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Antonio Manzini

Collana: La memoria
Anno edizione: 2014
Pagine: 284 p. , Brossura

8 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788838931383

Rocco Schiavone è nato a Trastevere, da una famiglia di operai, negli anni Sessanta, quando il quartiere era alla ribalta non per il turismo ma per i frequenti omicidi.
I suoi amici più cari sono diventati ladri o spacciatori mentre lui, di malavoglia, è entrato in polizia. Negli anni ha avuto una condotta di vita pessima: è diventato un corrotto, un poliziotto disonesto, amante della bella vita e potenzialmente violento.
Con la morte della moglie anche il suo rapporto con le donne è degenerato: infedele e maleducato, non si è mai lasciato coinvolgere da alcuna storia e ha sviluppato una visione cinica dell'amore.
Le cose vanno peggio quando riduce in fin di vita un ragazzo che aveva violentato una sedicenne. Il giovane però è il figlio di un potente politico che non ci pensa due volte a sbattere in esilio, ad Aosta, il vicequestore.
Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo, la cosa peggiore che gli potesse capitare: da buon romano non concepisce di vivere fuori dalla sua città e nutre un odio profondo per il gelo e la neve che si ostina a combattere con un paio di Clarks ai piedi.
Per cercare di alleviare la sua insofferenza, al mattino prima di iniziare a lavorare, si aiuta fumando uno spinello di marijuana, erba che aveva sequestrato a dei ladri e che in parte aveva rivenduto.
Rocco è l'antitesi del commissario irreprensibile, però ha talento.
Lo ha dimostrato con la sua prima indagine narrata in Pista nera e lo conferma in questa seconda vicenda dove dovrà affrontare lo strano caso di un suicidio: in una gelida mattinata di marzo una donna viene trovata impiccata al lampadario della sua camera da letto, mentre suo marito è fuori, impegnato in una pedalata mattutina. Il resto della casa è in subbuglio forse a causa di un furto.
Schiavone non crede nel suicidio e nemmeno nella tesi di una rapina finita male e inizia così un'indagine intuitiva collocando vite e caratteri delle persone all'interno di un puzzle, deciso a dissolvere la nebbia misteriosa creatasi intorno al caso. Il vicequestore segue le tracce del colpevole con intuito sicuro, scrutando prove e perquisendo senza mandati. Ė un uomo pieno di difetti ed eticamente scorretto e nel suo lavoro utilizza per lo più metodi fuorilegge, ma ha una sua morale di fronte alle ingiustizie contro i più deboli e soprattutto ha un ottimo intuito investigativo. Non è un brav’uomo ma non si può non fare il tifo per lui, forse per la sua forte antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano o forse perché il lettore non può far altro che empatizzare con il protagonista nonostante i suoi errori.
Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore per la tv, ha costruito un personaggio molto riuscito dal punto di vista narrativo, un protagonista fuori dagli schemi che detesta le regole e il proprio lavoro ma di cui non si può fare a meno. Ci affezioneremo subito alle sue Clarks mal ridotte, al suo romanesco, al suo sarcasmo intelligente e persino al suo metodo investigativo, individualista e brutale.

Recensioni dei clienti

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    Luca

    13/09/2016 18.20.36

    Meglio del primo. Schiavone rimane personaggio discutibile ma inizia a strappare simpatie. La trama è ben articolata, lineare, senza troppi spunti fantasiosi. Ma, quando l'epilogo sembra scontato e il caso risolversi nel modo più banale possibile, ecco spuntare il colpo di scena che rimescola le carte. Finale molto suggestivo.

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    Laura

    30/08/2016 21.46.45

    Nonostante il pessimo carattere il vicequestore Rocco Schiavone comincia ad essermi simpatico. Il secondo libro della serie mi è piaciuto più del primo

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    Alessandro

    21/08/2016 14.19.46

    Un romanzo giallo semplice ma scorrevole.....e

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    furetto60

    16/05/2016 14.44.08

    La figura di Rocco si accattiva facilmente le simpatie del lettore, per quanto ricorda visi noti. La vicenda si dipana abbastanza bene e non manca il colpo di scena finale, purtroppo l'opera è a macchia di leopardo, alterna cioè momenti ben fatti ad altri di scarsa fattura (la trasferta romana, un riempitivo evitabile e mal concepito). Perplessità rimangono anche nello svolgimento di parte dei dialoghi. Migliorabile.

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    Roberta

    07/03/2016 11.59.20

    Seconda indagine per il vicequestore Rocco Schiavone, poliziotto borderline, dai modi cinici ma con un'occhio attento alle sfumature che fa di lui un'ottimo investigatore. In questo racconto, dall'argomento, purtroppo molto attuale, il femminicidio, si indaga molto approfonditamente sul rapporto uomo - donna e sulla solidarieta' femminile. Questo personaggio mi piace sempre di piu',lo trovo vero e sempre piu' fuori dagli schemi. Bravo Rocco continua cosi'.

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    Filippo

    26/01/2016 22.52.36

    E' il secondo libro di Manzini che leggo e le aspettative non sono state deluse: anche la lettura di questo romanzo è stata coinvolgente e mi ha letteralmente rapito. confermo il mio giudizio positivo su Manzini e il suo personaggio.

