Cuccette per signora - Anita Nair - copertina

Cuccette per signora

Anita Nair

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Traduttore: Francesca Diano
Editore: Guanda
Collana: Le Fenici
Anno edizione: 2012
Pagine: 332 p., Brossura
  • EAN: 9788860884794
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Stazione ferroviaria di Bangalore, India. Akhila, single quarantacinquenne da sempre confinata nel ruolo di figlia, sorella, zia, è a un passo dal realizzare il suo grande sogno: salire su un treno gloriosamente sola, sistemarsi in una delle cuccette riservate alle signore e partire alla volta di una meta lontana, il paesino in riva al mare di Kanyakumari. Con le cinque donne del suo scompartimento - Janaki, moglie viziata e madre confusa; Margaret Shanti, insegnante di chimica sposata con un insensibile tiranno; Prabha Devi, la perfetta donna di casa; Sheela, quattordici anni e la capacità di capire ciò che le altre non possono; Marikolanthu, la cui innocenza è stata distrutta da una notte di lussuria - si crea subito una profonda intimità. Nelle confidenze sussurrate durante la lunga notte Akhila cerca una risposta alle domande che la turbano da quando era bambina, gli stessi dilemmi che caratterizzano il viaggio intrapreso da ogni donna nella vita.
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    ST360

    22/06/2020 19:56:29

    Ho letto questo libro per pure coincidenza, attratta dalla trama. L´ho trovato piacvole. Una buona lettura, soprattutto per chi vuole conoscere una nuova cultura. Si legge facilmente e scorre piuttosto velocemente.

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    nihil

    17/05/2019 14:44:03

    Libro splendido. In un'India che vive ancora tra pesanti tradizioni e una timida modernità, cinque donne si raccontano senza veli, come solo si può parlare tra sconosciuti. Nessuna di loro ha avuto una vita felice, ne sono consapevoli, non hanno potuto scegliere. Alla fine però la ribellione interiore riesce a germogliare.

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    Polipetto8

    10/02/2019 11:23:28

    Un bel libro, scritto bene e scorrevole. E' interessante scoprire la vita di cinque donne diverse da loro per età ed esperienze vissute, così lontane dalla nostra cultura eppure così simili a noi. Una lettura piacevole

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    Paola

    09/02/2019 16:27:40

    Interessante per chi come me ama conoscere la società indiana . Forse un po’ forzate le confessioni tra sconosciute

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    taty

    06/08/2018 13:52:08

    un libro molto molto bello e carico di spunti interessanti: sulla vita delle donne, che sebbene sembri diversa da una cultura all'altra, sostanzialmente è simile per molti altri versi

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    Chiara

    19/04/2015 14:41:41

    Bello questo libro che racconta delle esperienze al femminile così lontane geograficamente e culturalmente da noi...eppure universali. Mi ha scaldato il cuore, e allo stesso tempo è stato doloroso. Penso che ogni donna ci possa trovare qualcosa di sé, nel bene e nel male.

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    Elena

    15/03/2015 18:24:13

    Libro bello, peccatto che ci si possa perdere tra i nomi delle protagoniste il che richiede ogni tanto rifare un passo indietro. Ad ogni modo, una bella finestra sulla realtà della donna in India come riflessione sul nostro mondo e paese, di cui troppo frequentemente di lamentiamo

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    Simo

    14/01/2015 14:38:24

    Ho letto questo libro in pochissimo tempo, non l'ho trovato noioso, ma c'è qualcosa che non mi convince. Come se il racconto rimanesse incompiuto, e non nel senso della storia in sè, quanto nell'articolazione di essa. Insomma non mi ha coinvolta quanto credevo. Forse questo continuo desiderio di affermare la forza delle donne o la completa diversità delle protagoniste che si raccontano le loro vite nel breve volgere di poche ore li ho trovati un pò forzati. Vero è che la realtà delle protagoniste è molto difficile e trovare il coraggio di fare delle scelte impopolari non è così automatico, ma il racconto corale non mi ha entusiasmata, perchè il risultato l'ho trovato disomogeneo, sebbene dovesse concorrere ad un unico risultato, aiutare Akhila a credere in se stessa, nonostante avesse già preso la sua decisione, ossia vivere e non lasciarsi vivere. Scrittura scorrevole e decisa. Nel complesso lo consiglio ma senza trasporto.

