La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna - Paolo Rumiz - copertina

La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna

Paolo Rumiz

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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 21 aprile 2010
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788807018206
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Paolo Rumiz scommette sulla forza delle grandi storie e si affida al ritmo del verso, della ballata. Ne esce un romanzo-canzone singolare, fascinoso, avvolgente come una storia narrata intorno al fuoco. Racconta di Max e Masa, e del loro amore. Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a Sarajevo per un sopralluogo nell'inverno del '97. Un amico gli presenta la misteriosa Masa Dizdarevic´, "occhio tartaro e femori lunghi", austera e selvaggia, splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie che vivono lontane da lei. Scatta qualcosa. Un'attrazione potente che però non ha il tempo di concretizzarsi. Max torna in patria e, per quanto faccia, prima di ritrovarla passano tre anni. Sono i tre anni fatidici di cui parlava "La gialla cotogna di Istanbul", la canzone d'amore che Masa gli ha cantato. Masa ora è malata, ma l'amore finalmente si accende. Da lì in poi si leva un vento che muove le anime e i sensi, che strappa lacrime e sogni. Da lì in poi comincia un'avventura che porta Max nei luoghi magici di Masa, in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione.
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    Stella

    16/05/2020 14:12:03

    Cos’è un romanzo canzone? Questo, ad esempio, è secondo il mio parere, un romanzo canzone. Interessante il ritorno di Max così come la bellezza struggente di Masha. La risonanza interiore che mi ha suscitato questa lettura è stata emozionante. Consigliatissimo, senza dubbio.

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    Emanuele

    25/01/2019 16:28:05

    Che libro davvero bello e coinvolgente sin dalle prime righe ,essendo stato a Sarajevo mi ha fatto rivivere e respirare nuovamente l’aria dei Balcani

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    Sabrina Candussio

    16/01/2016 20:38:33

    Un aedo dal passo lungo. Ha l'andamento del respiro e del passo lungo di chi cammina in pianura questa ballata, l'eco dei poemi omerici, il risveglio olfattivo del Cantico dei Cantici, il fascino di un viaggio. Si ama subito il ritmo che prendono le parole, il loro risuonare interiore. A tratti sono gli abissi della Storia, a tratti i mondi speziati d'Oriente che si lasciano sognare; a dominare però sono i sentimenti che ci legano e ciò che andiamo cercando nella vita. E' vero: nulla può sostituire il fascino dell'andamento narrativo della voce, soprattutto se a narrare è P. Rumiz che crea mondi, arricchendo di luce nuova la Storia con il Mito. Però questa ballata, che arriva al lettore come un messaggio prezioso da tramandare, ricrea il fascino del racconto orale, consegnato di generazione in generazione, seduti accanto al fuoco. E il tempo, nel raccontare, si dilata ad abbracciare l'infinito: il presente intriso di passato e volto ad un futuro che si dischiude con il segno della memoria e il colore della cotogna. I fatti e gli incontri importanti della vita sono interrelati misteriosamente, orientati ad un centro verso cui siamo chiamati. Rumiz rende ogni descrizione un incanto con potente risonanza interiore. Emerge un grande amore per la vita, in questo canto, perché tutta la ballata è un inno alla vita, un invito a "... fare Kak budta v'burje est pokoj, come se nella tempesta ci fosse la pace". Vita/Amore e morte corrono intrecciati nella storia e nella figura di Masha che è sia Demetra, signora delle messi, sia Persefone, la sua Kore sottrattale da Ade innamorato. Entrambe dee-guida per il genere umano: l'una in vita, l'altra nell'Altrove. Masha dalla bellezza struggente per gli uomini perché ha in sé la forza e la fierezza di Demetra e la dolcezza e lievità di Persefone. E su tutto la gialla cotogna, dal profumo inebriante: "... era un frutto / che ancora conteneva il fiore in sé / qualcosa che ti dava la certezza / che a fine inverno tornasse la luce ..."

