Crash. Contatto fisico

(Crash)

Titolo originale: Crash
Regia: Paul Haggis
Paese: Stati Uniti; Germania
Anno: 2004
Supporto: DVD
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    Mr Gaglia

    15/01/2015 15:35:02

    Questo film è stato uno dei miei preferiti degli ultimi 10 anni. Il regista Paul Haggis, artefice della sceneggiatura del bellissimo ed infinito Million Dollar Baby, ci racconta in una pellicola appassionante e vibrante, le vite di numerosi personaggi in cerca d'autore, alle prese con i problemi di tutti i giorni, dovuti all'ignoranza, al razzismo, alla ostentata misantropia che uno dei protagonisti ritiene causa principale del dissesto di una Los Angeles cupa e oscura, spettro di un paese, l'America, il cui sogno pare essere svanito nel nulla. Eccezionale il cast: è davvero difficile decidere quale dei numerosi attori di talento emerga rispetto agli altri. Triste, pessimista, a volte persino senza speranza, Crash, mostra in maniera evidente il grande paradosso del mondo contemporaneo: abbiamo tantissimi strumenti per comunicare, ma non ne utilizziamo nessuno e, soli, sprofondiamo nell'abisso. Un film a volte brutale, ma allo stesso tempo pudico ed etico, da vedere, pensare e ripensare.

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    Ernesto

    07/04/2013 17:17:11

    Un film girato molto bene con un Matt Dillon(Doppiato benissimo da Pino Insegno)sopra le righe e calato molto bene nella parte. Le storie e i vari personaggi si intrecciano alla perfezione. Forse un pò assurdo l'epilogo, con il concitato e breve dialogo tra l'Agente Hansen e l'autostoppista nero, che porterà ad una tragica conclusione.

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    FFortunato

    09/07/2012 08:43:10

    Ho visto ieri questo film. Dunque la storia tratta un tema assolutamente innovativo e da Oscar, chi di noi non si ritrova nel notare l'assoluto individualismo delle persone, che appunto sanno solo pensare a loro stesse e se ne fregano degli amici e di chiunque ti circondi, pronte a danneggiare il prossimo per raggiungere un tornaconto personale? Salvo poi, nel momento di necessità, scoprire che proprio a causa del proprio modo d'essere, nel momento del bisogno ti ritrovi solo, come solo tu hai lasciato gli altri nel loro momento del bisogno! Tutto questo però è trattato in modo un pò patetico e, in alcuni momenti, il film è anche un pò noioso. Comunque lo consiglio per il tema proposto.

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    alex

    11/07/2008 15:44:00

    film ben girato e ben interpretato.. ma quanto è triste?! uno dei più tristi che abbia mai visto.. troppo!

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    rri

    15/06/2008 12:07:07

    Luoghi comuni, ovvieta... Tutto scontato. E' esattamente la marginale e superficiale deduzione di chi questo film si ferma a vederlo, non a guardarlo. La sconsiderata soluzione tipica del troppo leggero e distrattoè proprio da sempre il trascurare l'ovvio. Eppure spesso è proprio l'ovvietà, il luogo comune stesso che si tempra nei passi quotidiani di confronto con il semplice snodarsi dell'esistenza. Questo film profondo quanto basta e quanto si deve col passeggiare dell'esistenza; resta a mio parere - miliare- proprio nel confronto coraggioso col luogo comune. Difficilmente si riesce a scalfire la gretta ovvietà raschiando polvere così intensa e concreta. Il cast? La preziosità di questa sceneggiatura e l'idea del raccontare il "comune" degli uomini, aiutano a sorvolare su di esso, mai per un maldetro analizzare ma più semplicemente per un coinvolgimento radicale. Un film insomma da farsi prendere per mano e tornare semplici persone a contatto fisico. Renato

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    Dino Venturi

    10/12/2007 22:54:01

    Il film è davvero accattivante. I tre Oscar sono secondo me meritatissimi. La trama intreccia diverse vicende di uomini e donne, che nella cosmopolita Los Angeles finiscono ineluttabilmente per "scontrarsi" contro un destino che non è mai del tutto individuale. Uomini e donne posti di fronte ai rovesci della sorte, che mettando in gioco se stessi, combattono, sbagliano, si disperano ma soprattutto non mollano mai; in una parola: vivono. Non credo quindi sia corretto parlare di messaggio ottimista o pessimista, posto che significhino qualcosa affermazioni del genere. La vita - sembrano dirci queste storie - non è altro che quella somma di scelte e "destini" contro cui impattiamo, dalla quale nessun risultato può mai dirsi fissato per sempre. Splendide le musiche.