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    Laura

    14/07/2014 12:11:26

    In un vagone letto si intrecciano le vite e le storie di sei donne. Akhila, la protagonista, una donna di 45 anni che ha preso in mano le redini della famiglia alla morte del padre, divenendo l'uomo di casa. Dopo aver rinunciato a realizzare la propria vita sente che è arrivato il momento di realizzare se stessa. Janaki, la più anziana, accompagnata dal marito, di cui è costante presenza da più di 40 anni. La giovanissima Sheela sconvolta dalla morte della nonna. Margaret Shanti, professoressa di chimica, che identifica e classifica le persone associandole ad un elemento chimico, vittima e succube del presuntuoso marito, ne diventa carnefice. Prabha Devi la figlia e moglie perfetta, che si scopre seduttiva e vivace, ma, a seguito di un increscioso episodio, ricaccia quel suo aspetto divenendo una particella di polvere grigia e inesistente. Solo nella sfida di imparare a nuotare ritrova se stessa. Infine Marikolanthu con una vita tribolata e terribile che ha scoperto sulla sua pelle che le "donne sono forti. Le donne possono fare tutto, bene quanto gli uomini. Le donne possono fare molto di più. Ma una donna deve cercare dentro di se' quel filone di forza. Non si manifesta naturalmente da solo". Intenso ritratto di donne, del loro incommensurabile e misterioso mondo interiore, e di un'India, piena di contraddizioni, moderna ed antica insieme. Il vero voto è un 4.5, manca la perfezione perché l'incontro e lo scambio di confidenze tra le sei donne risulta un po' forzato.

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    Tiziana

    23/09/2013 18:54:38

    Confessioni, riflessioni, pensieri intimi, rimpianti, analisi ben focalizzate; senza dubbio un libro che sviscera l'animo femminile e scende in profondità. Sebbene non sia sempre scorrevole, anzi a tratti persino lento, è un'ottima lettura; alcune parti e figure di donna sono più sfaccettate, variegate e fluide di altre, mitico il paragone tra i tipi umani e gli elementi chimici e poi le atmosfere che vengono evocate in modo tanto nitido da divenire visualizzabili. Per chi, come me, apprezza le letterature indiana, cinese e giapponese è una buonissima prova, una voce apprezzabile e da conoscere ancor meglio

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    Maunakea

    03/08/2013 19:03:20

    Ne ho un buon ricordo, l'ho letto tempo fa, mentre molta della letteratura indiana che leggevo da ragazzina adesso la trovo stancante, questo lo ricordo positivamente.

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    France

    02/04/2013 14:49:23

    Un libro straordinario, dolce, intenso, delicato e appassionato, un romanzo corale al femminile profondo e commovente. Personaggi sfaccettati e psicologicamente elaborati, narrazione attenta, dettagliata e originale. Mi ha completamente coinvolta, mi ha fatto piangere e ridere. Uno dei migliori libri mai letti.

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    alessia

    27/03/2013 22:39:26

    Una scrittura delicata che trasporta in un mondo e in una società sconosciuta, attraverso la lettura si scopre una realtà contemporanea, spesso incomprensibile ai nostri cuori occidentali,e si apprezza la forza d'animo dell'autrice, che irrompe pagina dopo pagina.

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    Donatella

    20/02/2013 13:14:15

    A me è piaciuto proprio tanto. Belle storie di donne, con diverse esperienze di vita, raccontate in modo semplice e toccante. Brava Anita Nair. Leggerò senz'altro altri suoi libri.

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    chiara

    08/01/2013 22:49:28

    non sempre le rivoluzioni fanno clamore,soprattutto quando si tratta di donne,discrete,umili,scrupolose.ma ci vuole davvero un grande coraggio e un fortissimo amore per se stesse per guardarsi dentro e decidere di srtavolgere la propria vita.questa è la storia di Akhila e delle sue compagne di viaggio

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    simona proietti

    29/08/2012 17:31:41

    Scrittura scorrevole e testo ben tradotto. Ma il libro si finge un racconto multiplo che non è. L'esposizione di storie individuali di donne che si incontrano in un vagone letto......in fondo sono tutti racconti separati, messi insieme solo perchè collocati nello stesso -pretestuoso- spazio narrativo. Non so dire di preciso perchè non mi ha convinta, ma so per certo che non mi ha emozionata.

