La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

Sandra Petrignani

Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15/02/2018
Pagine: 459 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788854511187

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Recensioni dei clienti

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    Cristiana

    04/07/2018 07:28:53

    Banaluccio Riassunto (abbastanza ben fatto) di varie letture della scrittrice, almeno a mio parere. Basta leggere in parallelo "Arditamente timida. Natalia Ginzburg" di Maja Pflug, (del quale ritroveremo addirittura le descrizioni delle foto presenti nel testo) e integrare con "Il tempo migliore della nostra vita" di Antonio Scurati, per quanto riguarda la vita di Leone Ginsburg e ritroverete più o meno tutto (...e di più, e meglio) del libro della Petrignani. Ma i critici notoriamente non leggono i libri che recensiscono e tanto meno gli altri libri : quindi lo Strega ci sta!

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    Lucia i

    17/06/2018 19:50:26

    Chi ha amato la scrittura particolare ,concisa, innovativa di Natalia Ginzburg non potrà non amare questo libro denso di fatti e di riflessioni che, partendo dalla storia personale della Ginzburg, da' un ampio spaccato della vita culturale italiana per gran parte del " secolo breve". Chi non ha vissuto quel periodo troverà a fargli da guida questa biografia che traccia un affresco composito con molteplici personaggi ( o meglio persone) la cui vita si è intersecata con quella di Natalia,che ha vissuto da corsara una vita complessa e drammatica sempre controllata da un rigido impegno morale e da una scrittura scarna ed essenziale. "La corsara" è un libro che richiede impegno di lettura per la sua consistenza per altro temperata sia dall' indubbio interesse per i fatti raccontati sia per la presenza della scrittura chiara , precisa, elegante di Sandra Petrignani

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    Mario

    12/06/2018 21:03:08

    Un libro monumentale quello scritto da Sandra Petrignani dedicato alla "Corsara", donna virtuosa e di talento grazie alla sua immensa scrittura e alla sua voglia di narrare e descrivere il mondo. Un romanzo lineare, denso di dettagli, che ho trovato genuino e sincero. Natalia Ginzburg è meticolosamente tratteggiata, a livello professionale ma anche a livello umano e caratteriale. La descrizione è quella di un'epoca dai valori spessi, un quadro storico novecentesco caratterizzato dal fermento culturale e dalla voglia di innovarsi, un tempo abbracciato dagli inizi per la casa editrice Einaudi fino al dopoguerra. A volte d'accordo, altre volte in disaccordo con le riflessioni politiche e personali che la Petrignani espone, quello che il romanzo mi ha suscitato è di certo una grande passione, una gran voglia di raccontare la vita di una scrittrice "scrittore" come ella solea definirsi, che con la sua penna ha stravolto il modo di pensare e di sognare di molti. Forse una strega ha ispirato la bravura della corsara, forse un immenso desiderio di relazionarsi ad un gigante che ha catturato la nostra Petrignani. Un romanzo che ho trovato davvero piacevole, parole che raccontano il vero, così come desiderava Natalia. Una narrativa che consiglio vivamente, per chi vuole assaporare il gusto femminile della virtù e guardare in medias res il fascino di un passato non troppo lontano.

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    Laura

    12/06/2018 20:31:36

    Natalia Ginzburg è da sempre una delle mie scrittrici del cuore, non avrei potuto lasciarmi sfuggire questa splendida biografia. Sandra Petrignani, come una strega moderna capace di ammaliare il lettore, fa rivivere nelle sue pagine persone morte da tempo, legge gli oroscopi e le analisi grafologiche per presentare un ritratto vivido di Natalia Temporala, corsara e scapocchiona. L'autrice ripercorre i luoghi della vita di Natalia, dove ha trascorso l'infanzia con la famiglia, il matrimonio con Leone Ginzburg e poi con Gabriele Baldini, la vita di madre, di donna, anche di nonna. I piccoli vezzi, il lessico familiare che usa. Quello che rende particolarmente efficace questo libro è soprattutto il grande lavoro svolto dall'autrice per ricercare i luoghi dove ha vissuto Natalia, le finestre alle quali si affacciava, le persone che ha incontrato, anche la gente comune che si riflette nei piccoli particolari dei suoi libri, non solo le grandi personalità che sono passate alla storia della letteratura come lei. Questo libro tratteggia il ritratto di una donna con tutte le sue sfumature, non solo di una personalità del Novecento. La prosa scorrevole e appassionata di Sandra Petrignani fa venire voglia di rileggere tutti i libri della Ginzburg per cercare i frammenti di realtà nascosti fra le pagine dei romanzi, al confine fra verità e invenzione, fra letteratura e vita.

