La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg - Sandra Petrignani - copertina

La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

Sandra Petrignani

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Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 febbraio 2018
Pagine: 459 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788854511187
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La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

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Finalista al Premio Strega 2018
Vincitore del premio Giuseppe Dessì 2018, sezione Narrativa

Dalla nascita palermitana alla formazione torinese, fino al definitivo trasferimento a Roma, Sandra Petrignani ripercorre la vita di una grande protagonista del panorama culturale italiano.

«Siccome il mondo è impazzito, e lo sappiamo da molti segni, i doni di fama e fortuna che esso usa prodigare sono, per l’appunto, frutto del caso. Inutile cercare di giudicarli, inutile cercare di indagarne le ragioni e le strade, inutile forse anche stupirsene, lo sforzo di ognuno deve essere quello di giudicare ciascuna cosa, opera o persona, isolandola dal giudizio degli altri» - Natalia Ginzburg

Ne segue le tracce visitando le case che abitò, da quella siciliana di nascita alla torinese di via Pallamaglio – la casa di Lessico famigliare – all’appartamento dell’esilio a quello romano in Campo Marzio, di fronte alle finestre di Italo Calvino. Incontra diversi testimoni, in alcuni casi ormai centenari, della sua avventura umana, letteraria, politica, e ne rilegge sistematicamente l’opera fin dai primi esercizi infantili. Un lavoro di studio e ricerca che restituisce una scrittrice complessa e per certi aspetti sconosciuta, cristallizzata com’è sempre stata nelle pagine autobiografiche, ma reticenti, dei suoi libri più famosi. Accanto a Natalia – così la chiamavano tutti, semplicemente per nome – si muovono prestigiosi intellettuali che furono suoi amici e compagni di lavoro: Calvino appunto, Giulio Einaudi e Cesare Pavese, Elsa Morante e Alberto Moravia, Adriano Olivetti e Cesare Garboli, Carlo Levi e Lalla Romano e tanti altri. Perché la Ginzburg non è solo l’autrice di un libro-mito o la voce – corsara quanto quella di Pasolini – di tanti appassionati articoli che facevano opinione e suscitavano furibonde polemiche. Narratrice, saggista, commediografa, infine parlamentare, Natalia è una “costellazione” e la sua vicenda s’intreccia alla storia del nostro paese (dalla grande Torino antifascista dove quasi per caso, in un sottotetto, nacque la casa editrice Einaudi, fino al progressivo sgretolarsi dei valori resistenziali e della sinistra). Un destino romanzesco e appassionante il suo: unica donna in un universo maschile a condividere un potere editoriale e culturale che in Italia escludeva completamente la parte femminile. E donna vulnerabile, e innamorata di uomini problematici. A cominciare dai due mariti: l’eroe e cofondatore della Einaudi, Leone Ginzburg, che sacrificò la vita per la patria, lasciandola vedova con tre figli in una Roma ancora invasa dai tedeschi, e l’affascinante, spiritoso anglista e melomane Gabriele Baldini che la traghettò verso una brillante mondanità: uomini fuori dall’ordinario ai quali ha dedicato nei suoi libri indimenticabili ritratti.
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    CM

    26/05/2020 22:00:02

    Che gran bel lavoro quello fatto da Sandra Petrignani: uno splendido ritratto della donna e della scrittice, un'analisi accurata e attenta delle sue opere e una precisa ricostruzione dell'ambiente culturale dell'epoca, in cui si muovono mostri sacri come Cesare Pavese, Italo Calvino, Elsa Morante, Alberto Moravia, Giulio Einaudi e tanti altri. Un'opera ricca di spunti da approfondire, assolutamente da non perdere!

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    Virginia

    13/05/2020 17:36:39

    Natalia esce dalle pagine della Petrignani con un volto per me sconosciuto, nonostante io la ami tantissimo. Una vita dura, caratterizzata da perdite e sofferenza, un animo tormentato così come la sua spiritualità, sullo sfondo del mondo che cambia e camminando accanto alla Casa editrice Einaudi. Sarebbe riduttivo definire questo libro una "biografia", è la storia di tanti personaggi della nostra storia, letteraria e non. Sono andata a leggerlo nei giardini sotto la casa di via Pallamaglio, davanti alla chiesa in cui Natalia si sposò per la seconda volta. Ho incontrato un'amica, in questo libro.