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    Roberta

    02/05/2011 11:41:38

    Premetto che e' il primo libro che leggo di un'autore indiano ed e' stato molto interessante, perche' attraverso il racconto delle vite delle protagoniste, ho conosciuto un lato sociale e culturale dell'India, di cui poco sapevo se non tramite alcune notizie lette sui giornali. Qui viene messo in risalto la condizione della donna, sposa sottomessa al marito e nella maggioranza dei casi costretta a matrimoni combinati. Le cuccette per signora sono state delle oasi femminili per le donne perche' hanno permesso di condividere, anche se per il solo tempo del viaggio, sogni e speranze che non avrebbero mai osato fare nella vita quotidiana.

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    Rain

    28/04/2011 11:42:39

    Un libro che parla di donne, delle loro vite, della loro psicologia, dei loro sogni, spesso infranti. Sono donne indiane, ma potrebbero essere (tolta la localizzazione e certi particolari) donne di qualsiasi luogo e non luogo, tanto alla fine è similare il loro sentire, il loro voler essere amate, rispettate, essere felici. Un libro delicato e da gustare, anche se preso un pezzetto alla volta. Consigliato.

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    Claudia

    06/03/2011 15:15:15

    Il racconto della vita di Akhila funge da cornice ad altri racconti di vita di giovani e meno giovani donne indiane, legate, nelle scelte positive o negative per la loro esperienza e per la loro famiglia, dalla spasmodica ricerca della risposta a questa domanda: può una donna essere tale, avere valore, riuscire a farcela nel mondo senza l'aiuto, l'appoggio, la protezione di un uomo? Senza per forza dover essere moglie e madre? E se è moglie e madre, può mantenere comunque una propria personalità, distinta dai suoi ruoli canonici? Nel nostro mondo occidentale la domanda suona così assurda che solo a scriverla sento una risatina ironica nella mia testa... ma nel mondo indiano non è così scontato e la donna, per quanto istruita e lavoratrice, è sempre legata a un ambiente familiare (d'origine o acquisito col matrimonio) che le impone un certo tipo di comportamento e certe rinunce. Akhila e le altre donne del romanzo però cercano il loro riscatto nella loro stessa forza, rispettando non solo le tradizioni, ma anche e soprattutto se stesse. Si incontrano su un treno e, senza mai essersi viste, si raccontano le proprie esperienze. I racconti, presi a sè, sono molto belli, spesso coinvolgenti, ma il rapporto tra le donne da cui tutto prende avvio è del tutto tralasciato: salgono sul treno, cercano la propria carrozza e le proprie cuccette, si siedono e cominciano a raccontare...il tutto appare un po' brusco e stona con un romanzo invece che lascia un sapore molto dolce...

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    Antonio

    10/03/2010 18:30:46

    I racconti si riferiscono a cinque donne diverse (se consideriamo anche la ragazzina) ma potrebbero tranquillamente parlare della stessa donna in diverse fasi della vita. Il libro è ben scritto, è scorrevole ma indubbiamente è indirizzato a un pubblico femminile (tant'è vero che alla fine vengono inserite delle ricette della cucina indiana!). Per questo motivo, da buon maschio adulto europeo, ho fatto un po' fatica a metabolizzarlo e ad entrare in sintonia con il modo di pensare dei personaggi: ad esempio poter mangiare un uovo sodo di gallina, oppure fare un bagno in piscina a noi europei sembrano cose ovvie, ma evidentemente in India non lo sono. Inoltre la fine, che non rivelo, mi ha lasciato un po' perplesso: è in "quello" che consiste la liberazione a cui tanto aspira la zitella protagonista?

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  • Anita Nair Cover

    Anita Nair vive a Bangalore, in India. Il satiro della sotterranea. Racconti urbani e gotici è il suo primo libro. Nel 2001, ha pubblicato il suo primo romanzo, Un uomo migliore, che ha ottenuto un notevole successo di critica e di pubblico. Nel 2002, Cuccette per signora, il suo secondo romanzo, si è imposto come uno dei maggiori bestseller internazionali. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: L'arte di dimenticare, La ferocia del cuore, Padrona e amante, Il custode della luce, L'ira degli innocenti.Neri Pozza e Guanda pubblicano i suoi libri in Italia. Approfondisci
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