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    Amalia

    12/06/2018 18:11:29

    "come il corsaro Pasolini, sapeva scombussolare gli animi ribelli del post-sessantotto". Il "Ritratto di Natalia Ginzburg" delineato da Sandra Petrignani si concentra su tali elementi: Natalia è quella donna-corsara austera e triste insieme, che strega e smuove gli animi, quella donna passata alla storia come "la Ginzburg", a dimostrazione che accanto al primo marito, il Leone mito della patria, si era forgiata e inserita in un ambiente culturale, quella donna poi coniugata Baldini e divenuta "comune e domestica". Sandra Petrignani parte da un incontro avvenuto con la scrittrice, un incontro che presagiva- sull'uscio di quel portone sulla cui targa aveva accettato di "venire seconda dopo il nome del marito" - uno scontro. Il romanzo, scritto per obbedire al bisogno di restituire, alla Storia, la storia di Natalia, tiene conto di quella fotografia che la Petrignani tiene sotto gli occhi, tiene conto di ricordi e informazioni che sono il risultato di una lunga ricerca e di un mosaico di figure - di Pavese, di Einaudi, di Garboli - e di date e di riscontri: ritrovare tutto in queste pagine è cosa preziosa per chi ha apprezzato la scrittrice di Lessico Famigliare e vuole rivivere quelle pagine, per chi è interessato a conoscere il suo mondo, che è allo stesso tempo il mondo di molti altri, materiale comune per riflettere.

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    Giulia Di Bella

    12/06/2018 13:01:52

    Triste e austera. Pigra e infantile. Passionale e impulsiva. Solo alcune delle sfumature utilizzate dalla scrittrice e giornalista Sandra Petrignani per realizzare il ritratto di Natalia Ginzburg, eclettica intellettuale che strega ancora oggi schiere di lettori con lo stile asciutto e pungente del suo Lessico Famigliare. Nata Levi (Ginzburg è il cognome del primo marito Leone) il 14 luglio del 1916, ascolta fin da piccola i discorsi indecifrabili degli adulti, e inizia ad aborrire la menzogna insita negli stessi; sceglie di sviluppare la sua letteratura intorno al fulcro della verità e vive con orgoglio il suo essere fuori dal comune, ma al contempo prova un senso di inadeguatezza che la renderà una donna ritrosa. Svariate le fonti a cui attinge la Petrignani per stendere questa appassionata biografia de La corsara (titolo del libro, edito da Neri Pozza e candidato al Premio Strega 2018): dalle pagine delle sue opere, dense di spunti che rivelano il suo sguardo sulla realtà da varie angolature, alle immagini rievocate da parenti e amici, fino all’ incontro con la stessa Ginzburg intorno alla metà degli anni Ottanta. Della scrittrice Calvino loda il modo innovativo di essere donna, "spesso dolente, ma sempre pratico e quasi brusco, in mezzo ai dolori e gioie della vita", che si intrecciano in una spirale che colorerà la vita della scrittrice, talvolta con tinte fosche. Dalla perdita del primo marito Leone alla disabilità della figlia Susanna, fino alla scomparsa del figlio Antonio, la vita mette a dura prova l’equilibrio di questa donna granitica e un po’ maschile; una donna che detesta riconoscersi nelle tipiche fragilità femminili e che accoglie il dolore per commutarlo in qualcosa di sempre diverso, pregnante e colmo di una verità che riempie anche le pagine di scritti non dichiaratamente autobiografici. Artista versatile, personalità prismatica e anima malinconica, il cui ritratto trasporta il lettore in un iter burrascoso e appassionante.

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    MARIANNA

    11/06/2018 11:30:05

    Un libro emozionante: una donna l'autrice che racconta di un'altra donna scrittrice. Da palermitana, mi sento in difetto: non conoscevo Natalia Ginzburg. L'autrice nel libro ripercorre la vita intensa, spesso dolorosa ma ricca di incontri con uomini famosi, di una grande scrittrice nel nostro panorama culturale. Attraverso il suo ritratto, scopriamo una vera e propria Strega, la Natalia, capace con i suoi poteri di far fronte ai drammi che la vita spesso riserva a ognuno di noi ( la morte prematura di un figlio. la malattia di un altro, la morte del marito); ma con tenacia è sempre riuscita a risollevarsi. Amica, moglie, di importanti figure ( Pavese, Quasimodo) attraverso i loro incontri, nel libro, si delinea uno spaccato dell'Italia intellettuale, non da tutti conosciuto. La sua fu una vita ricca e appassionante. Un libro capace di insegnare tanto e di far scoprire una grande donna: lo consiglio a tutti