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    Doriana

    06/04/2020 10:40:46

    Questo libro si presenta al lettore con altisonanti punti di partenza: il suo titolo ( che inevitabilmente riporta alla mente del lettore Pasolini), una protagonista straordinaria della storia del Novecento, una fotografia intensa di una Ginsburg già anziana e dallo sguardo penetrante che promette un racconto altrettanto intenso. Tutte promesse non mantenute. L'autrice compie certamente un lavoro di ricerca accurato e dettagliato, il problema è il mancato senso della misura che trasforma il terreno fertile della biografia di Natalia Ginsburg in un labirinto di altre storie che spesso allontanano il lettore dal focus principale. Avrebbe potuto essere un ritratto vivo del personaggio della Ginsburg, della sua storia persino dei suoi più stretti legami. Risulta essere un bassorilievo confusionario. Il colpo di grazia infine viene dato dalle considerazioni / interpretazioni astrali. L' unico vero pregio è il frequente ricorso alle opere della Ginsburg, per cui il lettore viene incuriosito.

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    La Bibliatra

    27/10/2019 12:58:07

    [estratto dal Blog] La prima volta ho divorato “La corsara” e me ne sono follemente innamorata, tanto da rimanere fortemente delusa quando non ha vinto il premio. Da questa lettura è scaturita la mia voglia di riaccostarmi alle opere della Ginzburg e ho, quindi, proposto al mio gruppo di lettura “Lessico famigliare”, il romanzo più autobiografico dell’autrice.Per poter poi avere un quadro completo della vita della Ginzburg, ho deciso di riprendere in mano “La corsara”.[...]Sandra Petrignani ci racconta nei minimi particolari la vita della Ginzburg, visita le case abitate dalla protagonista, ma anche quelle di persone che lei frequentava, ce le descrive minuziosamente. Discorre con chi ha avuto legami con lei, di parentela, amicizia e lavoro. Consulta archivi dai quali trae un’infinità di notizie e poi, ovviamente rilegge tutta l’opera della Ginzburg, romanzi, saggi, opere teatrali e articoli. Un complesso e impegnativo lavoro di ricerca prima e perfetta rielaborazione poi. Ce lo racconta lei stessa nel libro.[...]Sandra Petrignani ci racconta ciò che la Ginzburg ha taciuto o solo brevemente accennato in “Lessico famigliare”, ma va oltre, ci presenta una donna complessa, solitaria, contraddittoria, reale; una donna con una forte personalità, mostrando di lei tutte le sue sfaccettature la donna, l’autrice, la moglie, la madre, la politica, l’amica… Con una scrittura chiara e mai noiosa l’autrice crea una biografia della Ginzburg efficace e interessante e storicamente contestualizzata. Una minuziosa ricostruzione, pagine così ricche di particolari che a volte, mentre leggevo, mi sembrava quasi di assistervi in prima persona ad alcuni di quegli avvenimenti, di essere lì e vedere, sentire e percepire cose, odori, suoni e voci. Un libro che vi fa venir voglia di legger altri libri, un libro, quindi, che vi consiglio!!!

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    Stefania S.

    22/09/2019 05:37:54

    Inevitabile che la biografia di una scrittrice (o scrittore come si definiva la Ginzburg) che nei propri libri abbia parlato molto di sé, del proprio mondo, delle persone a lei vicine e che abbia fatto della rappresentazione del vero una cifra della propria poetica, ecco è inevitabile che questa biografia si riveli un'esperienza immersiva nell'opera stessa della scrittrice/scrittore in questione. E difatti la voce della Ginzburg è ben presente ne "La corsara": una voce forte, intensa, convincente, espressione vivissima di quel suo porsi nel mondo a mezza strada tra orgoglio e vergogna, "orgoglio di essere una creatura speciale e al contempo la vergogna di non essere come tutti". Ma quella della Ginzburg non è la sola voce, il suo non è il solo ritratto. Ce ne sono mille di voci, tra lettere e testimonianze, un coro che riesce a ricostruire un'intera epoca oltrechè piccoli universi interiori. Decine di comparse, tanti piccoli cammei o addirittura dei (quasi) comprimari per la grande intensità emozionale con cui sono ritratti ( penso a Leone Ginzburg o a Cesare Pavese). E poi c'è la Petrignani. Una presenza discreta che, come ne "La scrittrice abita qui", si aggira tra le case e i loro fantasmi, intervista gli ultimi testimoni viventi, ricorda, riflette, commenta ma sempre con grazia misurata, con quel rispetto, e anche pudore (doveroso nel parlare di vite altrui), che rifugge considerazioni o opinioni troppo assertive. È lei a intessere i fili di una narrazione che, pur seguendo nella linea principale il filo cronologico, indugia in digressioni sul passato e sul futuro, in un'altalena temporale capace di restituire ritratti ed emozioni a tutto tondo. Ho avvertito molta passione in questo bellissimo libro, insieme a un desiderio genuino d'appassionare.

