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Crash. Contatto fisico

Crash

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Titolo originale: Crash
Regia: Paul Haggis
Paese: Stati Uniti; Germania
Anno: 2004
Supporto: DVD
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€ 7,99

Punti Premium: 8

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Una casalinga di Brentwood e il marito procuratore. Un iraniano proprietario di un 24hours shop. Due detective della polizia, amanti occasionali. Il regista nero di un canale televisivo e la moglie. Un fabbro latinoamericano. Due ladri di automobili. Una recluta della polizia. Una coppia coreana di mezza età. Tutti vivono a Los Angeles e per loro sarà inevitabile scontrarsi. Mentre per pochi istanti ciascuno sconfina nella vita dell'altro, nessuno è al riparo dall'intolleranza e immune dalla rabbia cieca che sgorga dalla violenza e può cambiare la vita di molte persone.
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    LucaM

    09/07/2021 16:11:17

    Film da vedere e da far vedere. Il filo che lega le storie non è inedito, ma le atmosfere, il ritmo narrativo, il tappeto musicale, la bravura degli attori, riescono a tenere benissimo lontano il rischio della retorica. Il messaggio arriva ed è terribilmente attuale ed universale.

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    Mr Gaglia

    15/01/2015 15:35:02

    Questo film è stato uno dei miei preferiti degli ultimi 10 anni. Il regista Paul Haggis, artefice della sceneggiatura del bellissimo ed infinito Million Dollar Baby, ci racconta in una pellicola appassionante e vibrante, le vite di numerosi personaggi in cerca d'autore, alle prese con i problemi di tutti i giorni, dovuti all'ignoranza, al razzismo, alla ostentata misantropia che uno dei protagonisti ritiene causa principale del dissesto di una Los Angeles cupa e oscura, spettro di un paese, l'America, il cui sogno pare essere svanito nel nulla. Eccezionale il cast: è davvero difficile decidere quale dei numerosi attori di talento emerga rispetto agli altri. Triste, pessimista, a volte persino senza speranza, Crash, mostra in maniera evidente il grande paradosso del mondo contemporaneo: abbiamo tantissimi strumenti per comunicare, ma non ne utilizziamo nessuno e, soli, sprofondiamo nell'abisso. Un film a volte brutale, ma allo stesso tempo pudico ed etico, da vedere, pensare e ripensare.

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    Ernesto

    07/04/2013 17:17:11

    Un film girato molto bene con un Matt Dillon(Doppiato benissimo da Pino Insegno)sopra le righe e calato molto bene nella parte. Le storie e i vari personaggi si intrecciano alla perfezione. Forse un pò assurdo l'epilogo, con il concitato e breve dialogo tra l'Agente Hansen e l'autostoppista nero, che porterà ad una tragica conclusione.

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    FFortunato

    09/07/2012 08:43:10

    Ho visto ieri questo film. Dunque la storia tratta un tema assolutamente innovativo e da Oscar, chi di noi non si ritrova nel notare l'assoluto individualismo delle persone, che appunto sanno solo pensare a loro stesse e se ne fregano degli amici e di chiunque ti circondi, pronte a danneggiare il prossimo per raggiungere un tornaconto personale? Salvo poi, nel momento di necessità, scoprire che proprio a causa del proprio modo d'essere, nel momento del bisogno ti ritrovi solo, come solo tu hai lasciato gli altri nel loro momento del bisogno! Tutto questo però è trattato in modo un pò patetico e, in alcuni momenti, il film è anche un pò noioso. Comunque lo consiglio per il tema proposto.

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    alex

    11/07/2008 15:44:00

    film ben girato e ben interpretato.. ma quanto è triste?! uno dei più tristi che abbia mai visto.. troppo!

