La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale

Edmund Husserl

Traduttore: E. Filippini
Curatore: E. Paci
Editore: Il Saggiatore
Collana: Saggi. Tascabili
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 30 aprile 2008
Pagine: 588 p., Brossura
  • EAN: 9788856500332

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    Stella Alpina

    14/12/2013 19:47:31

    La riflessione husserliana muove dalla constatazione che, nonostante le straordinarie scoperte scientifiche moderne, le scienze sono attraversate da una crisi che non riguarda la legittimità delle loro operazioni metodiche, ma si riferisce piuttosto alla perdita di significato per l'esistenza umana. Il sapere occidentale ha smarrito quel telos che era nato con la filosofia greca e che ha sempre guidato l'umanità europea. La crisi è dovuta, secondo Husserl, alla riduzione positivistica della scienza che ha fatto si che essa non riuscisse più a dare un senso al mondo-della-vita. A riprova di ciò basti considerare l'abisso in cui è sprofondata la cultura europea, a partire dalla seconda guerra mondiale sino all'ascesa di Hitler. Questi avvenimenti vengono interpretati da Husserl, come catastrofi spirituali,come perdita da parte dell'umanità europea di una compagine di senso. Muovendo da queste considerazioni,Husserl ritiene indispensabile sottoporre a una severa critica le scienze. La conoscenza, per il filosofo moravo, è orientata prevalentemente verso interessi di carattere scientifico, mentre tende a trascurare tutta una serie di problematiche esistenziali che sono indispensabili per la vita, quali il dolore, la felicità, il rapporto tra gli uomini, il senso dell'esistenza umana. Questo è accaduto poiché le scienze di stampo positivista che avanzano la pretesa di offrici una visione del mondo, adottano un'obiettività sperimentale che impedisce loro di occuparsi di questioni che, pur essendo fondamentali per l'uomo, non possono essere osservate direttamente, ragion per cui hanno finito con l'allontanare l'umanità da questi problemi: «essendo scienze dei fatti hanno creato uomini di fatto, privi di ideali». Da questo stato di cose al manifestarsi della crisi il passo è breve, è bastato, infatti, che la storia costringesse gli uomini a sentire nuovamente il bisogno delle domande ultime sull'esistenza, alle quali le scienze di fatti non sono in grado di rispondere.

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    pietro

    13/12/2009 17:41:48

    "Die krisis" è sicuramente il capolavoro filosofico di Husserl, nonché la sua opera più attuale.In essa il filosofo moravo sostiene la tesi che la fenomenologia possa liberare l'umanità europea dal suo declino storico, iniziato col trionfo delle scienze moderne a partire da Galileo, il quale ha proposto una conoscenza obiettivistica e ingenuamente naturalistica della realtà. Ciò ha prodotto la reificazione della persona, ridotta a semplice cosa, mentre le scienze si sono limitatate a essere studi dei fatti, trascurando ogni interesse per l'essere umano e per i suoi problemi più urgenti, primo fra tutti il senso e il non senso della vita, su cui invece indaga la fenomenologia. Attraverso quest'ultima la filosofia si trasforma in pura contemplazione metafisica, conoscenza disinteressata del mondo. Finchè l'uomo non sarà conscio di ciò resterà coinvolto nelle vicende dei fatti, anzi rimarrà lui stesso una semplice fattualità.

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