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    Aurora

    09/06/2018 21:20:55

    “La mia aspirazione è questa: (…) che tu lavori e scriva e sia utile agli altri.” Sono queste le ultime parole con cui Leone Ginzburg si rivolse per lettera alla giovane moglie Natalia, il 4 febbraio 1944, dall’infermeria del carcere di Regina Coeli dove era imprigionato. Sarebbe morto il giorno dopo, in conseguenza delle torture subite. Ma Natalia fu, come le aveva raccomandato lui, “coraggiosa”, e altrettanto coraggiosamente seguì, per tutta la vita, quelle sue indicazioni. Scrisse, soprattutto, e scrisse tanto: commedie e saggi e articoli e romanzi, oltre a quello splendido e vivacissimo memoir che è “Lessico famigliare” (con cui vinse il Premio Strega nel 1963). Ma fu anche una delle collaboratrici più preziose di Cesare Pavese per la casa editrice Einaudi, giornalista e, per le file del PCI, eletta nel 1983, parlamentare. Grandissima amica, fra gli altri, di Italo Calvino, Alberto Moravia e Elsa Morante (che considerava “il più grande scrittore del novecento”), si sposò nuovamente, nel 1950, con l’anglista Gabriele Baldini, e fu un’unione felice (per quanto segnata dalla malattia che colpì entrambi i loro figli). In questo suo denso e dettagliatissimo saggio, Sandra Petrignani ricostruisce non solo (e in un modo che oserei definire quasi caleidoscopico) la vita artistica e personale di Natalia Ginzburg, ma anche e soprattutto quella di tutta una particolare generazione di intellettuali italiani del novecento che si trovò costretta a mescolare insieme “politica, rischio e grandi amori”: sempre amici fra loro, ma capaci anche di infiammarsi e di addentrarsi in polemiche accesissime da una pagina all’altra dei giornali. Un libro corposo e imprescindibile, perciò, per chiunque fosse interessato ad approfondire la vita e la personalità di almeno una di questi “corsari”.

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    Elisa

    08/06/2018 15:10:50

    Un bellissimo omaggio, una donna che racconta un'altra donna. Scritto in maniera ricercata e ammaliante, questo libro racconta una vita, vissuta a pieno, in modo travolgente, senza se e senza ma. Una testimonianza storica di una donna, che lei chiama "corsara" ma può essere benissimo considerata una strega rivoluzionaria dei nostri tempi. Una forza lunare e femminile, per insegnare, alle donne di oggi, a non reprimere se stesse e far fuoriuscire la strega ribelle che è in loro.

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    Donatella

    06/06/2018 17:44:44

    Essere ammaliati e attratti dalla scrittura per un'intera vita: ecco la sintesi estrema di questo libro. Il fascino della scrittura è l' incantesimo degno di un'abile strega, di cui non ti liberi mai. Qualsiasi sia la tua origine, la tua educazione, il tuo progetto di vita, la tua famiglia, tutto il tuo mondo, le parole premono come un esercito che incalza. In questo meticoloso ma umanissimo ritratto di Natalia Ginzburg, scopriamo non tanto la genesi delle sue pagine più famose quanto le sfumature più nascoste e, spesso, dolorose, della sua esistenza. Non mancano i nomi noti ( Pavese, Quasimodo ) e nemmeno le pieghe più intime della vita privata ( il rapporto col marito e con i figli, in particolare lo spinoso conflitto con la figlia ); siamo posti poi di fronte a molti squarci di Storia italiana come ai frammenti di un microcosmo familiare molto particolare, che segna per sempre una donna minuta ma con il coraggio degno di un corsaro. Una piccola grande donna prima ancora della grande scrittrice, forse ancora poco conosciuta. Il testo di Petrognani, scientifico e poetico al tempo stesso, potrebbe essere un'ottima occasione per cominciare.

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    Patrizia

    06/06/2018 17:26:05

    Chi ama la letteratura italiana del Novecento, i suoi protagonisti, sarà affascinato da questo libro dove la vita di Natalia è narrata attraversando la storia del Paese, le vicende politiche e sociali, i fermenti culturali. L'autrice parla della "corsara" e, insieme, di un complesso universo letterario che, dalla nascita della casa editrice Einaudi ai nostri giorni, già conoscevamo attraverso le nostre letture, ma ora ci sembra ancor più familiare nei ritratti quotidiani, ora affettuosi ora pungenti, di tante scrittrici e scrittori. Premi Nobel e vincitori di premi Strega sono amici di Natalia, o compagni di strada, ma le loro relazioni conoscono anche invidie e gelosie, desideri di rivalsa o silenzi misteriosi. Mi ha colpito particolarmente la descrizione di Cesare Pavese, la sua umanità sofferente e, insieme, l'affetto di quanti lo conoscevano travolti dall'apparente assurdità della sua morte. La corsara è un libro bellissimo, così bello che diviene quasi un romanzo, perché ci fa sognare di aver vissuto con Natalia quegli anni e quegli incontri, di aver abitato, magari nell'appartamento a lato, quelle case.