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    Cristina Guglielmetti

    20/09/2019 20:28:28

    Questo libro è uno studio approfondito e appassionato non solo dell'autrice di "Lessico familiare", ma anche di tutti gli individui a lei vicini che hanno attraversato il '900: il marito Leone Ginzburg, Cesare Pavese, Giulio Einaudi e tanti altri. Alla fine della storia si ha l'impressione di aver conosciuto personalmente Natalia.

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    Lorenzo

    10/08/2019 11:58:34

    “La corsara” di Sandra Petrignani permette di ripercorre la vita di Natalia Ginzburg, di rivivere le sue esperienze e familiarizzare con il suo modo di vedere. Un vero e proprio ritratto, come suggerisce il sottotitolo, ma nel contempo un “affresco” dell’Italia del novecento, dove vengono raffigurate la guerra, la resistenza, il confino, il dopoguerra e le vicissitudini della casa editrice Einaudi. Viene dato rilievo a tutti i personaggi che hanno fatto parte della vita di Natalia: Leone Ginzburg, Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Elsa Morante, Alberto Moravia, Italo Calvino. Natalia emerge grazie alle numerose citazioni delle sue opere, così come emerge il suo carattere che le ha permesso di farsi strada in un mondo di soli uomini, ma soprattutto di scrivere e raccontare. Un insieme di dettagli citati, come i soprannomi che si davano in questo gruppo di amici grandiosi, ci fanno sentire tutto davvero vicino. I casi sono due: o si legge questo libro dopo aver letto le numerose opere di Natalia Ginzburg in modo da contestualizzarle, conoscere particolari e scoprire quali sono state le situazioni che le hanno generate, oppure si può leggere come introduzione, prima di immergersi in "Lessico familiare" piuttosto che "Le piccole virtù".

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    m@r@

    24/11/2018 13:25:58

    Non è solo la biografia di Natalia Ginzburg, è anche un affresco affascinante del mondo dell'editoria. La vicenda umana e professionale di Ginzburg sono ricostruite con brani e interviste. Bellissime le descrizioni dei luoghi vissuti da Natalia Ginzburg.

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    Linda

    19/09/2018 20:06:57

    Libro da un certo punto di vista molto impegantivo perché ricco di particolari. Da un altro punto di vista si tratta di un libro che permette di immaginare Natalia seduta al tuo fianco, e di conoscerla pian piano quasi come un'amica. Consiglio di leggerlo dopo aver letto "lessico famigliare " di Natalia Ginzburg.

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    Nicoletta

    31/08/2018 14:38:35

    Bellissimo libro sulla vita e l'opera di Natalia Ginzburg,che si legge come un romanzo e ci trasporta in un periodo ricco di valori e di rigore,di passione politica.Dopo averlo letto mi sono precipitata a rileggere tutti i romanzi della Ginzburg.

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    Giorgio g

    22/08/2018 06:30:17

    La scrittrice compie un lavoro di studio e di ricerca sull’ autrice di Lessico familiare e sul mondo che la circonda, mondo che è costituito da personaggi come Augusto Monti, Norberto Bobbio, Giulio Einaudi, Cesare Pavese e naturalmente il suo primo marito Leone Ginzburg che sono visti attraverso una luce più intima. Nel contempo percorre, in rapida carrellata, le opere più significative dell’autrice e dei suoi amici. Questa è la parte che avremmo volentieri sfoltito. È comunque un libro che esplora da dove veniamo e racconta con accenti accorati della morte di Cesare Pavese, suicida all’ Hotel Roma di piazza Carlo Felice, e una descrizione particolarmente riuscita dell’Italia: “un paese dove regna il disordine, il cinismo, l’incompetenza, la confusione. E tuttavia per le strade si sente circolare l’intelligenza”. Un libro che, nonostante le inevitabili ridondanze, vale la pena di leggere.

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    Cristiana

    04/07/2018 07:28:53

    Banaluccio Riassunto (abbastanza ben fatto) di varie letture della scrittrice, almeno a mio parere. Basta leggere in parallelo "Arditamente timida. Natalia Ginzburg" di Maja Pflug, (del quale ritroveremo addirittura le descrizioni delle foto presenti nel testo) e integrare con "Il tempo migliore della nostra vita" di Antonio Scurati, per quanto riguarda la vita di Leone Ginsburg e ritroverete più o meno tutto (...e di più, e meglio) del libro della Petrignani. Ma i critici notoriamente non leggono i libri che recensiscono e tanto meno gli altri libri : quindi lo Strega ci sta!

