Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane - Michel Onfray - copertina

Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane

Michel Onfray

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Traduttore: Gregorio De Pola
Collana: Saggi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 14 aprile 2011
Pagine: 482 p., Brossura
  • EAN: 9788862202565
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Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane

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Gaia la libraia

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Michel Onfray, coerente con sé stesso, prende di mira in questo libro una religione che, ancor più dei monoteismi del suo "Trattato di ateologia", sembra dover ancora avere vita lunga e felice. Questa religione è la psicoanalisi, e più in particolare il freudismo. L'idea di Onfray è semplice e radicale: Freud ha tentato di costruire una scienza e non vi è riuscito; ha voluto provare che l'inconscio ha le sue leggi, la sua logica intrinseca, può essere studiato mediante protocolli che riteneva scientifici, e tuttavia ha mentito, per potersi fregiare degli emblemi della scientificità. Tutto ciò merita una controinchiesta: ed è l'obiettivo che Onfray si pone. Con il rigore e la pazienza di un archivista, riprende daccapo in mano i testi sacri della nuova Chiesa. E senza timore dello stigma che si sarebbe senz'altro procurato, li mette a confronto con le testimonianze e ne esamina le contraddizioni. Il bilancio è terribile: la psicoanalisi è un'appendice della psicologia, della letteratura, della filosofia, ma non può assolutamente aspirare allo statuto di scienza "dura". Accolto in Francia da un enorme successo di pubblico - che si avvia a superare quello del "Trattato di ateologia" - e un'ondata di critiche feroci, "Crepuscolo di un idolo" è Onfray al suo meglio: un pensatore che della decostruzione di grandi miti del nostro (e di ogni) tempo fa una battaglia per la libera ricerca della felicità terrena.
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    Piero Di Girolamo

    05/10/2020 18:16:42

    Ormai è difficile sia tra gli intellettuali sia tra i lettori cercare la sintesi ed il confronto che arricchisca il sapere pur nella differenza di opinioni. Si cerca di distruggere, di demonizzare e il risultato è la trasformazione della ricerca intellettuale e scientifica in in classico Bartali - Coppi. Al fondo una profonda e purtroppo non percepita disonestà intellettuale che non può non sfociare nella intolleranza. Smarrito il metodo resta una sostanza maleodorante e foriera di ulteriori "guerre". Chi sarà il prossimo ad essere demolito ? Kant, Hegel ? Si torni agli studi severi e non alla produzione seriale di sciocchezze

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    Pierfrancesco

    23/12/2016 17:43:48

    Eccellente esposizione delle menzogne teoriche su cui generazioni di psicoanalisti hanno basato i loro lauti guadagni.

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    Emanuele

    03/08/2016 12:35:25

    Premetto che sono dottore in scienze tecniche psicologiche. Pertanto, ho approfondito le teorie di Freud e quelle della psicoanalisi, ed ho sempre ritenuto, in accordo con tutti i professori di psicologia (eccetto quelli di psicologia dinamica ovviamente) che il corpus Freudiano e quello psicoanalitico sono da considerarsi anacronistici e non validi da un punto di vista metodologico. Semplicemente, Freud andrebbe letto per la psicologia come si legge Ippocrate o Galeno per la medicina. Tuttavia, non appena si esce dall'ambiente universitario per calarsi nella vita di tutti i giorni, si nota che tra i 'profani' vi è una venerazione verso Freud, e che lo psicoanalista viene visto dalla società come una specie di individuo onnipotente capace di scavare nell'inconscio altrui trovando le motivazioni ultime delle sue azioni. Non serve a molto spiegare che l'inconscio come è stato teorizzato da Freud non è dimostrabile né falsificabile, e che quindi a priori non è da ritenersi scientifico, così come a livello neuroscientifico non vi sono ragioni per supporre l'esistenza di un inconscio come descritto da Freud. Per la gente, siccome lo ha detto Freud, è vero. Ho letto molte critiche a questo libro, prima di leggerlo e dopo averlo letto, e quello che ho potuto constatare è che chi cerca di demolire l'opera di Onfray usa argomentazioni ad personam (le sue idee personali lo portano a parlar male di Freud, e poi è ateo quindi è cattivo) o di tipo ancor più basso (si critica Freud perché fa scena ed è facile vendere, si critica Freud perché in fondo quello che dice è vero), in poche parole basta leggere un po' di critiche per rendersi conto che i difensori della psicoanalisi 'a priori' non hanno alcun argomento valido, nessun fatto scientifico. Ho letto addirittura che il libro sia stato scritto per limitare il potere delle terapie cognitivo-comportamentali, quando Onfray non ne parla all'interno del libro. Mi chiedo se i detrattori di questa solida opera la abbiano letta

