Credere disobbedire combattere. Come liberarci dalle proibizioni per migliorare la nostra vita

Marco Cappato

Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 11 ottobre 2017
Pagine: 258 p., Rilegato
  • EAN: 9788817097048
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Descrizione
Dalla libertà scientifica a quella sessuale, dall'antiproibizionismo ai diritti dei disabili: una difesa appassionata del nostro diritto alla libertà

«L'obiettivo non è violare le regole, ma cambiare le regole»

Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”. Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale –, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: “assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza”.

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Indice

Introduzione. La prima cella non si scorda mai

I. Democrazia: se la ami, disobbedisci
II. Eutanasia: a chi appartiene la mia vita?
III. Droghe: largo a scienziati e a sommelier
IV. Sesso: a ciascuno il suo
V. Internet: se la democrazia avrà un futuro
VI. Geni ed embrioni: si può sempre migliorare
VII. Ogm: al contadino facciamo sapere...
VIII. Diritti umani e scienza: se non per bontà, almeno per convenienza
IX. Pannella il ragionevole

Conclusioni
Appendice 1
Appendice 2
Note
Ringraziamenti