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    Lucia i

    17/06/2018 19:50:26

    Chi ha amato la scrittura particolare ,concisa, innovativa di Natalia Ginzburg non potrà non amare questo libro denso di fatti e di riflessioni che, partendo dalla storia personale della Ginzburg, da' un ampio spaccato della vita culturale italiana per gran parte del " secolo breve". Chi non ha vissuto quel periodo troverà a fargli da guida questa biografia che traccia un affresco composito con molteplici personaggi ( o meglio persone) la cui vita si è intersecata con quella di Natalia,che ha vissuto da corsara una vita complessa e drammatica sempre controllata da un rigido impegno morale e da una scrittura scarna ed essenziale. "La corsara" è un libro che richiede impegno di lettura per la sua consistenza per altro temperata sia dall' indubbio interesse per i fatti raccontati sia per la presenza della scrittura chiara , precisa, elegante di Sandra Petrignani

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    Mario

    12/06/2018 21:03:08

    Un libro monumentale quello scritto da Sandra Petrignani dedicato alla "Corsara", donna virtuosa e di talento grazie alla sua immensa scrittura e alla sua voglia di narrare e descrivere il mondo. Un romanzo lineare, denso di dettagli, che ho trovato genuino e sincero. Natalia Ginzburg è meticolosamente tratteggiata, a livello professionale ma anche a livello umano e caratteriale. La descrizione è quella di un'epoca dai valori spessi, un quadro storico novecentesco caratterizzato dal fermento culturale e dalla voglia di innovarsi, un tempo abbracciato dagli inizi per la casa editrice Einaudi fino al dopoguerra. A volte d'accordo, altre volte in disaccordo con le riflessioni politiche e personali che la Petrignani espone, quello che il romanzo mi ha suscitato è di certo una grande passione, una gran voglia di raccontare la vita di una scrittrice "scrittore" come ella solea definirsi, che con la sua penna ha stravolto il modo di pensare e di sognare di molti. Forse una strega ha ispirato la bravura della corsara, forse un immenso desiderio di relazionarsi ad un gigante che ha catturato la nostra Petrignani. Un romanzo che ho trovato davvero piacevole, parole che raccontano il vero, così come desiderava Natalia. Una narrativa che consiglio vivamente, per chi vuole assaporare il gusto femminile della virtù e guardare in medias res il fascino di un passato non troppo lontano.

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    Laura

    12/06/2018 20:31:36

    Natalia Ginzburg è da sempre una delle mie scrittrici del cuore, non avrei potuto lasciarmi sfuggire questa splendida biografia. Sandra Petrignani, come una strega moderna capace di ammaliare il lettore, fa rivivere nelle sue pagine persone morte da tempo, legge gli oroscopi e le analisi grafologiche per presentare un ritratto vivido di Natalia Temporala, corsara e scapocchiona. L'autrice ripercorre i luoghi della vita di Natalia, dove ha trascorso l'infanzia con la famiglia, il matrimonio con Leone Ginzburg e poi con Gabriele Baldini, la vita di madre, di donna, anche di nonna. I piccoli vezzi, il lessico familiare che usa. Quello che rende particolarmente efficace questo libro è soprattutto il grande lavoro svolto dall'autrice per ricercare i luoghi dove ha vissuto Natalia, le finestre alle quali si affacciava, le persone che ha incontrato, anche la gente comune che si riflette nei piccoli particolari dei suoi libri, non solo le grandi personalità che sono passate alla storia della letteratura come lei. Questo libro tratteggia il ritratto di una donna con tutte le sue sfumature, non solo di una personalità del Novecento. La prosa scorrevole e appassionata di Sandra Petrignani fa venire voglia di rileggere tutti i libri della Ginzburg per cercare i frammenti di realtà nascosti fra le pagine dei romanzi, al confine fra verità e invenzione, fra letteratura e vita.

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    Amalia

    12/06/2018 18:11:29

    "come il corsaro Pasolini, sapeva scombussolare gli animi ribelli del post-sessantotto". Il "Ritratto di Natalia Ginzburg" delineato da Sandra Petrignani si concentra su tali elementi: Natalia è quella donna-corsara austera e triste insieme, che strega e smuove gli animi, quella donna passata alla storia come "la Ginzburg", a dimostrazione che accanto al primo marito, il Leone mito della patria, si era forgiata e inserita in un ambiente culturale, quella donna poi coniugata Baldini e divenuta "comune e domestica". Sandra Petrignani parte da un incontro avvenuto con la scrittrice, un incontro che presagiva- sull'uscio di quel portone sulla cui targa aveva accettato di "venire seconda dopo il nome del marito" - uno scontro. Il romanzo, scritto per obbedire al bisogno di restituire, alla Storia, la storia di Natalia, tiene conto di quella fotografia che la Petrignani tiene sotto gli occhi, tiene conto di ricordi e informazioni che sono il risultato di una lunga ricerca e di un mosaico di figure - di Pavese, di Einaudi, di Garboli - e di date e di riscontri: ritrovare tutto in queste pagine è cosa preziosa per chi ha apprezzato la scrittrice di Lessico Famigliare e vuole rivivere quelle pagine, per chi è interessato a conoscere il suo mondo, che è allo stesso tempo il mondo di molti altri, materiale comune per riflettere.