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    Virginia

    05/06/2018 16:23:34

    Questo libro racconta le persone e i luoghi che hanno definito la vita di Natalia. Petrignani fa una descrizione minuziosa e dettagliata della famiglia di Natalia, dei tanti lutti e disgrazie che hanno segnato la sua vita, ma anche degli incontri con gli intellettuali che hanno formato la personalità della scrittrice (il marito Leone Ginzburg, fondatore con Pavese e Giulio Einaudi della casa editrice torinese, Calvino, Quasimodo, ...). Nasce a Palermo, ultima di cinque figli e viene chiamata Natalia come la protagonista di "Guerra e Pace". Il padre è uno stimato neurobiologo, da sempre irredentista, che poco dopo la nascita di Natalia, parte per il fronte come medico volontario. La famiglia si trasferisce poi al Nord, a Torino. Da bambina Natalia vive un'infanzia solitaria e si crea un mondo alternativo, una vita segreta con i suoi libri e inizia a scrivere all'età di undici anni. Erano tutti più grandi di lei in famiglia e di lei non si occupavano, anzi spesso litigavano tra di loro e questo la infastidiva molto. Nel racconto "Infanzia" scriverà: " Non è che non amassi quegli adulti, così nemici di ogni storia infantile, così incapaci di tornare all'infanzia sia pure per un istante". E allora lei conservò sempre un tratto infantile nel carattere, nella scrittura, nell'amore per i gatti. Anche in "Lessico Famigliare" con il quale ha vinto il Premio Strega nel 1963 e che l'ha resa famosa, c'è uno sguardo puerile verso questa famiglia stramba. Tra i giudizi su di lei che compaiono in fondo al volume spicca quello di Giorgio Pressburger: "Non aveva nulla di doppio, e questo incuteva rispetto e meraviglia". Secondo Petrignani, il titolo del libro, non è tanto il riferimento a Pasolini, ma l'idea che Cesare Garboli, che vedeva in lei un atteggiamento piratesco e corsaro, lo dice nell'introduzione ai Meridiani. E in effetti, continua l'autrice del libro, è questo il lato più nascosto di Natalia.

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    Manuela

    05/06/2018 06:14:27

    Questo è stato un libro che mi ha dato tanto. Mi ha dato tanto lavoro perché i continui riferimenti a libri, lettere, autori, personaggi illustri mi spronavano a fare delle ricerche che mi hanno fatto scoprire molte cose. Mi ha dato tante emozioni, perché mi ha permesso di avere la sensazione di vivere vicino a figure che stimo molto come Natalia, Pavese, Calvino, Einaudi. Mi ha dato un bell'inquadramento storico della seconda guerra mondiale e del periodo successivo. Mi ha dato la possibilità di tuffarmi nell’immensa bibliografia degli einaudiani e nella loro immensa corrispondenza. Mi ha dato l’opportunità di leggere articoli ed estratti che forse, da sola, non sarei mai riuscita a recuperare.Ma al contempo mi ha dato tanta rabbia, perché è stata una lettura difficile, di una difficoltà inutile, data dalla scarsa omogeneità del libro: queste continue citazioni a testi e lettere hanno portato l’autrice fare continue digressioni su autori e destinatari, allontanandosi continuamente dal fulcro centrale. Questo mi ha confuso molto. Amo le biografie quando hanno il grandioso e raro potere di far sentire viva la persona di cui stanno parlando. Questa biografia non l’ha fatto. C’è stato un grandissimo lavoro di ricerca e di studio (e per questo ammiro l’autrice) ma al contempo, proprio per questo materiale immenso, mi sarei aspettata un’altra cosa: avrei voluto una sorta di rielaborazione maggiore, un qualcosa di più scorrevole. Questo libro è più un puzzle di tutto ciò che è stato scritto da Natalia e su Natalia che un resoconto di Natalia, con al centro Natalia. Ho chiuso il libro con la stessa sensazione che ci lascia Lessico famigliare e che Garboli saprà descrivere perfettamente: “Sembra un paradosso che Natalia Ginzburg, la quale nei suoi libri ha tanto parlato di sé, non ci abbia mai raccontato niente di sé stessa. Cosa sappiamo di lei? Tutto e nulla” Conclusione: mi ha STREGAto, nonostante tutto. Un in bocca al lupo all’autrice per la vittoria del Premio Strega