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    rri

    15/06/2008 12:07:07

    Luoghi comuni, ovvieta... Tutto scontato. E' esattamente la marginale e superficiale deduzione di chi questo film si ferma a vederlo, non a guardarlo. La sconsiderata soluzione tipica del troppo leggero e distrattoè proprio da sempre il trascurare l'ovvio. Eppure spesso è proprio l'ovvietà, il luogo comune stesso che si tempra nei passi quotidiani di confronto con il semplice snodarsi dell'esistenza. Questo film profondo quanto basta e quanto si deve col passeggiare dell'esistenza; resta a mio parere - miliare- proprio nel confronto coraggioso col luogo comune. Difficilmente si riesce a scalfire la gretta ovvietà raschiando polvere così intensa e concreta. Il cast? La preziosità di questa sceneggiatura e l'idea del raccontare il "comune" degli uomini, aiutano a sorvolare su di esso, mai per un maldetro analizzare ma più semplicemente per un coinvolgimento radicale. Un film insomma da farsi prendere per mano e tornare semplici persone a contatto fisico. Renato

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    Dino Venturi

    10/12/2007 22:54:01

    Il film è davvero accattivante. I tre Oscar sono secondo me meritatissimi. La trama intreccia diverse vicende di uomini e donne, che nella cosmopolita Los Angeles finiscono ineluttabilmente per "scontrarsi" contro un destino che non è mai del tutto individuale. Uomini e donne posti di fronte ai rovesci della sorte, che mettando in gioco se stessi, combattono, sbagliano, si disperano ma soprattutto non mollano mai; in una parola: vivono. Non credo quindi sia corretto parlare di messaggio ottimista o pessimista, posto che significhino qualcosa affermazioni del genere. La vita - sembrano dirci queste storie - non è altro che quella somma di scelte e "destini" contro cui impattiamo, dalla quale nessun risultato può mai dirsi fissato per sempre. Splendide le musiche.

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    Willy Wonka

    31/10/2007 10:35:08

    Sceneggiatura perfetta..meritato l'Oscar.

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    Antonio

    22/10/2007 09:46:21

    Un'unica domanda: perchè l'oscar? Un polpettone insulso e noioso, pieno di luoghi comuni, a tratti imbarazzante e sconclusionato e poi un cast non del tutto azzeccato.

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    Eleonora

    06/06/2007 16:46:05

    Un film davvero interessante..... Bella la storia anche se forse, per il modo in cui è stata raccontata, ho trovato difficoltà a riallacciarmi ogni volta al racconto.... Bello.... Lo consiglio a tutti.......

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    Tommaso

    31/05/2007 11:37:14

    Mediocre direi, mi sa di già visto, l'ho trovato un film non banale ma comunque poco originale; mi ha ricordato, ad esempio, il film 21 grammi con Sean Penn. Ha detto bene, la persona prima di me..un po'un trionfo di luoghi comuni. Gli attori son bravi anche se non mi sento di dare un voto più alto al film, prima di dargli l'oscar ci avrei pensato due volte..

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    lucia

    24/05/2007 17:49:03

    Un pentolone di luoghi comuni...pessimo.

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    *Sir Psycho Sexy*

    11/01/2007 14:09:59

    non un brutto film ma è un insulto che capolavori come taxi driver o scarface non abbiano ricevuto l'oscar e polpettoni come questo si...