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    Giulia Di Bella

    12/06/2018 13:01:52

    Triste e austera. Pigra e infantile. Passionale e impulsiva. Solo alcune delle sfumature utilizzate dalla scrittrice e giornalista Sandra Petrignani per realizzare il ritratto di Natalia Ginzburg, eclettica intellettuale che strega ancora oggi schiere di lettori con lo stile asciutto e pungente del suo Lessico Famigliare. Nata Levi (Ginzburg è il cognome del primo marito Leone) il 14 luglio del 1916, ascolta fin da piccola i discorsi indecifrabili degli adulti, e inizia ad aborrire la menzogna insita negli stessi; sceglie di sviluppare la sua letteratura intorno al fulcro della verità e vive con orgoglio il suo essere fuori dal comune, ma al contempo prova un senso di inadeguatezza che la renderà una donna ritrosa. Svariate le fonti a cui attinge la Petrignani per stendere questa appassionata biografia de La corsara (titolo del libro, edito da Neri Pozza e candidato al Premio Strega 2018): dalle pagine delle sue opere, dense di spunti che rivelano il suo sguardo sulla realtà da varie angolature, alle immagini rievocate da parenti e amici, fino all’ incontro con la stessa Ginzburg intorno alla metà degli anni Ottanta. Della scrittrice Calvino loda il modo innovativo di essere donna, "spesso dolente, ma sempre pratico e quasi brusco, in mezzo ai dolori e gioie della vita", che si intrecciano in una spirale che colorerà la vita della scrittrice, talvolta con tinte fosche. Dalla perdita del primo marito Leone alla disabilità della figlia Susanna, fino alla scomparsa del figlio Antonio, la vita mette a dura prova l’equilibrio di questa donna granitica e un po’ maschile; una donna che detesta riconoscersi nelle tipiche fragilità femminili e che accoglie il dolore per commutarlo in qualcosa di sempre diverso, pregnante e colmo di una verità che riempie anche le pagine di scritti non dichiaratamente autobiografici. Artista versatile, personalità prismatica e anima malinconica, il cui ritratto trasporta il lettore in un iter burrascoso e appassionante.

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    MARIANNA

    11/06/2018 11:30:05

    Un libro emozionante: una donna l'autrice che racconta di un'altra donna scrittrice. Da palermitana, mi sento in difetto: non conoscevo Natalia Ginzburg. L'autrice nel libro ripercorre la vita intensa, spesso dolorosa ma ricca di incontri con uomini famosi, di una grande scrittrice nel nostro panorama culturale. Attraverso il suo ritratto, scopriamo una vera e propria Strega, la Natalia, capace con i suoi poteri di far fronte ai drammi che la vita spesso riserva a ognuno di noi ( la morte prematura di un figlio. la malattia di un altro, la morte del marito); ma con tenacia è sempre riuscita a risollevarsi. Amica, moglie, di importanti figure ( Pavese, Quasimodo) attraverso i loro incontri, nel libro, si delinea uno spaccato dell'Italia intellettuale, non da tutti conosciuto. La sua fu una vita ricca e appassionante. Un libro capace di insegnare tanto e di far scoprire una grande donna: lo consiglio a tutti

