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Tiziano Scarpa

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2010
Pagine: 167 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806201876

Vincitore del Premio Strega nel 2009 con il romanzo Stabat Mater (Einaudi, 2008), Tiziano Scarpa, classe 1963, è un vero maestro nella descrizione del flusso di pensieri e sentimenti che possono sorgere nell’animo umano. I suoi romanzi sono spesso la concatenazione brutale di parole piene di senso, sono la descrizione puntuale del rumore di fondo che offusca la mente nei momenti più tragici e decisivi di una vita, sono un’immersione stordita e perplessa in un flusso di sogni, incubi, immagini.
L’esperimento, iniziato con il precedente romanzo, in cui una bambina ospite di un orfanotrofio si rivolge tutte le sere al fantasma di sua madre morta molti anni prima, scrivendo pagine fittissime di lettere struggenti, prosegue questa volta invertendo l’ordine dei fattori. Qui è un giovane padre, Leonardo, a rivolgersi direttamente, e sempre usando la seconda persona, a suo figlio Mario, nato da pochi giorni. Si tratta di un vero e proprio diario della paternità, in cui Leonardo annota i momenti principali della sua giornata con Mario, le lunghe passeggiate in riva al mare, i suoi maldestri tentativi d’immedesimarsi nell’esistenza del suo bambino, ma è anche un momento di riflessione di Leonardo sulla sua vita, il suo passato e le esperienze che lo hanno segnato. L’intento è quello di trasmettere a suo figlio le cose fondamentali consegnandogli il manoscritto quando Mario avrà compiuto 14 anni e l’inevitabile conflitto generazionale sarà ormai già esploso.
L’amore, i soldi, il potere: questi gli argomenti su cui Leonardo si sofferma e che tenta di spiegare a un figlio adolescente che ancora non esiste, che dovrà imparare a conoscere con il tempo, che probabilmente inizierà ad odiarlo così come ha fatto lui, ancora adolescente, con i suoi genitori. In fondo è un lungo discorso tra due estranei, questo romanzo, un racconto in cui s’innesta il controcanto di un altro affascinante personaggio, Tiziano, amico di Leonardo e alterego dell’autore che con il suoi interventi salaci riesce a riportare l’attenzione sull’unica persona che conti veramente: il Mario di oggi. Un frugoletto di pochi giorni che guarda il mondo con due occhi incapaci di mettere a fuoco gli oggetti, di distinguere i contorni delle cose, di definire e giudicare il mondo.
Tra immaginazione e realtà, finzione della scrittura e creazione vitale, flusso di sangue e nutrimento del figlio neonato, Tiziano Scarpa descrive il suo viaggio dentro e fuori la paternità, in una continua altalena di dubbi e passioni, rimorsi ed entusiasmi. Il finale a sorpresa è la chiave di volta per comprendere che le cose che contano possono essere deformate e distorte, frammentate e impalpabili, se non si hanno gli strumenti per guardarle, se non si indossano le lenti utilizzate dall’artista per decodificare il mondo.

Recensioni dei clienti

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    Roberto G

    10/07/2012 09.15.38

    Incredibile cosa può succedere quando vinci lo "Strega". Da quel momento in poi puoi pubblicare pure la lista della spesa... Libro senza senso, non va da nessuna parte, scritto male, furbetto in alcuni tratti, alla ricerca dell'eccessiva originalità senza trovarla. Quando l'autore capisce che ha scritto un libro che nemmeno lui capisce ci infila gratuitamente due novità finali, forzatissime e non emozionanti. Una pena. Meno male che almeno non è un romanzo lungo...

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    Andrea

    09/02/2011 13.55.34

    Storia perdente, come il protagonista. Di solito mi piacciono le storie sui perdenti, ma questa è scritta male. Una prima parte un po' troppo "paracula" e una seconda che nonostante il colpo di scena non riesce a coinvolgermi. Di paterno ci trovo ben poco

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    Gianluca

    21/01/2011 09.59.51

    Ho da poco finito di leggerlo. Mi ha catturato, l'ho letto quasi tutto d'un fiato. Uno di quei libri in cui non vedi l'ora di rimmergerti per sapere come andrà a finire. Scorrevole e pieno di sorprese. Scarpa, in questo libro, è davvero un poeta, nel modo in cui fa rivolgere Leonardo, il protagonista che scrive questo "diario", al figlio, per come racconta i dubbi e le paure che lo hanno travolto da quando è diventato padre, per come descrive gli scenari. Inizialmente può sembrare un romanzo un po' troppo sentimentale, una versione maschile di "lettera a un bambino mai nato", ma non è affatto così...e lo si scopre mentre il "diario" va avanti... Spiazzante e struggente, lo considero uno dei più bei libri mai letti.

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    sbirulino

    16/01/2011 11.55.55

    condivido l'opinione di Emiliano. dalla seconda e quarta di copertina appariva un libro poetico e commovente, ma non sono riuscito ad andare oltre pagina 32.

