefalopatia, la morte del quinto figlio, di appena un anno. Ma proprio quando sembra tutto impossibile, ecco che l’esistenza va avanti: i figli si sposano, arrivano i nipotini e la notorietà di Lessico famigliare, presentato da Montale e dalla Morante al Premio Strega che vincerà nel 1963.
Natalia l’idea di Lessico la coltiva dall’infanzia, quando il buffo linguaggio che circola in famiglia le fa venire voglia di mettere tutti dentro una storia con le cose che dicono.
Un libro che le frutterà anche molte critiche, in particolare da parte di nuovi protagonisti della scena culturale italiana, appena più giovani di lei: Asor Rosa, Bellocchio, Goffredo Fofi, Grazia Cherchi.
Il suo destino la porterà a essere nuovamente vedova, ma anche attiva, vigile, attenta sino alla fine, in un’alternanza lavorativa all’Einaudi e con molti articoli per riviste e quotidiani e un testo teatrale celebre – Ti ho sposato per allegria – scritto per Adriana Asti. L’ultima commedia lunga la scriverà nel 1988 per Giulia Lazzarini (L’intervista).
Citazioni continue delle sue opere, anche minori, intervallano tutto il testo, creando un continuum che lega e valorizza la ricerca minuziosa, quasi maniacale che la Petrignani conduce sulla vita della scrittrice e sulla sua narrazione fatta non per inventare ma per raccontare cose che aveva capito di altri o di sé o cose che gli erano realmente accadute, così si analizzerà parlando di se stessa al maschile, perché in una famiglia in cui i fratelli e il padre “prendono tutto lo spazio” non resta che “cercare di prendersi la scena con l’energia di un maschio”.

Recensione di Giulia Mozzato