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    Aurora

    09/06/2018 21:20:55

    “La mia aspirazione è questa: (…) che tu lavori e scriva e sia utile agli altri.” Sono queste le ultime parole con cui Leone Ginzburg si rivolse per lettera alla giovane moglie Natalia, il 4 febbraio 1944, dall’infermeria del carcere di Regina Coeli dove era imprigionato. Sarebbe morto il giorno dopo, in conseguenza delle torture subite. Ma Natalia fu, come le aveva raccomandato lui, “coraggiosa”, e altrettanto coraggiosamente seguì, per tutta la vita, quelle sue indicazioni. Scrisse, soprattutto, e scrisse tanto: commedie e saggi e articoli e romanzi, oltre a quello splendido e vivacissimo memoir che è “Lessico famigliare” (con cui vinse il Premio Strega nel 1963). Ma fu anche una delle collaboratrici più preziose di Cesare Pavese per la casa editrice Einaudi, giornalista e, per le file del PCI, eletta nel 1983, parlamentare. Grandissima amica, fra gli altri, di Italo Calvino, Alberto Moravia e Elsa Morante (che considerava “il più grande scrittore del novecento”), si sposò nuovamente, nel 1950, con l’anglista Gabriele Baldini, e fu un’unione felice (per quanto segnata dalla malattia che colpì entrambi i loro figli). In questo suo denso e dettagliatissimo saggio, Sandra Petrignani ricostruisce non solo (e in un modo che oserei definire quasi caleidoscopico) la vita artistica e personale di Natalia Ginzburg, ma anche e soprattutto quella di tutta una particolare generazione di intellettuali italiani del novecento che si trovò costretta a mescolare insieme “politica, rischio e grandi amori”: sempre amici fra loro, ma capaci anche di infiammarsi e di addentrarsi in polemiche accesissime da una pagina all’altra dei giornali. Un libro corposo e imprescindibile, perciò, per chiunque fosse interessato ad approfondire la vita e la personalità di almeno una di questi “corsari”.

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    Elisa

    08/06/2018 15:10:50

    Un bellissimo omaggio, una donna che racconta un'altra donna. Scritto in maniera ricercata e ammaliante, questo libro racconta una vita, vissuta a pieno, in modo travolgente, senza se e senza ma. Una testimonianza storica di una donna, che lei chiama "corsara" ma può essere benissimo considerata una strega rivoluzionaria dei nostri tempi. Una forza lunare e femminile, per insegnare, alle donne di oggi, a non reprimere se stesse e far fuoriuscire la strega ribelle che è in loro.

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I vincitori del concorso "Caccia allo Strega 18"


Fabrizio Valsecchi
- Recensione stregata scelta da Sandra Petrignani

Limpidamente fine e delicato e bruscamente vivo e intrigante come sa esserlo solo e soltanto un’opera letteraria imbevuta e ripiena della scrosciante forza e della potente verità di una documentazione storica inappuntabile e irreprensibile, “La Corsara” di Sandra Petrignani è il sentito omaggio di una scrittrice sensibile e dotata a una delle più importanti autrici del Novecento italiano. Ma non solo. Il libro infatti non indugia e non sosta esclusivamente sulle meraviglie in prosa e in poesia (ottimi romanzi come “Lessico Famigliare”, Premio Strega 1963, ma anche sapienti racconti, brillanti articoli per i giornali, approfonditi saggi e interessanti commedie) di Natalia Ginzburg, ma, con pathos fermo e risoluto, ci propone un dettagliato e ricercato portrait della sua vita, regalandoci una raffinata costellazione di aneddoti e di cronache sul suo difficile percorso di donna, moglie, madre, amica, amante, editor e parlamentare. Sullo sfondo, come in un metodico ed elegante quadro di Otto Nagel, oltre ai due mariti della Ginzburg, vivono e imperano uomini e donne del suo tempo come Italo Calvino, Giulio Einaudi, Cesare Pavese, Elsa Morante, Alberto Moravia, Adriano Olivetti, Cesare Garboli, Carlo Levi, Lalla Romano. Tutti alle prese con lei, la trascinante e determinata Natalia che da Palermo andrà a Torino e poi ancora a Roma, in esilio, durante la cruda invasione dei Tedeschi che la vedrà vedova con tre figli, per poi tornare a Torino e a Roma, senza mai arrendersi, pur tra mille altri impegni, sforzi, dolori e peripezie. Già, perché Natalia Ginzburg non cede e va comunque avanti e, storia dentro la storia con i suoi scritti e con le sue lotte di donna forte in un mondo di uomini, diventa in qualche modo l’affascinante e inibente insieme di stelle che illuminano e tramandano ad posterum e ad meliorem il nostro Novecento, “La Corsara” sic et simpliciter, un’autrice senza schemi e dalla voce che non sarà mai démodé, fuori dai tempi o disperatamente in exergo.


Elisa

Un bellissimo omaggio, una donna che racconta un'altra donna. Scritto in maniera ricercata e ammaliante, questo libro racconta una vita, vissuta a pieno, in modo travolgente, senza se e senza ma. Una testimonianza storica di una donna, che lei chiama "corsara" ma può essere benissimo considerata una strega rivoluzionaria dei nostri tempi. Una forza lunare e femminile, per insegnare, alle donne di oggi, a non reprimere se stesse e far fuoriuscire la strega ribelle che è in loro.