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    ant

    24/12/2010 10.38.39

    Mi va di recensire e proprio in una giornata come quella di oggi(vigilia di Natale) un libro che parla di attaccamento alla vita: "Tiziano Scarpa Le cose fondamentali" Già la copertina è emblematica, mi ricorda lo sceneggiato Kunta Kinte(ricordi da vecio) quando quest'ultimo diventa padre e braccia al cielo col fagottino tra le mani offre e ringrazia le stelle e gli dei di questo avvenimento. Il libro poi si sviluppa, in una prima parte in cui il papà scrive al bambino delle lettere e s'immagina che il figlio da quattordicenne leggerà; lettere dove il papà gli descrive le verità delle vita(secondo lui) e segreti della sua esistenza. Le descrizioni che il papà fa, avvengono nei luoghi più disparati, sono molto belle le location descritte da Scarpa(spiagge innanzitutto, onde che s'infrangono etc, che cmq danno una certa ispirazione poetica alla cosa) e spesso mentre scrive queste lettere a fargli compagnia c'è il suo amico dissacratore e dissacrante:Tiziano(figura che se in un primo tempo si rivelerà quasi fastidiosa e inopportuna, poi si rivelerà determinante...). Scarpa però spiazza il lettore e c'è una seconda parte che non vi voglio svelare, certezze, sicurezze idee che si stavano consolidando che vanno a farsi friggere. Un po' come succede nella vita di tutti noi... e bisogna essere preparati! (Io quest'ultima cosa l'ho vista come il succo e l'insegnamento essenziale da trarre da queste pagine) Cmq Scarpa dopo Stabat Mater si conferma, a mio parere, scrittore molto interessante Saluti

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    Emiliano

    14/11/2010 18.33.07

    Non sono per niente d'accordo con i commenti entusiastici che leggo qui sotto, personalmente mi sarei aspettato molto di piu'. La prima parte del libro e' piuttosto "distaccata": solo elaborazioni letterarie - per altro niente di straordinario - pochissima passione e poche emozioni. Anche la svolta di meta' libro non salva il racconto. Sembra invece che l'autore abbia scritto le prime pagine cosi' poco coinvolgenti, gia' in ottica dell'agnizione che rovescia la prospettiva del libro sulla paternita'. Ho letto su un sito che Scarpa non ha figli e sinceramente ci avrei scommesso dopo aver letto questo libro! Io ne ho avuto uno solo 6 mesi fa e potrei scrivere mille pagine con una penna di solo amore per lui: in tutto il libro non ce n'è una goccia autentica! Tra l'altro questo refrain dei 14 anni e' probabilmente il millesimo dei pensieri di un padre guardando un neonato, non il primo ricorrente come invece accade in questo racconto! In sintesi: l'idea non e' particolarmente originale, lo sviluppo e' freddino, i personaggi sono a una dimensione - l'amico del protagonista va bene per un fumetto, non per un libro - e la scrittura, piena di forzature stilistiche, non mi ha entusiasmato. Sulla paternita' uno scrittore puo' scrivere certamente pagine migliori, se invece devo prenderlo come un romanzo qualsiasi - a prescindere dal tema - mi lascia ben poco.

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    borgo m.

    28/10/2010 08.35.57

    letto in due giorni. semplicemente fantastico. quando pensi di aver capito quali siano le cose fondamentali della vita il destino ti rimette subito in gioco e la caccia al tesoro ricomincia! storia ben scritta, coinvolgente, nuda e cruda come il nostro vivere. Scarpa ha la capacità di usare le parole come pochi altri scrittori ed ha la capacità di farle arrivare dritte al cuore.

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    Mario

    08/10/2010 13.09.06

    Condivido tutti i commenti positivi, nasce come un piccolo diario, istruzioni di vita, ma poi diviene quasi un thriller, con una trama da scoprire. L'ho letto subito dopo "VENUTO AL MONDO" (Mazzantini) scegliendo per puro caso, due storie legate alla paternità, e con un finale simile ..

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    micasulserio

    02/09/2010 09.24.13

    bellissimo, tecnica di scrittura perfetta, studio alternativo delle parole e della punteggiatura assolutamente notevole. Il capitolo dei pensieri "a due punti" personalmente non l'avevo mai trovato in altri libri. Bravo Scarpa, che per portare alla luce sentimenti umani che rischiano di scivolare nel terreno vischioso del già sentito, non si lascia condizonare da un eccesso di metafore ma trova strade alternative e più sorprendenti. Solo una cosa non mi ha convinto: il colpo di scena arriva un po' tardino, appena prima che il lettore possa pensare di essere sull'autostrada dei soli pensieri di un padre tranquillo, come se nulla di sconvolgente possa accadere mai ad un bambino è appena nato.

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    federica

    31/08/2010 17.28.19

    Poco da dire...bellissimo! E non so spiegare bene perché: poetico, profondo, avvincente.

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    Rosa Noci

    07/07/2010 12.51.36

    Il libro contiene pagine indimenticabili. Scarpa descrive con sapienza l'animo della paternità e propone immagini fantastiche che la sua penna rende reali per l'immaginario... Da leggere e rileggere.

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    cecilia

    12/06/2010 19.49.46

    mi sono innamorata di Tiziano Scarpa leggendo lo splendido "stabat mater" , questo ultimo romanzo non è da meno . Scarpa è l'uomo della verità, profondo conoscitore dell'animo umano fa tremare l'anima accostando le parole come solo lui sa fare.

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