La coscienza di Zeno

Italo Svevo

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Curatore: Gabriella Contini
Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,04 MB
  • EAN: 9788852046926
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Gaia la libraia

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La storia di Zeno Cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga, gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. È la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista.
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    Valentina

    25/09/2016 17:58:35

    Do a questo famosissimo romanzo 3 stelle anziché due, solo perché mi riservo di leggerlo tra 30-40 anni, per la mia vecchiaia, dato che al momento mi sfuge la sua valenza. Noioso, pesante...sarà che Zeno è una persona molto diversa da me e non arrivo a comprenderlo. Ammirevole lo sforzo innovativo di Svevo, sicuramente all'avanguardia per l'epoca, ma davvero l'ho trovato un mattone difficile da digerire.

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    Ele

    04/04/2016 18:59:53

    Libro che vale la pena di leggere, che ti lascia qualcosa!

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    paolo

    27/04/2015 19:21:43

    Un romanzo difficile, a tratti faticoso, che squaderna con il succedersi delle pagine tutta la bellezza del grande classico, capace come è di rappresentare una vera e propria enciclopedia di emozioni. In questo senso, quasi un testo scientifico, che non a caso l'autore partorisce dopo l'incontro folgorante con la psicanalisi. Il protagonista, tutt'altro che un tipo esemplare, anzi, un ricettacolo di difetti morali, fa quasi tenerezza nel suo ostinato auto-analizzarsi, instancabile ed egoistico, e a me ha ricordato molto l'"eroe " tormentoso di "opinioni di un clown" del grande Boll. È curioso che uno dei grandi testi del novecento italiano sia scritto da un ebreo triestino che masticava assai meglio tedesco e dialetto che l'italiano, e i frequenti errori logici e grammaticali lo testimoniano. Un testo da leggere come fosse una missione da compiere, necessaria e alla fine gratificante.

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    Raffaele

    12/05/2013 22:30:05

    Un romanzo indubbiamente molto diverso dagli altri, Zeno pensa e ragiona molto velocemente per la sua epoca ed anche questo è il motivo per il quale ancora oggi riusciamo, senza particolare fatica, ad apprezzare il suo racconto. Non mi aspettavo una tale brillantezza, a tratti molto divertente a tratti meno ma sempre interessante. Non solo una pietra miliare ma anche un vanto per la letteratura italiana.

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    chiara

    09/01/2013 01:14:32

    capolavoro!!!lo penso fin dai dai tempi delle superiori, quando lo studio della letteratura italiana mi permise di incontrare questo straordinario scrittore!

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    Elena

    03/09/2011 22:03:15

    Che fatica leggerlo tutto...

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    Gabriele

    14/07/2010 00:23:47

    Un romanzo grandioso: le strutture spazio-temporali scardinate dal libero fluttuare dell'inconscio, una straordinaria caratterizzazione psicologica dei personaggi, la clamorosa portata storica, e molto altro, rendono "La coscienza di Zeno" una lettura a dir poco obbligata e per studiosi e per appassionati. A dispetto del sentir comune, è un libro che si lascia leggere, facilmente e piacevolmente. Consigliatissimo!

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    rossella

    02/01/2006 12:17:52

    senza dubbio La coscienza di Zeno è un libro particolare e l'autore ha apportato molte novità scrivendolo rispetto agli autori italiani suoi contemporanei, prima fra tutte l'uso del "flusso di coscienza" o monologo interiore che era stato utilizzato da Joyce nel suo "Ulisse". Io ho solo 14 anni e devo analizzarne i personaggi e devo dire che è un lavoro complesso, ma si possono scoprire tutte le loro caratteristiche, soprattutto psicologiche. Leggetelo!!!

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    Agrippa von Nettesheim

    17/06/2005 10:38:41

    Un romanzo straordinario, originale ed innovativo dalla prima all'ultima pagina. Un viaggio unico ed irripetibile nelle profondità dell'inconscio, osservato in maniera ironica e divertita. Molto interessante la figura del protagonista, Zeno Cosini, personaggio che con le proprie incertezze ed incoerenze incarna alla perfezione l'Uomo moderno, incapace di trovare dei valori assoluti e trascinati quasi per inerzia nel vortice dell'esistenza, forza imperiosa cui nulla può sottrarsi e che niente può controllare. Lo stesso libero arbitrio viene inficiato dall'irrefrenabile vortice degli eventi e Zeno, incatenato alla propria nevrosi, vive con particolare forza l'incapacità umana di imporsi sulle cose del mondo e sull'angoscia esistenziale che da queste deriva. La coscienza di Zeno è un affresco di sconvolgente realismo (caratterizzata da pietoso sarcasmo) della piccolezza dell'Uomo, che alla fin fine si rivela ignobile e meschina vittima di quant lo circonda. Nel romanzo, infatti, si rileva la totale assenza di vincenti: ognuno, alla fine, vive la propria Caporetto (da Zeno, che non vince la propria malattia, ad Ada, costretta ad emigrare; da Guido, che finisce in rovina, ad Augusta, sottomessa ai tradimenti del marito, lo stesso Zeno), metafora della condizione umana nella sua interezza. L'Umanità è destinata ad una sconfitta continua ed incomprensibile: questo il messaggio profondo di un libro che penetra con umorismo e leggerezza nei meandri più profondi dell'animo, ponendo implicitamente inquietanti interrogativi sul senso della vita e sul reale ruolo dell'Uomo nell'universo. Un libro unico, da leggere e meditare con grande attenzione e pazienza: una tappa obbligata per comprendere meglio sè stessi