Pierluigi

Perchè Corsara? Preciso e appassionato ritratto di una donna che ha fatto della scrittura il suo personale rifugio, specchio di una personalità forte e di un carattere a volte anche rude. La Petrignani delinea vita, opere, gioie e dolori della scrittrice premio Strega 1963. Una donna spesso controcorrente, una combattente. Da leggere per scoprire, o riscoprire, una figura di spicco del panorama letterario italiano del Novecento.


Serena

"Sono importanti le biografie, ma bisogna accendere le luci e saperle spegnere al momento giusto". Queste le parole di Natalia Ginzburg ricordate più volte nel libro di Sandra Petrignani. E quest' ultima non sbaglia a farlo nei confronti di Natalia Ginzburg, avvicinandosi alla scrittrice di origine ebrea con discrezione, tatto, delicatezza, come a sua volta la Ginzburg fece con la biografia di Manzoni. Con lungimiranza e maestria letteraria, la Petrignani mette in rilievo luci e ombre di una delle personalità più in vista e discusse del Novecento. Un' opera degna di vincere il premio STREGA 2018, perché mostra il coraggio di accostarsi ad una grande scrittrice, affrontando e ricostruendo senza retorica le tappe di una sofferta e insostituibile esistenza.


Maria Cognigni

Indimenticabili ritratti femminili attraversano tutta l'opera di Natalia Ginzburg: madri, sorelle, amiche, figlie, mogli e compagne. Lontano da ogni stereotipo, ne emerge il senso profondo e allo stesso tempo quotidiano della femminilità: né STREGA né santa, semplicemente una donna. Stavolta è a lei che Sandra Petrignani dedica un ritratto, ricostruendo la vicenda biografica e letteraria di colei che Italo Calvino definì "l'ultima donna rimasta sulla terra".




Proposto da Biancamaria Frabotta

«Sandra Petrignani dedica a Natalia Ginzburg un ritratto a più livelli. Evitando i rischi dell'immedesimazione e la tentazione di specchiarvisi dentro, in primo luogo l'autrice punta alla rivalutazione della scrittrice, originalissima e libera nelle sue scelte, e alla sua centralità, per così dire, “laterale”, nel panorama del romanzo italiano del secondo Novecento. Trattandola alla pari dei grandi testimoni del suo tempo, ne esalta il ruolo dell'intellettuale "corsara" che, senza clamori e al di fuori di ogni narcisistica esibizione, spaziò dall'attività editoriale nella casa editrice Einaudi, al giornalismo, sorprendentemente anticonformista, fino all'impegno civile che svolse in Parlamento nell'ultima parte della sua vita. La sua vita fu parte integrante della storia italiana, dall'antifascismo esistenziale della sua giovinezza torinese fino alla partecipazione all'epopea einaudiana che Petrignani restituisce nelle sue luci e nelle sue ombre, senza retorica celebrativa, fedele alla massima di Cesare Garboli, citato in exergo all'inizio del libro: «Dove va a finire, nei libri che leggiamo, la persona fisica che li ha scritti?» La Corsara è un'opera che cerca una risposta a questa domanda, con l'aiuto di un'intuizione femminile non negata, la forza di una scrittura limpida e talvolta bruscamente poetica fondata su una irreprensibile documentazione storica.»

«Chi scrive romanzi ha bisogno di avere con sé il presente, il passato e l’avvenire. Deve poter credere in queste tre dimensioni. Del presente, vediamo il disordine, i mutamenti continui, la precarietà. Il passato lo vediamo carico di vizi e di colpe, e così pesante che ci si astiene dal trasmetterne il carico ai nuovi nati. Dell’avvenire è meglio non parlare. Non abbiamo dell’avvenire nessuna idea degna e buona.»