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    Gabriele

    04/06/2018 13:43:53

    Un libro che ritrae un'intera vita altrui, di qualunque vita si tratti, si assume la responsabilità di dire il vero, l'ineccepibile durata di un martirio (dal greco "martys", ovvero "testimone"). Proposto per il Premio Strega 2018 da Biancamaria Frabotta, docente universitaria, saggista e poeta, "La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg" è un volume perfettamente affrescato di incontri, episodi, passeggiate fra protagonisti di un secolo cupissimo e allo stesso tempo lucente, carico di attese e di genialità. Con contorni ora più accesi ora più fiochi di quell'esperienza privata che diventa storia di tutti, l'autrice Sandra Petrignani, alternando con rara maestria pennellate di scrittura poetica a schizzi di limpida efficacia narratologica, dà forma e spessore a un quadro dell'esistere, personale e comunitario, di raffinata esattezza, in cui la figura principale posta al centro del discorso, Natalia Ginzburg appunto, grazie principalmente alla scrupolosa analisi di documenti storici di cui Petrignani si serve, sembra davvero rivivere, tappa per tappa, fase su fase, i momenti cruciali della sua memorabile vita corsara, artistica e privata, condivisa con altrettante personalità culturali memorabili come Moravia, Morante, Calvino, Sapienza, Pavese, Romano, per citarne solo alcune. Ma "La corsara" è solo Natalia Ginzburg, il suo rispecchiante ritratto? No, probabilmente l'autrice di questa preziosissima e umana traversata interiore vorrebbe che tutti provassimo a rispecchiarci, anche solo per poco, in quella zona latente di sana burrasca mentale, a ritrovare noi stessi nell'unità permanente dell'esserci: arrembanti corsari, in mare aperto, di una verità perennemente incarcerata sottopelle.

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    Fabrizio Valsecchi

    04/06/2018 09:40:24

    Limpidamente fine e delicato e bruscamente vivo e intrigante come sa esserlo solo e soltanto un’opera letteraria imbevuta e ripiena della scrosciante forza e della potente verità di una documentazione storica inappuntabile e irreprensibile,“La Corsara” di Sandra Petrignani è il sentito omaggio di una scrittrice sensibile e dotata a una delle più importanti autrici del Novecento italiano. Ma non solo. Il libro infatti non indugia e non sosta esclusivamente sulle meraviglie in prosa e in poesia (ottimi romanzi come “Lessico Famigliare”, Premio Strega 1963, ma anche sapienti racconti, brillanti articoli per i giornali, approfonditi saggi e interessanti commedie) di Natalia Ginzburg, ma, con pathos fermo e risoluto, ci propone un dettagliato e ricercato portrait della sua vita, regalandoci una raffinata costellazione di aneddoti e di cronache sul suo difficile percorso di donna, moglie, madre, amica, amante, editor e parlamentare. Sullo sfondo, come in un metodico ed elegante quadro di Otto Nagel, oltre ai due mariti della Ginzburg, vivono e imperano uomini e donne del suo tempo come Italo Calvino, Giulio Einaudi, Cesare Pavese, Elsa Morante, Alberto Moravia, Adriano Olivetti, Cesare Garboli, Carlo Levi, Lalla Romano. Tutti alle prese con lei, la trascinante e determinata Natalia che da Palermo andrà a Torino e poi ancora a Roma, in esilio, durante la cruda invasione dei Tedeschi che la vedrà vedova con tre figli, per poi tornare a Torino e a Roma, senza mai arrendersi, pur tra mille altri impegni, sforzi, dolori e peripezie. Già, perché Natalia Ginzburg non cede e va comunque avanti e, storia dentro la storia con i suoi scritti e con le sue lotte di donna forte in un mondo di uomini, diventa in qualche modo l’affascinante e inibente insieme di stelle che illuminano e tramandano ad posterum e ad meliorem il nostro Novecento,“La Corsara” sic et simpliciter, un’autrice senza schemi e dalla voce che non sarà mai démodé, fuori dai tempi o disperatamente in exergo.

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    Natalina

    03/06/2018 19:01:28

    È lodevole il titanico lavoro di reperimento (e verifica) delle fonti che stanno alla base di questa corposa biografia su Natalia Ginzburg. Meriterebbe, quindi, di essere tra i dodici finalisti del Premio Strega solo per questa ragione. Sandra Petrignani crea sicuramente un’opera appassionata, ma, a mio parere, in certi frangenti, eccessivamente rivolta al dettaglio: citare così tante opere e condensare così tante informazioni in alcuni capitoli è deleterio per il lettore, che perde così il filo della narrazione. Questa critica, però, non sminuisce la portata del valore di questo libro che è una preziosa ricostruzione non solo dei retroscena più intimi della vita di Natalia Ginzburg, delle sue opere e degli uomini che le gravitano attorno (dallo stesso Leone, a Pavese, Calvino, Einaudi, Morante, Moravia, Levi, Baldini, Garboli), ma anche dei più importanti eventi storici e politici del novecento.