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    Greta

    12/09/2012 23:21:30

    Onfray è un filosofo, e la lettura che fa di Freud è quella tipica di chi non ha esperienza di clinica. Non è un libro "politicamente scorretto", è proprio un libro brutto, mirato a screditare uno dei pochi saperi rimasti importanti e necessari per contrastare lo strapotere cognitivista-capitalistico, quel potere in cui la figura del padre non è appunto gradita. La cosa più strana è che Onfray è francese, ovvero proveniente da una nazione che è stata in un passato non troppo lontano, patria di grandi filosofi che hanno realizzato oneste e importanti letture dell'opera di Freud. Non è un buon segno che la Francia dia vita a intellettuali dubbi come Onfray. Spero almeno che questo libro sia stato pubblicato con carta riciclata.

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    Alessandro D.

    24/07/2012 04:37:58

    Un buon libro! Il problema non è soltanto Freud, ma la Scolastica costituitasi che ha di fatto, per volontà del Messia dell'inconscio-inconoscibile (tranne da lui, chiaro?), costruito la Chiesa psicanalitica - ebbene sì, i non-credenti solo a parole non si rendono conto che i cleri siano molti e, cosa più assurda, mentre combattono una sola Chiesa non si accorgono di tutte le altre che sostengono! L'ateismo dei più si dimostra un fenomeno di massa, intellettualoide, incoerente, "credente", altrettanto oscurantista. Questo libro si inscrive in una lista in continuo aggiornamento di testi demolitori della fede edipica: si leggano i dubbi di Einstein e Wittgenstein, o le critiche di Politzer, Popper, Ellenberger, Fagioli, Borch-Jacobsen e Shamdasan, Bénesteau. Circa la psicoterapia, è bello sapere come molte scuole abbiano concretizzato come prima della mitologia vi fossero in un dimenticato passato educatori "senza-attrezzi-né-inconsci" quali Democrito, Protagora, Antifonte, Epicuro, Zenone e, 1900 anni dopo, con lo stesso spirito, Spinoza, studiosi tutti dediti a comprendere seriamente la verità naturale e l'essere umano - anziché squilibrarlo - e ben consapevoli su se stessi come felicità, salute, benessere, libertà non solo siano possibili, ma siano necessari!, mediante la cura del corpo e la radicale eliminazione mentale di mali o credenze socialmente comode (come l'inconscio), tramandate praticamente da preti, cattedratici, politici, intellettuali (sempre più giornalisti). Che Onfray per la sua opera "politicamente scorretta" - anche economicamente, dati i guadagni degli psicanalisti medi - risulti troppo empio, pazienza: ogni epoca ha le sue "fedi" e la sua "politica corretta", e giustamente anche i suoi "credenti", "fedeli"; tutto ciò prova come molti non siano per nulla abituati a letture ribelli, benché tutti si dicano anticonformisti. Qualcuno ha scritto che scienza e cultura si sono mischiate al volgare e al far cassa: verissimo, e a Freud dobbiamo molto!

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    Marco

    20/06/2012 09:08:43

    Libro non bello. Una superficiale critica all'opera di Freud e non se ne capisce il perché.