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    Willy Wonka

    31/10/2007 10:35:08

    Sceneggiatura perfetta..meritato l'Oscar.

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    Antonio

    22/10/2007 09:46:21

    Un'unica domanda: perchè l'oscar? Un polpettone insulso e noioso, pieno di luoghi comuni, a tratti imbarazzante e sconclusionato e poi un cast non del tutto azzeccato.

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    Eleonora

    06/06/2007 16:46:05

    Un film davvero interessante..... Bella la storia anche se forse, per il modo in cui è stata raccontata, ho trovato difficoltà a riallacciarmi ogni volta al racconto.... Bello.... Lo consiglio a tutti.......

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    Tommaso

    31/05/2007 11:37:14

    Mediocre direi, mi sa di già visto, l'ho trovato un film non banale ma comunque poco originale; mi ha ricordato, ad esempio, il film 21 grammi con Sean Penn. Ha detto bene, la persona prima di me..un po'un trionfo di luoghi comuni. Gli attori son bravi anche se non mi sento di dare un voto più alto al film, prima di dargli l'oscar ci avrei pensato due volte..

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    lucia

    24/05/2007 17:49:03

    Un pentolone di luoghi comuni...pessimo.

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    *Sir Psycho Sexy*

    11/01/2007 14:09:59

    non un brutto film ma è un insulto che capolavori come taxi driver o scarface non abbiano ricevuto l'oscar e polpettoni come questo si...

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    Federico

    17/10/2006 22:42:51

    Questo film è una bella narrazione della natura umana. E' il racconto di tanti e diversi personaggi di Los Angeles, ma che potrebbero vivere in qualunque altra città, che presentano ognuno aspetti buoni e cattivi. E' un film che mi ha davvero affascinato, non tanto per una "banale" denuncia al razzismo strisciante di oggi (razzismo che ormai si vuole vedere in ogni aspetto e relazione tra gli uomini, forse perchè denunciarlo fa "audience" e tanto "politically correct", eppure continuo a credere che sia meno diffuso di quanto registi ed "intellettuali" ci vogliano far credere), ma per uno splendido messaggio di ottimismo che esce da ogni singola vicenda della pellicola. E' bello che finalmente un film non abbia proposto l'immagine dell'eroe giusto e buono al 100% o del cattivo mascalzone al 100%. L'uomo non è mai un "100%"! In noi abita il bene e il male, è inutile che ce lo nascondiamo. In noi abita il poliziotto che abusa di una povera signora davanti al marito e insieme abita lo stesso poliziotto che salva la vita alla stessa signora rischiando la propria. Questo è l'uomo! E, lasciatemelo dire, contro ogni "perfettismo", questa è la bellezza dell'uomo! Perché è proprio dalla consapevolezza di questo limite che l'uomo cerca la salvezza, e impara a guardare agli altri con amore. Forse paradossalmente, direi che è proprio la nostra imperfezione che ci porta a dare un senso e a provare a voler bene al nostro prossimo. Insomma, non vorrei dire castronerie, ma io ho trovato questo film molto cristiano. Un film che, mettendoci di fronte alla nostra natura, ci aiuta a provare ad amare, e non a disprezzare, quella splendida creatura di Dio che è l'uomo. E che ci aiuta a rivolgerci a Dio: senza di Lui possiamo davvero poco.

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    Giorgio_C

    19/09/2006 21:13:16

    Visto appena uscito a novembre 2005 perche alla mia ragazza piace il Brendan Fraser, il film è distribuito in italia dalla Filmauro (quelli di boldi e de sica per capirci, il che vi fa capire l'appeal e il valore con cui la pellicola era considerata dai distributori. Non è il miglior film del 2005, questa carica spetta al mito Spielberg per "Munich" uscito da noi a gennaio 2006. La pellicola di Haggins, a ben vedere, se si supera la coltre di complimenti che hanno ricoperto il debbutto dello sceneggiatore alla regia, mostra la realtà di un film, che apparte il finale di favola (ci può stare è cinema Dio santo siate sognatori almeno qui), è pieno di stereotipi e non va oltre la coltre del razzismo. Fin dall'inizio come un ritornello: Io ti odio perche sei coreana, io odio te perchè sei bianco e da bianco io odio il nero povero e pure quello che ha fatto i soldi. Ancora nel 2005 non abbiamo centrato il problema. L'uomo e si un "animale sociale" ma è anche di fondo,intollerante anche verso i propri parenti e tutti quelli che lo circondano. La coreana non la odio perchè tale ma perche mi ha urtato con la macchina! come si è permessa!...questa è la complessa realtà dei fatti che Haggins non a avuto il coraggio o la voglia di analizzare fermandosi al populista tema del razzismo. Noi amici miei siamo uomini...alle volte e molto peggio. Chrash quindi non merita tutta questa considerazione per le sue tematiche sociali, e tanto meno merita molta considerazione per la regia, noiosamente televisiva, che si sveglia solo nella scena della macchiana cappotata. A sottolineare la redenzione (del resto lo ripeto è un film USA). Tarantino non mi pare in quanto regista scarso (abile montatore casomai) un buon termine di paragone quanto a stili di regia.