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    Chiara

    29/05/2018 21:36:28

    Una donna di penna che racconta un'altra donna di penna con trasporto, fermezza, raffinatezza. L'affresco culturale di tutto un mondo che ha segnato una delle pagine migliori della narrativa italiana, c'è spazio per tutti: Pavese, Einaudi, il matrimonio con Leone. Un viaggio denso di tappe tortuose dentro la vita di una donna, una moglie, una scrittrice, un talento che continua a sorprendere. Di certo meritatamente in corsa per il Premio Strega 2018.

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    Daniela Salvestroni

    29/05/2018 12:08:44

    Natalia Ginzburg e gli amici Italo Calvino, Giulio Einaudi, Cesare Pavese, Elsa Morante, Alberto Moravia, Adriano Olivetti, Cesare Garboli, Carlo Levi e Lalla Romano. E poi i due mariti e le città in cui Natalia ha abitato, da Palermo, a Torino e infine a Roma. L'autrice di "Lessico famigliare" è raccontata da Sandra Petrignani a tutto tondo, dopo lunghe ricerche. Ed è così che la storia della narratrice, saggista, commediografa e parlamentare ci racconta anche l'Italia di quegli anni. Un paese nel quale aveva sempre fatto sentire la sua voce, corsara, suscitando accese polemiche con i suoi articoli. Un ritratto prezioso che quest'anno è in lizza per il Premio Strega.

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    Elda

    28/05/2018 16:01:05

    Bello, bello, bello!!! Storia di una grande donna che ha vissuto tutta l'Italia da Sud a Nord per poi fermarsi a Roma. Ha avuto la fortuna di conoscere grandi nomi che caratterizzano il nostro paese e, nonostante ciò che le è capitato, sono un po' gelosa di lei. La scrittrice Sandra Petrignani non si smentisce mai, sono contenta che il suo libro è stato candidato per il premio Strega 2018.

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    Pierluigi

    27/05/2018 16:20:15

    Perchè Corsara? Preciso e appassionato ritratto di una donna che ha fatto della scrittura il suo personale rifugio, specchio di una personalità forte e di un carattere a volte anche rude. La Petrignani delinea vita, opere, gioie e dolori della scrittrice premio Strega 1963. Una donna spesso controcorrente, una combattente. Da leggere per scoprire, o riscoprire, una figura di spicco del panorama letterario italiano del Novecento.

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I vincitori del concorso "Caccia allo Strega 18"


Fabrizio Valsecchi
- Recensione stregata scelta da Sandra Petrignani

Limpidamente fine e delicato e bruscamente vivo e intrigante come sa esserlo solo e soltanto un’opera letteraria imbevuta e ripiena della scrosciante forza e della potente verità di una documentazione storica inappuntabile e irreprensibile, “La Corsara” di Sandra Petrignani è il sentito omaggio di una scrittrice sensibile e dotata a una delle più importanti autrici del Novecento italiano. Ma non solo. Il libro infatti non indugia e non sosta esclusivamente sulle meraviglie in prosa e in poesia (ottimi romanzi come “Lessico Famigliare”, Premio Strega 1963, ma anche sapienti racconti, brillanti articoli per i giornali, approfonditi saggi e interessanti commedie) di Natalia Ginzburg, ma, con pathos fermo e risoluto, ci propone un dettagliato e ricercato portrait della sua vita, regalandoci una raffinata costellazione di aneddoti e di cronache sul suo difficile percorso di donna, moglie, madre, amica, amante, editor e parlamentare. Sullo sfondo, come in un metodico ed elegante quadro di Otto Nagel, oltre ai due mariti della Ginzburg, vivono e imperano uomini e donne del suo tempo come Italo Calvino, Giulio Einaudi, Cesare Pavese, Elsa Morante, Alberto Moravia, Adriano Olivetti, Cesare Garboli, Carlo Levi, Lalla Romano. Tutti alle prese con lei, la trascinante e determinata Natalia che da Palermo andrà a Torino e poi ancora a Roma, in esilio, durante la cruda invasione dei Tedeschi che la vedrà vedova con tre figli, per poi tornare a Torino e a Roma, senza mai arrendersi, pur tra mille altri impegni, sforzi, dolori e peripezie. Già, perché Natalia Ginzburg non cede e va comunque avanti e, storia dentro la storia con i suoi scritti e con le sue lotte di donna forte in un mondo di uomini, diventa in qualche modo l’affascinante e inibente insieme di stelle che illuminano e tramandano ad posterum e ad meliorem il nostro Novecento, “La Corsara” sic et simpliciter, un’autrice senza schemi e dalla voce che non sarà mai démodé, fuori dai tempi o disperatamente in exergo.