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    Letizia

    25/05/2011 19:48:00

    Un libro imperdibile. Contrariamente al commento di Patrizio, il libro è documentato sulla base di 10.000 pagine di letteratura studiata da Onfray, di cui gran parte scritta proprio da Freud. La bibliografia è enorme. Almeno la metà degli scritti di Freud sono ancora coperti da segreto, a cura della sua discendenza. La cosa è sospetta per un uomo che pur avendo lasciato un contributo rilevante alla psicoanalisi, non solo non l'ha fondata (fu Breuer), ma quando ha deciso di farne una scienza, non ha dato nessun contributo né empirico, né tanto meno scientifico alla sua dottrina. Illuminanti sono i carteggi con il collega Fliess, in cui Freud confessa gli insuccessi e i reali bisogni (economici, di prestigio, narcisistici) che lo spingevano a proseguire sulla strada di una terapia insulsa e che non dava frutti. Onfray dichiara onestamente lo scopo del suo lavoro: provare che la dottrina di Freud non ha nulla di scientifico e che dovrebbe pertanto attenere alla teoria filosofica, contrariamente a quanto Freud ha preteso. Quest'ultimo ha rinnegato energicamente lo status di pensatore e tentato con ogni mezzo di propalare la sua merce come scienza. Il libro smonta senza possibilità di contraddizione ogni evidenza scientifica del lavoro freudiano. Non è complicato, visto che la scienza si basa su criteri quali oggettivazione, ripetibilità, affidabilità, prova. Freud non ha mai ottenuto un solo risultato e purtroppo gli esiti dei suoi pazienti furono catastrofici, neanche « solo » inutili. Le riflessioni sono d'obbligo, e queste sono le mie: la patologizzazione dell'umore e del comportamento al solo scopo di farne un sistema di lucro, ma anche di controllo. Onfray si chiede, e me lo chiedo anch'io, come si possa chiamare terapia qualcosa che dura 10, 20 o 30 anni. I malati psichiatrici ovviamente esistono, ma Freud non ne ha salvato uno.

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    Patrizio

    18/05/2011 12:08:34

    E' un'opera sgradevole, tipica dei nostri tempi in cui il fare cultura, scienza, si è pericolosamente mischiato al chiacchiericcio, al sensazionalismo, al gossip. Il classico libro scritto da chi non ha mai fatto esperienza di psicoanalisi. Smantellare un'opera come quella di Freud, significherebbe, a conti fatti, proporre un modello alternativo, più efficacie, diversamente costruito. Contrariamente Onfray non propone niente, ma scava nella vita di Freud per mostrarci un uomo non all'altezza della sua fama. Vuole farci vedere il classico Freud inedito come se si trattasse di una rock star o di un attore. E' un volume patetico e senza alcun rigore, appositamente costruito per fare "cassa" e per costruirsi un nome.

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    Carlo M.

    18/04/2011 16:32:18

    Ho letto in gioventù molte opere di Freud, che negli anni sessanta del secolo scorso veniva considerato una specie di mostro sacro, la cui opera innovativa aveva aperto nuovi orizzonti alla psicologia. Mi era sembrato un bravo narratore di favole, creatore di una specie di mitologia psicologica (un bugiardo matricolato, per dirla tutta). Dopo quarant'anni ho letto LA SCOPERTA DELL'INCONSCIO di Henri Ellenberger, FREUD E I SUOI SEGUACI di Paul Roazen, LES MENSONGES FREUDIENS di Jacque Bénesteau e infine questo volume di Onfray. Mi son così reso conto che il bravo Sigmund era non solo un bugiardo, ma anche un furfante e perfino un pessimo medico, responsabile della morte di tre sue pazienti, che lui curava come isteriche, ma che in raltà soffrivano di gravi patologie fisiche. E'un libro da leggere assolutamente, per rendersi conto di come vengono creati i miti, peraltro duri a morire. E pensare che c'è ancora gente che va dallo psicanalista (e paga lauti onorari per farsi vendere aria fritta)...

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    Filosofo e saggista francese, ha fondato l’Università popolare di Caen. Autore di oltre cinquanta libri fra cui il fortunatissimo Trattato di ateologia (2005), è fra i più popolari e controversi filosofi europei e decostruisce ormai da quasi trent’anni mitologie religiose, filosofiche, sociali e politiche. Ponte alle Grazie pubblica dal 2009 i suoi libri principali: fra questi ricordiamo il suo opus magnum contro Freud, Crepuscolo di un idolo (2011), Pensare l’islam (2016), Filosofia del viaggio (n. ed. 2017) e i volumi della sua monumentale Controstoria della filosofia in sei volumi: Le saggezze antiche (Fazi, 2006; ed. tasc. 2007), Il cristianesimo edonista (Fazi, 2007; ed. tasc. 2009), L’età dei libertini (Fazi, 2009), Illuminismo... Approfondisci
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