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    giancarlo

    10/01/2016 10.48.09

    A me è piaciuto molto più' del primo, la storia porta ad un finale molto particolare. Lato negativo che non riesco a digerire,la poca onesta di un vice commissario.

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    Chiara Sav

    18/08/2015 11.38.59

    Davvero bello, Manzini non delude. Mi piace l'ambientazione, la descrizione dei caratteri e delle personalità dei personaggio che diventano amici già dopo il primo libro. Finalmente uno scrittore di cui innamorarsi e a cui augurare una vena produttiva molto prolifera!!!

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    zia dalia

    11/06/2015 13.10.17

    Molto interessante anche questo secondo noir con Rocco Schiavone. Conosciamo qualcosa in più sul suo passato e sui suoi metodi non del tutto convenzionali. Però ha un fiuto infallibile nel risolvere i casi intricati. Consigliato.

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    Fabio

    08/04/2015 11.52.09

    Buon romanzo,ma non all'altezza del primo. Diciamo che la storia è del tutto inverosimile e troppo fantasiosa per essere convincente ed è un peccato,perchè se non fosse per il finale molto discutibile,il racconto è ben scritto,con pagine di forte presa,atmosfere giuste e personaggi che sembra di vedere muoversi e parlare,tanto bene son descritti. Probabilmente l'autore si è infilato in un vicolo cieco e non poteva più uscirne se non a prezzo di contorsioni complicate e per nulla realistiche. In ogni caso,uno dei migliori nuovi autori italiani del genere (Noir Alpino?)

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    archipic

    10/02/2015 20.42.24

    Confermo lo stesso giudizio della prima indagine di Schiavone: si lascia leggere, qualche spunto è interessante, qualche altro meno, qualche tratto umoristico, qualche altro un po più lento. Sostanzialmente è un passo avanti rispetto al primo libro, specialmente nella prima metà. Resta una lettura piacevole anche senza raggiungere vette notevoli.

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    Giacomo Bellini

    01/01/2015 23.24.06

    Manzini ha i numeri per diventare il nuovo Camilleri. Nei suoi romanzi si respira una freschezza di idee e un'abilita' stilistica che si stenta a trovare altrove. Lunga vita al vicequestore Schiavone

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    alfio

    24/07/2014 22.17.36

    e' proprio vero che non bisogna mai fidarsi delle recensioni positive : neanche quelle di Camilleri(se e' vero che e' sua la fascetta bianca ). il miliardesimo commissario (..vabbe' vicequestore)pieno di tutti i luoghi comuni del genere e lapalissianamente copiato a piene mani dal Montalbano di Camilleri .. umorismo e ironia da supermarket con saldi in corso... ma soprattutto storia insulsa,inverosimile,piena di incongruenze ,con finale talmente arrabattato da far sorridere anche un pollo affetto da depressione grave . tempo perso,soldi persi. buttato nel cassonetto . ma chi difende i lettori dai criminali della letteratura? ...adesso che anche Sellerio ci abbandona..?

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    Fabio

    07/06/2014 10.38.42

    Buon giallo con un Rocco Schiavone ormai leggendario.

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    Elena

    07/05/2014 18.43.32

    Bello, bello bello...di Manzini avevo letto solo Sangue marcio. Adesso andrò a ritroso per recuperare i libri antecedenti. Questo un capolavoro , coinvolgente e scorrevole, con un senso di humor fra le righe molto sottile. consigliatissimo.

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    Laura

    15/04/2014 18.55.29

    Il vicequestore Schiavone sempre piú sopra le righe, intollerante, arrabbiato con il mondo e con le sue personali idiosincrasie, nella sua seconda indagine ad Aosta, si inabissa nelle tenebre della mente. Schiavone porta alla luce un piano assurdo e complicato, pur rendendosi conto di essere lui stesso un burattino mosso e usato per svelare la verità. Una pedina in un gioco terribile nato da una disperazione senza fondo. Qua e là vi sono richiami della sua vita precedente e qualche tassello del suo misterioso passato va al suo posto. Malinconico

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    Paola

    26/03/2014 20.03.11

    libro noioso e poco coinvolgente, nulla di interessante

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    Marco75

    24/03/2014 12.10.07

    Il romanzo scorre bene ma, mancano eclatanti colpi di scenza che catturino l'attenzione del lettore. Sinceramente il protagonista "burbero" ma, dal cuore d'oro e dal passato "tragico" non mi sembra aggiunga nulla di nuovo al genere.

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    laura

    22/03/2014 10.37.43

    Molto bello . Il personaggio di Rocco Schiavone un po stropicciato e' malinconico ma molto accattivante .aspetto con ansia il prossimo

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    Massimo F.

    27/02/2014 11.26.32

    Una piacevole conferma, dopo 'Pista Nera'. Questo poliziotto (un Montalbano tutt'altro che politically correct, uomo di sentimento, ma un po' delinquente) funziona anche grazie ad un'ambientazione decisamente particolare ed accattivante. E poi, dietro le storiacce di ordinaria criminalità, Manzini armeggia con sapienza con leve che affondano nella sfera del sentimento e della malinconia, creando atmosfere piacevoli e suggestive. Adesso attendiamo la terza - inevitabile - puntata, sperando che il bravo autore non diventi poi schiavo del personaggio che ha creato.

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