Elisa

Un bellissimo omaggio, una donna che racconta un'altra donna. Scritto in maniera ricercata e ammaliante, questo libro racconta una vita, vissuta a pieno, in modo travolgente, senza se e senza ma. Una testimonianza storica di una donna, che lei chiama "corsara" ma può essere benissimo considerata una strega rivoluzionaria dei nostri tempi. Una forza lunare e femminile, per insegnare, alle donne di oggi, a non reprimere se stesse e far fuoriuscire la strega ribelle che è in loro.


Pierluigi

Perchè Corsara? Preciso e appassionato ritratto di una donna che ha fatto della scrittura il suo personale rifugio, specchio di una personalità forte e di un carattere a volte anche rude. La Petrignani delinea vita, opere, gioie e dolori della scrittrice premio Strega 1963. Una donna spesso controcorrente, una combattente. Da leggere per scoprire, o riscoprire, una figura di spicco del panorama letterario italiano del Novecento.


Serena

"Sono importanti le biografie, ma bisogna accendere le luci e saperle spegnere al momento giusto". Queste le parole di Natalia Ginzburg ricordate più volte nel libro di Sandra Petrignani. E quest' ultima non sbaglia a farlo nei confronti di Natalia Ginzburg, avvicinandosi alla scrittrice di origine ebrea con discrezione, tatto, delicatezza, come a sua volta la Ginzburg fece con la biografia di Manzoni. Con lungimiranza e maestria letteraria, la Petrignani mette in rilievo luci e ombre di una delle personalità più in vista e discusse del Novecento. Un' opera degna di vincere il premio STREGA 2018, perché mostra il coraggio di accostarsi ad una grande scrittrice, affrontando e ricostruendo senza retorica le tappe di una sofferta e insostituibile esistenza.


Maria Cognigni

Indimenticabili ritratti femminili attraversano tutta l'opera di Natalia Ginzburg: madri, sorelle, amiche, figlie, mogli e compagne. Lontano da ogni stereotipo, ne emerge il senso profondo e allo stesso tempo quotidiano della femminilità: né STREGA né santa, semplicemente una donna. Stavolta è a lei che Sandra Petrignani dedica un ritratto, ricostruendo la vicenda biografica e letteraria di colei che Italo Calvino definì "l'ultima donna rimasta sulla terra".




Proposto da Biancamaria Frabotta

«Sandra Petrignani dedica a Natalia Ginzburg un ritratto a più livelli. Evitando i rischi dell'immedesimazione e la tentazione di specchiarvisi dentro, in primo luogo l'autrice punta alla rivalutazione della scrittrice, originalissima e libera nelle sue scelte, e alla sua centralità, per così dire, “laterale”, nel panorama del romanzo italiano del secondo Novecento. Trattandola alla pari dei grandi testimoni del suo tempo, ne esalta il ruolo dell'intellettuale "corsara" che, senza clamori e al di fuori di ogni narcisistica esibizione, spaziò dall'attività editoriale nella casa editrice Einaudi, al giornalismo, sorprendentemente anticonformista, fino all'impegno civile che svolse in Parlamento nell'ultima parte della sua vita. La sua vita fu parte integrante della storia italiana, dall'antifascismo esistenziale della sua giovinezza torinese fino alla partecipazione all'epopea einaudiana che Petrignani restituisce nelle sue luci e nelle sue ombre, senza retorica celebrativa, fedele alla massima di Cesare Garboli, citato in exergo all'inizio del libro: «Dove va a finire, nei libri che leggiamo, la persona fisica che li ha scritti?» La Corsara è un'opera che cerca una risposta a questa domanda, con l'aiuto di un'intuizione femminile non negata, la forza di una scrittura limpida e talvolta bruscamente poetica fondata su una irreprensibile documentazione storica.»


«Chi scrive romanzi ha bisogno di avere con sé il presente, il passato e l’avvenire. Deve poter credere in queste tre dimensioni. Del presente, vediamo il disordine, i mutamenti continui, la precarietà. Il passato lo vediamo carico di vizi e di colpe, e così pesante che ci si astiene dal trasmetterne il carico ai nuovi nati. Dell’avvenire è meglio non parlare. Non abbiamo dell’avvenire nessuna idea degna e buona.»

