Traduttore: G. Barbiero
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 5 novembre 2008
Pagine: 198 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845923241
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Descrizione
Il ruolo delle formiche nella biosfera - dice Edward Wilson - è così importante che l'umanità forse non potrebbe sopravvivere senza di esse. Ma l'umanità, prigioniera della propria strategia arcaica della sopravvivenza a breve termine, è ancora troppo concentrata su se stessa e sui propri bisogni, e sta distruggendo la natura con la forza di un meteorite. Entro la fine del secolo, metà di tutte le specie potrebbero essere definitivamente uscite di scena. Avrà allora inizio quella che potrebbe venire ricordata un giorno come l'Era eremozoica - l'Età della Solitudine. I costi materiali e spirituali per le generazioni future rischierebbero di essere sbalorditivi, ma a scongiurare tutto questo non bastano mere considerazioni utilitaristiche. Per risultare realmente efficace, la strategia di conservazione deve tentare di collegare l'approccio razionale tipico della scienza con quello più emotivo e spirituale offerto dalla nostra innata "biofilia", tendenza che permane, seppure atrofizzata, persino nei bozzoli artificiali in cui scorre la nostra esistenza urbana e che potrebbe diventare il fondamento di una nuova etica. Wilson per la sua perorazione ha scelto la singolare forma di una lettera indirizzata a un immaginario uomo di chiesa, nella speranza che religione e scienza, "le forze più potenti nel mondo di oggi", possano incontrarsi "al di qua della metafisica" per salvare il futuro della vita sulla Terra.

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    alida airaghi

    03/02/2014 10:37:57

    "La biodiversità del nostro pianeta è ben più ricca di quanto si pensasse. Questa diversità sta scomparendo a un ritmo sempre più rapido a causa della distruzione degli habitat, operata direttamente dall'uomo o indirettamente dal cambiamento climatico in corso, a cui si aggiungono il proliferare di specie invasive, l'inquinamento e il sovrasfruttamento delle risorse naturali. Se queste forze scatenate dall'attività umana non vengono in qualche modo mitigate, potremo perdere fino a metà delle specie di piante e di animali sulla Terra entro la fine del secolo." Il grido d'allarme, appassionato e inquietante, che si alza da queste pagine di Edward O. Wilson (grande entomologo, per decenni titolare di una cattedra di biologia ad Harvard), non solo rende il lettore consapevole delle sue responsabilità individuali di fronte al mantenimento dell'ambiente che lo ospita, ma gli fornisce una quantità sorprendente di informazioni, per lo più ignorate o volutamente censurate dal sistema mediatico asservito a un irresponsabile sviluppo economico. Che la nostra civiltà sia stata costruita sul tradimento della natura, che milioni di specie viventi scompaiano annualmente dal nostro pianeta, che l'acqua dolce non costituisca una riserva infinita, che le foreste pluviali siano a rischio estinzione, lo sappiamo più o meno tutti. Ma Wilson ci insegna in questo libro come l'uomo sia solo una delle molte specie animali esistenti sulla terra, e tra le più fragili e meno essenziali. Batteri, funghi, lombrichi, insetti dominano in assoluto rispetto alla ristretta nicchia naturale che ci ospita. E quindi è essenziale rieducare gli abitanti del pianeta a nuove regole di comportamento, responsabilizzando in questa indispensabile educazione ecologica collettiva governi, mezzi d'informazione e religioni. Altrettanto fondamentale è supportare culturalmente le sfide che attendono la biologia del terzo millennio, foriera di decisive rivoluzioni intellettuali.

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    gianluca guidomei

    20/11/2008 19:33:40

    "Salviamo la Creazione, e in tutte le sue forme! Un obiettivo minore non troverebbe giustificazione. Comunque sia sorta la biodiversità, non è stata posta su questo pianeta per essere cancellata da una sola specie. Né oggi né mai le circostanze potrebbero autorizzare la distruzione dell' eredità naturale della Terra. Possiamo a buon diritto essere orgogliosi del nostro status speciale, ma nella nostra capacità di cambiare il mondo dobbiamo conservare il senso della misura. Tutto ciò che gli esseri umani possono immaginare, tutte le invenzioni, tutti i giochi, le simulazioni, le storie epiche, i miti, i racconti e, sì, anche tutta la nostra scienza, è poca cosa in confronto a tutte le creazioni della biosfera. E' un fatto che la vita non umana ci ha preceduto su questo pianeta. Non sappiamo se ciò è avvenuto in un giorno preciso, come è scritto nella Genesi, ( direi molto improbabile ) o circa 3,5 miliardi di anni fa, come affermano le prove scientifiche. Resta il fatto che siamo gli ultimi arrivati. La biosfera dentro la quale è nata l' umanità ha avuto le sue crisi, ma è sempre stata un sistema perfettamente equilibrato e funzionante. E avrebbe continuato a esserlo in assenza di Homo Sapiens...". La questione non è se la Terra continuerà a vivere: la questione è se ci saremo anche noi . Basta dare un dato, molto significativo: se la specie umana si estinguesse porterebbe con sè soltanto tre specie di pidocchi che vivono esclusivamente sulla cute dell' uomo, e qualche specie di zanzara che si nutre di sangue umano. La gran parte degli scienziati è unita nel sostenere che il resto della biosfera, della vita animale e vegetale, non si accorgerebbe di niente...io credo, invece, che quel giorno si potrebbe ascoltare un immenso grido di liberazione da parte di Gaia. D'altronde, il grande etologo Konrad Lorenz sosteneva che l' anello di congiunzione tra la scimmia e l'uomo, siamo noi! Libro fondamentale. Ai genitori: leggetelo ai vostri figli.

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