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    Federico

    17/10/2006 22:42:51

    Questo film è una bella narrazione della natura umana. E' il racconto di tanti e diversi personaggi di Los Angeles, ma che potrebbero vivere in qualunque altra città, che presentano ognuno aspetti buoni e cattivi. E' un film che mi ha davvero affascinato, non tanto per una "banale" denuncia al razzismo strisciante di oggi (razzismo che ormai si vuole vedere in ogni aspetto e relazione tra gli uomini, forse perchè denunciarlo fa "audience" e tanto "politically correct", eppure continuo a credere che sia meno diffuso di quanto registi ed "intellettuali" ci vogliano far credere), ma per uno splendido messaggio di ottimismo che esce da ogni singola vicenda della pellicola. E' bello che finalmente un film non abbia proposto l'immagine dell'eroe giusto e buono al 100% o del cattivo mascalzone al 100%. L'uomo non è mai un "100%"! In noi abita il bene e il male, è inutile che ce lo nascondiamo. In noi abita il poliziotto che abusa di una povera signora davanti al marito e insieme abita lo stesso poliziotto che salva la vita alla stessa signora rischiando la propria. Questo è l'uomo! E, lasciatemelo dire, contro ogni "perfettismo", questa è la bellezza dell'uomo! Perché è proprio dalla consapevolezza di questo limite che l'uomo cerca la salvezza, e impara a guardare agli altri con amore. Forse paradossalmente, direi che è proprio la nostra imperfezione che ci porta a dare un senso e a provare a voler bene al nostro prossimo. Insomma, non vorrei dire castronerie, ma io ho trovato questo film molto cristiano. Un film che, mettendoci di fronte alla nostra natura, ci aiuta a provare ad amare, e non a disprezzare, quella splendida creatura di Dio che è l'uomo. E che ci aiuta a rivolgerci a Dio: senza di Lui possiamo davvero poco.

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    Giorgio_C

    19/09/2006 21:13:16

    Visto appena uscito a novembre 2005 perche alla mia ragazza piace il Brendan Fraser, il film è distribuito in italia dalla Filmauro (quelli di boldi e de sica per capirci, il che vi fa capire l'appeal e il valore con cui la pellicola era considerata dai distributori. Non è il miglior film del 2005, questa carica spetta al mito Spielberg per "Munich" uscito da noi a gennaio 2006. La pellicola di Haggins, a ben vedere, se si supera la coltre di complimenti che hanno ricoperto il debbutto dello sceneggiatore alla regia, mostra la realtà di un film, che apparte il finale di favola (ci può stare è cinema Dio santo siate sognatori almeno qui), è pieno di stereotipi e non va oltre la coltre del razzismo. Fin dall'inizio come un ritornello: Io ti odio perche sei coreana, io odio te perchè sei bianco e da bianco io odio il nero povero e pure quello che ha fatto i soldi. Ancora nel 2005 non abbiamo centrato il problema. L'uomo e si un "animale sociale" ma è anche di fondo,intollerante anche verso i propri parenti e tutti quelli che lo circondano. La coreana non la odio perchè tale ma perche mi ha urtato con la macchina! come si è permessa!...questa è la complessa realtà dei fatti che Haggins non a avuto il coraggio o la voglia di analizzare fermandosi al populista tema del razzismo. Noi amici miei siamo uomini...alle volte e molto peggio. Chrash quindi non merita tutta questa considerazione per le sue tematiche sociali, e tanto meno merita molta considerazione per la regia, noiosamente televisiva, che si sveglia solo nella scena della macchiana cappotata. A sottolineare la redenzione (del resto lo ripeto è un film USA). Tarantino non mi pare in quanto regista scarso (abile montatore casomai) un buon termine di paragone quanto a stili di regia.