È raro prendere in mano un libro, iniziare a leggerlo e stupirsi. Con il tempo diventa sempre più difficile. Ma a volte accade e a me è accaduto in questo caso. Pensi di leggere un saggio colto, completo, interessante e ti trovi a scoprire anche una sorta di romanzo, intenso, affascinante e coinvolgente.
La figura di Natalia è al centro, ovviamente, della narrazione. Ci guarda con occhi spesso freddi e disincantati e sembra osservare anche l’autrice nel suo scrivere di lei. Ma il suo mondo è così ampio, interessante, vivo e complesso da portarci a pensare che la storia non sia la sua, che protagonista sia l’Italia del Novecento. Un po’ per le figure che popolano le pagine – Filippo Turati, Franco Antonicelli, Cesare Pavese, Sandro Pertini, Adriano Olivetti, Giulio Einaudi, Foa, Mila, Pajetta, Leone Ginzburg, Cesare Garboli, Gabriele Baldini… - un po’ per quel correre su e giù nella Penisola e saltare qui e là nei decenni seguendo il fil rouge di una esistenza straordinaria.
C’è Natalia Levi palermitana, la bambina, ultima di 5 figli chiamata così per la protagonista di Guerra e Pace. C’è poi la ragazzina torinese della Crocetta che studia a casa con la madre e l’adolescente liceale che abita a San Salvario e frequenta l’Alfieri e che presto diventa la donna matura, la scrittrice, la moglie di Leone Ginzburg – lei si chiama come la protagonista di Guerra e Pace, lui come l’autore di quel grande romanzo - , la madre e, dopo un troppo breve matrimonio, la tragica vedova Ginzburg.
Cosa ricordare nello scorrere degli anni di questa incredibile vita? Una famiglia fondamentale – nel bene e nel male – per la sua formazione (con un padre ebreo scienziato severo e rigoso che sarà anche maestro e amante di Rita Levi Montalcini); molti rapporti intellettuali di grandissimo peso culturale e politico; infinite letture; la casa editrice Einaudi che nasce proprio a Torino nel 1933: direttore Cesare Pavese, redattore capo Leone Ginzburg. E la guerra, l’esilio a Pizzoli, lo pseudonimo Alessandra Tornimparte (e il motivo semplice di questa scelta: la persecuzione); il ritorno dopo la caduta del fascismo al suo vero nome; poi è Roma con Gabriele Baldini, all’epoca segretario di redazione della rivista Aretusa: un nuovo amore.
C’è il ritorno a Torino, tre figli da mantenere, il lavoro all’Einaudi, Calvino, Pavese, Elsa Morante, le amiche Lalla Romano, Angela Zucconi, un felice matrimonio e il ritorno nella Capitale con l’anglista Gabriele Baldini, esuberante, colto, divertente, appassionato di cinema, un uomo che cambia la vita della scrittrice – reduce da un periodo in cui il suicidio entra spesso nei suoi pensieri - anche sul lato creativo. Nel decennio successivo la Ginzburg scrive opere importanti, come i romanzi Tutti i nostri ieri e Le voci della sera, i racconti lunghi Valentino e Sagittario... Purtroppo la vita le riserva nuove prove: il suicidio di Pavese, la nascita di una figlia – Susanna - affetta da encefalopatia, la morte del quinto figlio, di appena un anno. Ma proprio quando sembra tutto impossibile, ecco che l’esistenza va avanti: i figli si sposano, arrivano i nipotini e la notorietà di Lessico famigliare, presentato da Montale e dalla Morante al Premio Strega che vincerà nel 1963.
Natalia l’idea di Lessico la coltiva dall’infanzia, quando il buffo linguaggio che circola in famiglia le fa venire voglia di mettere tutti dentro una storia con le cose che dicono.
Un libro che le frutterà anche molte critiche, in particolare da parte di nuovi protagonisti della scena culturale italiana, appena più giovani di lei: Asor Rosa, Bellocchio, Goffredo Fofi, Grazia Cherchi.
Il suo destino la porterà a essere nuovamente vedova, ma anche attiva, vigile, attenta sino alla fine, in un’alternanza lavorativa all’Einaudi e con molti articoli per riviste e quotidiani e un testo teatrale celebre – Ti ho sposato per allegria – scritto per Adriana Asti. L’ultima commedia lunga la scriverà nel 1988 per Giulia Lazzarini (L’intervista).
Citazioni continue delle sue opere, anche minori, intervallano tutto il testo, creando un continuum che lega e valorizza la ricerca minuziosa, quasi maniacale che la Petrignani conduce sulla vita della scrittrice e sulla sua narrazione fatta non per inventare ma per raccontare cose che aveva capito di altri o di sé o cose che gli erano realmente accadute, così si analizzerà parlando di se stessa al maschile, perché in una famiglia in cui i fratelli e il padre “prendono tutto lo spazio” non resta che “cercare di prendersi la scena con l’energia di un maschio”.

Recensione di Giulia Mozzato

  • Sandra Petrignani Cover

    Vive tra Roma e la campagna umbra. Ha scritto il libro di viaggio Ultima India; i racconti raccolti in Il catalogo dei giocattoli, Vecchi, Poche storie; i romanzi Dolorose considerazione del cuore, Navigazioni di Circe, Care presenze, Come fratello e sorella; le interviste Le signore della scrittura. Con La scrittrice abita qui, che è diventato anche un audiolibro letto dalla stessa autrice, è stata finalista al Premio Strega 2003.Sul sito ufficiale della scrittrice compare una immagine che la ritrae al lavoro nel suo studio.  Approfondisci
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