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    Boris

    09/02/2015 20:12:42

    E' vero! Forse Rumiz è un genio. Di certo ha una capacità di descrivere e narrare davvero fuori dal comune. Questa ballata è, a mio avviso, uno dei racconti più affascinanti e commoventi che siano stati scritti nel recente passato. Sublime. Ma proprio perché è una storia da raccontare a voce accanto al fuoco, vi consiglio di ascoltarla in audiolibro, lasciandovi trasportare dal suono delle parole. E se Rumiz è un talento della scrittura, Moni Ovadia non gli è da meno nella lettura. La sua voce e il suo periodare sono quanto di più vicino al profumo della gialla cotogna. Arrendetevi al ritmo dell'audiolibro.

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    Chiara

    04/12/2014 11:28:38

    Il sottotitolo recita "ballata per tre uomini e una donna". E' una vera e propria ballata, questa Cotogna. Inizialmente tramandata a voce dal protagonista Max, si alimenta di leggenda e dell'empatia degli ascoltatori, e cresce e muta ogni volta, come i poemi greci. E come loro, ad esempio, utilizza degli epiteti (Masa "occhi di nera ciliegia") e viene alla fine trascritto in versi da un amico di Max. Max narra il suo amore per Masa, affascinante donna di Sarajevo dal passato avventuroso e coraggioso. Amore che nasce nella ex Jugoslavia, e cresce a Vienna, e nei loro viaggi (molte belle le pagine in Grecia). C'e' anche tanta poesia. "...e allora la risacca della malinconia batteva il cuore..." Mi piacerebbe molto partecipare a una lettura a teatro di questo testo.

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    roberto Q

    22/06/2014 14:27:15

    Uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi 20 anni. Di Rumiz avevo letto Morimondo e Annibale, molto belli, ma questo è a un livello straordinariamente più elevato. Temo che Rumiz sia un genio...

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    Giovanni

    14/10/2013 18:32:42

    Libro che parla dell'amore di un uomo verso una donna, scritto sotto forma di racconto da una terza persona. Concordo con la recensione precedente, libro dove ogni minimo dettaglio è descritto con minuziosa attenzione ai particolari. Sinceramente ho trovato un po stucchevole la prima parte relativa all'incontro tra i due. La seconda, quella relativa al cammino personale dell'uomo alla ricerca della donna amata, l'ho trovata più affascinante. Tema ricorrente in tutto il racconto (ricordo che non è un romanzo) è il cammino personale che ognuno di noi compie. Da leggere

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    migliettaser

    30/04/2013 23:29:01

    Lo sto leggendo. E' un libro affascinante pieno di profumi e colori ; c'è l'ombra della violenza , la luce dell'amore , il fuoco della passione, la follia dell'uomo e il potere consolatorio della cotogna di Istambul. Leggetelo, è un libro che fa sognare.

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    annalisa

    28/11/2012 14:26:10

    magico...la descrizione della cotogna è superlativa....senza parole

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    Stellasolitaria

    18/04/2012 13:38:12

    Semplicemente magico questa narrazione di una storia d'amore, di frammenti di vita. Mi sembrava di essere li a condividere la gioia o la tristezza dei protagonisti. Arrabbiata e delusa quando mia zia a cui l'ho prestato ha detto che è il libro più brutto che abbia mai letto, e legge molto. Le altre persone a cui l'ho prestato l'hanno apprezzato come me.

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    arturo

    20/11/2011 19:41:50

    Ho fatto una grande quanto vana fatica a trattenere lacrime di dolcezza leggendo questo libro magico. Aspro come la guerra e la cotogna che cogli dall'albero, dolce come l'Amore e la marmellata che ricavi dal frutto, struggente come una giornata di bora. Un vero capolavoro del grande Rumiz, che ringrazio di esistere.

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    Larissa

    24/09/2011 23:05:30

    Magistrale, spettacolare, magico, un libro che è più di un racconto, una storia che accompagna nell'incanto dei Balcani, che affascina e rapisce... perchè Sarajevo o la odi o la ami, ma se la ami ti entra sotto pelle e non ti lascia più.

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    cecilia

    23/08/2011 17:07:49

    consiglio oltre la lettura anche l'ascolto dell'audiolibro, è bellissimo

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    Lorecò

    11/07/2011 23:22:09

    Storia d'amore che affascina anche chi,come me, non è appassionato di storie d'amore. ma ancor più che la trama e la "trovata" del racconto in versi, la protagonista è come sempre la magica capacità narrativa e descrittiva di rumiz, che tiene avvinti fino alla fine.