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    Vittorio

    30/06/2006 11:11:10

    Uscito un po' in sordina nel mese di Novembre, Crash merita però molta attenzione. E' un film non semplice e non superfluo. Una parabola pessimista e controversa sul razzismo e sulle sue conseguenze. In una Los Angeles buia e promiscua (aiutata dal montaggio di Hughes Winborne, premiato con l'Oscar) come non mai, si intrecciano varie esistenze, da vari poliziotti a semplici famiglie, sulle quali pende sempre la tensione dell'unione razziale. Film assai compatto ma certe volte un po' troppo prevedibile e facile nel suo razzismo, Crash risulta però molto godibile soprattutto a causa di una sceneggiatura (firmata da Paul Haggis e Robert Moresco e vincitrice dell'Oscar) mai banale e precisa nella sua umanità. Non è da sottovalutare l'apporto del cast in questo caso: lo strepitoso Matt Dillon è un agente Ryan mina vagante e pronto ad esplodere, Don Cheadle gioca invece sotto le righe, Thandie Newton che fino ad ora era solo molto bella, diventa un'attrice sorprendente soprattutto nel monologo con il marito Terrence Howard (altra grande rivelazione), poi Larenz Tate, reduce da Ray e Traffic, e il sorprendente rapper Ludacris che dipinge un personaggio controverso. Se infatti qualcosa emerge dai personaggi di Crash è che sono controversi, i buoni non sono poi così buoni (Ryan Philippe, Terrence Howard) e i cattivi non sono poi così cattivi (Matt Dillon, Ludacris). Non tutto funziona in Crash, qualche volta scade in dialoghi banali e stereotipati (però tanto di cappello a Paul Haggis che ha corso questo rischio) ma c'è da apprezzare Paul Haggis che in questi tempi incerti dipinge il razzismo come fenomeno attualissimo e pericolosissimo, amplificato dall'11 Settembre. Però visti i difetti del film, i 3 Oscar (tra cui miglior film!!!!!) ci stanno un po' stretti.

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    verde

    20/06/2006 01:51:38

    secondo me bellissimo. certo io in questi casi mi aspetto un film che sia più esplicito nella denuncia, crash è una fotografia. però traspare un ottimismo sulla natura umana che per quanto io sia convinto essere voluto, avrei preferito veder ribaltato. insomma, avrei preferito una denuncia più "feroce" invece che una foto, ma il risultato credo sia incontestabile, per quanto incontri il mio gusto ad un valore solo prossimo al 100%.

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    Mauro68

    12/06/2006 22:54:58

    Ottimo film, per ambientazione, svolgimento della storia, interpretazioni. Il circolo di incroci di vicende e di coincidenze che si crea è sicuramente abbastanza inverosimile, ma ci può stare se, come in questo caso, risulta comunque appassionante. Il finale tutto sommato (giustamente?) consolatorio stempera forse un po' troppo la tensione emotiva creatasi, ma va bene anche così. Il regista Paul Haggis prommette molto bene, e si vede che prende spunto qua e là nello stile da altri grandi registi, dimostrando di imparare benissimo la lezione.

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    Antonio

    06/06/2006 22:46:42

    Ottimo film corale,alla Altman,un vero e proprio spaccato della vita nei quartieri medio-bassi losangelini,con interpreti tutti funzionali alle parti.Non da Oscar ma comunque interessante e toccante.Da vedere.

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    Maria

    29/05/2006 15:53:12

    Il tema del razzismo in un insolito bellissimo film. E ricco di emozioni. Attori eccellenti.

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    dado

    09/05/2006 16:26:01

    non si puo' certo dire che il film sia brutto, ma ragazzi meritava di vincere l'oscar molto di piu' la pellicola di ang lee "brokeback mountain".

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    chiara

    07/05/2006 09:52:47

    A me non è piaciuto tanto, mi chiedo veramente come un film così abbia vinto l'oscar come miglior film dell'anno, lo avranno fatto forse perchè tratta il tema del razzismo magari, forse in America lo sentono molto questa cosa, ma come storia e trama e film non è per niente bello..

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    maurizio

    23/04/2006 13:56:51

    Non mi ha entusiasmato. Sembra una megaseduta psicoanalitica infarcita di luoghi comuni e banalità quotidiane, con qualche buona scena d'intermezzo. Non c'è una vera trama, solo vite che si intersecano, quasi per caso. E' il classico film all'americana (vedi Ocean Twelve) in cui l'eccesso di star peggiora il risultato finale. Manca un leader e alla fine resta l'idea dell'occasione persa.