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    Fflam

    24/07/2004 19:46:25

    Accidenti Federica! 13 anni? Io di anni ne ho 15 e La Coscienza di Zeno l'ho letta non con poche difficoltà, forse perchè non è il mio genere, forse perchè era una lettura per la scuola... ma comunque non mi è dispiaciuto e mentre in certi momenti mi ha fatto letteralmente sganasciare dalle risate, in altre mi ha trasmesso emozioni molto forti, per esempio durante la morte del padre di Zeno. Nel complesso è un libro ben scritto e che vale la pena leggere, e penso proprio che se tra un paio d'anni lo leggerò di nuovo (senza l'influenza della scuola) lo apprezzerò di più. Complimenti!

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    Federica

    14/06/2004 18:33:15

    Zeno Cosini è un uomo dal passato ineccepibile e ostico da raccontare,la cui unica risoluzione è descrivere la propria esistenza di inettitudine e incresciosa sottomissione.Fin da giovane inizia a fumare,a dispetto dell'austero padre,che,d'altro canto,conduce una vita di libidine e dissolutezza fra le sue innumerevoli concubine.Zeno si prefigge assiduamente di risecare troncamente il suo inoppugnabile vizio,ma è prettamente impossibile.Poi,la morte del padre,decisiva per concepire l'idea di trovare moglie.Infatti viene a conoscenza del commerciante Giovanni Malfenti,suo futuro suocero,e della quattro rampolle:Ada,Augusta,Alberta ed Anna.Egli si invaghisce perdutamente della prima,già infatuatasi dell'aitante e dotto Guido Speier,e quindi,con le spalle al muro,convola costrittivamente a nozze con la sorella meno avvenente,Augusta,in cui,però,troverà una moglie perspicace,premurosa e affabile.Zeno dissimula di avere un'amate segreta,senza che nassuno ne venga a conoscenza,ma la quale lascierà per la sua incolumità morale.In seguito,associandosi e cooperando con Giovanni,fa grande fortuna.Per Guido le prospettive non sono affatto rosee:imballa un finto suicidio,ma perendo per davvero.La sciroccata Ada,spossata ed estenuata,si ammala seriamente,e Zeno le funfe da sostegno.Ma le condizioni salutari dell'uomo sono cagionevoi:gli viene diagnosticato il "Complesso di Edipo",ovvero la sempiterna competizione con la figura paterna,e il dottore lo sprona a redigere un diario della sua vita,che fa proditoriamente pubblicare poichè il paziente interrompe la cura.Il libro è veramente avvincente,poichè ognuno si può riflettere nell'immagine macchiettistica e piena di lacune di Zeno.Io ho solo 13 anni,e lo consiglio solo ai lettori accaniti e "forti":vi sono delle parti "scabrose"...

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    Valentina

    15/07/2003 17:55:10

    Un libro strepitoso che vale la pena leggere! Italo Svevo è davvero uno genio.Freud e Schopenhauer hanno fatto certamente la loro parte; pensate che, a detta di sua moglie Livia Veneziani, Svevo in punto di morte chiese a suo nipote una sigaretta e, difronte al suo rifiuto sospirò :"Peccato! Sarebbe stato davver l'ultima!"

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    Nicola Vendramin

    22/04/2003 21:21:23

    Non aggiungo nulla a ciò che dice la descrizione... è un libro che va letto e che ti fa capire fino a che punto può arrivare la psiche umana nella sua autodistruzione o paura di vivere... Sicuramente un libro che va affrontato con una certa maturità alla spalle.

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  • Italo Svevo Cover

    Pseudonimo di Ettore Schmitz. Di famiglia ebraica per parte di madre, e di padre tedesco, compì gli studi medi in Baviera; nel 1879 si iscrisse all'Istituto superiore di commercio di Trieste, ma l'anno seguente, per problemi economici familiari, dovette trovare un impiego in una banca, dove lavorò per vent'anni. Fu questo anche il periodo del suo apprendistato letterario: cimentatesi in articoli, abbozzi di racconti, pagine autobiografiche, nel 1890 fece uscire a puntate, su «L'Indipendente», la sua novella 'L’ assassinio di via Belpoggio'. Nel 1892 pubblicò il suo primo romanzo, 'Una vita'. Nonostante la già evidente abilità del narratore, il romanzo passò inosservato; identica sorte toccò sei anni dopo al suo secondo libro... Approfondisci
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