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    Vittorio

    30/06/2006 11:11:10

    Uscito un po' in sordina nel mese di Novembre, Crash merita però molta attenzione. E' un film non semplice e non superfluo. Una parabola pessimista e controversa sul razzismo e sulle sue conseguenze. In una Los Angeles buia e promiscua (aiutata dal montaggio di Hughes Winborne, premiato con l'Oscar) come non mai, si intrecciano varie esistenze, da vari poliziotti a semplici famiglie, sulle quali pende sempre la tensione dell'unione razziale. Film assai compatto ma certe volte un po' troppo prevedibile e facile nel suo razzismo, Crash risulta però molto godibile soprattutto a causa di una sceneggiatura (firmata da Paul Haggis e Robert Moresco e vincitrice dell'Oscar) mai banale e precisa nella sua umanità. Non è da sottovalutare l'apporto del cast in questo caso: lo strepitoso Matt Dillon è un agente Ryan mina vagante e pronto ad esplodere, Don Cheadle gioca invece sotto le righe, Thandie Newton che fino ad ora era solo molto bella, diventa un'attrice sorprendente soprattutto nel monologo con il marito Terrence Howard (altra grande rivelazione), poi Larenz Tate, reduce da Ray e Traffic, e il sorprendente rapper Ludacris che dipinge un personaggio controverso. Se infatti qualcosa emerge dai personaggi di Crash è che sono controversi, i buoni non sono poi così buoni (Ryan Philippe, Terrence Howard) e i cattivi non sono poi così cattivi (Matt Dillon, Ludacris). Non tutto funziona in Crash, qualche volta scade in dialoghi banali e stereotipati (però tanto di cappello a Paul Haggis che ha corso questo rischio) ma c'è da apprezzare Paul Haggis che in questi tempi incerti dipinge il razzismo come fenomeno attualissimo e pericolosissimo, amplificato dall'11 Settembre. Però visti i difetti del film, i 3 Oscar (tra cui miglior film!!!!!) ci stanno un po' stretti.

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    verde

    20/06/2006 01:51:38

    secondo me bellissimo. certo io in questi casi mi aspetto un film che sia più esplicito nella denuncia, crash è una fotografia. però traspare un ottimismo sulla natura umana che per quanto io sia convinto essere voluto, avrei preferito veder ribaltato. insomma, avrei preferito una denuncia più "feroce" invece che una foto, ma il risultato credo sia incontestabile, per quanto incontri il mio gusto ad un valore solo prossimo al 100%.

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    Mauro68

    12/06/2006 22:54:58

    Ottimo film, per ambientazione, svolgimento della storia, interpretazioni. Il circolo di incroci di vicende e di coincidenze che si crea è sicuramente abbastanza inverosimile, ma ci può stare se, come in questo caso, risulta comunque appassionante. Il finale tutto sommato (giustamente?) consolatorio stempera forse un po' troppo la tensione emotiva creatasi, ma va bene anche così. Il regista Paul Haggis prommette molto bene, e si vede che prende spunto qua e là nello stile da altri grandi registi, dimostrando di imparare benissimo la lezione.

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    Antonio

    06/06/2006 22:46:42

    Ottimo film corale,alla Altman,un vero e proprio spaccato della vita nei quartieri medio-bassi losangelini,con interpreti tutti funzionali alle parti.Non da Oscar ma comunque interessante e toccante.Da vedere.

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    Maria

    29/05/2006 15:53:12

    Il tema del razzismo in un insolito bellissimo film. E ricco di emozioni. Attori eccellenti.

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    dado

    09/05/2006 16:26:01

    non si puo' certo dire che il film sia brutto, ma ragazzi meritava di vincere l'oscar molto di piu' la pellicola di ang lee "brokeback mountain".

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  • Produzione: FilmAuro, 2008
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 107 min
  • Lingua audio: Inglese (Dolby Digital 5.1);Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: commenti tecnici; dietro le quinte (making of); trailers