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    gianni43

    23/04/2006 11:18:41

    Non si tratta di un film particolarmente brutto, ma di un film un po' troppo sopravvalutato. Gli nuoce in primo luogo una struttura ormai abusata(l'intrecciarsi di varie strrie), una struttura alla Altman, per intenderci, senza che però la pellicola riesca ad avere la forza dei film di Altman (almeno dell'Altman migliore). La cosa che però disturba maggiormente è il fatto che il regista tende a non prendere posizione. I cattivi che diventano buoni e i buoni che diventano cattivi sono un abile espediente per non scontentare nessuno, ma risultano alla fine anche il limite ideologico del film. Non c'è bianco e non c'è nero, c'è soprattutto grigio, così tutti siamo soddisfatti e possiamo continuare a dormire sonni tranquilli.

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    fredian

    13/04/2006 21:06:17

    film brillante, ottime luci e colonna sonora. Inconsueto x lo stereotipo cinema americano. Bravo Paul x il coraggio di trattare una trama difficile e incollare le varie storie tra loro sfiorando il paradosso ma creando allo stesso tempo un microcosmo sociale possibile. Non eccessivo ma riflessivo insomma un film da gustare nella speranza che la produzione holliwoodiana molli un attimino il copione preconfezionato tipico e ci lasci sognare e pensare e soffrire con dei prodotti tangenti alla realtà che ci facciano maturare e globalizzare nella ragionevolezza e nell'unione delle razze.

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    Carmelo Alù

    13/04/2006 00:00:21

    Sublime perfezione... V E D E T E L O ! ! !

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    Caesar

    30/03/2006 10:56:39

    CRASH semina indizi fin dai primi minuti ma noi non lo sappiamo in realtà, ed entra nella vita di persone semplici e non, attento ad evidenziarni i contorni razziali (i protagonisti sono per lo più di etnie diverse, neri, messicani, cinesi, iraniani, americani) e le difficoltà emotive. E mentre i minuti passano si va a creare un anello che alla fine porta alla congiunzione, volente o nolente, di tutta la vicenda. Tutti in qualche modo hanno a che fare con tutti. Più che a MAGNOLIA, il film di Haggis si avvicina forse più a TRAFFIC. Non ha la frenesia di Anderson, tutto si muove velocemente in una situazione statica. Non si parla di vere e proprie coincidenze, ma di intrecci emotivi come ne possono accadere tutti i giorni; non esiste un'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, ma c'è una serie di situazioni palesi atta a congiungere i protagonisti perdendosi comunque sullo sfondo di una Los Angeles minacciosa e fredda, perfino brutta a vedersi, tanto da esser resa "un pò + bella" anche da cenere spacciata per neve. Haggis muove un pò di tutto, dalla religione ai conflitti interraziali, ma soprattutto è la paura verso il prossimo che aleggia in CRASH, il dubbio, l'ossessione, la sfiducia, come se da un momento all'altro ognuno di noi si dovesse aspettare una pistola in faccia o un frontale in auto. CRASH è chiaramente un film da vedere non una sola volta, anche perchè, come già detto, semina indizi che riusciamo a percepire solo con i nodi al pettine, e il lavoro dell'Haggis regista è buono, artigianale, attento nella parte emotiva, facente leva sui primi piani attoniti dei personaggi. Bellissima la scena del secondo incontro tra Dillon e Thandie Newton nel mezzo di un incidente, folgorante nel suo essere drammatica ed emotivamente frenetica, e allo stesso tempo sorniona per raccontare sguardi e paure. Ottimo lavoro del cast: Dillon bravissimo, così come Cheadle, ma la vera sorpresa è a mio avviso il giovane messicano Michael Pena (tra l'altro in un ruolo non troppo gratificante, forse il più "bersagliato" da

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    massimo

    28/03/2006 11:39:40

    Mah. Già il fatto che manca una trama vera e propria ma è un collage di situazioni di banale quotidianeità, infarcita di violenze, razzismi e conflitti familiari, che si intersecano come per caso, mette il film in un genere a parte. Sembra più un film francese che un prodotto di Hollywood. Anche il cast, forse fin troppo ricco, rende le situazioni in modo manieristico. Come spesso succede gli oscar premiano un film più per la sua connotazione ideologica che per il reale valore.