È raro prendere in mano un libro, iniziare a leggerlo e stupirsi. Con il tempo diventa sempre più difficile. Ma a volte accade e a me è accaduto in questo caso. Pensi di leggere un saggio colto, completo, interessante e ti trovi a scoprire anche una sorta di romanzo, intenso, affascinante e coinvolgente.
La figura di Natalia è al centro, ovviamente, della narrazione. Ci guarda con occhi spesso freddi e disincantati e sembra osservare anche l’autrice nel suo scrivere di lei. Ma il suo mondo è così ampio, interessante, vivo e complesso da portarci a pensare che la storia non sia la sua, che protagonista sia l’Italia del Novecento. Un po’ per le figure che popolano le pagine – Filippo Turati, Franco Antonicelli, Cesare Pavese, Sandro Pertini, Adriano Olivetti, Giulio Einaudi, Foa, Mila, Pajetta, Leone Ginzburg, Cesare Garboli, Gabriele Baldini… - un po’ per quel correre su e giù nella Penisola e saltare qui e là nei decenni seguendo il fil rouge di una esistenza straordinaria.
C’è Natalia Levi palermitana, la bambina, ultima di 5 figli chiamata così per la protagonista di Guerra e Pace. C’è poi la ragazzina torinese della Crocetta che studia a casa con la madre e l’adolescente liceale che abita a San Salvario e frequenta l’Alfieri e che presto diventa la donna matura, la scrittrice, la moglie di Leone Ginzburg – lei si chiama come la protagonista di Guerra e Pace, lui come l’autore di quel grande romanzo - , la madre e, dopo un troppo breve matrimonio, la tragica vedova Ginzburg.
Cosa ricordare nello scorrere degli anni di questa incredibile vita? Una famiglia fondamentale – nel bene e nel male – per la sua formazione (con un padre ebreo scienziato severo e rigoso che sarà anche maestro e amante di Rita Levi Montalcini); molti rapporti intellettuali di grandissimo peso culturale e politico; infinite letture; la casa editrice Einaudi che nasce proprio a Torino nel 1933: direttore Cesare Pavese, redattore capo Leone Ginzburg. E la guerra, l’esilio a Pizzoli, lo pseudonimo Alessandra Tornimparte (e il motivo semplice di questa scelta: la persecuzione); il ritorno dopo la caduta del fascismo al suo vero nome; poi è Roma con Gabriele Baldini, all’epoca segretario di redazione della rivista Aretusa: un nuovo amore.
C’è il ritorno a Torino, tre figli da mantenere, il lavoro all’Einaudi, Calvino, Pavese, Elsa Morante, le amiche Lalla Romano, Angela Zucconi, un felice matrimonio e il ritorno nella Capitale con l’anglista Gabriele Baldini, esuberante, colto, divertente, appassionato di cinema, un uomo che cambia la vita della scrittrice – reduce da un periodo in cui il suicidio entra spesso nei suoi pensieri - anche sul lato creativo. Nel decennio successivo la Ginzburg scrive opere importanti, come i romanzi Tutti i nostri ieri e Le voci della sera, i racconti lunghi Valentino e Sagittario... Purtroppo la vita le riserva nuove prove: il suicidio di Pavese, la nascita di una figlia – Susanna - affetta da encefalopatia, la morte del quinto figlio, di appena un anno. Ma proprio quando sembra tutto impossibile, ecco che l’esistenza va avanti: i figli si sposano, arrivano i nipotini e la notorietà di Lessico famigliare, presentato da Montale e dalla Morante al Premio Strega che vincerà nel 1963.
Natalia l’idea di Lessico la coltiva dall’infanzia, quando il buffo linguaggio che circola in famiglia le fa venire voglia di mettere tutti dentro una storia con le cose che dicono.
Un libro che le frutterà anche molte critiche, in particolare da parte di nuovi protagonisti della scena culturale italiana, appena più giovani di lei: Asor Rosa, Bellocchio, Goffredo Fofi, Grazia Cherchi.
Il suo destino la porterà a essere nuovamente vedova, ma anche attiva, vigile, attenta sino alla fine, in un’alternanza lavorativa all’Einaudi e con molti articoli per riviste e quotidiani e un testo teatrale celebre – Ti ho sposato per allegria – scritto per Adriana Asti. L’ultima commedia lunga la scriverà nel 1988 per Giulia Lazzarini (L’intervista).
Citazioni continue delle sue opere, anche minori, intervallano tutto il testo, creando un continuum che lega e valorizza la ricerca minuziosa, quasi maniacale che la Petrignani conduce sulla vita della scrittrice e sulla sua narrazione fatta non per inventare ma per raccontare cose che aveva capito di altri o di sé o cose che gli erano realmente accadute, così si analizzerà parlando di se stessa al maschile, perché in una famiglia in cui i fratelli e il padre “prendono tutto lo spazio” non resta che “cercare di prendersi la scena con l’energia di un maschio”.

Recensione di Giulia Mozzato