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    stefanoq

    16/06/2011 02:36:35

    Un libro meraviglioso, un opera lirica, una poesia, un canto gregoriano, un panorama familiare, evocativo, questo libro sono farfalle allo stomaco. Quest'opera del sempre eccezionale Rumiz è tutto questo e molto di piu! Il libro evoca immagini e sensazioni, vivide, precise, nette...si avvertono i rumori, i colori, i profumi...di luoghi in cui riecheggiano le storie di mondi diversi. E' un opera d'amore nel suo senso più completo. E fa venire voglia di prendere il primo aereo per la bella e complicata Sarajevo. Grazie Rumiz.

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    albert

    19/01/2011 14:20:03

    un libro stupendo,rafinatto ..poesia pura...da leggere asolutamente..

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    Giuliana

    17/12/2010 23:00:44

    Questo libro mi ha lasciata senza parole. Me l'ha consigliato un'amica, senza specificare esattamente di cosa si trattasse, semplicemente dicendomi che era bellissimo. Quando l'ho aperto e ho visto che era scritto tutto in versi, sono rimasta un po' male. Non me l'aspettavo, pensavo che la "ballata" del titolo fosse solo un modo di dire. Ho iniziato a leggerlo un po' dubbiosa, ma dopo poche righe ogni mio dubbio si è dileguato nel nulla: questo libro è pura, autentica poesia. Delicato, intenso, vivido, profumato, dolce, delizioso, sono alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente. Scritto da una penna meravigliosa, merita davvero di essere letto, e finchè non lo farete sarà difficile spiegarvi perchè. E' un gioiello che va assaporato parola per parola, perchè ogni sua parola è scelta con cura ed è posta esattamente dove dovrebbe, trasformando ogni frase in una piccola magia. ..."Lei lo accolse sull'uscio a piedi nudi con un profumo di bucato fresco che lui immediatamente riconobbe; senza parlare gli slacciò le scarpe, gli tolse via le armi e la divisa, poi lo lavò in ogni angolo del corpo con una spugna e un pentolone d'acqua messo a scaldare sulla stufa a legna"...

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    Graziella Boscarol

    02/11/2010 22:51:34

    Bellissima l'intuizione di Rumiz di scrivere un romanzo d'amore in forma di ballata. Vivo nella stessa zona di confine, multietnica e multiculturale per cui sono stata facilitata nella lettura delle frasi e dei nomi stranieri nonchè nella comprensione del mondo balcanico. Regione poco conosciuta fino a non molti anni fa e che l'autore ha percorso, sviscerata e capita per motivi di lavoro fino ad amarla rimanendone abbagliato, trasferendone poi le emozioni nei suoi resoconti e nei suoi libri ("E' Oriente" dovrebbe essere letto nelle scuole). La Cotogna di Istanbul si legge d'un fiato in un'alternanza di poesia, di luoghi geografici teatro di tragica storia recente, di profumi e sentimenti che sanno di Mediterraneo e d'Oriente.

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    Serena

    15/10/2010 09:41:30

    Concordo pienamente: libro affascinante e sensuale. Bellissimo!

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    GIAN PIERO

    16/09/2010 18:25:19

    un libro affascinante; il migliore letto in questi due ultimi anni (fra una sessantina di romanzi).

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    Paolo Rumiz è scrittore e giornalista triestino, inviato speciale del «Piccolo» di Trieste ed editorialista de «La Repubblica». Esperto del tema delle Heimat e delle identità in Italia e in Europa, dal 1986 segue gli eventi dell’area balcanico-danubiana. Nel 2001 invece segue, prima da Islamabad e poi da Kabul, l'attacco statunitense all'Afghanistan. Vince il premio Hemingway nel 1993 per i suoi servizi dalla Bosnia e il premio Max David nel 1994 come migliore inviato italiano dell’anno. Ha pubblicato, tra l’altro, Danubio. Storie di una nuova Europa (1990), Vento di terra (1994), Maschere per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993), La secessione leggera (2001), È Oriente (2003), Gerusalemme perduta (2005), La leggenda... Approfondisci
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