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    carlodik

    27/03/2006 19:13:35

    mi è sembrata la versione 2005 del film di Altman "America oggi": qui si sviluppa tutto sul tema del razzismo dove tutti sono, pregiudizialmente, contro tutti. meno male che ci sono anche delle uscite in positivo altrimenti ci sarebbe da essere tutti pessimisti. bellissimo e da vedere subito dopo il film di Altman.

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    Loriana Bertini

    23/03/2006 09:20:31

    Film bello, bravi tutti gli interpreti ed interessanti i personaggi tutti con il loro lato buono/cattivo. Protagonisti assoluti del film le automobili o meglio i mezzi di trasporto, film da non perdere una perla tra tanta robaccia. Molto emozionante, ho versato qualche lacrima e cosi'attuale.

Vedi tutte le 35 recensioni cliente

2004 - Oscar [Academy Awards] - Miglior film

  • Produzione: Filmauro, 2008
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 107 min
  • Lingua audio: Inglese (Dolby Digital 5.1);Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: commenti tecnici; dietro le quinte (making of); trailers
  • Paul Haggis Cover

    "Propr. P. Edward H., sceneggiatore e regista statunitense. Cresce in un ambiente che stimola il suo interesse per la scrittura – i genitori sono proprietari di un esclusivo teatro nell'Ontario – e si trasferisce a Los Angeles con il progetto di diventare sceneggiatore televisivo. Dopo molti tentativi, comincia a collaborare a telefilm amati dal pubblico (Love Boat, dal 1977; Il mio amico Arnold, dal 1978), è tra i creatori del rude giustiziere di Walker Texas Ranger (dal 1993), e si inventa EZ Street (1996-97), una serie poliziesca costruita su un complesso intreccio di storie e di personaggi tra mala, politica e forze dell'ordine che, benché non incontri alcun successo immediato, fungerà da modello per molti colleghi in futuro. Il talento mostrato nel dominare costruzioni molto articolate... Approfondisci
  • Don Cheadle Cover

    Propr. Donald Frank C., attore statunitense. Dopo gli esordi nel serial tv Saranno famosi (negli episodi del 1986) e nel film di guerra di J. Irving Hamburger Hill collina 937 (1987), partecipa a film cult come Colors - Colori di guerra (1988) di D. Hopper, Cosa fare a Denver quando sei morto (1995) di G. Fleder, Boogie Nights - L'altra Hollywood (1997) di P.T. Anderson e l'anomalo noir chandleriano Il diavolo in blu (1995) di C. Franklin. La doppia collaborazione con S. Soderbergh in Out of Sight (1998) e nel discusso Traffic (2000) gli è valsa la definitiva attenzione dei grandi studios hollywoodiani. Nel 2004 la sofferta e partecipe interpretazione di Paul Rusesabagina, il direttore di un hotel di Kigali che salva un migliaio di connazionali dal barbaro eccidio che contrappone le etnie... Approfondisci
  • Matt Dillon Cover

    Propr. Matthew Raymond D., attore e regista statunitense. Ha quindici anni quando appare per la prima volta sullo schermo in Giovani guerrieri (1979) di J. Kaplan, e non ne ha ancora venti quando F.F. Coppola lo fa recitare in due film consecutivi, I ragazzi della 56ª Strada e Rusty il selvaggio, ambedue del 1983 e girati sul medesimo set. I due film, carichi di forti toni espressionisti, rappresentano poco più di un tentativo (riuscito) da parte di Coppola di risollevarsi dal flop di Un sogno lungo un giorno, ma costituiscono anche il trampolino di lancio di un intero gruppo di giovani attori, tra i quali D./Rusty non manca di farsi notare. Tuttavia solo di lì a qualche anno, dopo alcuni film di medio livello, si impone all'attenzione dei critici in Drugstore Cowboy (1989) di G. Van Sant,... Approfondisci
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